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	<title>MareLibero.net &#187; Rifiuti</title>
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		<title>Pianella: il fiume Nora ancora sotto tiro, questa volta della &#8220;monnezza&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianella insalubre]]></category>
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		<description><![CDATA[
A Pianella, un po&#8217; più a valle del sito dove è in progetto l&#8217;insediamento industriale della SO.CA.PI. (vedi nostri articoli precedenti in cat. Pianella Insalubre), incombe la riattivazione di una discarica, a meno di 150 mt del fiume Nora, al confine con il Comune di Rosciano e a meno di 800 mt da Villa Badessa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">A Pianella, un po&#8217; più a valle del sito dove è in progetto l&#8217;insediamento industriale della SO.CA.PI. (vedi nostri articoli precedenti in cat. Pianella Insalubre), incombe la riattivazione di una discarica, a meno di 150 mt del fiume Nora, al confine con il Comune di Rosciano e a meno di 800 mt da Villa Badessa. La  zona è a vocazione agricola, naturalistica, sede di alcune specie di animali in via di estinzione e molto delicata per la presenza di falde acquifere superficiali. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Ancora una volta ci troviamo di fronte a una scelta scriteriata dei luoghi dove insediare impianti impattanti per l&#8217;ecosistema e  le comunità residenti. </span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La  storia comincia nel 1999 quando la Regione stanzia 900 mila euro per  costruire  una discarica emergenziale (50-80.000 mc) a Pianella in previsione dell&#8217;imminente chiusura dell&#8217;impianto di Colle Cese a Spoltore.  Partono i lavori (vengono spesi poco più di 170 mila euro) ma poco dopo parte anche un  contenzioso giuridico perchè il sito non è a norma e si scopre già pieno di sostanze inquinanti. Parte il sequestro dell&#8217;intera area. Nel 2006 il sito viene dissequestrato. Oggi si riapre il caso: la Regione (in piena emergenza rifiuti) chiede al Consorzio pubblico (affidatario del finanziamento) di portare avanti il progetto della discarica, minacciando la revoca del finanziamento restante e la restituzione della somma già spesa.   Da alcuni mesi la Giunta provinciale, nell&#8217;ottica di inserire la discarica nel Piano Provinciale dei Rifiuti, ha avviato l&#8217;iter della V.A.S. per far ripartire i lavori. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Ma si è costituito un forte movimento di comitati cittadini e associazioni che contestano la riapertura della discarica: &#8220;<em>Non vogliamo pagare le conseguenze dell&#8217;emergenza rifiuti. La discarica andrebbe a minare un incontaminato contesto naturale, interessi economici e peculiarità della comunità; Villa Badessa rappresenta un piccolo gioiello culturale, sede di una chiesa di rito bizantino con una ricca collezione di icone. Per Villa Badessa è stato già avviato il procedimento per essere riconosciuta dall&#8217;Unesco patrimonio dell&#8217; umanità&#8230;. Ironia della sorte il Comune di Rosciano è anche l&#8217;unico della Provincia d Pescara ad arrivare al 65% di raccolta differenziata! &#8221; </em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Condividiamo tutte le obiezioni dei comitati. Invece di discutere se attivare o meno la discarica si dovrebbe avviare l&#8217; immediata bonifica del sito e progettare  una effettiva valorizzazione di questo bellissimo tratto di territorio. Per quanto riguarda i rifiuti&#8230; se non si procederà verso una drastica riduzione e una seria raccolta differenziata  non ne usciremo: presto    saremo sommersi da montagne di &#8220;monnezza&#8221;.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
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		<title>Sidermetalli in Siderferroplast: una pericolosa questione di rifiuti</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Altro che &#8220;solo una questione di mutamenti societari e niente più..&#8221;  come afferma Luciano Bellia, titolare della Sidermetalli. 
Dal 1985 a Chieti Scalo in via Custoza, opera  la Sidermetalli che si occupa di autodemolizioni. Il  progetto di Bellia e Co., attaverso la nuova società  Siderferroplast s.a.s., riguarda non solo l&#8217;ampliamento dell&#8217;attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Altro che &#8220;solo una questione di mutamenti societari e niente più..&#8221;  come afferma Luciano Bellia, titolare della Sidermetalli. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Dal 1985 a Chieti Scalo in via Custoza, opera  la <span>Sidermetalli</span> che si occupa di autodemolizioni. Il  progetto di Bellia e Co., attaverso la nuova società  <strong>Siderferroplast</strong> s.a.s., riguarda non solo l&#8217;ampliamento dell&#8217;attività esistente di  piattaforma per l&#8217;autodemolizione ma anche &#8220;<strong>la messa in riserva e lo stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non con annessa selezione e cernita&#8221;</strong> e prevede il sostanziale aumento delle tipologie di rifiuti da trattare che arriveranno a 161 (codici CER ). Si va dai rifiuti plastici ai componenti contenenti PCB (i pericolosissimi Policloro Bibenili), da mercurio e amianto a scarti di oli sintetici per un totale di 114.000 tonnellate annue di rifiuti da gestire; rifiuti non solo abruzzesi ma provenienti da tutta Italia, il cui traffico difficilmente sarà controllabile viste le precarie condizioni, dal punto vista delle risorse economiche ed umane, in cui vengono lasciati operare (dalla politica) gli organismi preposti ai controlli (ASL E ARTA). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Come denunciato dal consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, e dalle associazioni ambientaliste (WWF in primis), il sito scelto per l&#8217;impianto è palesemente non idoneo ad ospitare una tale attività.   Tante sono le ragioni:   (dal comunicato WWF) </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">- una grande infrastruttura come la ferrovia Pescara &#8211; Roma è confinante (a pochi metri) con l&#8217;area. E&#8217; evidente l&#8217;elevatissimo rischio connesso  alla movimentazione di grandi quantità di rifiuti ferrosi e  agli incidenti che possono  coinvolgere  la sede ferroviaria; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">- la zona è densamente abitata: il nuovo Villaggio Mediterraneo, tutte le strutture universitarie e l&#8217;Ospedale sono posti nel raggio di poche centinaia di metri (lungo l&#8217;asse della Tiburtina e quello verso l&#8217;Ospedale). È evidente che alti sono i rischi di un incidente che potrebbe coinvolgere una tale massa di rifiuti pericolosi. Anche alla luce di quanto accaduto nell&#8217;ultimo anno nell&#8217;area di Chieti Scalo (tre incendi di aziende che gestiscono rifiuti con relativa emissione di sostanze inquinanti); </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">- in caso di incidente l&#8217;area potenzialmente impattata  riguarderebbe l&#8217;intera Val Pescara, la zona più densamente abitata della  Regione. A tal proposito si ricorda che le aree colpite dalle nubi degli incendi interessano, per ricaduta, zone vaste decine di migliaia di ettari; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">- l&#8217;area industriale di Chieti Scalo è un sito perimetrato da un&#8217;ordinanza sindacale per l&#8217;elevatissimo rischio ambientale, con numerosi siti in cui sono stati superati i livelli delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione secondo quanto previsto dal Dlgs 152/2006. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre il progetto Siderferroplast, a poche centinaia di metri da via Custoza, un&#8217;altro progetto di impianto di stoccaggio rifiuti sta per andare in Conferenza di servizi (12 settembre). Si tratta del <strong>progetto Life</strong> che fa capo ad un altro ramo della famiglia Bellia (gestori incontrastati dei rifiuti a Chieti). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Chieti Scalo è una zona anomala perchè mista: nel corso del tempo infatti l&#8217;area industriale e quella urbana si sono sviluppate aggrovigliandosi l&#8217;una su l&#8217;altra, costringendo così i residenti a condizioni di vita estremamente malsane e pericolose. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> <strong> Se </strong><span>un recente rapporto della stessa Regione Abruzzo riconosce che la Val Pescara è una delle zone più inquinate d&#8217;Italia;</span><strong> se </strong><span>il Piano Rifiuti Regionale prende atto della situazione e da indicazione di delocalizzare gli impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti; </span><strong>perchè</strong><span> Regione ed Enti locali continuano a prendere in considerazione proposte come quelle dei fratelli Bellia e Co.? </span><strong> perchè </strong><span>si impedisce ad associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero dell&#8217;Ambiente di partecipare alle Conferenze di Servizi che per norma sono pubbliche (in questa settimana al WWF  è accaduto due volte)?</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il 14 febbraio partecipiamo tutt*</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 14:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si invita tutta la cittadinanza a partecipare il giorno 14 Febbraio 2009 ore 10:00 al corteo di protesta organizzato dal “Comitato Il Bivio” in collaborazione con il WWF, Rete Emergenza Ambiente, Ass. MareLibero e Comitato Villa Blog sui seguenti temi:
·       Delocalizzazione immediata della discarica Casoni e bonifica del relativo sito.
·       Raccolta differenziata su tutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Times New Roman;">Si invita tutta la cittadinanza a partecipare il giorno <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">14 Febbraio 2009 ore 10:00</strong> al corteo di protesta organizzato dal “Comitato Il Bivio” in collaborazione con il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">WWF,</strong> <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rete</strong> <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emergenza Ambiente, Ass. MareLibero</strong> e <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Comitato Villa Blog</strong> sui seguenti temi:</span></span></p>
<p class="ParagrafoelencoCxSpPrimo" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol;"><span style="mso-list: Ignore;">·<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">       </span></span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Times New Roman;">Delocalizzazione immediata della discarica Casoni e bonifica del relativo sito.</span></span></p>
<p class="ParagrafoelencoCxSpMedio" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol;"><span style="mso-list: Ignore;">·<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">       </span></span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Times New Roman;">Raccolta differenziata su tutto il territorio abruzzese</span></span></p>
<p class="ParagrafoelencoCxSpMedio" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol;"><span style="mso-list: Ignore;">·<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">       </span></span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Times New Roman;">Delocalizzazione dell’impianto TMB in costruzione</span></span></p>
<p class="ParagrafoelencoCxSpUltimo" style="margin: 0cm 0cm 10pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: Symbol; mso-fareast-font-family: Symbol; mso-bidi-font-family: Symbol;"><span style="mso-list: Ignore;">·<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;">       </span></span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Times New Roman;">No ai Termovalorizzatori in Abruzzo</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 14.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il corteo partirà dal piazzale antistante “Forno a legna da Cesira” e percorrendo via Per Popoli si arriverà nei pressi dell’ingresso della discarica Casoni dove si terrà un breve sit-in. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Times New Roman;">Si prega di intervenire numerosi e a scopo dimostrativo e coreografico, si prega di munirsi di mascherine di protezione dai cattivi odori.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per ulteriori informazioni contattare i seguenti numer: 3472120179 – 3355484467</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se la Casa Abruzzo di Chiodi avrà le stesse “fondamenta” della discarica La Torre &#8230;..</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2008/11/30/se-la-casa-abruzzo-di-chiodi-avra-le-stesse-%e2%80%9cfondamenta%e2%80%9d-della-discarica-la-torre/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 20:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In cronaca nazionale, questa volta su l&#8217;Espresso di questa settimana, tornano le disastrose vicende abruzzesi. Una storiaccia di qualche tempo fa i cui risvolti processuali incombono sul candidato della PDL , Gianni Chiodi, ex Sindaco di Teramo.


Una frana nell&#8217;urna
di Primo Di Nicola
Si tratta della frana della discarica la Torre, nel Teramano. Discarica realizzata in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;"><strong>In cronaca nazionale, questa volta su l&#8217;Espresso di questa settimana, tornano le disastrose vicende abruzzesi. Una storiaccia di qualche tempo fa i cui risvolti processuali incombono sul candidato della PDL , Gianni Chiodi, ex Sindaco di Teramo.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/11/fotodiscaricalatorre1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-463" title="fotodiscaricalatorre1" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/11/fotodiscaricalatorre1-300x168.jpg" alt="" width="322" height="180" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif; color: #ff0000;"><span style="font-size: small;"><strong>Una frana nell&#8217;urna</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">di Primo Di Nicola</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Si tratta della frana della discarica la Torre, nel Teramano. Discarica realizzata in un calanco, in zona a forte rischio  idrogeologico. Appena a valle un laghetto. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Lo scandalo della discarica esplode nelle prime ore del mattino del 17 febbraio 2006. Chiodi è Sindaco dal Giugno 2004 (l&#8217;impianto è in funzione dal 1996). Un boato e una valanga di rifiuti (centinaia di migliaia di mt cubi) frana riversandosi nel lago sottostante. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Fango e percolato invadono  i fossi circostanti inquinando le falde acquifere e il fiume Vomano, il principale corso d&#8217;acqua della provincia. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Protezione Civile e Presidenza del Consiglio dichiarano lo stato di Emegenza e viene nominato Commissario Straordinario il prefetto di Teramo Francesco Camerino, oggi anche lui indagato nel secondo filone dell&#8217;inchiesta, che riguarda la correttezza dell&#8217;impiego dei due milioni di euro spesi per la messa in sicurezza del sito e la verifica dei lavori,  rivelatisi inadeguati. Ma non solo: il prefetto Camerino è al centro dei sospetti anche per aver affidato   i lavori della messa in sicurezza della discarica addirittura agli stessi tecnici che l&#8217;avevano originariamente progettata, in primis tale ing. Carlo Taraschi, rinviato a giudizio per disastro  ambientale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Se c&#8217;era una catastrofe che si poteva evitare questa era certamente la frana dell&#8217;impianto La Torre.  Tutti erano a conoscenza dei pericoli che incombevano. Il WWF abruzzese (che si è costituito parte civile nel processo)  da subito denunciò che il sito era stato realizzato in un&#8217;area a forte rischio idrogeologico e dunque soggetta a frane, era chiaro anche dalla consultazione delle mappe della provincia di Teramo e della Regione Abruzzo. Non solo: instabilità e rischi erano documentati anche in studi e ricerche commissionate dal comune di Teramo e confermati dalle consulenze redatte per il pm D&#8217;Agostino a  catastrofe avvenuta. Una delle perizie recita : “<em>Aver progettato e realizzato la discarica in quel sito dimostra una disattenzione nei confronti della pericolosità idrogeologica del territorio”</em><span style="font-style: normal;">.   La discarica in quella zona non andava aperta.  E certamente andava chiusa quando Chiodi venne eletto sindaco nel 2004. Invece di chiuderla, anche perchè ormai più che satura, Chiodi vara prima un piano di ampliamento della discarica già considerata a rischio. Poi un progetto per la realizzazione di un secondo impianto (rimasto sulla carta) accanto a quello esistente. Nel frattempo continua a inzeppare tonnellate di spazzatura nel calanco di La Torre utilizzando le “generose” proroghe di Provincia e Regione.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Morale: un impianto autorizzato nel 1994 per una capacità massima di 220 mila metri cubi, arriva a contenere, dalla sua apertura nel 1996  al 2006 (quando avviene il disastro)  oltre un milione e 100 mila  metri cubi. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Le conseguenze penali e ambientali ora pesano come un macigno nel curriculum del candidato-governatore. <em>&#8220;L&#8217;aver continuato ad ammassare rifiuti in una situazione oggettivamente</em> <em>così sfavorevole</em>-scrive infatti nella perizia il geologo Giuseppe Gisotti- <em>costituisce sicuramente un&#8217;aggravante, una concausa del fenomeno franoso&#8221;.</em> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Ecco perchè, scottato dalle vicende dei rifiuti da Sindaco di Teramo, da Governatore Chiodi si prepara.. a incenerirli</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Dal suo programma: </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">-modificare il piano rifiuti per eliminare la soglia di raccolta differenziata, in modo da progettare e realizzare immediatamente un piano di termovalorizzazione con uno o più impianti sul territorio regionale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;">Ci viene proprio da dire:  dalla padella alla brace!</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify">
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		<title>Sequestrato il depuratore di Montesilvano: ancora avvisi di garanzia ad amministratori pubblici&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 16:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato Stampa WWF del 19/11/2008
Il WWF interviene sul sequestro del depuratore di Montesilvano, uno dei più grandi della Regione con una capacità nominale di 108000 abitanti equivalenti.
Quest&#8217;estate il WWF aveva denunciato all&#8217;opinione pubblica la situazione dei depuratori nella regione con la divulgazione di un approfondito dossier in cui spiccava proprio il depuratore di Montesilvano per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Comunicato Stampa WWF del 19/11/2008</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il WWF interviene sul sequestro del depuratore di Montesilvano, uno dei più grandi della Regione con una capacità nominale di 108000 abitanti equivalenti.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Quest&#8217;estate il WWF aveva denunciato all&#8217;opinione pubblica la situazione dei depuratori nella regione con la divulgazione di un approfondito dossier in cui spiccava proprio il depuratore di Montesilvano per l&#8217;altissima percentuale di non conformità ai limiti degli scarichi rispetto al numero di controlli. Nel solo 2007 su 22 controlli dell&#8217;ARTA ben 17 erano risultati non regolari.  Questa situazione aveva avuto una vasta eco nazionale, con l&#8217;inchiesta di due pagine su La Stampa di Torino e i servizi di Sabato e Domenica di RaiUno e di TERRA di Canale 5, quest&#8217;ultimo  solo la settimana scorsa. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Dichiara Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo “Lungo le vallate del Tavo e del Fino, che poi formano il Saline, non è il solo depuratore che crea situazioni di criticità. Essendo però il più grande, appare evidente come un funzionamento non adeguato possa provocare grandi ripercussioni a valle. Considerati i dati dell&#8217;ARTA eravamo rimasti interdetti dalle dichiarazioni tranquillizzanti dell&#8217;ACA di quest&#8217;estate circa l&#8217;inquinamento del mare di Montesilvano. Forse una maggiore cautela, visti i precedenti, sarebbe stata consigliabile. <strong>Comunque la situazione del depuratore di Montesilvano è solo la punta dell&#8217;iceberg di una depurazione del tutto inefficiente in gran parte della regione.</strong> Purtroppo gli amministratori negli ultimi anni hanno pensato più di nascondere lo stato di inefficienza in cui versa la depurazione che provvedere a far depurare bene i reflui, attraverso il “condono” delle multe stabilito nel 2001 e l&#8217;aumento dei limiti tabellari con la legge “fogna” del 2007. Un atteggiamento lassista in cui è prevalso l&#8217;interesse di chi non fa bene il proprio dovere rispetto ai diritti dell&#8217;ambiente e dei cittadini. La nuova amministrazione regionale dovrà intervenire a fondo sul settore del Servizio Idrico Integrato, partendo da un&#8217;analisi oggettiva dei dati e delle performance  dei vari attori in campo negli ultimi anni. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Intanto ci si chiede: &#8220;su quali basi oggettive i sindaci della provincia di Pescara hanno rinnovato il mandato all&#8217;ACA di Bruno Catena (ormai detentore di vari  avvisi di garanzia), visto che l&#8217;ACA in questi anni non è riuscita neanche a garantire una normale distribuzione dell&#8217;acqua nei capoluoghi di Pescara e Chieti?”</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify">
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		<title>Anche a Roseto&#8230;chi più ne ha più ne mette!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 08:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Comunicato stampa WWF  17-9-2008
La falda della zona dell&#8217;Ex stabilimento Monti, in pieno centro a Roseto, è inquinata.Le analisi dell&#8217;ARTA realizzate nell&#8217;Agosto 2008 hanno accertato in 4 piezometri* posti nel sito, in cui si sta realizzando un grosso intervento edilizio, un inquinamento da Cloroformio, Ferro e Manganese, superiore ai limiti del testo unico sull&#8217;ambiente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"> </span></span></span> <span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span lang="it-IT"><em>Comunicato stampa WWF  17-9-2008</em></span></span></span></span></span></p>
<p style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>La falda della zona dell&#8217;Ex stabilimento Monti, in pieno centro a Roseto, è inquinata</strong>.Le analisi dell&#8217;ARTA realizzate nell&#8217;Agosto 2008 hanno accertato in 4 piezometri* posti nel sito, in cui si sta realizzando un grosso intervento edilizio, un inquinamento da Cloroformio, Ferro e Manganese, superiore ai limiti del testo unico sull&#8217;ambiente, il Decreto 152/2006. </span></span></p>
<p style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">In particolare, nel piezometro n.4 (referto ARTA n.262-R/2008 del 5 agosto 2008), posto vicino alla ferrovia, il Cloroformio ha assunto valori di 12 microgrammi/litro quando il limite è di 0,15 microgrammi/litro, quindi 80 volte il limite. Sempre nel piezometro n. 4 il ferro ha assunto valori di 318 microgrammi/litro rispetto ad un limite di 200 e il manganese di 147 microgrammi/litro a fronte di un limite di 50. Nel piezometro 2 (referto ARTA n.260-R/2008) il Cloroformio ha raggiunto il valore di 5,7 microgrammi/litro, simile al valore riscontrato nel piezometro n.1 (5,3 microgrammi/litro). Sempre nel piezometro n. 1 (Referto ARTA 259-R/2008) si sono riscontrati i valori più alti di ferro e manganese: il ferro ha assunto valori di 1030 microgrammi/litro rispetto ad un limite di 200 e il manganese di 299 microgrammi/litro a fronte di un limite di 50.</span></span></p>
<p style="text-decoration: none;" align="justify"><span style="font-family: Nimbus Roman No9 L,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span lang="it-IT">Dichiara Dante Caserta, presidente regionale del WWF “</span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span lang="it-IT"><strong>Le aree industriali dismesse dovrebbero essere monitorate attentamente attraverso un piano di caratterizzazione per individuare la presenza di eventuali res</strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span lang="it-IT"><strong>idui inquinanti prima di restituirle agli usi residenziali.</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span lang="it-IT"> Queste analisi da un lato sono molto preoccupanti perché indicano la presenza di inquinamento in un&#8217;area in pieno centro a Roseto e dall&#8217;altro destano sconcerto in quanto da circa un anno si stanno costruendo residenze sul sito beneficiando di un progetto PRUSST. Ora stiamo procedendo ad un accesso agli atti presso tutti gli enti coinvolti nel procedimento per capire come mai si accerti questo inquinamento solo oggi. Ricordo che esistono precise normative sulle bonifiche che prevedono, per questi siti industriali dismessi, un intervento preventivo di monitoraggio secondo precise metodologie scientifiche e procedure di legge ben definite”. L&#8217;inalazione di cloroformio ha un effetto deprimente sul sistema nervoso centrale, da cui il suo effetto anestetico. Un&#8217;esposizione prolungata può produrre danni al fegato e ai reni. Sperimentazioni su topi hanno dimostrato che l&#8217;esposizione durante la gravidanza può produrre aborti o nascite di cuccioli malformati. Sospetto cancerogeno, è stato bandito in molte nazioni dall&#8217;uso in prodotti farmaceutici o ausiliari (dentrifici, sciroppi, unguenti). Il manganese può produrre danni al sistema nervoso e diversi studi hanno associato l&#8217;esposizione a questa sostanza al morbo di Parkinson.</span></span></span></span></span></p>
<p align="justify">
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		<title>Oli da cucina: casalingh* disperat*</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 15:32:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è il titolo di un film trash, ma è un po’ lo stato d’animo in cui si ritrovano tante persone che dopo aver fritto patatine, pesce e quant’altro non sanno dove buttare l’olio della frittura: “lo scarico del lavandino della cucina o nel bagno?”
Attualmente esiste una precisa normativa riguardo lo smaltimento e recupero degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #333333;">Non è il titolo di un film trash, ma è un po’ lo stato d’animo in cui si ritrovano tante persone che dopo aver fritto patatine, pesce e quant’altro non sanno dove buttare l’olio della frittura: “lo scarico del lavandino della cucina o nel bagno?”</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Attualmente esiste una precisa normativa riguardo lo smaltimento e recupero degli oli esausti prodotti da ristoranti e attività commerciali (di cui si occupa il C.O.N.O.E. Consorzio Obbligatorio Nazionale Oli e Grassi Vegetali e Animali esausti) ma non esiste norma che riguardi lo smaltimento e il recupero degli oli usati provenienti dalle utenze domestiche. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #333333;"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>L’olio da cucina, una volta utilizzato, è fortemente inquinante. Per questo motivo deve essere raccolto e trattato in modo idoneo.</strong> Versarlo negli scarichi di cucina o del bagno, come oggi siamo costretti a fare, significa danneggiare le tubature, far funzionare in modo non corretto i depuratori, favorire la diffusione di insetti e scarafaggi, oltre che di cattivi odori.<br />
Il liquido, dopo essersi riversato in mare, crea una patina superficiale che impedisce ai raggi del sole di filtrare, ostacolando così lo sviluppo della flora e della fauna marina. Inoltre si stima che sia sufficiente un solo litro di olio da cucina esausto per contaminare circa un milione di litri d&#8217;acqua, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni.</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0.49cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Recuperare e riciclare l’olio vegetale esausto significa contribuire all’uso sostenibile delle risorse disponibili ed evitare che un rifiuto, seppur classificato non pericoloso, comporti conseguenze molto dannose per l’ambiente se viene disperso sul territorio. </span></span></span><span style="font-family: Liberation Serif,serif;">In Abruzzo, dove la Raccolta Differenziata è praticamente “all&#8217;anno 0”( 18% sulla carta, in realtà molto meno) il recupero degli oli alimentari provenienti da utenze domestiche non viene neppure preso in considerazione.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">L’olio vegetale esausto dopo una prima lavorazione che ne elimina le impurità (residui di cibi e acqua) può essere trasformato ad esempio in biodiesel per trazione,  glicerina per industria saponiera, lubrificante a base vegetale per macchina agricole, trasformatori etc. Tutti i riutilizzi sono comunque per usi industriali.  Da ogni litro di olio esausto si ricava mediamente l&#8217;</span></span><span style="color: #333333;"> 8-10 % di glicerina, l&#8217;84-86 % di biodiesel e il 4-5</span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">% di scarto di lavorazione.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;associazione di cultura politica Impronte  denuncia come per esempio “a Giulianova </span></span></span><span style="color: #333333;">si riversino in mare ogni anno circa 600.000 chilogrammi di oli vegetali, che equivalgono a 21 autotreni con rimorchio carichi di olio usato. Considerando tutti i Comuni della provincia di Teramo, i cui scarichi finiscono direttamente o indirettamente a mare, i chili di olio diventano quasi 8.000.000 ed i TIR 270. Tutto questo si traduce in un danno immediato e tangibile per l’ambiente, per il turismo e per la pesca non solo a Giulianova ma anche in tutta la provincia di Teramo&#8221;. L&#8217;associazione Impronte ribadisce che per risolvere questa situazione &#8221; è necessario che tra i primi punti dell’agenda del nuovo governo regionale sia posta l’attuazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti varato nel dicembre 2007, anche nella parte in cui si prevede l’approvazione di un  Programma Regionale per la Riduzione dei Rifiuti Biodegradabili da collocare in discarica.&#8221;  Questo </span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Programma, presente nel  vecchio Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, prevedeva la possibilità di organizzare in tutte le aree urbanizzate della Regione il recupero di questo particolare flusso di rifiuto mediante convenzione con ditte autorizzate iscritte al Registro Provinciale. Tuttavia l’atteso protagonismo delle singole amministrazioni comunali è clamorosamente mancato.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Abbiamo trovato un esempio di <strong>buona pratica</strong> nella vicina Ascoli Piceno, dove già dal 2004 è iniziata l’implementazione di stazioni stradali di raccolta degli oli vegetali esausti provenienti da famiglie, denominate <strong>“Olivia”.</strong> </span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></span></span><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/09/olivia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-422" title="olivia" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/09/olivia-174x300.jpg" alt="" width="127" height="217" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>In attesa di Olivia (o chi per lei) un piccolo suggerimento:</strong> verificate con un ristorante vicino casa la possibilità di versare il vostro olio usato nel  contenitore che, per obbligo di legge, tutti i ristoranti sono tenuti ad avere e che gratuitamente viene svuotato una volta la settimana dalla ditta preposta.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
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		<title>Piani di Protezione Civile, Piani di Emergenza&#8230;.questi &#8220;sconosciuti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 17:21:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le discariche sono sempre più un problema per il nostro territorio. Ci sono quelle abusive (tante) ma anche quelle autorizzate&#8230;.. spesso sono irregolari. 
La Ecoadriatica s.r.l. di Chieti Scalo, andata a fuoco lo scorso 27 luglio, è una di quelle. Da una relazione tecnica  di sopralluogo richiesta nel maggio 2008 dalla Guardia di Finanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Le discariche sono sempre più un problema per il nostro territorio. Ci sono quelle abusive (tante) ma anche quelle autorizzate&#8230;.. spesso sono irregolari. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">La Ecoadriatica s.r.l. di Chieti Scalo, andata a fuoco lo scorso 27 luglio, è una di quelle. Da una relazione tecnica  di sopralluogo richiesta nel maggio 2008 dalla Guardia di Finanza all&#8217;Arta di Chieti, al fine di tipizzare rifiuti sospetti rinvenuti presso la ditta suddetta,  emerge che </span><span style="font-size: medium;">i rifiuti   erano costituiti da enormi cumuli riconducibili a varie tipologie:  imballaggi misti non selezionati, pneumatici fuori uso, diversi bidoni metallici e fusti plastici contenenti rifiuti liquidi (oli minerali), e altri  contenenti rifiuti solidi speciali identificabili come filtri di oli esausti (catalogati come rifiuti pericolosi), nonché altri rottami in metallo<em>. “Tutte le tipologie di rifiuto, pericolose e non,</em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong> depositate in maniera incontrollata </strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em><span>sul</span></em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong> </strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em><span>sito, risultano incluse nell&#8217;elenco di quelle  autorizzate dalla Regione. </span></em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Si evidenzia la non regolarità del sito di stoccaggio, in quanto non sono state identificate le aree di deposito e la gestione dei rifiuti non avviene secondo le norme vigenti in materia</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em><span>”.</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><span>Guarda  il video che ci ha mandato Manolo Lanaro </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">”<strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-style: normal;">Chieti: discarica in fiamme e rifiuti abbandonati” </span></span></strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-style: normal;"><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span><a href="http://it.youtube.com/watch?v=baKlNXHnVk0" target="_top">http://it.youtube.com/watch?v=baKlNXHnVk0</a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span>L&#8217;  incendio della discarica è stato gestito dagli enti preposti, </span></span><span style="font-size: medium;"><span>in primis </span></span><span style="font-size: medium;"><span>il Sindaco in quanto responsabile della salute pubblica, in maniera a dir poco approssimativa, soprattutto per la mancanza di informazioni e istruzioni immediate da fornire ai cittadini in nome del <strong>principio di precauzione</strong>.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span>È chiaramente emerso che nella nostra Regione non c&#8217;è un quadro di riferimento </span></span><span style="font-size: medium;"><span>per l’elaborazione di Piani di Emergenza Provinciali e Comunali che  definiscano la disponibilità di personale, mezzi, attrezzature e  compiti di ciascun Ente coinvolto per garantire una buona gestione degli eventi calamitosi. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span>È surreale che ancora oggi l&#8217;assessore all&#8217;Ecologia del Comune di Chieti abbia parole solo per <strong>“minimizzare” </strong>l&#8217;accaduto e attaccare il WWF. Gli suggeriamo di farsi, insieme al Sindaco, un giro su internet per sapere cosa si fa, in questi casi, in certe altre regioni (per es. Emilia Romagna).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span>È poi sconfortante doversi augurare che gli eventi calamitosi non avvengano il sabato e la domenica: infatti la Regione Abruzzo non ha mai stanziato i fondi (</span></span><span style="font-size: medium;"><span>€ </span></span><span style="font-size: medium;"><span>300.000 circa) necessari per garantire  la <strong>“reperibilità” </strong>dei tecnici Arta. Solo per un caso fortuito e per una disponibilità (non dovuta) di un tecnico, sono stati tempestivamente m</span></span><span style="font-size: medium;"><span>onitorati i fumi dell&#8217;incendio</span></span><span style="font-size: medium;"><span> della discarica di Chieti, avvenuto appunto in una notte di domenica.  Inoltre, per quanto riguarda la diossina nell&#8217;aria, come al solito l&#8217;Arta ha dovuto affidare all&#8217;esterno (in questo caso all&#8217;Università di Siena) le indagini, i cui risultati sono previsti non prima dell&#8217;autunno.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Visto che non si fa che parlare di tagli e risparmi,<strong> proponiamo ai consiglieri regionali di autotassarsi</strong></span><span style="font-size: medium;"> per comprare finalmente all&#8217;Arta gli strumenti necessari per l&#8217;analisi delle diossine&#8230;</span><span style="font-size: medium;"><strong>oppure di stornare qualche</strong></span><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><strong>fondo dal misterioso</strong></span><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><strong>Abruzzo Engeneering</strong></span><span style="font-size: medium;">, Ente a capitale prevalentemente pubblico, voluto fortemente dal &#8220;Presidente&#8221; Del Turco (</span><span style="font-size: medium;">60% Regione Abruzzo, 30% Selex Service di Finmeccanica, 10% Provincia dell&#8217;Aquila) di cui, a parte cambi di Presidenza e avvicendamenti nei Consigli di Amministrazione, <strong>non si sa altro</strong>.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
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		<title>Politica Regionale sui Rifiuti: ancora discariche&#8230;.altro che differenziata!</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 06:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Riceviamo sempre più segnalazioni di nuove discariche che vengono progettate e vecchie discariche, sature, che attendono invano di essere bonificate. 
Il dott. Di Giovannantonio, cittadino di Notaresco (Te) e Consigliere Onorario della Regione Abruzzo, ci ha inviato una allarmata segnalazione riguardo l&#8217;autorizzazione di una ennesima discarica (di preoccupanti dimensioni) nel suo Comune.
La prima discarica, comunale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/07/image8621.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-354" title="image8621" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/07/image8621-300x199.jpg" alt="" width="298" height="197" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span>R</span>iceviamo sempre più segnalazioni di nuove discariche che vengono progettate e vecchie discariche, sature, che attendono invano di essere bonificate. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il dott. Di Giovannantonio, cittadino di Notaresco (Te) e Consigliere Onorario della Regione Abruzzo, ci ha inviato una allarmata segnalazione riguardo l&#8217;autorizzazione di una ennesima discarica (di preoccupanti dimensioni) nel suo Comune.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>La prima</strong> <strong>discarica</strong>, comunale, viene costruita negli anni &#8216;80 sopra i Calanchi del Fosso Irgine. La discarica, arrivata a saturazione, invece di essere “tombata”, viene caricata ulteriormente  dei rifiuti di altri comuni, naturalmente a pagamento.  Oggi è una piramide di sporcizia che aspetta di essere bonificata:   il percolato sta inquinando irreversibilmente i terreni circostanti.. ma di bonifiche attualmente gli amministratori non   parlano.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Per scelta della regione Abruzzo, viene costruita <strong>una seconda discarica</strong> in appoggio all&#8217;impianto di smaltimento e riciclaggio del CIRSU (Consorzio Intercomunale Rifiuti Solidi Urbani) formato da sei Comuni: Notaresco, Morrodoro, Roseto Giulianova, Mosciano, Bellante. Impianto  che dall&#8217;inizio ha creato problemi al territorio al punto che L&#8217;Autorità Giudiziaria è intervenuta più volte. Attualmente tale discarica è satura ed è   diventata una collina artificiale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Nel &#8216;99, imperterrita, la Regione Abruzzo concede a  privati (De Petre Ferrometalli s.p.a.) di costruire, sempre a Notaresco,<strong> una terza discarica</strong> </span></span><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">questa volta di “rifiuti speciali”  di tipo B2, di <strong>150 mila mc</strong> detta Irgine, proprio di fronte e a breve distanza dalla bellissima Chiesa di San Clemente, costruita nel &#8216;900 d.C., attigua alla prima discarica comunale (chiusa). Dopo una lunga battaglia legale a seguito di una fortissima  contestazione popolare ad oggi la discarica, già collaudata, aspetta solo una conferenza dei servizi per l&#8217;autorizzazione dell&#8217;esercizio. </span></span><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/07/iter-cronologico-discarica-irgine.doc">iter-cronologico-discarica-irgine</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Ma non finisce qui:  ora la “cabina di regia”, formata dagli enti provinciali, comunali e regionali, vuole ulteriormente contaminare questa bellissima terra, ricca di storia, dando l&#8217;autorizzazione per l&#8217;insediamento di una mega-discarica <span>(</span><strong>la quarta!</strong><span>)</span> a Montarone di Capracchia,  di  più di <strong>un milione di mc</strong>, ad imprenditori campani che tra l&#8217;altro stanno acquistando altre terre intorno al sito. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Il sospetto è che la discarica in questione, già di proporzioni inusitate, nel futuro possa ampliarsi ulteriormente e prepararsi così a ricevere rifiuti da altre regioni.<br />
</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo la droga e la prostituzione quello dei rifiuti è il business più proficuo&#8230;</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Per saperne di più sul sito dove sorgerà la <strong>mega-discarica</strong> leggi qui:</span><span style="font-size: small;"> </span></span><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/07/nel-montarone-di-capracchia.doc">nel MONTARONE-di-CAPRACCHIA</a></p>
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		<title>Raccolta Differenziata: cassonetti e volontari non bastano&#8230;.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 15:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da giorni leggiamo sul Centro di Pescara titoli cubitali sulle &#8220;salvifiche&#8221; iniziative del Comune per l&#8217;aumento della percentuale della raccolta differenziata, ferma da tre anni ad un misero 16%, (la media regionale non è molto migliore).

Abbiamo forti e ragionevoli dubbi che ancora una volta si usi la comunicazione mediatica in maniera strumentale nascondendo i veri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">Da giorni leggiamo sul Centro di Pescara titoli cubitali sulle </span><span style="color: #000000;"><strong>&#8220;salvifiche&#8221;</strong></span><span style="color: #000000;"> iniziative del Comune per l&#8217;aumento della percentuale della raccolta differenziata, ferma da tre anni ad un misero 16%, (la media regionale non è molto migliore).<br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>Abbiamo forti e ragionevoli dubbi che ancora una volta si usi la comunicazione mediatica in maniera strumentale nascondendo i veri obiettivi.</strong> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Abbiamo perciò scritto una lettera al Centro. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Egregio Direttore,</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">leggiamo sul vostro giornale che a Pescara è partita la campagna della raccolta “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani. Dopo S.Silvestro e i Colli, anche sulla riviera nord si potranno/dovranno utilizzare i contenitori colorati che prenderanno il posto dei cassonetti verdi dell&#8217;indifferenziata. E con la partenza della campagna sono arrivati gli <strong>“amici del</strong> <strong>riciclo”</strong> a diffondere la cultura della raccolta differenziata! Volontari del Comune, con tanto di pettorine gialle e biciclette, andranno in giro a spiegare che “ il vetro va nel cassonetto dove c&#8217;è scritto VETRO e che i rifiuti dei pasti sono sostanze organiche che d&#8217;estate “puzzano” per cui devono essere buttati nel contenitore dove c&#8217;è scritto ORGANICO”&#8230;.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Anche se gli “amici del riciclo” riuscissero ad educare i cittadini in questione a mettere al posto “giusto” il rifiuto “giusto”, sfortunatamente sappiamo che gran parte finirà comunque in discarica. </span></span><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"><strong>Non vorremmo che quella dell&#8217;assessore D&#8217;Angelo fosse, ancora una volta, solo una campagna mediatica.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Per quanto riguardo l&#8217;”organico” in provincia di Pescara non vi è un impianto di compostaggio adeguato. L&#8217;impianto più vicino dove poter conferire il rifiuto organico è quello di Cupello (Vastese) che, a detta dell&#8217;Osservatorio provinciale dei rifiuti, risulta troppo costoso per il trasporto. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Noi, cittadini che da anni facciamo la raccolta differenziata, ci sentiamo presi in giro quando poi vediamo che i risultati dei nostri sforzi vengono rimescolati dietro l&#8217;angolo e poi buttati in discarica. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"><strong>Forse bisognerebbe partire dagli investimenti sulla impiantistica</strong>, cioè su dove i rifiuti saranno conferiti e trattati, (da tempo è stata individuata un&#8217;area a Manoppello per </span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">un impianto di compostaggio</span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"> ma non si destinano i fondi per attuarlo), e poi fare una campagna, volta però alla </span></span><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"><strong>drastica riduzione dei rifiuti</strong></span></span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">(e dei centri commerciali!) attraverso la sensibilizzazione dei cittadini e  soprattutto degli operatori economici (per es. riduzione imballaggi), anche con incentivi e riduzione delle tasse. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Non vorremmo scoprire fra qualche tempo che la raccolta differenziata è arrivata, (sulla “carta”&#8230;dei giornali), al fatidico 40%, soglia oltre la quale il Piano Regionale dei Rifiuti prevede la possibilità di costruire</span></span><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"><strong> inceneritori</strong></span></span><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">, con </span></span><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT"><strong>conseguente avvio di finanziamenti e appalti. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Cordiali saluti </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">la redazione di MareLibero.net</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-left: 0.64cm; margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify">
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