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		<title>Domenica a l&#8217;Aquila i Disegnatori col caschetto</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 09:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Il 5 settembre appuntamento a L’Aquila per tutti gli Urban Sketchers, con la matita e il taccuino per disegnare il bello e il brutto della città del dopo terremoto.
&#8220;Siamo una parte del movimento mondiale degli Urban Sketchers http://www.urbansketchers.com/, persone che osservano descrivono, disegnando dal vero, la realtà sociale, artistica, architettonica delle città e dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span><strong>Il 5 settembre appuntamento a L’Aquila per tutti gli Urban Sketchers, con la matita e il taccuino per disegnare il bello e il brutto della città del dopo terremoto.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">&#8220;Siamo una parte del movimento mondiale degli Urban Sketchers <a href="http://www.urbansketchers.com/"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://www.urbansketchers.com/</span></span></a>, persone che osservano descrivono, disegnando dal vero, la realtà sociale, artistica, architettonica delle città e dei luoghi che vivono.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Noi vogliamo raccontare L&#8217;Aquila e il terremoto come nessuno ha ancora fatto, con matita e taccuino disegnando dal vero, vogliamo raccogliere le immagini dei disegnatori che attraversano le strade, le piazze, le nuove periferie di questa città silenziosa, ma non ancora ridotta al silenzio, vogliamo raccontare i luoghi comuni e non comuni del terremoto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Dopo la giornata del 4 luglio a cui hanno partecipato 12 artisti siamo tornati in azione, a disegnare a L&#8217;Aquila il 25 luglio, tutti perfettamente muniti di caschetto, scortati nella zona rossa da due preziosi vigili del fuoco, con una persona che conosce e ama la sua città a farci da guida e a raccontarci di ogni angolo, per riempire la &#8220;carriola di disegni&#8221; <a href="http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/</span></span></a> che sta già facendo il giro del net.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Il virus della verità, su questo pezzo di Italia squassato dal terremoto prima, e dal silenzio menzognero poi, sta cominciando a spandersi e a richiamare sempre più gente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Sul blog, come mattoni a ricostruire memoria, gli artisti che sono stati a L&#8217;Aquila continuano ad inserire i loro disegni, capaci di evocare dense sensazioni, le stesse provate per le strade, per i vicoli e per le piazze.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Un commento sul blog ci indica la strada &#8220;Grazie per questi bellissimi disegni, intensi e accorati come poesie. Ogni volta che visito questo blog mi si stringe il cuore, ma continuo a farlo perché è giusto conoscere, vedere, combattere l&#8217;indifferenza. &#8220;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">E questo è il senso. Raggiungere il cuore di chi dagli occhi, tramite la tv, è stato ingannato. Lumi che non illuminano più colpiscono per la loro frustrante vanità, quando la sera cala ed il buio avvolge la città spegnendone ogni vita. Non siamo più abituati ad una città spenta, e girare per le strade abbandonate prive di illuminazione pubblica è uno choc.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Scrive Angela Maria Russo a margine del suo contributo sul blog &#8220;Con lo sguardo inquieto, incapace di fermarsi su un oggetto specifico, si vaga alla ricerca di qualcuno, di qualcosa che ci faccia ritornare alla vita e ci faccia uscire da questa calma vuota per avere di nuovo  una speranza.&#8221;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>Non ci fermiamo.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Il prossimo grande appuntamento è previsto per il </span><span style="text-decoration: underline;"><strong>5 settembre</strong></span><span style="text-decoration: underline;">, e per quel giorno in Piazza Duomo vogliamo invitare gli artisti, gli appassionati di tutta Italia,</span> perchè i disegni viaggiano più veloci delle parole, non hanno bisogno di traduzioni, arrivano immediatamente al cuore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Per contatti, informazioni e colalborazione:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Marco Preziosi tel.: 3383163358</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Irene del Prato tel.: 3463848348</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/</span></span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>Una risposta del movimento ai petrolieri</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/08/07/una-risposta-del-movimento-ai-petrolieri/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 15:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petrolizzazione Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pubblicata sul Centro di oggi :

LE RAGIONI DEGLI ABRUZZESI 
NON C&#8217;È FUTURO  SENZA UNA POLITICA ENERGETICA ALTERNATIVA 
 
Negli ultimi giorni il sistema Confindustria e le imprese petrolifere operanti in Abruzzo hanno lanciato una campagna stampa per evidenziare i benefici delle estrazioni petrolifere.  Lo fanno perché sono consapevoli che gli abruzzesi, grazie all’opera disinteressata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;">Pubblicata sul Centro di oggi :</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><span style="color: #314004;"><span style="font-size: small;"><strong>LE RAGIONI DEGLI ABRUZZESI </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><span style="color: #314004;"><span style="font-size: small;"><strong>NON C&#8217;È FUTURO  SENZA UNA POLITICA ENERGETICA ALTERNATIVA </strong></span></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>Negli ultimi giorni il sistema Confindustria e le imprese petrolifere operanti in Abruzzo hanno lanciato una campagna stampa per evidenziare i benefici delle estrazioni petrolifere.  Lo fanno perché sono consapevoli che gli abruzzesi, grazie all’opera disinteressata e partecipata di associazioni e comitati, sono fortemente preoccupati dalla deriva petrolifera che sta colpendo il  territorio ed il mare antistante la costa. Lo fanno ora, forti delle loro risorse economiche, dopo essersi sottratti per anni ai confronti pubblici.</strong></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>-Il nostro territorio non  sopravviverebbe ad un incidente petrolifero.</strong> Il disastro ambientale ed economico provocato dal pozzo della BP, come  altri gravi disastri nel settore petrolifero, lo dimostra. Se nel Mare Adriatico si verificasse un incidente di portata anche molto più ridotta di quello del Golfo del Messico sarebbero compromessi l’ecosistema naturale marino-costiero e le stesse attività economiche di tutto l’Abruzzo. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>-I dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico attestano</strong> che ad oggi il 51,07% di territorio abruzzese è interessato da richieste o concessioni di ricerca, estrazione o stoccaggio di idrocarburi. In questa porzione di territorio, 221 comuni sui 305 totali, risiede il 79% dell’intera popolazione abruzzese. Nel mare antistante la nostra costa ci sono 6.241,15 km quadrati ugualmente interessati da attività di ricerca ed estrazioni di idrocarburi.  A fronte di tutto questo centinaia di Comuni, le Province e la stessa Regione si sono dichiarati contrari a questo tipo di interventi. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>Le industrie petrolifere vogliono imporre le loro scelte agli abruzzesi </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>-La prospettiva della petrolizzazione non porterà benefici occupazionali.</strong> Non ne porterà nessuno, aldilà della propaganda.  Sono più di 83.000 le aziende agricole (fonte ISTAT), migliaia sono i posti di lavoro nel turismo e nell&#8217;indotto. Questa economia verrà pesantemente danneggiata  come è già avvenuto in Basilicata nella Val d&#8217;Agri dove  la scelta petrolifera si è rivelata una  storia sporca, come spesso sporche sono  le storie legate allo sfruttamento petrolifero in ogni parte del mondo.   Per non parlare  dei gravi danni alla salute dei cittadini che queste scelte comportano. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>Questo  gli Abruzzesi non lo vogliono </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>-Uscire dal petrolio è necessario. </strong> Per raggiungere gli obiettivi dettati dall&#8217;  emergenza climatica, da una diffusa ingiustizia sociale e da una drammatica crisi economica bisogna cominciare a pensare un nuovo modello di sviluppo basato sulla riduzione dei consumi, sull&#8217;efficienza energetica, sulla diffusione delle fonti rinnovabili. É necessario  presupporre  un vero e proprio capovolgimento dell&#8217;attuale schema energetico e delle tecnologie produttive.   La crisi energetica che stiamo vivendo non è solo di carattere fisico ma anche politico: essa riguarda il rapporto tra energia e potere. Serve una politica che sappia gestire nell&#8217;interesse collettivo le risorse essenziali come l&#8217;energia e l&#8217;acqua, che sappia imporre un modello energetico democratico e partecipato. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>L&#8217;ABRUZZO  HA BISOGNO  DI AFFRONTARE IL FUTURO  CON SCELTE CORAGGIOSE. È IMPOSSIBILE FAR COESISTERE LE RAGIONI DEL PETROLIO CON LE   SCELTE STRATEGICHE CHE LA NOSTRA REGIONE DA TEMPO HA CONDIVISO,  DESTINANDO IMPORTANTI TERRITORI A PARCHI, PUNTANDO SULLO SVILUPPO DELL’AGRICOLTURA E DEI SUOI PRODOTTI, VALORIZZANDO IL TURISMO COSTIERO E MONTANO, DIFFONDENDO NEL MONDO IL MARCHIO DI UN ABRUZZO A GARANZIA DI GENUINITÀ, DI RISPETTO DEL TERRITORIO E DELLE SUE DIVERSITÀ.</strong></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"> </span><span style="font-size: medium;">Sottoscrivono:</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-size: small;"><strong>WWF-Legambiente-MareLibero.net-AbruzzoSocialForum-Agesci-PaxChristi-</strong></span><span style="font-size: small;"><strong>Libera</strong></span><span style="font-size: small;"><strong>-Ufficio per la Pastorale Sociale Abruzzo/Molise-</strong></span><span style="font-size: small;"><strong>Crocevia-LavAbruzzo&#8211;Korogocho</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>ONU: acqua diritto umano</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 12:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;E dicevano che sbagliavamo tutto&#8221; di Emilio Molinari  (Il Manifesto del 30 luglio)
Storico voto all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite: l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile è stato riconosciuto come un diritto umano.
Pensate come cambiano le cose: solo pochi mesi fa Franco De Benedetti, senatore Pd e autorevole editorialista di Repubblica, sostenne che l&#8217;acqua non è un diritto umano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;E dicevano che sbagliavamo tutto&#8221;</strong> di Emilio Molinari  (Il Manifesto del 30 luglio)</p>
<p style="text-align: justify;">Storico voto all&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite: l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile è stato riconosciuto come un diritto umano.<br />
Pensate come cambiano le cose: solo pochi mesi fa Franco De Benedetti, senatore Pd e autorevole editorialista di Repubblica, sostenne che l&#8217;acqua non è un diritto umano e che sbaglia chi lo sostiene. Oggi lo sostiene l&#8217;Onu. E Repubblica online scrive: «Storico voto».<br />
È un primo passo, una risoluzione senza vincolo di attuazione, ma non credo di esagerare se sostengo che è uno di quei passaggi che segnano la storia e che, con le dovute differenze, può essere equiparato alla dichiarazione con la quale nell&#8217;800 il mondo affermò l&#8217;illegalità della schiavitù.<br />
Sulla base di quanto affermato nella risoluzione possiamo dire che far mancare l&#8217;acqua potabile a qualcuno è illegale e che, qualora fosse resa vincolante la risoluzione, tutte le istituzioni del mondo dovranno garantire a tutti i cittadini l&#8217;accesso a tale diritto.<br />
Ne discende una domanda: il diritto umano all&#8217;acqua, così come il risparmio di questo bene comune, è compatibile con la sua mercificazione-privatizzazione? Il movimento dell&#8217;acqua mondiale da più di 10 anni ha detto no in tutte le sedi. Ha sviluppato movimenti, ha influenzato governi, cambiato leggi e costituzioni in tal senso e centinaia di comuni italiani hanno modificato gli statuti. Ha detto che il diritto è incompatibile con il profitto, con la privatizzazione dei servizi idrici e con il consegnare l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile per 1 miliardo e 200 milioni di persone ai partenariati pubblico-privato. Ha detto che è incompatibile una politica mondiale dell&#8217;acqua se delegata ad una istituzione privata come il Consiglio Mondiale, governata dalle solite multinazionali Suez e Veolia. Infine ha detto che è incompatibile una politica di risparmio di acqua se regolata e venduta da imprese che devono fare profitti.<br />
Per queste ragioni la risoluzione dovrebbe affidare alle reti internazionali, ai governi che l&#8217;hanno promossa e a quelli che l&#8217;hanno firmata, tre compiti. Il primo è quello di renderla vincolante e tradurla in orientamenti legislativi e costituzionali in tutto il mondo. Il secondo è quello di chiamare, come da tempo fanno le reti dell&#8217;acqua, le Nazioni unite alla propria responsabilità di definire la politica mondiale dell&#8217;acqua in quanto unica istituzione legittima. Il che vuol dire che l&#8217;Onu deve delegittimare, in vista di Marsiglia 2012 sede del prossimo Forum Mondiale dell&#8217;Acqua, il Consiglio Mondiale dell&#8217;acqua che lo promuove.<br />
Il terzo punto riguarda noi, il nostro paese, il governo, il ministro Ronchi, ma anche la politica che ha partorito la legge che fa obbligo di privatizzare la gestione di tutti i rubinetti italiani. Ecco, dopo il voto dell&#8217;Assemblea dell&#8217;Onu e la straordinaria raccolta di firme (1,4 milioni di firme, il 4% dell&#8217;elettorato italiano) che ne chiede l&#8217;abrogazione, è d&#8217;obbligo un ripensamento. È un popolo che lo chiede, quello dei banchetti, trasversale, libero dalla gabbia nella quale il bipolarismo ha tentato di imprigionarlo, nel tentativo di farne due popoli tra loro incomunicabili. Una raccolta senza sponsor, senza visibilità mediatica, senza leader.<br />
Credo non sia più possibile ignorare anche un serio confronto per l&#8217;acqua sulla questione della fuoriuscita dalla logica privata del full cost recovery, ovvero della tariffa fatta da pareggi di bilancio e giusta remunerazione (al 7%) del capitale. Un confronto serio, che parta dal diritto umano, che lo quantifichi &#8211; come fa l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità &#8211; in un minimo di 50 litri al giorno per persona da garantire a tutti, a carico della fiscalità generale, una base sicura oltre la quale introdurre tariffe progressivamente più care per consumi sempre più elevati, tesa a ridurre consumi sprechi eccetera. Un modello non più trattabile con sufficienza come ideologico, ma come il solo in grado di rendere compatibili esigenze imprescrittibili: diritto e risparmio. Un modello che solo la politica, il pubblico e la partecipazione dei cittadini può realizzare, dando corpo a quanto di storico è stato votato a New York.</p>
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		<title>&#8220;Le newco del mondo libero&#8221;</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/07/25/le-newco-del-mondo-libero/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 10:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Robecchi (dal Manifesto del 25 luglio)
Grazie alle nostre talpe nella sede centrale Fiat, a Detroit, siamo giunti in possesso dei futuri piani di sviluppo dell’azienda americana. Eccoli.
La Fiat Lapa, burinissima e riconoscibile dai tatuaggi sulle portiere, verrà prodotta nel Borneo meridionale. L’accordo prevede sgravi fiscali per i prossimi duemila anni ad aziende guidate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Alessandro Robecchi</strong> (dal Manifesto del 25 luglio)</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alle nostre talpe nella sede centrale Fiat, a Detroit, siamo giunti in possesso dei futuri piani di sviluppo dell’azienda americana. Eccoli.<br />
<strong>La Fiat Lapa</strong>, burinissima e riconoscibile dai tatuaggi sulle portiere, verrà prodotta nel Borneo meridionale. L’accordo prevede sgravi fiscali per i prossimi duemila anni ad aziende guidate da figli di scrittori imbolsiti il cui nome cominci per E e finisca per lkann. Per ogni operaio assunto, il governo darà alla Fiat l’equivalente di ottomila dollari in banane. Marchionne si è mostrato interessato. Il <em>Corriere della Sera</em> ha lodato la maturità dei sindacati locali.<br />
<strong>La Fiat Kakka</strong>, la monovolume di forma cilindrica allungata, sarà prodotta in Corea del Nord. I sindacati nordcoreani sono entusiasti per il salto di qualità salariale dei loro iscritti: “Una banana al mese per una famiglia nordcoreana è come vincere al totocalcio”. I turni di lavoro di 32 ore consecutive con una pausa per il bagno di ventisei secondi sono considerati lussi occidentali, “esagerati” secondo <em>La Stampa</em> di Torino<br />
<strong>La Fiat Sòla</strong>, la macchina sportiva per fughe veloci, si produrrà molto probabilmente in Brasile. Il governo si impegna a fornire alla Fiat sgravi fiscali, soldi in contanti per ogni operaio assunto e incentivi per tutti i manager con la panza che si presentino in maglione anche se ci sono 54 gradi all’ombra. Tutto in anticipo, così quando Fiat dirà che non se fa più niente, avrà già incassato un discreto gruzzoletto e potrà annoverare la Fiat Sòla tra i suoi successi.<br />
<strong>La Fiat Panda</strong>. Dovevano farla a Pomigliano, ma disgraziatamente il sindacato non è collaborativo come quello di Pyongyang. In linea con lo stile Fiat, chiuderà anche Mirafiori e il nuovo modello si costruirà in Serbia, con un nuovo nome. Si chiamerà Fiat Rappresaglia: per ogni macchina costruita si licenzieranno quattro lavoratori italiani. I rastrellamenti sono già cominciati a Termini Imerese e risaliranno la penisola nei prossimi mesi.</p>
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		<title>Una valanga di cemento ci seppellirà..</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/07/24/una-valanga-di-cemento-ci-seppellira/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 15:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cementificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
 
 
 
 
Il Consiglio Regionale con il solito blitz estivo sta per approvare una proposta di legge sull&#8217;edilizia a dir poco devastante.  Dieci associazioni ambientaliste hanno denunciato in una conferenza stampa, svoltasi oggi a Pescara, il tentativo di colpo di mano pro-cemento in corso presso il Consiglio Regionale per la discussione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Il Consiglio Regionale con il solito blitz estivo sta per approvare una proposta di legge sull&#8217;edilizia a dir poco devastante.</span><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong><span style="font-size: small;"> Dieci associazioni ambientaliste hanno denunciato in una conferenza stampa, svoltasi oggi a Pescara, il tentativo di colpo di mano pro-cemento in corso presso il Consiglio Regionale per la discussione di un nuovo Testo Unico per l&#8217;Edilizia. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>WWF, Italia Nostra, Altura, Marelibero.net, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Pronatura, Abruzzo Social Forum e Legambiente</strong> hanno ribattezzato la proposta di legge “Legge Colata” per la valanga di cemento che potrebbe definitivamente stravolgere il paesaggio e il territorio abruzzese. Un nuovo sacco edilizio in una regione che ha una delle coste più cementificate d&#8217;Italia e che vede le sue aree collinari e interne trasformarsi in periferie e villettopoli prive di qualità. Tante le criticità di una legge che, invece di trattare i problemi dell&#8217;edilizia cercando di rilanciare il settore riqualificando i centri urbani, punta ad una profonda deregulation che favorisce solo i costruttori più retrivi e i grandi interessi a discapito della qualità urbana e del paesaggio. In particolare le associazioni contestano i seguenti punti: </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>1)ANTENNA, ELETTRODOTTI E GASDOTTI SELVAGGI:</strong> se passasse la legge nell&#8217;attuale formulazione la realizzazione di elettrodotti, antenne per la telefonia, gasdotti ecc., ancorchè proposti da privati, costituirebbero un&#8217;automatica modificazione dei piani regolatori. Quindi si tornerebbe ad “antenna selvaggia” anche dentro i centri storici senza alcuna possibilità di pianificare da parte delle amministrazioni comunali. E&#8217; una norma totalmente ingiustificata che tutela esclusivamente gli interessi dei grandi gruppi a discapito dei cittadini. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>2)PREMI DI CUBATURA COME A MONTESILVANO:</strong> riprendendo il “modello Montesilvano” assurto alle cronache non tanto come città modello per l&#8217;edilizia, si propone un premio di cubatura del 20% per tutte le ristrutturazioni e nuove edificazioni, se si costruisce in classe energetica B. E&#8217; un regalo ai costruttori, visto che già ora e senza benefici le aziende stanno mettendo sul mercato edifici in classe anche A, visto che li vendono a peso d&#8217;oro. Questa norma intanto non si traduce in alcun beneficio per i cittadini visto che i costruttori venderebbero gli edifici secondo i prezzi di mercato per case con quelle caratteristiche. Poi farebbe annullare gli eventuali vantaggi energetici, visto che comunque si aumentano le cubature autorizzate. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>3)SUOLO ADDIO:</strong> le norme sull&#8217;impermeabilizzazione dei suolo, invece che contenerla, la esacerbano visto che prevede la possibilità di rendere impermeabile il 50% del lotto. Sembrerebbe una percentuale alta ma il comma specifica “al netto dell&#8217;ingombro dell&#8217;edificio”. Quindi, in realtà, il comma va letto in questo modo: di quello che c&#8217;è attorno all&#8217;edificio si può coprire con asfalto e cemento ancora la metà! Basta vedere cosa è accaduto ai Colli di Pescara durante l&#8217;ultimo temporale, con fiumi che scendevano per le strade, per capire l&#8217;assurdo di una norma che sarebbe tra le peggiori in Italia. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>4)LA REGIONE SI DA AL GREENWASHING:</strong> la proposta parla anche di disposizione in materia di edilizia ecologica ma, alla fine, si limita a dire che la Giunta Regionale “può” adottare linee guida finalizzate a promuovere lo sviluppo sostenibile. Come “può”? Mentre le altre regioni hanno già stabilito protocolli operativi, come ad esempio, ITACA, che sono centrali nella programmazione edilizia, la Regione Abruzzo di fatto propone solo vuote parole senza affrontare la questione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>5)UNA NORMA PRO-ABUSIVISMO:</strong> una norma pericolosissima perchè, di fatto, favorisce i tentativi di abusivismo, è quella che stabilisce i criteri per classificare le difformità in campo edilizio. Secondo la proposta sarebbero essenziali le modifiche che porterebbero ad un incremento della superficie utile superiore del 10% di quella autorizzata. Si tratta di una percentuale altissima soprattutto perchè non pone limiti di superficie (ad esempio, la regione Emilia Romagna pone comunque un limite di 300 mq). Per un appartamento di 100 mq ciò si tramuta in un aumento di 9 mq. ma per un centro commerciale autorizzato per 10.000 mq si potrebbero costruirne altri 999 senza che ciò costituisca variazione essenziale rispetto al progetto! Inoltre per accertare la totale difformità di un intervento, la categoria più grave che prevede la demolizione, bisogna superare il 20% dell&#8217;autorizzato, anche qui senza alcun limite di superficie, oppure superare in altezza di 2,5 metri rispetto a quella di progetto (anche qui senza limiti di cubatura)! Ovviamente con limiti così alti sarà di fatto conveniente provare ad aumentare altezze e superfici rimanendo in questi limiti così ampi, sperando di non essere scoperti. In caso contrario al massimo si paga la penale ma già in partenza si è sicuri di non dover abbattere l&#8217;edificio. Perchè le altre regioni, come la Lombardia, hanno stabilito limiti estremamente più restrittivi? </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>6)ADDIO CAMPAGNA:</strong> in una legge sull&#8217;edilizia si introducono norme di urbanistica e, in particolare, quelle relative alla disciplina dei suoli agricoli. Senza fare una seria valutazione delle conseguenze nefaste derivate dall&#8217;aver consentito nel passato di rendere edificabili i suoli agricoli (il famigerato indice 0,03 mc su mq con lotto minimo di 1 ettaro), con le colline abruzzesi ormai trasformate in villettopoli, la proposta ripropone questa norma peggiorandola ulteriormente e svincolando completamente l&#8217;edificazione dalle eventuali necessità di conduzione del fondo da parte degli agricoltori e del programma di sviluppo aziendale. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>7)SOTTOTETTI FOREVER:</strong> la norma prevede il condono perpetuo dei sottotetti ai fini abitativi. Quindi non solo si renderebbero legali i sottotetti abusivi nelle costruzioni già realizzate ma si autorizzerebbe anche l&#8217;utilizzo dei sottotetti nelle nuove costruzioni (che, ricordiamo, non fanno volume). Un provvedimento che viene spacciato per “recupero di cubature” non diminuisce di fatto il carico edificatorio (anzi lo aumenta con le norme già viste) senza garanzie per la qualità urbana, considerato che, tra l&#8217;altro, si rende possibile tutto ciò anche nei centri storici. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>Tanti altri codicilli contribuiscono a rendere del tutto inaccettabile questa proposta di legge che premia a senso unico i talebani del cemento </strong>e non le aziende e gli artigiani che vogliono puntare sulla qualità dell&#8217;edilizia. Ad esempio, perchè non rendere obbligatorio e incentivare l&#8217;uso del solare termico e del fotovoltaico, visto che darebbe lavoro a tanti artigiani con immensi benefici ambientali e per i cittadini in termini di risparmio sulla bolletta? Ovviamente per il cittadino tutto ciò si tramuta nella perdita di valore di quei beni comuni, come suolo, paesaggio e natura che la Regione a parole difende ma che nei fatti si propone di offendere. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Le associazioni chiedono l&#8217;immediata sospensione dell&#8217;iter della legge al fine di consentire un approfondito confronto che finora, probabilmente non a caso, è mancato del tutto. <strong>Lo Statuto regionale prevede la partecipazione dei cittadini e delle associazioni e riteniamo che un testo unico di tale rilevanza debba essere discusso preventivamente, prima che vi siano conseguenze irreparabili sul territorio.</strong> Le associazioni hanno numerose proposte desunte in larga parte dalle leggi sull&#8217;edilizia delle altre regioni che possono essere applicate facilmente in Abruzzo. Non capiamo perchè, per ognuna delle norme sopra ricordate, l&#8217;Abruzzo debba diventare “la peggiore della classe”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"> </span></p>
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		<title>Acqua: qui comincia l&#8217;avventura</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 10:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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&#8220;Un po&#8217; di fresco&#8221;-di Massimo Gramellini (La Stampa 20-7-2010)

 
Sarà l’afa, o l’appiccicaticcio che trasuda dalle intercettazioni, ma in questa estate gelatinosa si sentiva il bisogno di un sorso d’acqua pura. Quasi un milione e mezzo di italiani, ormai indotti a scansare come la peste i banchetti della firmocrazia, hanno apposto il loro autografo sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/07/testatazza.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2589" title="testatazza" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/07/testatazza.png" alt="testatazza" width="503" height="197" /></a></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>&#8220;Un po&#8217; di fresco&#8221;-di Massimo Gramellini </strong><em>(La Stampa 20-7-2010)</em><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Sarà l’afa, o l’appiccicaticcio che trasuda dalle intercettazioni, ma in questa estate gelatinosa si sentiva il bisogno di un sorso d’acqua pura. Quasi un milione e mezzo di italiani, ormai indotti a scansare come la peste i banchetti della firmocrazia, hanno apposto il loro autografo sotto la richiesta di referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Un record (neppure per il divorzio erano stati così numerosi), consumato nel sostanziale silenzio dei partiti e dei media, che all’argomento hanno riservato solo qualche tiepida polemica. Poiché si ripromette di cancellare una legge di sinistra e una di destra,la battaglia per l’acqua non ha eccitato le opposte tifoserie. E poiché nessuno l’ha «buttata in politica» (ci ha provato Di Pietro, ma è stato messo da parte), questa raccolta di firme è forse la scelta più politica che sia stata compiuta negli ultimi anni: difendere la natura pubblica di un bene essenziale, e farlo in un Paese che considera ciò che è pubblico una terra di nessuno, anziché un patrimonio di tutti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">A mettere in moto quel milione e mezzo di biro non è stato un esame ponderato dei pro e dei contro, ma uno slancio naturale, quasi un impulso atavico: l’acqua è vita,e non si privatizza la vita. Ai cinici sembrerà l’apoteosi del buonismo. Ma a noi, che cinici non siamo, e che veniamo da decenni in cui l’idea di bene comune si è progressivamente ridotta fino a coincidere con l’orticello del proprio clan, piace sperare che quest’alluvione di firme per «l’acqua di tutti» sia il preludio di un cambio di stagione. </span></p>
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		<title>Allarme recessione culturale</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 10:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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Lettera aperta al governo in favore della cultura italiana 
La manovra di Tremonti che tiene in scacco l&#8217;Italia che lavora (quella vera) continua a non far entrare in nessun emendamento la parola «cultura» e a tenerla accuratamente fuori la porta. Parola che persevera nella sua «invisibilità», facendo colare a picco il nostro paese in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Lettera aperta al governo in favore della cultura italiana </span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La manovra di Tremonti che tiene in scacco l&#8217;Italia che lavora (quella vera) continua a non far entrare in nessun emendamento la parola «cultura» e a tenerla accuratamente fuori la porta. Parola che persevera nella sua «invisibilità», facendo colare a picco il nostro paese in una recessione di civiltà. Così, dopo il drammatico incontro svoltosi al Maxxi lo scorso 6 luglio, alcune associazioni nazionali &#8211; <strong>Federculture, Civita, Fai, Italia Nostra, Legambiente e Wwf -</strong> hanno deciso di unire le loro firme per inoltrare una <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/07/lettera-aperta-Associazioni.pdf">lettera aperta </a>al presidente del consiglio Berlusconi, al ministro Sandro Bondi e a Giulio Tremonti, annunciando un allarme rosso. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">In gioco, infatti, con i tagli alla spesa e i trasferimenti di beni agli enti locali (peraltro decurtati fino all&#8217;osso del loro budget), c&#8217;è la sopravvivenza stessa di un&#8217;intera fetta di patrimonio, non ultimo quello paesaggistico e ambientale. La tutela si fa impossibile così come la promozione &#8211; e meno che mai programmazione &#8211; dell&#8217;offerta culturale. La mortificazione dai contorni sadici di quel settore, l&#8217;unico che potrebbe consegnare l&#8217;Italia a una prospettiva futura, invece di farla sprofondare in un buco nero, risulta incomprensibile perché «anti-economica» e nefasta portatrice di una paralisi che bloccherebbe ogni crescita del paese. È quanto sottolineato anche da questo inedito «consorzio» di lavoratori, unanimi nello spedire la «cartolina di sos» al governo, con la speranza di trovare ascolto e di abbattere il muro dell&#8217;indifferenza. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Nel testo, le sei associazioni condividono la necessità di individuare gli sprechi di denaro, ma chiedono di salvaguardare le eccellenze e di salvaguardare i livelli dei servizi erogati ai cittadini, facendo leva sulla cultura vista come un tesoro in grado di attirare il capitale privato. «La manovra &#8211; scrivono &#8211; rischia di mettere in discussione il principio costituzionale di tutela e promozione del nostro patrimonio culturale, artistico e ambientale, sancito dall&#8217;articolo 9. La riduzione del 50% delle risorse destinate agli istituti culturali, quasi fossero tutti &#8216;enti inutili&#8217;, senza l&#8217;individuazione di criteri e parametri oggettivi che valutino l&#8217;effettiva esistenza di sprechi, decreterà un indiscriminato abbassamento dell&#8217;intervento pubblico per la cultura&#8230; Non si investe, anzi risultano ulteriormente penalizzate le ricchezze artistiche e l&#8217;industria creativa, che sono un volano per l&#8217;economia, la competitività locale, l&#8217;occupazione». Poi, l&#8217;affondo finale: «La recessione culturale è un danno troppo grave, che il paese non può permettersi e i cui effetti negativi si farebbero sentire per molti anni, ben al di là della crisi economica». Messo a punto lo stato delle cose, le associazioni reclamano dunque un&#8217;azione coraggiosa che colpisca le inefficienze e valorizzi la qualità delle iniziative; chiedono criteri selettivi e trasparenti e, soprattutto, un severo controllo del governo sui meccanismi del federalismo demaniale. La ricetta sarebbe utile anche per evitare l&#8217;emorragia di talenti e l&#8217;emigrazione intellettuale che affligge l&#8217;Italia da troppi anni.<em> (dal manifesto del 11-7-2010)</em><br />
</span></span></p>
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		<title>9 luglio: giornata del silenzio</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 08:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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Sottoscriviamo l&#8217;appello di Articolo 21 :

&#8220;Pensiamo che sia importante l&#8217;adesione alle iniziative contro il Ddl intercettazioni di quelle redazioni sommerse, spesso informali, che costituiscono l&#8217;informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;">Sottoscriviamo l&#8217;appello di Articolo 21 :<br />
</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">&#8220;Pensiamo che sia importante l&#8217;adesione alle iniziative contro il Ddl intercettazioni di quelle redazioni <em>sommerse,</em> spesso informali, che costituiscono l&#8217;informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di protesta. Questa volta non sarà così. Non pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio. In questo modo sarà chiaro che anche realtà minori o poco conosciute, alternative e diversificate ma di qualità, sono buona parte della spina dorsale dell&#8217;informazione in Italia, dove non esistono solo grandi quotidiani o grandi reti televisive. La minaccia del ddl riguarda tutti e dunque anche chi non lavora in un giornale, non ha una posizione contrattualizzata, non si riconosce nel sindacato o non si sente rappresentato dalla protesta. Chi è meno tutelato di altri ma altrettanto colpito nella sua dignità professionale e nella qualità del suo lavoro&#8221;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span><a href="http://www.articolo21.org/47/appello/il-9-luglio-giornata-del-silenzio.html"><span style="font-size: medium;">http://www.articolo21.org/47/appello/il-9-luglio-giornata-del-silenzio.html</span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>INCHIODATO</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petrolizzazione Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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Spettacolo poco dignitoso quello del  Consiglio Regionale straordinario sul petrolio svoltosi mercoledì scorso (23 giugno) a L&#8217;Aquila.  In discussione  una RISOLUZIONE,(concordata con il movimento), presentata dai consiglieri di minoranza che, una volta per tutte, avrebbe impegnato il Presidente e la Giunta regionale a compiere azioni concrete per bloccare definitivamente il processo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/petrolio-LAQUILA.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2511" title="petrolio L'AQUILA" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/petrolio-LAQUILA.jpg" alt="petrolio L'AQUILA" width="237" height="177" /></a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/PETROLIO-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2512" title="PETROLIO 2" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/PETROLIO-2.jpg" alt="PETROLIO 2" width="237" height="176" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Spettacolo poco dignitoso quello del  Consiglio Regionale straordinario sul petrolio svoltosi mercoledì scorso (23 giugno) a L&#8217;Aquila.  In discussione  una <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/RISOLUZIONE.doc">RISOLUZIONE</a>,(concordata con il movimento), presentata dai consiglieri di minoranza che, una volta per tutte, avrebbe impegnato il Presidente e la Giunta regionale a compiere azioni concrete per bloccare definitivamente il processo di petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo.  Centinaia i cittadini e i rappresentanti delle associazioni e dei comitati (Rete </span><span style="font-size: medium;">Emergenza Ambiente Abruzzo) </span><span style="font-size: medium;">accorsi  da tutta la regione a   Palazzo dell&#8217;Emiciclo, per manifestare e ribadire il proprio dissenso all&#8217;immobilismo del governo regionale.  Alla presenza di una piccola delegazione delle associazioni, cui è stato permesso assistere, è iniziata la seduta. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Ad ogni consigliere e ad ogni membro della Giunta è stato consegnato il <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/LW-Dossier-IdrocarburiAbruzzo_giugno2010.pdf">Dossier IdrocarburiAbruzzo-giugno2010 </a></span><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/LW-Dossier-IdrocarburiAbruzzo_giugno2010.pdf"> </a> elaborato da WWF e Legambiente, e l&#8217;allegato documento di<a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/LW-Analisi-DDL-Chiodi.pdf"> Analisi del DDL Chiodi</a>, </span><span style="font-size: medium;">Disegno di Legge</span><span style="font-size: medium;"> presentato ma non ancora approvato, che dovrebbe sostituire la Legge 32/2009 impugnata dal Governo Nazionale. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Accorati gli interventi dei consiglieri del centro sinistra, distratti e annoiati i consiglieri della maggioranza che solo nel momento in cui ha preso la parola il Governatore Chiodi si sono ricomposti in attesa di un ordine di scuderia sul da farsi.  Una risoluzione molto impegnativa,  Dossier e documenti che mostrano dati inconfutabili e analisi circostanziate hanno messo in tutta evidenza in difficoltà il Presidente che ha sospeso la seduta per un&#8217;ora circa per  tentare un&#8217;uscita che gli permettesse di salvare la faccia con i cittadini abruzzesi e nel contempo non lo mettesse in minimo contrasto con il suo padrino-one  Silvio Berlusconi.  <strong>Risultato:  la seduta viene rinviata per approfondimenti. </strong><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Nelle consultazioni dei capi-gruppo è persino emerso che il  Governatore Chiodi <strong>non sapesse che la nostra regione   è indicata </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>come “distretto minerario” </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>nel &#8220;Piano Triennale  per lo Sviluppo&#8221; </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>del Governo</strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>! </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Da tre anni ormai studiamo, elaboriamo,   manifestiamo (sempre più numerosi), denunciamo come le multinazionali del petrolio e del gas stiano avanzando indisturbati nella conquista dei nostri territori..ogni giorno nascono siti, blog che ne parlano,  anche sulla stampa nazionale  il tema è di attualità e stanno emergendo  chiare le  miopi strategie (in contro-tendenza europea)  di questo Governo in materia di energia.  Chiodi però non sa nulla, il suo assessore all&#8217;Ambiente non sa nulla, l&#8217;assessore alle Attività Produttive non sa nulla, la pletora dei consiglieri regionali  in maggioranza non sa nulla! </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><strong>Il dato positivo: </strong>il consigliere Acerbo è riuscito a portare i due delegati del movimento (Caserta del WWF e Di Matteo di Legambiente) al cospetto di Chiodi prima che scappasse via e a strappare l&#8217;impegno di un incontro, da tenersi a stretto giro, tra i rappresentanti delle Associazioni, il Presidente stesso e i dirigenti degli uffici regionali preposti. </span><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;">Comunque Lo abbiamo inchiodato. </span></strong></p>
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		<title>Acqua: la gestione colabrodo dell&#8217;ACA non deve essere pagata dai cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 10:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>

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&#8220;Tutti in piazza per l&#8217;acqua &#8220;

 SABATO 26 GIUGNO  Manifestazione  a Piazza S. Cuore a Pescara  alle ore 17 

 per  protestare contro la gestione disastrosa dell&#8217;acqua, contro l&#8217;aumento  della bolletta e, soprattutto, per reclamare la trasparenza nei conti  dell&#8217;ACA e la partecipazione dal basso dei cittadini nel controllo 
L&#8217;iniziativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/VolantinoManifestazioneAcqua26Giugno.jpg"> </a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/colabrodo.jpg"> </a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/colabrodo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2484" title="colabrodo" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/colabrodo.jpg" alt="colabrodo" width="300" height="220" /></a></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>&#8220;Tutti in piazza per l&#8217;acqua &#8220;</strong></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-size: small;"><strong> </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>SABATO 26 GIUGNO  Manifestazione  a Piazza S. Cuore a Pescara  alle ore 17 </strong></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>per  protestare contro la gestione disastrosa dell&#8217;acqua, contro l&#8217;aumento  della bolletta e, soprattutto, per reclamare la trasparenza nei conti  dell&#8217;ACA e la partecipazione dal basso dei cittadini nel controllo </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">L&#8217;iniziativa era stata programmata per contrastare l&#8217;ipotesi di aumento della tariffa prima degli sviluppi di ieri dell&#8217;inchiesta sulla bollettazione della Procura di Pescara. Alla luce di questi fatti assume un significato particolare anche perchè ormai la riunione convocata dal Commissario Caputi per il 2 luglio prossimo per far votare l&#8217;aumento della tariffa rischia di diventare un evento surreale, un insulto nei confronti dei cittadini che pretendono una gestione corretta di questo Bene Comune e che hanno subito lo scandalo dell&#8217;acqua contaminata di Bussi. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>Dichiara Augusto De Sanctis, referente acqua del WWF Abruzzo</strong> “Dispiace constatare che per l&#8217;ennesima volta è la Magistratura a dover intervenire per cercare di fare chiarezza sulla gestione dell&#8217;acqua, al posto degli amministratori pubblici. In questi anni, e con rinnovato vigore nelle ultime settimane, abbiamo richiamato i sindaci ad esercitare pienamente le loro funzioni nel controllo dell&#8217;ATO e dell&#8217;ACA, visto che siedono nell&#8217;assemblea di entrambi gli organismi. Il tutto prima di pensare a qualsiasi tipo di aumento per i cittadini, in considerazione dei dati incredibili sulla gestione passata presentati dal Commissario dell&#8217;ATO Caputi. Basti pensare che solo per gli investimenti mancati rispetto a tariffe riscosse bisogna recuperare 25 milioni di euro nei prossimi anni. Nel solo 2008 lo scostamento tra quanto programmato e quanto speso dall&#8217;ACA in spese operative è stato di 10 milioni di euro in eccesso. Sono cifre enormi che i sindaci farebbero bene intanto a spiegare ai loro consigli comunali. Peraltro pochi sanno che il Commissario Caputi ha anche pianificato la gestione del servizio idrico da qui al 2027 attraverso una revisione del piano d&#8217;ambito dell&#8217;ATO che comporterebbe una spesa di 295 milioni di euro per i soli investimenti e una progressione tariffaria per i prossimi 18 anni. Fare scelte così delicate prima di aver fatto chiarezza e senza un preventivo confronto con i consigli comunali e con i cittadini si configura come una vera e propria ipoteca del futuro di 500000 cittadini. Inoltre somme così importanti derivanti dalle nostre tasche devono essere spese avendo la garanzia di una gestione trasparente e partecipata. Questo si fa con una nuova legge regionale che deve garantire, oltre a una gestione completamente pubblica, la partecipazione costante dei cittadini dal basso nel controllo”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>Dichiara Renato Di Nicola, dell&#8217;Abruzzo Social Forum</strong> “Chiediamo ai cittadini del pescarese, dei comuni del chietino coinvolti come Chieti, Francavilla, San Giovanni e Miglianico, dei comuni del teramano come Atri, Silvi e Bisenti e di tutti i 64 comuni che fanno parte dell&#8217;ATO di Pescara-Chieti  di venire in piazza con una copia della bolletta dell&#8217;acqua per lasciarvi sopra un messaggio diretto al loro sindaco. Noi la metteremo nel nostro colabrodo d&#8217;oro che è il simbolo dell&#8217;attuale gestione dell&#8217;acqua e lo consegneremo per loro. Si potrà scrivere il proprio pensiero anche su un grande striscione bianco che stenderemo in piazza. Saranno registrati anche videomessaggi per i sindaci che poi caricheremo su you tube. E&#8217; un modo per far parlare i cittadini, per aprire un dialogo che per troppi anni è stato negato. Chiediamo con forza di discutere le scelte principali sul servizio idrico con la comunità”.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>Promotori :</strong> AbruzzoSocial Forum, WWF, Oltre Abruzzi, Marelibero.net </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>Organizzazioni politiche che aderiscono:</strong> Rifondazione Comunista, Pescara In Comune Amici di Beppe Grillo </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Info: 3683188739, 3381195358<br />
</span></p>
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