REFERENDUM ACQUA: LA CONFINDUSTRIA E’ ALLEATA DELLA CASTA
mag 30th, 2011 by Redazione
Sono particolarmente deboli gli argomenti dei privatizzatori per questo hanno scelto la strada dell’oscuramento dei referendum sui media e la grande stampa. Basta leggere i resoconti della conferenza stampa del Comitato del No e degli esponenti abruzzesi di Confindustria per rendersene conto. Presentare la privatizzazione come il toccasana contro la “casta” è un vecchio trucchetto particolarmente ridicolo.
E’ proprio la “casta” che da venti anni sta privatizzando tutto con il plauso di Confindustria. I referendum nascono da quei movimenti, comitati e partiti che nei territori hanno contrastato sprechi e clientele.
Il dato che i confindustriali usano come spada è quello dei costi del personale nelle società pubbliche abruzzesi: questo dato è esploso proprio con il passaggio della gestione dai municipi alle spa.
Faccio notare che uno degli scopi di noi referendari è proprio quello di abolire l’obbligo imposto una decina di anni fa dalla “casta” bipartisan degli amici di Confindustria. Infatti il “partito dell’acqua” è nato proprio dalla norma che imponeva di affidare a delle S.P.A. la gestione dei servizi pubblici.
Si trattava del primo passaggio verso la privatizzazione e ha prodotto danni enormi perché queste società di diritto privato si sono trasformate in carrozzoni clientelari, in paradisi delle prebende, ecc. non essendo sottoposte alle regole proprie degli enti pubblici. Non aveva nessuna logica imporre la gestione di un servizio pubblico a società per azioni i cui azionisti erano e sono i comuni. L’unico obiettivo era quello di aprire la strada ai privati. Infatti la norma contenuta nel decreto Ronchi prevede l’obbligo di cedere ai privati una consistente percentuale delle quote azionarie di queste società. Il risultato sarà che permarrà la presenza partitocratica, ma affiancata da quella di privati da remunerare con le nostre bollette.
Confindustria non dice che senza referendum avremo delle società miste, mentre noi referendari da anni abbiamo depositato in parlamento una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua che prevede l’abolizione delle SPA per i servizi idrici e una gestione trasparente e partecipata.
In realtà la privatizzazione è figlia dell’accordo tra la “casta” e i poteri forti di questo paese che invece di investire in ricerca, sviluppo, innovazione e competere sui mercati vogliono continuare a fare affari senza rischi appropriandosi di infrastrutture e servizi pubblici che costituiscono dei monopoli.
Per quanto riguarda le risorse da investire è da notarsi che i privatizzatori ci faranno pagare con le bollette i loro piani di investimento e non è certo un caso che i gruppi più interessati alla privatizzazione siano quelli che lavorano nel settore delle opere pubbliche (la vicenda autostrade dovrebbe averci insegnato qualcosa).
La differenza tra il finanziare le opere attraverso mutui o attraverso anticipazioni di privati è semplicemente la quota aggiuntiva di remunerazione per il capitale investito che pagheranno i cittadini con l’aggravio delle tariffe.
I nostri (im)prenditori hanno fretta di incassare le tariffe, visto che sono incapaci di fare impresa, parlano di libero mercato ma cercano solo profitti garantiti per legge e senza rischio.
Quanto all’Abruzzo noi referendari abbiamo condotto per anni battaglie contro la casta mentre Confindustria ci sembra che abbia sponsorizzato ogni genere di casta. Ogni scandalo e inchiesta giudiziaria (sanità, edilizia, rifiuti, appalti, depurazione) ha disvelato in Abruzzo l’intreccio politica-affari. Lascio soltanto immaginare cosa accadrà quando questa politica gestirà le gare per l’ingresso dei privati nelle spa e quando privati e politici siederanno insieme nei cda.
La realtà è che la vittoria dei referendum rappresenterebbe una sconfitta per la “casta” e un ceto di (im)prenditori assistiti che hanno condotto il paese e la nostra Regione nell’attuale crisi e declino.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC già relatore alla Camera dei Deputati della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua





Loading ...

