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	<title>MareLibero.net &#187; Petrolizzazione Abruzzo</title>
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		<title>INCHIODATO</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petrolizzazione Abruzzo]]></category>
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Spettacolo poco dignitoso quello del  Consiglio Regionale straordinario sul petrolio svoltosi mercoledì scorso (23 giugno) a L&#8217;Aquila.  In discussione  una RISOLUZIONE,(concordata con il movimento), presentata dai consiglieri di minoranza che, una volta per tutte, avrebbe impegnato il Presidente e la Giunta regionale a compiere azioni concrete per bloccare definitivamente il processo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/petrolio-LAQUILA.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2511" title="petrolio L'AQUILA" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/petrolio-LAQUILA.jpg" alt="petrolio L'AQUILA" width="237" height="177" /></a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/PETROLIO-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2512" title="PETROLIO 2" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/PETROLIO-2.jpg" alt="PETROLIO 2" width="237" height="176" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Spettacolo poco dignitoso quello del  Consiglio Regionale straordinario sul petrolio svoltosi mercoledì scorso (23 giugno) a L&#8217;Aquila.  In discussione  una <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/RISOLUZIONE.doc">RISOLUZIONE</a>,(concordata con il movimento), presentata dai consiglieri di minoranza che, una volta per tutte, avrebbe impegnato il Presidente e la Giunta regionale a compiere azioni concrete per bloccare definitivamente il processo di petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo.  Centinaia i cittadini e i rappresentanti delle associazioni e dei comitati (Rete </span><span style="font-size: medium;">Emergenza Ambiente Abruzzo) </span><span style="font-size: medium;">accorsi  da tutta la regione a   Palazzo dell&#8217;Emiciclo, per manifestare e ribadire il proprio dissenso all&#8217;immobilismo del governo regionale.  Alla presenza di una piccola delegazione delle associazioni, cui è stato permesso assistere, è iniziata la seduta. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Ad ogni consigliere e ad ogni membro della Giunta è stato consegnato il <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/LW-Dossier-IdrocarburiAbruzzo_giugno2010.pdf">Dossier IdrocarburiAbruzzo-giugno2010 </a></span><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/LW-Dossier-IdrocarburiAbruzzo_giugno2010.pdf"> </a> elaborato da WWF e Legambiente, e l&#8217;allegato documento di<a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/06/LW-Analisi-DDL-Chiodi.pdf"> Analisi del DDL Chiodi</a>, </span><span style="font-size: medium;">Disegno di Legge</span><span style="font-size: medium;"> presentato ma non ancora approvato, che dovrebbe sostituire la Legge 32/2009 impugnata dal Governo Nazionale. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Accorati gli interventi dei consiglieri del centro sinistra, distratti e annoiati i consiglieri della maggioranza che solo nel momento in cui ha preso la parola il Governatore Chiodi si sono ricomposti in attesa di un ordine di scuderia sul da farsi.  Una risoluzione molto impegnativa,  Dossier e documenti che mostrano dati inconfutabili e analisi circostanziate hanno messo in tutta evidenza in difficoltà il Presidente che ha sospeso la seduta per un&#8217;ora circa per  tentare un&#8217;uscita che gli permettesse di salvare la faccia con i cittadini abruzzesi e nel contempo non lo mettesse in minimo contrasto con il suo padrino-one  Silvio Berlusconi.  <strong>Risultato:  la seduta viene rinviata per approfondimenti. </strong><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Nelle consultazioni dei capi-gruppo è persino emerso che il  Governatore Chiodi <strong>non sapesse che la nostra regione   è indicata </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>come “distretto minerario” </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>nel &#8220;Piano Triennale  per lo Sviluppo&#8221; </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>del Governo</strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>! </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Da tre anni ormai studiamo, elaboriamo,   manifestiamo (sempre più numerosi), denunciamo come le multinazionali del petrolio e del gas stiano avanzando indisturbati nella conquista dei nostri territori..ogni giorno nascono siti, blog che ne parlano,  anche sulla stampa nazionale  il tema è di attualità e stanno emergendo  chiare le  miopi strategie (in contro-tendenza europea)  di questo Governo in materia di energia.  Chiodi però non sa nulla, il suo assessore all&#8217;Ambiente non sa nulla, l&#8217;assessore alle Attività Produttive non sa nulla, la pletora dei consiglieri regionali  in maggioranza non sa nulla! </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><strong>Il dato positivo: </strong>il consigliere Acerbo è riuscito a portare i due delegati del movimento (Caserta del WWF e Di Matteo di Legambiente) al cospetto di Chiodi prima che scappasse via e a strappare l&#8217;impegno di un incontro, da tenersi a stretto giro, tra i rappresentanti delle Associazioni, il Presidente stesso e i dirigenti degli uffici regionali preposti. </span><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;">Comunque Lo abbiamo inchiodato. </span></strong></p>
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		<title>Petrolio: la Legge di tutela è &#8220;monca&#8221;</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2009/12/29/petrolio-la-legge-di-tutela-e-monca/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 12:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EmergenzAmbiente]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolizzazione Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Rete di associazioni e movimenti abruzzesi EmergenzAmbiente ha approfittato della presenza in Abruzzo di Maria Rita D’Orsogna, docente dell’Università  di Los Angeles, con noi da sempre nella battaglia  per la salvaguardia del territorio abruzzese, per lanciare un appello  ai consiglieri regionali affinché nell’ultimo consiglio dell’anno, previsto per il 30 dicembre, procedano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La Rete di associazioni e movimenti abruzzesi <strong>EmergenzAmbiente</strong> ha approfittato della presenza in Abruzzo di Maria Rita D’Orsogna, docente dell’Università  di Los Angeles, con noi da sempre nella battaglia  per la salvaguardia del territorio abruzzese, per lanciare un appello  ai consiglieri regionali affinché nell’ultimo consiglio dell’anno, previsto per il 30 dicembre, procedano ad una modifica della legge <strong>“Provvedimenti urgenti a tutela del territorio regionale”</strong>, approvata il 16 dicembre scorso. Alla conferenza stampa della Rete  erano presenti anche Francesco Stoppa, docente dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, e Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La legge approvata il 16 dicembre  tutela  gran parte del nostro territorio ( <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/12/WWF-Legambiente-skede.pdf">WWF-Legambiente-skede</a>)  ma    non affronta minimamente il  problema delle trivellazioni nel mare antistante la nostra costa, interessata per oltre 5.600 kmq da richieste e concessioni già in atto per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. Inoltre nella nuova normativa non vengono reinseriti (inspiegabilmente) strumenti importanti come  la <strong>Valutazione Ambientale Strategica </strong>(VAS) e la <strong>Valutazione di Impatto Sanitario</strong> (VIS) che non erano stati impugnati  davanti alla Corte Costituzionale dal Governo nazionale. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Lo strumento idoneo a bloccare in mare il proliferare di piattaforme estrattive  è il <strong>Piano di Gestione Integrata della Zona Costiera</strong>, previsto dalla disciplina comunitaria e nazionale e capace di valutare nello specifico anche gli influssi delle attività petrolifere sul sistema costiero ( come ha fatto con successo la Regione Emilia Romagna). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi il pericolo incombente è il permesso di coltivazione che sta per essere concesso a <strong>“Ombrina mare 2&#8243;</strong>, una gigantesca piattaforma petrolifera, della compagnia inglese MOG (Mediterranean Oil &amp; Gas),  a<strong> 5 km</strong> dalla costa teatina tra San Vito e Ortona ( una follia se si considera che nel Nord Europa il limite è 50 km e negli USA di 160 km!) .   Piattaforme come questa rimangono in esercizio per un minimo di 20/30 anni e, secondo quanto dichiarato agli organi di stampa internazionali dalla stessa Società proponente, saranno scavati altri 4 pozzi, oltre a quello già esistente, per estrarre petrolio e gas. Ma  questo è solo l’ultimo atto di una serie di richieste di concessioni che riguardano il nostro mare.  A settembre, infatti, la società canadese Vega Oil e la società irlandese Petroceltic hanno avanzato una richiesta per trivellare a 7 km dal porto di Ortona con il progetto “Elsa 2”.  Ad Ottobre la stessa Petroceltic ha avanzato richiesta per trivellare in altri 2 permessi a 5 km dalla costa a largo di Casalbordino e Vasto. Presto arriveranno anche le richieste per trivellare il teramano. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Da quanto sta avvenendo nel nostro mare, l’Abruzzo ha tutto da perdere e nulla da guadagnare:</strong> il turismo, la pesca e l’agricoltura, oltre che la salute delle persone, saranno compromessi in cambio di royalties nulle per la regione e bassissime per lo Stato.  Le Associazioni ambientaliste, i comitati locali, le associazioni di categoria, alcune realtà economiche e  cittadini stanno continuando ad intervenire nei singoli procedimenti autorizzativi, presentando osservazioni in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, ma è evidente che non si può continuare ad affrontare tale problematica in questo modo. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Occorrono provvedimenti definitivi: <strong>l’ultimo Consiglio regionale dell’anno deve essere l’occasione per  proiettare l’Abruzzo intero, terra e mare, verso un futuro sostenibile. </strong></span></span></p>
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		<title>No Oil: A Cupello l&#8217;abbiamo inchiodato</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 23:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EmergenzAmbiente]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolizzazione Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[abruzzo nero]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[
Certo è che se volevamo sapere ciò che si prospetta per l&#8217;Abruzzo, dal comizio mascherato da convegno  di ieri a Cupello del presidente  Chiodi e del suo &#8220;padrino&#8221; Don Remo Gaspari, ci siamo  riusciti. Tema della serata : “Abruzzo: quale futuro? ” . Presente anche il boss di Confindustria, convinto sostenitore della svolta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/cupello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1550" title="cupello" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/cupello.jpg" alt="cupello" width="510" height="216" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Certo è che se volevamo sapere ciò che si prospetta per l&#8217;Abruzzo, dal comizio mascherato da convegno  di ieri a Cupello del presidente  Chiodi e del suo &#8220;padrino&#8221; Don Remo Gaspari, ci siamo  riusciti. Tema della serata : <strong>“Abruzzo: quale futuro? ”</strong> . Presente anche il boss di Confindustria, convinto sostenitore della svolta petrolifera abruzzese, Marrollo e il neo-presidente della provincia di Chieti Di Giuseppantonio.<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Un tam tam di poche ore e da varie parti della regione (da Martinsicuro a Lanciano passando per Pescara) in una trentina siamo arrivati ad assistere all&#8217; incontro organizzato nel regno di zio Remo all&#8217;evidente scopo di &#8220;omaggiare&#8221; il nuovo presidente d&#8217;Abruzzo Gianni Chiodi (un po&#8217; in ritardo ma era dovuto!).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La puntuale cronaca degli eventi, anche turbolenti, che si sono succeduti è ben riportata dal nostro Lorenzo Luciano sul suo blog <a href="http://allegriadinaufragi.blogspot.com/2009/07/abruzzo-quale-futuro.html ">http://allegriadinaufragi.blogspot.com/2009/07/abruzzo-quale-futuro.html</a> che consigliamo di leggere.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Al di là del triste folklore </span><span style="font-size: medium;">quello che ci sentiamo di dire è che siamo veramente preoccupate da quel  che ieri  abbiamo sentito circa il nostro </span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">prossimo </span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">futuro: nucleare come unica fonte rinnovabile (si sta preparando  l&#8217;eventualità di ospitare una centrale, se non qui nel vicino Molise); chiusura di molti ospedali (senza un vero piano sanitario  si taglierà </span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">alla </span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">cieca </span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">come hanno tagliato scuola e università); s&#8217;è parlato di prossime scelte impopolari (senza entrare nel minimo dettaglio) ma che porteranno sviluppo nel medio termine (quali?  inceneritori e cementifici?); Tremonti ha appena concesso 6mld di euro all&#8217;Abruzzo (in 10 anni) Chiodi ci ha annunciato come saranno investiti: porti, aeroporti, autostrade..(siamo alle solite!), non una parola sull&#8217;unico investimento di senso (di questi tempi) che è proprio quello sulle energie rinnovabili (tra l&#8217;altro tema di apertura dello pseudo-convegno) che, dati alla mano, in paesi come la Germania sta creando migliaia di posti di lavoro; e la petrolizzazione in atto?  (domanda fatidica): argomento strumentale dell&#8217;estrema sinistra. Tutto falso. (I dati del Ministero però parlano chiaro. Ha parlato chiaro anche Scaiola. L&#8217;unico che non ne vuole proprio parlare è il presidente Chiodi)<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Dulcis in fundo:   la Partecipazione è una parola che non esiste nel vocabolario di chi ci governa. Non si deve neanche &#8220;domandare&#8221;&#8230;Una volta eletti nessuno può nè deve &#8220;disturbarli&#8221;. Chi lo fa è un estremista di sinistra o un &#8220;eversivo fannullone&#8221; (zio Remo dixit).<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
]]></content:encoded>
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		<title>Associazioni, sindaci, cittadini ribadiscono: NO OIL in Abruzzo</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 06:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EmergenzAmbiente]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolizzazione Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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Questa mattina a Pescara, sul lungomare davanti la “Nave di Cascella” tanti cittadini abruzzesi, le associazioni e i comitati della Rete EmergenzAmbienteAbruzzo, alcuni sindaci e alcuni consiglieri delle amministrazioni regionali e provinciali hanno ribadito la loro netta contrarietà al progetto del governo di trasformare la regione Abruzzo in distretto petrolifero. 
Un presidio per informare, raccogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/no-oil-11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1514" title="no-oil-11" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/no-oil-11.jpg" alt="no-oil-11" width="529" height="150" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/azione-eni-rid.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1515" title="azione-eni-rid" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/azione-eni-rid.jpeg" alt="azione-eni-rid" width="248" height="239" /></a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/stand-eaa-rid.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1523" title="stand-eaa-rid" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/stand-eaa-rid.jpeg" alt="stand-eaa-rid" width="180" height="239" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Questa mattina a Pescara, sul lungomare davanti la “Nave di Cascella” tanti cittadini abruzzesi, le associazioni e i comitati della<strong> Rete EmergenzAmbienteAbruzzo</strong>, alcuni sindaci e alcuni consiglieri delle amministrazioni regionali e provinciali hanno ribadito la loro netta contrarietà al progetto del governo di trasformare la regione Abruzzo in distretto petrolifero. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Un presidio per informare, raccogliere firme sulla petizione che chiede la revoca delle concessioni a terra e mare, e per ribadire, anche con azioni creative, che il destino della nostra regione non può essere deciso “dall&#8217;alto” senza tener conto del parere della popolazione né tanto meno  della vocazione naturale del territorio. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Due artisti di strada hanno inscenato una divertente pantomima tra una donna vestita con  abito tipico abruzzese  e il  cane a sei zampe simbolo dell&#8217;ENI. Un centinaio di   partecipanti si sono spostati poi a Piazza Salotto per scrivere NO OIL usando i propri corpi. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Erano presenti al presidio il sindaco di Miglianico De Marco, il vice-sindaco di Fara Filiorum Petri Simone, l&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente di Fossacesia Natale, il consigliere regionale del PRC Acerbo, il sindaco di Pineto Monticelli, l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente di Casalbordino Galante, il consigliere della Provincia di  Pescara del PRC Sandro Di Minco. Ma il fronte del NO istituzionale  più passa il tempo più si allarga:  molti altri sindaci hanno aderito pur non potendo essere questa mattina fisicamente a Pescara. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Alla domanda di cosa la Regione stia facendo, vista la prossima scadenza della moratoria votata l&#8217;anno scorso riguardante il Centro Oli di Ortona, il  commento è stato unanime:   a parte le dichiarazioni fatte in campagna elettorale gli amministratori regionali sono LATITANTI.  Intanto la preoccupazione cresce per la legge nazionale in prossima discussione alla Camera dei Deputati ( già passata al Senato) la 1441-ter che di fatto esautora gli Enti locali da qualunque decisione in materia energetica. Per questo le Associazioni hanno preparato  una lettera indirizzata ai parlamentari abruzzesi che li richiama ad esprimersi pubblicamente sul tema e a dichiarare chiaramente quali azioni  sono disposti a mettere in campo per  contrastare quella che per la maggioranza dei cittadini abruzzesi è un&#8217;autentica devastazione del proprio territorio. <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/lettera-ai-parlamentari-abruzzesi1.doc">lettera-ai-parlamentari-abruzzesi</a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Per raccogliere le firme scarica la</strong> <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/petizione-no-oil.pdf">petizione-no-oil</a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">per restituire i moduli firmati: </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">333-8391147 Loredana     329-1574549 Fabrizia</span></span></p>
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		<title>NO OIL: M.Rita D&#8217;Orsogna di nuovo con noi in Abruzzo</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 21:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Petrolizzazione Abruzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Infaticabile e determinata come sempre Maria Rita D&#8217;Orsogna è tornata in Italia per darci una mano nella lotta contro la deriva petrolifera abruzzese. Riportiamo gli appuntamenti locali. 

 Dal 1 al 4 luglio sarà a Iglesias in Sardegna- Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, l&#8217;11 luglio in Val D&#8217;Agri- Basilicata.
http://dorsogna.blogspot.com/

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Infaticabile e determinata come sempre Maria Rita D&#8217;Orsogna è tornata in Italia per darci una mano nella lotta contro la deriva petrolifera abruzzese. Riportiamo gli appuntamenti locali. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> Dal 1 al 4 luglio sarà a Iglesias in Sardegna- Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, l&#8217;11 luglio in Val D&#8217;Agri- Basilicata.</span></span></p>
<p><a href="http://dorsogna.blogspot.com/"><span style="font-size: medium;">http://dorsogna.blogspot.com/</span></a></p>
<p><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/06/locandina.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1339" title="locandina" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/06/locandina.jpeg" alt="locandina" width="409" height="575" /></a></p>
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		<title>Il Movimento NO OIL al Presidente Chiodi : tempo scaduto!</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 09:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Presidente Chiodi non ha mantenuto fede al suo primo impegno di legislatura. Netto il giudizio delle associazioni ambientaliste Legambiente e WWF che si fanno portavoce di tutto il Movimento che si batte contro la petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo.

Il Consiglio Regionale, infatti, nella seduta di insediamento del 27 gennaio 2009, all’unanimità, aveva dato mandato al Presidente Chiodi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il Presidente Chiodi non ha mantenuto fede al suo primo impegno di legislatura. Netto il giudizio delle associazioni ambientaliste Legambiente e WWF che si fanno portavoce di tutto il Movimento che si batte contro la petrolizzazione dell&#8217;Abruzzo.<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il Consiglio Regionale, infatti, nella seduta di insediamento del 27 gennaio 2009, all’unanimità, aveva dato mandato al Presidente Chiodi di elaborare, entro e non oltre 45 giorni, un Disegno di Legge finalizzato a superare l’impugnativa del Governo dinnanzi alla Corte Costituzionale sulla Legge Regionale 10 marzo 2008 n. 2 “<em>Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina</em>“, modificata ed integrata con Legge Regionale 15 ottobre 2008 n. 14.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La Legge, nota anche come blocca Centro Oli Eni di Ortona, secondo il Governo presenta diversi profili di illegittimità costituzionale e merita di conseguenza una valutazione di merito da parte della Corte Costituzionale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">All’impegno purtroppo, non sono seguiti i fatti: i 45 giorni sono trascorsi ed il Presidente Chiodi non ha elaborato alcun Disegno di Legge, dimostrando, nonostante i proclami, una scarsa attenzione al problema che aveva calamitato durante la campagna elettorale persino l’interesse del Presidente del Consiglio Berlusconi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La mancanza di responsabilità del Presidente Chiodi getta seri dubbi sulle reali intenzioni del Governo regionale sulla deriva idrocarburi che, evidenziato da Legambiente e WWF nel dossier “<em>Dati e numeri sulla ricerca e la coltivazione e degli idrocarburi in Abruzzo</em>” presentato il 16 febbraio scorso in occasione del quarto anniversario dell’entrata in vigore dl Protocollo di Kyoto, sta coinvolgendo l’intera Regione. <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/03/dossier-idrocarburi-wwf-legambiente-febbraio-2009.pdf">dossier-idrocarburi -febbraio-2009</a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre a questa manifesta mancanza di responsabilità, Legambiente e WWF sottolineano anche la discutibile iniziativa del Presidente Chiodi che, fuori dal ruolo istituzionale, ha firmato, come primo firmatario ed a titolo di semplice consigliere regionale, il Disegno di Legge inerente la “Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche”<em> </em>che<em>, </em>presentato dall’assessore regionale Mauro Febbo, di certo non da alcuna risposta ai dubbi espressi dal Governo nazionale nella impugnativa presentata dinnanzi alla Corte Costituzionale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La disattenzione politica del Presidente Chiodi sul tema, trova ulteriore e grave conferma anche nel fatto che ad oggi la Regione Abruzzo non è ancora intervenuta presso la Corte Costituzionale per sostenere la validità della vigente Legge Regionale approvata nella passata legislatura all’unanimità del Consiglio Regionale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Nel richiamare il Presidente Chiodi ai propri impegni, Legambiente e WWF ribadiscono nuovamente la necessità che la Regione si faccia promotrice di un tavolo di confronto tecnico per affrontare nel suo quadro generale la situazione abruzzese sempre più oggetto di interesse delle compagnie petrolifere.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>dal Comunicato stampa WWF e Legambiente</em> del 17 febbraio 2009<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
]]></content:encoded>
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		<title>DDL Febbo: per  WWF e Legambiente si naviga a vista</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 10:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato Stampa WWF  LEGAMBIENTE del 25 febbraio 2009

Il disegno di legge sulla Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche, con primo firmatario il Consigliere Regionale Mauro Febbo, ha il merito di riportare al centro della discussione politica la vicenda idrocarburi, ma non coglie appieno l’allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste Legambiente e WWF sulla deriva abruzzese.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Comunicato Stampa WWF  LEGAMBIENTE del 25 febbraio 2009</strong></em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il disegno di legge sulla <em>Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche, </em>con primo firmatario il Consigliere Regionale Mauro Febbo, ha il merito di riportare al centro della discussione politica la vicenda idrocarburi, ma non coglie appieno l’allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste Legambiente e WWF sulla deriva abruzzese.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La proposta, che rinvia alla Giunta Regionale la definizione di linee guida su criteri, modalità e termini della procedura per il rilascio dell’autorizzazione all’installazione ed all’esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli minerali, non esclude nei fatti l’installazione e l’esercizio di tali stabilimenti ad Ortona o in altri luoghi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Tale strumento di regolamentazione non assume, pertanto, un valore tale da poter gestire la vicenda idrocarburi abruzzese che, senza un serio confronto politico con il Governo Centrale, continua a rimanere nel totale interesse “legittimo” delle compagnie petrolifere, le quali nelle maglie della disciplina troveranno luoghi idonei per la realizzazione degli impianti.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Legambiente e WWF ribadiscono, a tal riguardo, la necessità di uscire dal petrolio e non la semplice, ma comunque utile, “opposizione” al Centro Oli di Ortona.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il disegno di legge può essere, pertanto, considerato un preambolo agli impegni assunti dal neogovernatore Chiodi nel discorso di insediamento in Consiglio Regionale, ricordando allo stesso che sono già trascorsi trenta giorni dei quarantacinque a disposizione per l’elaborazione di una nuova proposta di legge finalizzata al superamento dell’impugnativa del Governo centrale rispetto alla vigente normativa regionale.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il disegno di legge, inoltre, necessita di ulteriori chiarimenti circa la definizione del contributo compensativo (royalties) per le attività di coltivazione, fissato al 15% delle aliquote spettanti alla regione ed ai comuni. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Anche in questo caso, la proposta rimanda ad un accordo tra regione, comuni nel cui territorio è prevista la coltivazione, comuni contermini e titolare della concessione.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Se positivo risulta essere il coinvolgimento degli enti locali, resta di difficile interpretazione la modalità dell’accordo stesso: cosa accade nel caso in cui non si raggiunga l’unanimità dei consensi? Qual è il reale potere di un singolo comune o della stessa regione di opporsi in caso di non condivisione? </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">A titolo esplicativo basta richiamare la situazione della tanto contestata Concessione Miglianico, sulla quale insiste la proposta del Centro Oli di Ortona.   Essa coinvolgerebbe oltre alla regione ed all’Eni, 5 comuni direttamente interessati (Francavilla al Mare, Miglianico, Ortona, Ripa Teatina e Tollo) e 11 comuni contermini (Ari, Bucchianico, Canosa Sannita, Chieti, Crecchio, Frisa, Giuliano Teatino, Pescara, San Vito Chetino, Torrevecchia Teatina e Villamagna).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Va chiarita inoltre, la percentuale del 15% destinata al contributo compensativo del danno ambientale che, rapportato alle aliquote stabilite dalla legge nazionale, si traduce nei fatti in percentuali reali pari a:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">0,15% 	alla regione;</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">0,44% 	al comune o ai comuni nei cui territori è prevista la coltivazione;</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">0,15% 	ai comuni contermini da ripartire proporzionalmente alla popolazione 	residente.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il 15%, infatti, va calcolato sul 70% (quota spettante a regione e comuni) del 7% (aliquota stabilita dalla legge nazionale) della quantità di idrocarburi estratti.  E’ del tutto chiaro che si tratterebbe di compensazioni irrisorie rispetto alla reale e consolidata economia dei territori interessati.  E resta poi valido, anche in questo caso, il concetto, già ampiamente espresso in passato, che la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini non è rapportabile agli importi delle royalties.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">In conclusione, pertanto, Legambiente e WWF ribadiscono la necessità che la Regione si faccia promotrice di un tavolo di confronto tecnico per affrontare nel suo quadro generale la situazione abruzzese.  La vastità del territorio interessato ed il numero degli enti locali coinvolti non consentono più di affrontare la problematica semplicemente a livello di singola istanza o concessione, ma impongono una gestione complessiva, capace di rispondere con competenza ed autorevolezza agli interessi delle compagnie petrolifere ed alla volontà del Governo centrale, che ha prefigurato per la nostra regione un futuro petrolifero.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
]]></content:encoded>
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		<title>DDL Febbo: mah&#8230;come siamo messi!!</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 23:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proviamo a fare un po&#8217; di chiarezza e informazione riguardo la “questione petrolio” partendo dal disegno di legge presentato oggi dal nuovo assessore all&#8217; agricoltura Mauro Febbo. Intanto questo disegno di legge non riguarda  nello specifico la ricerca e coltivazione del petrolio. Infatti le concessioni continueranno ad essere rilasciate dello Stato, oggi con il parere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Proviamo a fare un po&#8217; di chiarezza e informazione riguardo la “questione petrolio” partendo dal disegno di legge presentato oggi dal nuovo assessore all&#8217; agricoltura Mauro Febbo. Intanto questo disegno di legge non riguarda  nello specifico la ricerca e coltivazione del petrolio. Infatti le concessioni continueranno ad essere rilasciate dello Stato, oggi con il parere delle Regioni interessate; domani, se il Parlamento approverà la legge 1441-ter in discussione, che esclude gli Enti locali dalle decisioni in materia, senza più neanche la possibilità di esprimersi su scelte che verranno direttamente calate dall&#8217;Alto sul nostro territorio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il DDL Febbo riguarda invece la localizzazione di nuovi stabilimenti di lavorazione e stoccaggio degli oli minerali (es. impianti petrolchimici); prevede la partecipazione alle Conferenze dei Servizi dei Comuni confinanti quello interessato dagli impianti (il parere non è comunque vincolante) e stabilisce un contributo compensativo a titolo di ristoro ambientale pari al 15% delle aliquote di prodotto estratto, da ripartire: 60% al Comune interessato, 20% ai Comuni limitrofi, 20% alla Regione. Proviamo a fare due calcoli: Il 7% è la aliquota ufficiale che le compagnie petrolifere pagano per le concessioni a terra; di questa aliquota oggi il 55% spetta alla Regione, il 15% al Comune interessato, il restante 30% va allo Stato. Questo 15 % di</span></span> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;contributo compensativo&#8221;, come lo chiama Febbo, va calcolato a sua volta sul 70% (55+15) e viene ridistribuito tra gli Enti locali. Se si ipotizzano delle cifre (ricordiamo che tra l&#8217;altro la quantità di prodotto estratto viene dichiarata dalla stessa compagnia) si arriva facilmente alla conclusione che, rispetto ai danni che si producono sui territori, la cosiddetta &#8220;compensazione&#8221; è ridicola. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Ma come fa, tra l&#8217;altro, questo disegno di legge a bloccare il Centro Oli di Ortona (come titolano i giornali)? Febbo non lo spiega. Certo è che la possibilità di realizzare impianti di lavorazione e stoccaggio del petrolio, ovunque sul territorio abruzzese, rimane. Anzi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La prima cosa che ci viene da pensare è che gli Enti Locali, strangolati da tagli statali e patti di stabilità, guidati da modalità clientelari ben radicate nel tempo saranno ancora e sempre più predisposti a dare pezzi di territorio in cambio di quattro danari, senza valutare a fondo le ricadute ambientali, sociali e sanitarie.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Inoltre l&#8217;Ass. Febbo distoglie l&#8217;attenzione da una domanda cruciale : <strong>Abruzzo Terra dei Parchi o del Petrolio? </strong>Se la risposta unanime è Terra dei Parchi (così vendiamo la nostra immagine e così ripetono i politici tutti), <strong>come uscire dal petrolio? </strong>sarebbe la prossima domanda&#8230; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Riportiamo un pregevole lavoro (con dati attualizzati al 31 gennaio 2009) del <strong>WWF</strong> e di <strong>LEGAMBIENTE</strong> <span style="font-style: normal;">sullo stato dell’arte della ricerca e della coltivazione degli idrocarburi in Abruzzo, presentato a Pescara il 16 febbraio scorso da Dante Caserta e Angelo Di Matteo. Nel Dossier scopriamo che “</span><em><strong>L’Abruzzo ha oggi quasi la metà (49,11%) del proprio territorio interessato da attività legate alla ricerca, l’estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi.</strong> Circa i tre quarti dei Comuni abruzzesi (221) sono ormai coinvolti, per un totale di quasi l’80% della popolazione regionale interessata (1.045.488 abitanti)”&#8230;&#8230; </em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Continuate la lettura e scoprirete “come siamo messi” veramente.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0.5cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-style: normal;"><span><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/02/comunicato-16feb09.doc">COMUNICATO-16feb09 </a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/02/dossier_idrocarburi_abruzzo-wwf-legambiente.pdf">DOSSIER_IDROCARBURI_ABRUZZO-WWF-LEGAMBIENTE<br />
</a></span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-style: normal;"><span><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/02/aree_totali_225.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-719" title="aree_totali_225" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/02/aree_totali_225.jpg" alt="aree_totali_225" width="227" height="159" /></a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/02/pozzi_totali_225.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-726" title="pozzi_totali_225" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/02/pozzi_totali_225.jpg" alt="pozzi_totali_225" width="220" height="155" /></a><br />
</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-style: normal;"><span><br />
</span></span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fuori l&#8217;Abruzzo dal petrolio</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 09:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 35% dei nostri territori  in pasto alle multinazionali del petrolio: dalla Maiella al mare, da Vasto a Teramo : ne continuiamo a parlare con la scienziata Maria Rita D&#8217;Orsogna della Columbus University di Los Angeles

Mercoledì 14 gennaio alle 18.00 
IRIS via C. Battisti n. 196  PESCARA

Giovedì 15 gennaio alle 18.00
MATE INFOSHOP INT.4 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il 35% dei nostri territori  in pasto alle multinazionali del petrolio: dalla Maiella al mare, da Vasto a Teramo : ne continuiamo a parlare con la scienziata Maria Rita D&#8217;Orsogna della Columbus University di Los Angeles</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;">
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Mercoledì 14 gennaio alle 18.00</strong> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #800000;">IRIS</span> via C. Battisti n. 196  PESCARA</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;">
<p style="margin-bottom: 0in;"><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Giovedì 15 gennaio alle 18.00</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #800000;">MATE INFOSHOP INT.4</span> via Spaventa CHIETI</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;">
<p style="margin-bottom: 0in;"><strong><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Venerdì 16 gennaio alle 17.30</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><em>“</em><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><em>Nuova Energia per uscire dal petrolio”</em> </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #800000;">SALA EDEN </span> (vicino teatro Vittoria) ORTONA </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">interverranno:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Maria Rita D&#8217;Orsogna</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Lisa Celeste</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dante Caserta WWF Abruzzo</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Angelo Di Matteo Legambiente Abruzzo </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chiuse le urne&#8230;.resuscita il Centro Oli</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 17:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costa Teatina]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolizzazione Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[abusivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa WWF del 18 dicembre 2008
Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo  n. 2 del 10 marzo 2008 “Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina” che bloccava il Centro Oli ad Ortona e nuove trivellazioni.
Dichiara Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo “Il Governo Berlusconi ha approvato in estate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>Comunicato stampa WWF del 18 dicembre 2008</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span>Oggi il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge della Regione Abruzzo</span> <span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"> n. 2 del </span></span>10 marzo 2008 “Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina” <span>che bloccava il Centro Oli ad Ortona e nuove trivellazioni.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Dichiara Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo “Il Governo Berlusconi ha approvato in estate un documento di indirizzo che individua la Basilicata e l&#8217;Abruzzo come Regioni petrolifere. Successivamente in Parlamento il Governo ha confermato questa strategia. In campagna elettorale, al contrario, lo stesso Berlusconi ha promesso che saranno gli abruzzesi a decidere sul futuro della regione dicendosi, tra l&#8217;altro, contrario al Centro Oli ad Ortona. Ora, tra queste due posizioni, che appaiono agli antipodi, la decisione di impugnare la legge regionale per la tutela della Costa Teatina sembra confermare l&#8217;orientamento del Governo a favore della deriva petrolifera di questa Regione. Chiediamo, quindi, al nuovo Presidente della Regione Gianni Chiodi di chiarire con atti concreti come stanno le cose, dando un forte e preciso segnale al governo sulle scelte che riguardano l&#8217;Abruzzo. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il nuovo Consiglio Regionale come primo atto rinnovi il blocco alla raffineria dell&#8217;ENI e all&#8217;invasione di pozzi e trivelle sia sulla costa sia sulla terraferma. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Chiodi impegni tutta la sua autorevolezza per trattare la vicenda con il Governo ricordando al Presidente del Consiglio la  promessa fatta in campagna elettorale ed evitare che questa regione paghi per decenni una scelta devastante per l&#8217;ambiente e la sua economia. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">In caso contrario la credibilità della politica subirà un ennesimo affronto”.</span></span></p>
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