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	<title>MareLibero.net &#187; Piano Casa</title>
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		<title>Piano Casa Abruzzo: limitati i danni. Per ora</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 07:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cementificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Casa]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie all&#8217;intervento tempestivo delle associazioni ambientaliste, che son riuscite a presentare le proprie osservazioni alla commissione (appena il giorno prima della discussione in Consiglio), e grazie alla congiunta azione di chi (in questo caso il gruppo del PRC)  all&#8217;interno dell&#8217;istituzione ha lanciato l&#8217;allarme eppoi ha condotto la battaglia degli emendamenti per modificare alcune norme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Grazie all&#8217;intervento tempestivo delle associazioni ambientaliste, che son riuscite a presentare le proprie osservazioni alla commissione (appena il giorno prima della discussione in Consiglio), e grazie alla congiunta azione di chi (in questo caso il gruppo del PRC)  all&#8217;interno dell&#8217;istituzione ha lanciato l&#8217;allarme eppoi ha condotto la battaglia degli emendamenti per modificare alcune norme sostanziali che avrebbero reso il Piano Casa abruzzese uno dei più devastanti tra le regioni italiane, <strong>sono stati limitati i danni. Per ora.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;"> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Si attende il testo definitivo per valutare i singoli aspetti e la portata sul territorio delle norme approvate in una corsa contro il tempo che, comunque, non ha giovato all&#8217;ambiente abruzzese.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;">Alcune delle norme più contestate, come quella relativa alle strutture turistiche che avrebbero potuto chiudere terrazzi, verande e logge (anche sul demanio), quella che permetteva di allargare del 20% non solo le piccole abitazioni ma tutti gli edifici, residenziali e non e per qualsiasi cubatura, e quella relativa alle aree e agli edifici da escludere che permetteva interventi finanche nei centri storici e sugli edifici vincolati, sembrano essere state cassate, così come pare sia stato introdotto l&#8217;obbligo, per avere i premi di cubatura, di costruire secondo criteri più stringenti dal punto di vista del risparmio energetico e della bio-edilizia (con l&#8217;impegno di varare al più presto i regolamenti collegati).</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;">Ma  alcune norme, come per esempio quella sulle strutture turistiche, potrebbero rientrare presto da un&#8217;altra porta: la Legge Urbanistica regionale in prossima discussione a settembre. Staremo a vedere. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;">Il giudizio generale resta negativo.   l&#8217;Italia non ha bisogno di altro cemento, come ci conferma l&#8217;impietosa fotografia sull’Italia scattata nel dossier “<em><strong>2009 L’anno del Cemento”</strong></em><strong>, a cura del WWF</strong> con contributi di Bernardino Romano e Corrado Battisti dell’Università dell’Aquila.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;"> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>&#8220;230 mq di urbanizzazione per ogni abitante. Solo il 14% del territorio libero e distante almeno 5 km dall&#8217;edificato. </strong></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;">Un territorio quasi saturo, sparpagliato, cosparso a macchia di case, strade e capannoni, una specie di città diffusa che sembra più una metastasi che una città, con <strong>oltre 3,5 milioni di ettari, di cui 2 milioni di terreni agricoli, divorati dal cemento negli ultimi 15 anni</strong> (una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme, a un ritmo di 244.000 ettari all’anno); oltre <strong>8.000 comuni e 8.000 piani regolatori diversi, 12,8 milioni di edifici, 27 milioni di unità abitative (per il 20% non abitate!) </strong>e una serie di piani casa in corso di definizione. Il tutto collegato da <strong>più di 200.000 km di strade </strong>che frammentano il territorio come fosse un mosaico, <strong>e un piano di “infrastrutture strategiche” (Legge Obiettivo) </strong>che danneggerebbe 84 aree protette e 192 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), tutelati dall’Unione Europea. Mentre dall’altro lato la <strong>crescita demografica è limitata se non assente</strong> (a Palermo la popolazione è aumentata del 50%, l’urbanizzazione del 200%)&#8221;  <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/08/wwf-2009-anno-del-cemento1.doc">dal comunicatoWWF leggi tutto</a></span></span></span></p>
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		<title>Piano Casa: la Regione Abruzzo sceglie la cementificazione. Anche nei Parchi e nelle Riserve</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 16:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cementificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[deregulation]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[
É ancora al vaglio delle commissioni (prima e seconda) la proposta di legge (DL 59/09) denominata “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio&#8221;, il c.d. PIANO CASA, varata dalla giunta pochi giorni fa  e in corsa per arrivare ad essere approvata nel prossimo consiglio regionale del 4 agosto.  PianoCasa-testo
Un provvedimento esclusivamente concordato con l&#8217;ANCE (associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/08/casa12378247221.jpg"></a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/08/casa12378247221.jpg"><img class="size-full wp-image-1595 aligncenter" title="casa12378247221" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/08/casa12378247221.jpg" alt="casa12378247221" width="250" height="209" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">É ancora al vaglio delle commissioni (prima e seconda) la proposta di legge (DL 59/09) denominata <em>“Intervento regionale a sostegno del settore edilizio&#8221;, </em>il c.d.<strong><em> PIANO CASA</em></strong><em>, </em>varata dalla giunta pochi giorni fa  e in corsa per arrivare ad essere approvata nel prossimo consiglio regionale del 4 agosto.  <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/08/pianocasa.pdf">PianoCasa-testo</a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Un provvedimento esclusivamente concordato con l&#8217;ANCE (associazione costruttori) e tenuto all&#8217;oscuro alle associazioni (non solo ambientaliste) che rappresentano i molteplici e diversi interessi collettivi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span><strong><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/08/documentoassociazioniaudizionepianocasa_definitivo.doc"></a></strong><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Per ora l&#8217;opposizione, a tratti ostruzionistica di Rifondazione (la più critica), di IDV e, con distinguo più concilianti del PD,  tiene e la trattativa prosegue.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il  primo commento da parte delle Associazioni  è durissimo: &#8221; è una legge per i palazzinari, è una legge che non rispetta l&#8217;ambiente, il paesaggio, le Aree Protette, non rispetta i vincoli e aumenta enormemente il consumo di suolo&#8221;. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>In Abruzzo si va oltre il provvedimento (già pesante) uscito fuori dall&#8217; Intesa Stato-Regioni. </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Tra i  punti più pericolosi  la norma sulla demo-ricostruzione:  fino al 60% di cubatura in più se si ricostruisce in altra zona (di concerto con il comune), senza obblighi rispetto all&#8217;uso di materiali di bioedilizia e al risparmio energetico. Se si ottempera a queste due prescrizioni c&#8217;è un 5% in più, arrivando così al 65%.   E chi controlla come e se si costruisce con questi criteri? La regione Abruzzo non è dotata di regolamento sulla bio-edilizia, né ha una legge (come ha la Toscana) che norma la materia energetica. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span>Non si escludono gli edifici posti nei Parchi e nelle Riserve. Nè si tutelano le Aree archeologiche.</span> Non si norma in maniera seria sui centri storici. Nella proposta di Legge questi sono definiti “nuclei antichi” (termine sconosciuto all&#8217;urbanistica), e per essere protetti devono essere perimetrati (con apposita delibera comunale); se non lo sono per qualche motivo (anche per assenza di PRG)  entrano a pieno titolo nel calderone cementificatorio.  Sottotetti, verande e quant&#8217;altro, pur essendo interventi pesanti dal punto di vista paesaggistico  (anche perchè di massa), sembrano poca cosa rispetto a tutto il resto.  Pure si tenta d&#8217;intervenire, come non bastasse lo scempio attuale, sulle strutture turistiche, non solo ricettive ( sul demanio gli “stabilimenti balneari” ).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">In sostanza: <strong>Ancora una volta e sempre più in controtendenza europea l&#8217;Abruzzo (in compagnia di quasi tutte le regioni italiane) per far ripartire l&#8217;economia sceglie il cemento</strong>. A prescindere da standard di vivibilità, in deroga a tutti gli strumenti pianificatori (persino i tanto abusati Accordi di Programma, pur favorendo maggiormante gli interessi privati,contemperano un minimo l&#8217;interesse del pubblico), in barba a vincoli di tutela del patrimonio naturalistico e architettonico, agli standard di sicurezza e alla necessità (planetaria!) di una svolta in materia di risparmio energetico. Per 24 mesi (periodo in cui si può fare richiesta) più 5 anni (periodo di attuazione) assisteremo impotenti al  &#8220;</span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">sacrificio finale&#8221; e purtroppo irreversibile  del nostro territorio. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Possiamo solo sperare che le nostre osservazioni e la battaglia in aula dei consiglieri più sensibili possano limitare i danni. </strong></span></span></p>
<p><strong><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/08/documentoassociazioniaudizionepianocasa_definitivo.doc">DocumentoAssociazioniAudizionePianoCasa</a></strong></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
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