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	<title>MareLibero.net &#187; Iniziative</title>
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		<title>9 luglio: giornata del silenzio</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 08:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 
Sottoscriviamo l&#8217;appello di Articolo 21 :

&#8220;Pensiamo che sia importante l&#8217;adesione alle iniziative contro il Ddl intercettazioni di quelle redazioni sommerse, spesso informali, che costituiscono l&#8217;informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;">Sottoscriviamo l&#8217;appello di Articolo 21 :<br />
</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">&#8220;Pensiamo che sia importante l&#8217;adesione alle iniziative contro il Ddl intercettazioni di quelle redazioni <em>sommerse,</em> spesso informali, che costituiscono l&#8217;informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di protesta. Questa volta non sarà così. Non pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio. In questo modo sarà chiaro che anche realtà minori o poco conosciute, alternative e diversificate ma di qualità, sono buona parte della spina dorsale dell&#8217;informazione in Italia, dove non esistono solo grandi quotidiani o grandi reti televisive. La minaccia del ddl riguarda tutti e dunque anche chi non lavora in un giornale, non ha una posizione contrattualizzata, non si riconosce nel sindacato o non si sente rappresentato dalla protesta. Chi è meno tutelato di altri ma altrettanto colpito nella sua dignità professionale e nella qualità del suo lavoro&#8221;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span><a href="http://www.articolo21.org/47/appello/il-9-luglio-giornata-del-silenzio.html"><span style="font-size: medium;">http://www.articolo21.org/47/appello/il-9-luglio-giornata-del-silenzio.html</span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>Una giornalista degna di rispetto</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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&#8220;Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto&#8221;. E&#8217; questo uno dei punti centrali della lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l&#8217;intenzione di abbandonare la conduzione del Tg1. La missiva, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
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<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><span style="font-weight: normal;">&#8220;Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto&#8221;.</span></em></span></span></span><span style="color: #222222;"> </span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>E&#8217; questo uno dei punti centrali della lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l&#8217;intenzione di </strong></span></span></span><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/05/21/news/rai_terremoto_al_tg1_la_busi_rinuncio_a_condurre-4236663/"><span style="color: #00386b;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">abbandonare la conduzione del Tg1</span></span></span></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">. La missiva, tre cartelle e mezzo affisse nella bacheca della redazione del telegiornale, è indirizzata al direttore Augusto Minzolini e al Cdr, e per conoscenza al direttore generale della Rai Mauro Masi, al presidente dell&#8217;azienda Paolo Garimberti e al responsabile delle Risorse umane Luciano Flussi. Ecco il testo integrale.</span></span></span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Caro direttore  ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell&#8217;edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me  una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Come ha detto  il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: &#8216;La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell&#8217;ascolto tradizionale&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E&#8217; stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l&#8217;informazione del Tg1 è un&#8217;informazione parziale e di parte. Dov&#8217;è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d&#8217;Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti  perché negli asili nido non c&#8217;è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l&#8217;onore di un nostro titolo. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell&#8217;Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov&#8217;è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell&#8217;Italia esiste. Ma il tg1 l&#8217;ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;L&#8217;Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un&#8217;informazione di parte &#8211; un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull&#8217;inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo &#8211; e l&#8217;infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.  Nell&#8217;affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E&#8217; lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;I fatti dell&#8217;Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E&#8217; quello che accade quando si privilegia la comunicazione all&#8217;informazione, la propaganda alla verifica&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nella lettera a Minzolini Busi tiene a fare un&#8217;ultima annotazione &#8220;più personale&#8221;: </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Ho fatto dell&#8217;onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto: </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">1)respingo l&#8217;accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente &#8211; ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI &#8211; le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c&#8217;è più alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">2)Respingo l&#8217;accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera  dopo l&#8217;intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all&#8217;azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di &#8220;danneggiare il giornale per cui lavoro&#8221;, con le mie dichiarazioni sui dati d&#8217;ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: &#8216;il Tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche&#8221;. Posso dirti che l&#8217;unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama &#8211; anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta &#8211; hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita &#8216;tosa ciacolante &#8211; ragazza chiacchierona &#8211; cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali&#8217; e via di questo passo.  Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E conclude: <em>&#8220;Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità.</em></span></span><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere&#8221;. </span></span></em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(da Repubblica.it   21-5-2010)</span></span><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Acqua: in Puglia un esempio di vera democrazia partecipata</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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Commento  di Alberto Lucarelli
Il disegno di legge regionale sul governo e la gestione del servizio idrico integrato e sulla ripubblicizzazione dell&#8217;acquedotto pugliese, approvato due giorni fa dalla giunta Vendola, è il risultato di un&#8217;attività intensa di studio, approfondimento e confronto che ha visto la mia partecipazione come coordinatore del tavolo tecnico. L&#8217;auspicio, ovviamente, è [...]]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Commento </strong> di Alberto Lucarelli</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il disegno di legge regionale sul governo e la gestione del servizio idrico integrato e sulla ripubblicizzazione dell&#8217;acquedotto pugliese, approvato due giorni fa dalla giunta Vendola, è il risultato di un&#8217;attività intensa di studio, approfondimento e confronto che ha visto la mia partecipazione come coordinatore del tavolo tecnico. L&#8217;auspicio, ovviamente, è che il percorso politico-legislativo vada in porto e che il testo sia approvato definitivamente dal consiglio regionale. Al momento però è già possibile trarne alcune valutazioni, decisamente positive, che riguardano il <strong>metodo di lavoro e l&#8217;individuazione dei contenuti essenziali e di assoluta originalità. </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">In merito al primo punto, <strong>va evidenziato, nell&#8217;elaborazione del testo, il ruolo decisivo svolto dai rappresentanti dei comitati per l&#8217;acqua pubblica che, da anni, secondo una logica di formazione permanente, lavorano sul tema, attraverso analisi, proposte, controlli, denunce. S</strong>i è assistito, ovviamente, anche per la vocazione della giunta di Vendola, ad una pratica attiva di partecipazione diffusa e dal basso che ha consentito di percepire in maniera netta ed evidente il concetto del sapere quale bene comune. La dimensione tecnocratica, infatti, ha dovuto prendere atto della qualità e dell&#8217;incisività delle istanze partecipative che hanno dimostrato un elevato livello di maturità, responsabilità e continuità. Insomma, un reale laboratorio di democrazia della partecipazione frutto di un percorso lungo e faticoso che non ha nulla di improvvisato ma che anzi rivela un importante processo di evoluzione della coscienza civile. L&#8217;auspicio è che tale esperienza possa rappresentare un modello anche per altre realtà regionali e locali nell&#8217;ottica di un più profondo radicamento, all&#8217;interno dei meccanismi decisionali, delle istanze partecipative provenienti dalla collettività per la determinazione di scelte che siano realmente condivise. La straordinaria raccolta di firme alla quale stiamo assistendo in questi giorni e che sta facendo impallidire altre iniziative referendarie, testimonia altresì l&#8217;emersione e il consolidamento di una sensibilità molto spiccata da parte dei cittadini rispetto a questioni essenziali di interesse comune; essi, infatti, non sono più disposti a dare deleghe in bianco e ad essere destinatari passivi di decisioni calate dall&#8217;alto, che molto spesso sono espressione di un coacervo di interessi lobbistici e corporativi di stampo neo-feudale. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda i contenuti essenziali, il disegno di legge definisce l&#8217;acqua bene comune, bene di appartenenza collettiva, secondo quanto già stato sostenuto dalla Commissione Rodotà, la cui gestione viene affidata a un&#8217;Azienda pubblica regionale di diritto pubblico. La nozione di bene comune, che va ben al di là di quella di bene pubblico, impone al soggetto di diritto pubblico di gestire il bene non nella qualità di proprietario &#8211; in quanto la titolarità è collettiva &#8211; ma unicamente nell&#8217;ottica del soddisfacimento dei diritti che nei principi costituzionali trovano il loro fondamento. In questo senso, è importante rilevare la previsione nel disegno di legge di un vincolo per il gestore del servizio ad erogare un minimo quantitativo vitale sulla base degli indici di fabbisogno della popolazione, a conferma della sua impostazione fortemente garantista dei livelli essenziali. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;importanza dell&#8217;elaborazione della nozione giuridica di bene comune va, dunque, rintracciata essenzialmente nel ruolo attribuito al gestore del servizio, da intendersi quale garante e tutore del bene in una prospettiva di effettivo soddisfacimento dei diritti fondamentali; si tratta infatti di un&#8217;impostazione gestionale che ha, sostanzialmente, la finalità di evitare ipotesi di abuso del diritto che, purtroppo, il regime dei beni pubblici tout court non solo non impedisce, ma anzi spesso agevola attraverso un intreccio affaristico pubblico-privato ed un saccheggio diffuso di beni la cui vocazione originaria va a tutti i costi salvaguardata. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il disegno di legge è chiaro: <strong>il servizio idrico deve essere gestito da un soggetto di diritto pubblico la cui attività non deve subire alcuna contaminazione da parte del diritto societario.</strong> In questo senso s&#8217;intende non soltanto sottrarre il servizio al mercato, ma uscire dalle ambiguità delle società pubbliche che, al di là della proprietà, si muovono nell&#8217;ambito del diritto privato e quindi sono fisiologicamente orientate al profitto. Si tratta, dunque, di una scelta non soltanto conforme al diritto comunitario, che non impone agli enti pubblici né la gara né l&#8217;affidamento ad un soggetto privato, ma altresì profondamente rispettosa dell&#8217;art. 43 della Costituzione che riconosce alle istituzioni pubbliche e alle gestioni partecipate, nell&#8217;ambito dei servizi pubblici essenziali, un ruolo attivo che va ben oltre il modello regolatore. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Infine, <strong>va evidenziato che il disegno di legge non intende riproporre formule antiquate del pubblico, ma introduce un modello di pubblico partecipato</strong>, che rappresenterà la vera sfida culturale dei prossimi anni, un modello che si propone, anche in termini antagonisti e conflittuali, <strong>di combinare la democrazia della rappresentanza con la democrazia della partecipazione</strong>. <em>(Il manifesto del 14-5-2010)</em><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>AVVISO- </strong>Il prof.Alberto Lucarelli sarà a Pescara <strong>Martedì 18 maggio presso la Sala consiliare del Comune dalle 17.30</strong> in un incontro pubblico organizzato dal Movimento per l&#8217;Acqua Pubblica abruzzese (di cui siamo parte)-<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Interverranno inoltre Alberto De Monaco del Comitato Acqua pubblica di Aprilia e Don Giorgio Moriconi della Diocesi di Pescara-Penne <em><br />
</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><em><br />
</em></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;associazione Pescarabici presenta&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 13:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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 &#8230;una importante iniziativa a cui invitiamo a partecipare

&#8220;Tour dei ponti” - Domenica 9 maggio – Ore 10,00/12,00
Con la presente nota ci teniamo a comunicarvi che a Pescara è attiva Pescarabici, una organizzazione ambientalista che promuove l’uso della bicicletta come modalità sia di trasporto urbano, in grado di ridurre i problemi del traffico e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;"> &#8230;una importante iniziativa a cui invitiamo a partecipare</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong>&#8220;</strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>Tour dei ponti” </strong>- Domenica 9 maggio – Ore 10,00/12,00</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Con la presente nota ci teniamo a comunicarvi che a Pescara è attiva Pescarabici, una organizzazione ambientalista che promuove l’uso della bicicletta come modalità sia di trasporto urbano, in grado di ridurre i problemi del traffico e di migliorare la qualità dell’ambiente, che per la pratica dell’escursionismo cicloturistico L’obiettivo di Pescarabici, affiliata alla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) è ottenere, attraverso azioni di “pressione” nei confronti delle Amministrazioni locali, interventi e provvedimenti a favore della bicicletta e dei ciclisti urbani. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il 9 maggio 2010, in occasione della prima edizione della Giornata Nazionale della Bicicletta indetta dal Ministero dell’Ambiente, Pescarabici organizza il &#8220;Tour dei ponti&#8221;, una passeggiata in bicicletta lungo i ponti e le strade della città, per evidenziare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile possa essere facilmente realizzabile, seppur nei nostri territori sia ancora estremamente pericoloso muoversi in bicicletta per l’esiguità di piste ciclabili, troppo improvvisate e frammentarie. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il “Tour dei ponti” vuole essere un’occasione di festa e di scoperta dei 3 ponti ciclabili di Pescara e nel contempo un momento per riappropriarsi di una città troppo spesso preda del traffico caotico e inquinante. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">In concomitanza con detto evento, Pescarabici promuove, nell’ambito della seconda edizione della “Conferenza dei Dodici” curata dall’Ecoistituto Abruzzo, tre conferenze dedicate alla “mobilità ciclistica” (per i dettagli: www.ecoab.it/dodici), a cui parteciperanno esperti del settore, ed in particolare: </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong> <span style="font-size: medium;">Modulo: La sostenibile leggerezza della mobilità ciclistica </span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">30 aprile – Ore 16,45 – Biblioteca F. Di Giampaolo </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">Tecnologia e magia delle due ruote: Claudio Ridolfi – Urban Mobility Store </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">7 maggio – Ore 15,45 – Biblioteca F. Di Giampaolo </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">Le città delle biciclette in Italia ed in Europa: Silvia Zamboni, autrice di “Rivoluzione Bici” </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">L’esperienza di “Bimbimbici”: Sonia Zanoni, coordinatrice nazionale “BIMBIMBICI” </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">L’esperienza “Pedibus” a Pescara: Marialuce Latini – Edènia soc. coop. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">14 maggio – Ore 16,45 – Biblioteca F. Di Giampaolo </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">Il piano della mobilità ciclistica urbana: Marco Passigato, mobility manager </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Per eventuali informazioni </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Giancarlo Odoardi – 339 3223 737 </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fine settimana di mobilitazione regionale per l&#8217;acqua pubblica</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/01/22/fine-settimana-di-mobilitazione-regionale-per-lacqua-pubblica/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 14:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[

Comunicato Stampa della Rete &#8220;Salva l&#8217;Acqua&#8221;-Abruzzo del 21-01-2010
Anche in Abruzzo, come nel resto d’Italia, continua la mobilitazione per bloccare il processo di privatizzazione del bene Acqua voluto dal governo in carica con l’approvazione del Decreto Ronchi lo scorso novembre. 
 
Il decreto definisce l’acqua un servizio a rilevanza economica e prevede l’obbligo di affidarne la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><em>Comunicato Stampa della Rete &#8220;Salva l&#8217;Acqua&#8221;-Abruzzo del 21-01-2010</em></strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Anche in Abruzzo, come nel resto d’Italia, <strong>continua la mobilitazione per bloccare il processo di privatizzazione del bene Acqua </strong>voluto dal governo in carica con l’approvazione del Decreto Ronchi lo scorso novembre. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il decreto definisce l’acqua un servizio a rilevanza economica e prevede l’obbligo di affidarne la gestione ai privati. Tale provvedimento sottrarrà ai cittadini e alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, alle grandi multinazionali. Gli effetti della privatizzazione sono ormai noti: crescita incontrollata delle tariffe (ad Arezzo, ad Aprilia e in altri comuni le tariffe sono aumentate fino al 400%!) e mancati investimenti per la ristrutturazione delle reti idriche colabrodo. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>I segnali di resistenza che provengono dalla società civile e dalle realtà locali sono però  incoraggianti.</strong> La regione Abruzzo ha approvato un emendamento  al Dpfer che impegna il Governo regionale a preservare il carattere pubblico dell’acqua e che sancisce allo stesso tempo che il servizio idrico deve ritenersi “privo di rilevanza economica”.Ora ci aspettiamo che il Presidente Chiodi faccia ricorso alla Corte Costituzionale (come hanno già fatto quattro regioni). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Molti comuni italiani e abruzzesi stanno avviando l’iter per inserire nei propri Statuti un articolo che definisca il Servizio Idrico Integrato “servizio pubblico locale privo di rilevanza economica”. </strong>A Pescara, Teramo, L’Aquila, e in molte altre grandi città è già stata presentata la proposta di modifica degli statuti comunali; in alcuni addirittura la delibera è già in discussione e sta per essere approvata la modifica. Le amministrazioni comunali stanno reagendo con fermezza all’arroganza del governo che vorrebbe imporre loro la privatizzazione di un bene come l’acqua. L’intervento del Segretario della Camera del Lavoro di Pescara, Paolo Castellucci ha rimarcato anche l’interesse dei lavoratori a difendere il servizio idrico contro le esternalizzazioni privatizzatrici  per garantire quel nesso inscindibile tra qualità del lavoro e qualità del servizio che solo una gestione pubblica può valorizzare a pieno. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Il 20 marzo è stata convocata una grande manifestazione nazionale a Roma</strong> a sostegno di tutte le iniziative messe in campo contro la privatizzazione dell’acqua. Il 20 marzo sarà anche la data di avvio della campagna referendaria che mobiliterà milioni di persone in tutta Italia. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Intanto il prossimo fine settimana (23 e 24 gennaio) in decine di località abruzzesi abbiamo organizzato banchetti informativi dove si raccoglieranno le firme a sostegno delle delibere di modifica degli Statuti comunali. </strong> Saremo a Pescara, Chieti, Teramo, Sulmona, Vasto, Montesilvano, Francavilla, Giulianova e in molti altri comuni della regione. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Per questa Campagna stiamo utilizzando il sito <a href="http://www.nonlasciamolifare.org/">nonlasciamolifare.org</a> </strong>con cui, provocatoriamente, abbiamo “partecipato” alle Elezioni politiche regionali del 2008. <strong>Il sito è a disposizione dei cittadini per seguire l’andamento della campagna nazionale e per partecipare alle iniziative locali</strong>. È un supporto utile agli amministratori che intendono portare questa battaglia nelle istituzioni locali.<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
]]></content:encoded>
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		<title>KKC di casa nostra</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/01/10/kkc-di-casa-nostra/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 19:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Non hanno  il cappuccio bianco e le fiaccole, non agiscono al crepuscolo ma vanno a viso scoperto e operano alla luce del giorno i nuovi adepti del KU KLUX CLAN italiano (come li ha definiti Il Manifesto).  Complici le Istituzioni governative.

Non troviamo parole per  commentare ciò che sta avvenendo in Calabria e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/01/p_trangoloSchiavi.jpg"> </a>Non hanno  il cappuccio bianco e le fiaccole, non agiscono al crepuscolo ma vanno a viso scoperto e operano alla luce del giorno i nuovi adepti del KU KLUX CLAN italiano (come li ha definiti Il Manifesto).  Complici le Istituzioni governative.<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Non troviamo parole per  commentare ciò che sta avvenendo in Calabria e che avviene, ogni giorno, in tanti altri posti d’Italia, sistematicamente ignorato dai media. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Ma indignarsi non basta. Per noi che non facciamo parte della “setta”  è possibile agire concretamente anche a piccoli passi: intanto <strong>firmiamo la lettera-petizione</strong> indirizzata al Presidente della Repubblica, lanciata da Ulderico Pesce, validissimo artista e attivista pugliese, che da sempre racconta storie che infastidiscono i poteri forti, le caste, i malavitosi; <strong>facciamo la spesa con particolare attenzione</strong>.</span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.uldericopesce.com/petizione_NuoviSchiavi/petizione.asp"> </a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> <a href=" http://www.uldericopesce.com/petizione_NuoviSchiavi/petizione.asp"><img class="alignnone size-full wp-image-2114" title="p_trangoloSchiavi" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/01/p_trangoloSchiavi.jpg" alt="p_trangoloSchiavi" width="170" height="125" /></a><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Gentili rappresentanti delle Istituzioni, <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/01/p_trangoloSchiavi.jpg"></a></strong><strong>i firmatari di questa petizione chiedono:</strong></span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">- l’immediata abrogazione del “reato di immigrazione clandestina”, affinché vengano ristabiliti i principi fondamentali di uguaglianza e solidarietà che costituiscono il cuore della Costituzione Italiana; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">- l’immediata abrogazione della Legge Bossi-Fini e l&#8217;emanazione di una legge moderna strutturata sulla solidarietà e che rispetti la libertà della scelta di uomini e donne che emigrano per necessità, nel desiderio di migliorare la loro vita nel rispetto delle Leggi dello Stato che li accoglie; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-l’introduzione di norme che tutelino il lavoratore clandestino che denuncia un “padrone” perché lo riduce in “schiavitù” o lo fa lavorare al nero. In Francia in tali casi è prevista la concessione del permesso di soggiorno per il lavoratore che denuncia e misure restrittive per chi sfrutta; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-l’immediata chiusura dei CPT diventati “campi di concentramento” per clandestini; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-l’aumento del numero degli ispettori del lavoro visto che in Italia sono la metà di quelli in attività in Francia e noi abbiamo un traffico di lavoratori in nero quattro volte maggiore; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-l’aumento della sorveglianza da parte delle forze dell’ordine sui cantieri e sui campi agricoli; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-in linea con altri paesi europei si chiede l&#8217;introduzione dell&#8217;indice di “congruità” che permette di sapere la quantità di bene prodotto da un&#8217;azienda e di ricostruire il numero di lavoratori necessario per la produzione del bene medesimo e pertanto, di stabilire il numero di eventuali lavoratori al nero utilizzati. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Abruzzo: prima grande vittoria in difesa dell&#8217;Acqua Pubblica</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2009/12/31/abruzzo-prima-grande-vittoria-in-difesa-dellacqua-pubblica/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 05:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Il Consiglio Regionale della Regione Abruzzo, su proposta dei  Consiglieri Regionali Carlo Costantini (Idv) e Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista), ha approvato all&#8217;unanimità un emendamento al documento di programmazione economico finanziario della Regione ( Dpfer) che impegna la Regione a preservare il carattere pubblico dell&#8217; acqua e che sancisce allo stesso tempo che il servizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il Consiglio Regionale della Regione Abruzzo, su proposta dei  Consiglieri Regionali Carlo Costantini (Idv) e Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista), ha approvato all&#8217;unanimità un emendamento al documento di programmazione economico finanziario della Regione ( Dpfer) che <strong>impegna la Regione a preservare il carattere pubblico dell&#8217; acqua e che sancisce allo stesso tempo che il servizio idrico debba ritenersi privo di rilevanza economica. </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">I cittadini abruzzesi sono particolarmente sensibili al tema della lotta contro la privatizzazione del servizio idrico integrato (acquedotti, reti fognarie, depuratori). In questi anni sono state numerose le manifestazioni organizzate per impedire la mercificazione dell&#8217;acqua e chiedere una gestione pubblica efficiente e trasparente. Ben 13.000 abruzzesi avevano firmato la proposta di legge di iniziativa popolare per l&#8217;acqua pubblica promossa dalle associazioni e dai movimenti. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Per questo come mondo associativo e di movimento siamo oggi soddisfatti delle determinazioni del Consiglio Regionale. Aver condotto con determinazione una battaglia di civiltà per la vita dei cittadini e delle future generazioni ci spinge a continuare ad impegnarci per la difesa dei beni comuni e del nostro Abruzzo. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> Vogliamo sottolineare l&#8217;impegno dei promotori e degli estensori dell&#8217;emendamento e ciò conferma la possibilità di costruire importanti unità e convergenze utili al fine della difesa non tanto dei propri convincimenti politici ma di un bene comune dell&#8217;umanità quale è il bene acqua. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Ringraziamo l&#8217;intero Consiglio Regionale ed il Presidente della Regione Abruzzo per aver ascoltato le legittime ragioni dei cittadini abruzzesi che in questi anni hanno difeso l&#8217;acqua da privatizzazioni, da cattive ed irresponsabili pratiche di gestione, da inquinamenti e spreco. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> Ora bisogna tradurre in pratica amministrativa le indicazioni politiche che provengono dal Consiglio Regionale perché purtroppo rimangono in vigore norme nazionali che potrebbero vanificare gli sforzi a livello regionale. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> <strong>E&#8217; quindi necessario continuare la mobilitazione affinchè: </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-il Presidente della Regione faccia ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Governativo 115 per contrastare la privatizzazione anche in campo nazionale; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">- negli statuti comunali e provinciali venga scritto che l&#8217;acqua è un diritto umano e che  i servizi idrici sono privi di rilevanza economica ;</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; si arrivi ad un assetto di governo dell&#8217;acqua regionale coerente con l&#8217;emendamento approvato nel quale sia garantita la partecipazione cittadina ed associativa come chiediamo da anni per costruire una gestione veramente pubblica, trasparente ed efficiente. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Promotori della campagna Salva l&#8217;acqua-Abruzzo : </span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Abruzzo Social Forum, WWF Abruzzo, Marelibero.net, Pescara in Comune byAmici di Beppe Grillo, Arci Chieti, , FP CGIL Abruzzo, Giovani Comuniste/i, Punto Pace Pescara &#8211; Pax Christi, PeaceLink Abruzzo, Collettivo onda libera, Cooperativa Il Mandorlo Bottega Commercio equo, Site.it , Filcem-CGIL Abruzzo, Caritas Diocesana Pescara </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Una sorpresa di Natale..</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 11:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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..da non perdere assolutamente, con Vinicio Capossela. La mattina del 25 dicembre dalle ore 11.00, RadioRai2 trasmetterà il radio racconto “Il Gigante e il Mago” una fiaba natalizia contro la sparizione dell’inverno. 
Una fiaba che, attraverso la figura di “Nonno Gelo”, il “Ded Moroz” preso in prestito – come altri personaggi – dalla tradizione favolistica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/12/VinicioCapossela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2094" title="VinicioCapossela" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/12/VinicioCapossela.jpg" alt="VinicioCapossela" width="500" height="167" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;">..</span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span>da non perdere assolutamente, con <strong>Vinicio Capossela</strong>. La mattina del 25 dicembre </span></span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">dalle ore 11.00, RadioRai2 trasmetterà il radio racconto </span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>“Il Gigante e il Mago”</strong></span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> una fiaba natalizia contro la sparizione dell’inverno. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Una fiaba che, attraverso la figura di “Nonno Gelo”, il “Ded Moroz” preso in prestito – come altri personaggi – dalla tradizione favolistica russa, vuole recuperare lo spirito più autentico del Natale, quello più lontano dalla dimensione “consumistica” e più vicino al cuore delle persone. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il racconto è stato scritto da Vinicio Capossela e Marco Cervetti (di origini italo-russe). Nel cast, oltre a Capossela e a diversi ospiti a sorpresa, le voci di Marco Cervetti (Gigante), Christopher Wonder (Mago), dello scrittore Paolo Rumiz, dell’attore Paolo Bonacelli, del Coro degli Apocrifi, e gli strumenti inconsistenti di Vincenzo Vasi (giocattoli), Gianfranco Grisi (cristallarmonio) e tanti altri. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Buon ascolto e buon Natale a tutt*</strong><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pescara è una delle &#8220;100 piazze per il clima&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 10:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

&#8220;100 piazze per il clima&#8221;

 Pescara &#8211; Sabato 12 dicembre 2009
Dalle 15.30 &#8211; stand informativi in P.zza Salotto e P.zza Sacro Cuore a cura di WWF, MareLibero.net,  Rete EmergenzAmbiente,  LAV, AbruzzoSocialForum, PescaraBici

Alle 18.30 al Museo V.Colonna

Proiezione straordinaria del film-documentario  The Age of Stupid della regista britannica Franny Armstrong   (ingresso libero)
Il film mostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span></span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/12/logo-100-piazze-per-il-clima.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1996" title="logo 100 piazze per il clima" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/12/logo-100-piazze-per-il-clima.jpg" alt="logo 100 piazze per il clima" width="161" height="180" /></a></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>&#8220;100 piazze per il clima&#8221;<br />
</strong></span></span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> Pescara &#8211; Sabato 12 dicembre 2009</strong></span></span></h3>
<p align="center"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Dalle 15.30 &#8211; stand informativi in P.zza Salotto e P.zza Sacro Cuore a cura di WWF, MareLibero.net,  Rete EmergenzAmbiente,  LAV, AbruzzoSocialForum, PescaraBici<br />
</strong></span></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Alle 18.30 al Museo V.Colonna<br />
</strong></span></span></p>
<h4><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Proiezione straordinaria del film-documentario  The Age of Stupid </strong>della regista britannica Franny Armstrong   <strong>(ingresso libero)</strong></span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il film mostra le connessioni tra la nostra vita quotidiana ed il problema dei cambiamenti climatici: il clima che cambia è certamente un tema drammatico ed il nostro modo di vivere spesso è illogico, ma abbiamo l’occasione di fermarci in tempo, evitare gli effetti più drammatici e incontrollabili del riscaldamento globale e correggere le grandi storture della nostra epoca. Altrimenti la nostra sarà inevitabilmente ricordata come l’Era degli Stupidi, che sapevano e hanno fatto finta di niente.</span></span></p>
<h4><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Il film è sostenuto dal WWF che, in occasione del Summit sul clima in corso a Copenhagen, sta organizzando centinaia di proiezioni in tutta Italia attraverso le proprie strutture di volontari.</strong></span></span></h4>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.wwf.it">www.wwf.it</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.100piazze.it/"><span style="font-size: small;">www.100piazze.it</span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Clima: lettera aperta ai responsabili mondiali</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 07:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[disastro ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[
Copenhagen, il coraggio di cambiare la storia


“Copenhagen fallisce”, “Copenhagen non fallisce”, quel che è certo è che la conferenza di Copenhagen non si concluderà con un nuovo trattato post-Kyoto vincolante, ma solo con un accordo politico “ambizioso”. Di un trattato se ne riparlerà nel 2012! 
Il fatto non stupisce troppo, anzi appare del tutto coerente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Copenhagen, il coraggio di cambiare la storia</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Copenhagen fallisce”, “Copenhagen non fallisce”, quel che è certo è che la conferenza di Copenhagen non si concluderà con un nuovo trattato post-Kyoto vincolante, ma solo con un accordo politico “ambizioso”. Di un trattato se ne riparlerà nel 2012! </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il fatto non stupisce troppo, anzi appare del tutto coerente con il modo in cui da sempre i responsabili della politica mondiale si sono posti di fronte alla crisi, un problema decisivo per le sorti dell’umanità. Dapprima, per decenni, ne hanno negato l’esistenza stessa. Ne hanno poi riconosciuto la realtà solo quando, negli anni ’70, scattò l’allarme di esaurimento delle energie fossili. Mai comunque hanno considerato la crisi ecologica nella sua interezza, ma hanno concentrato la loro attenzione soltanto sul mutamento climatico. Certo, è questo l’aspetto più ineludibile dello squilibrio ecosistemico e, a termine, portatore di conseguenze gravissime, ma non è il solo: basti pensare alla costante diminuzione di acqua dolce, necessaria per usi umani e per il buon funzionamento degli ecosistemi,  alla continua e crescente produzione di rifiuti non trattati e non trattabili, tra cui scorie tossiche e radioattive, che invadono territori, mari e oceani, al degrado del suolo con conseguenti effetti disastrosi sulla produzione alimentare. Infine hanno fatto della “green economy” lo strumento primario di soluzione del problema ambiente e insieme (continuando a ignorare gli insuperabili “limiti del pianeta”) della promozione di una nuova crescita produttiva al servizio del capitalismo globale. Ma In tal modo sono riusciti solo ad attizzare gli scontri di interessi fra le economie nazionali ed i grandi gruppi mondiali, finanziari e industriali, in competizione acerrima fra loro: quelle per la propria sopravvivenza, questi per la  supremazia della &#8211; sperata &#8211; nuova economia: di fatto creando un nuovo pesante fattore dell’attuale fallimento dei negoziati sul clima. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">In queste condizioni é più che giustificato esprimere seri dubbi su come e quanto la celebrata “green economy” possa dare risultati positivi nella lotta contro il riscaldamento atmosferico se &#8211; come accade &#8211; mentre si moltiplicano pannelli solari, turbine eoliche e automobili ibride, l’obiettivo dell’agire economico continua ad essere la crescita dei prodotti e dei consumi.  Per fare un solo esempio, come pensare che un miliardo di nuove automobili (secondo le stime correnti da produrre nel corso dei prossimi quindici anni) possano, per quanto meno inquinanti, rappresentare un contributo positivo a uno “sviluppo sostenibile”? Se si considera la produzione di centinaia di migliaia di tonnellate di batterie, di fluidi/liquidi, di pneumatici, di vetro, di plastica, di materiali compositi, ecc. che le compongono? E si riflette su quante nuove migliaia di km di strade, autostrade, ponti ecc. circoleranno? E si pensa che ovviamente analoghe considerazioni sono possibili per qualsiasi altro prodotto di consumo, di cui si auspica la crescita? Che dire poi dell’ assurdità di cercare soluzione ai mutamenti climatici attraverso la contesa per più o meno diritti a inquinare e la loro vendita, vale a dire mediante l’esplicita riduzione a merce di aria, acqua, foreste, territorio, capitale biotico, salute, conoscenza? </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">E tuttavia non ci si può rassegnare a che la conferenza partorisca solamente un accordo politico. La  “mutilazione” di Copenhagen può essere un’occasione storica, da un lato, per accusare con più legittimità e forza l’evidente inadeguatezza dell’attuale politica ecologica mondiale, funzionale alla conservazione del sistema che della stessa crisi planetaria è responsabile; e, dall’altro, per “battagliare” in favore di un vero trattato “ecologico” mondiale, che affronti adeguatamente i problemi del pianeta e dunque le sorti dell’umanità. A tal fine un ruolo decisivo spetta ai rappresentanti eletti dai popoli, e in particolare del Parlamento europeo. Proprio il rischio di fallimento di Copenhagen, con il rinvio sine die di problemi ormai urgentissimi, e la cinica scelta a favore dell’industria capitalistica contro la salvezza dell’umanità, ha messo in luce la debolezza dell’Europa nei confronti delle massime potenze, in contrasto con posizioni più avanzate, spesso sostenute dai rappresentanti dei popoli europei, e in più occasioni dai popoli stessi. Da Copenhagen può partire una pressione forte e decisa dei rappresentanti eletti sui rispettivi governi. Copenhagen, capovolgendo l’annuncio del proprio fallimento, può diventare un’occasione di fare storia per l’ambiente e per la democrazia. Aspettare il 2012 significherebbe abdicare. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> <strong>Primi firmatari:</strong> Riccardo Petrella, Carla Ravaioli, Leonardo Boff, Eduardo Galeano, Ignatio Ramonet, Dario Fo, Immanuel Wallerstein, Marcello Cini, Aminata Traoré (Mali) </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Per aderire all&#8217;appello: dimafoni@ilmanifesto.it </strong></span></span></p>
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