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	<title>MareLibero.net &#187; Iniziative</title>
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		<title>Iniziativa da non perdere</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 21:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[
venerdì 28 gennaio 2011 ore 17.30 Villa Comunale-Roseto
venerdì 28 gennaio 2011  ore 21- Sala del Consiglio comunale di PESCARA 
sabato 29 gennaio 2011 ore 16.30- sede CGIL Avezzano


RIFONDAZIONE COMUNISTA presenta: 
 LA PESTE
di  Tommaso Sodano e Nello Trocchia
http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4454_la_peste_trocchia_sodano.html


Non e&#8217; questione di sacchetti e inceneritori, l&#8217;emergenza rifiuti in Campania è molto altro. Oro, come raccontava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link {  } --></p>
<p style="line-height: 115%;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: large;"><strong>venerdì 28 gennaio 2011 ore 17.30 Villa Comunale-Roseto</strong></span></span></p>
<p style="line-height: 115%;"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: large;"><strong>venerdì 28 gennaio 2011  ore 21</strong></span></span><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: large;"><strong>-</strong></span></span><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: large;"> Sala del Consiglio comunale </span></span></strong><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: large;">di </span></span></strong><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: large;">PESCARA </span></span></strong></p>
<p style="line-height: 115%;"><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: large;">sabato 29 gennaio 2011 ore 16.30- sede CGIL Avezzano</span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #943634;"><span style="font-size: large;"><strong>RIFONDAZIONE COMUNISTA presenta: </strong></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #943634;"><span style="font-size: large;"><strong> <span style="font-size: xx-large;">LA PESTE</span></strong></span></span></p>
<p style="line-height: 115%; text-align: center;"><span style="font-family: Calibri;"><span style="font-size: large;"><strong>di  Tommaso Sodano e Nello Trocchia</strong></span></span></p>
<p><a href="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4454_la_peste_trocchia_sodano.html" target="_blank"><span style="font-family: Calibri;"><span style="font-size: small;"><strong>http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4454_la_peste_trocchia_sodano.html</strong></span></span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Non e&#8217; questione di sacchetti e inceneritori, l&#8217;emergenza rifiuti in Campania è molto altro. Oro, come raccontava il pentito Nunzio Perrella, ma anche un sistema di potere alimentatosi a pane e camorra, che ha trovato nei rifiuti il nuovo grande affare. &#8216;Una peste&#8217;, secondo il giornalista Nello Trocchia e Tommaso Sodano, ex presidente della commissione ambiente del Senato, che hanno scritto un libro denuncia su 15 di scandali e sprechi: La Peste, appunto. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Nel 2003 Sodano ha denunciato irregolarità nel bando di gara che ha assegnato alla Fibe la costruzione dell&#8217;inceneritore di Acerra e alla societa&#8217; madre, la Impregilo, la gestione del ciclo industriale dei rifiuti in Campania; da qui sono partite le inchieste sui vertici della Impregilo e sul governatore Antonio Bassolino. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">“<span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">La peste” non e&#8217; solo la camorra, capace di offrire risposte e discariche alle amministrazioni del Nord, con il pattume tossico disseminato ovunque, spacciato come concime. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Come denuncia nell&#8217;intervista che chiude il libro il magistrato Raffaele Cantone: &#8216;La camorra, in qualche caso, é diventata persino un alibi per poter dire che questioni aperte non potevano essere risolte. Il crimine organizzato è stato spesso evocato per evitare di affrontare i problemi che emergevano. Non penso che quando si sono riempiti i consorzi di Lsu, lavoratori socialmente utili, c&#8217;entri la camorra&#8217;. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">&#8216;La Peste&#8217; è un sistema consociativo, fatto di nomine e lottizzazione, dai consorzi al commissariato fino agli enti di controllo, come l&#8217;Arpac. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre i rifiuti e la Campania, la Peste si espande come una vera epidemia fino a Roma e al cuore stesso dei palazzi del potere, rivelando che i rifiuti in Italia non si riciclano, ma i funzionari corrotti sì. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;indagine che ha portato Tommaso Sodano a dover vivere sotto scorta ha mostrato infatti un sottobosco in cui si confondono criminali e politici, imprenditori e faccendieri. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Destra o sinistra non fa differenza: vince sempre il partito dei rifiuti, una classe dirigente che nella spazzatura affonda le sue radici e su di essa ha costruito imperi e carriere. Perché se c&#8217;è l&#8217;emergenza, ci sono i commissariamenti e i fondi pubblici. Ci sono gli appalti e i consorzi con tante assunzioni che poi diventano voti. E c&#8217;e&#8217; persino chi si è tuffato nella monnezza con la pretesa di uscirne completamente pulito. Impresa, politica e l&#8217;ombra della massoneria. Uno scenario dove la camorra, spesso, gioca il ruolo della comparsa, ma funziona come pretesto per giustificare un decennio e mezzo di disastri ambientali e sprechi di risorse pubbliche. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-style: normal;"><strong>Tommaso Sodano</strong></span><em> è stato presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato. Nel 2003 ha denunciato irregolarità nel bando di gara che ha assegnato alla Fibe la costruzione dell’inceneritore di Acerra e alla società madre, la Impregilo, la gestione del ciclo industriale dei rifiuti in Campania; da qui sono partite le inchieste sui vertici della Impregilo e sul governatore Antonio Bassolino. Nel 2008, dopo aver denunciato le connivenze fra camorra e politica nella gestione dei rifiuti in Campania, ha ricevuto minacce di morte ed è stato messo sotto scorta. Oggi è consigliere provinciale a Napoli, membro della direzione nazionale di Rifondazione e scrive su </em><span style="font-style: normal;"><strong>Il Fatto Quotidiano.</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>WATER STREET PARADE</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 21:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[IL TEMPO DELL&#8217;ACQUA
È IL TEMPO DELLA
DEMOCRAZIA
PESCARA  4 dicembre 2010
ORE 15, PIAZZA ITALIA

WATER STREET PARADE
dall’Abruzzo a Cancun, l’acqua scende in piazza.
Moratoria subito! Stop alle privatizzazioni fino ai referendum
Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell’acqua, promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">IL TEMPO DELL&#8217;ACQUA</h2>
<h2 style="text-align: center;">È IL TEMPO DELLA</h2>
<h2 style="text-align: center;">DEMOCRAZIA</h2>
<h2 style="text-align: center;">PESCARA  4 dicembre 2010</h2>
<h2 style="text-align: center;">ORE 15, PIAZZA ITALIA</h2>
<p align="center">
<h1 style="text-align: center;">WATER STREET PARADE</h1>
<h2 style="text-align: center;">dall’Abruzzo a Cancun, l’acqua scende in piazza.</h2>
<h2>Moratoria subito! Stop alle privatizzazioni fino ai referendum</h2>
<p align="center">Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell’acqua, promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.</p>
<p align="center">Per questo chiediamo la MORATORIA: un provvedimento di legge immediato che posticipi le scadenze previste dalla “ legge Ronchi ” di tutte le norme che vanno verso la privatizzazione dei servizi idrici e di quelle che prevedono la soppressione degli ATO</p>
<p align="center"><strong>info: 3381195358; 3403701978</strong></p>
<p align="center"><strong><a href="http://www.acquabenecomune.org/">www.acquabenecomune.org</a> <a href="http://www.abruzzosocialforum.org/">www.abruzzosocialforum.org</a> <a href="http://www.nonlasciamolifare.org/">www.nonlasciamolifare.org</a></strong></p>
<p><strong>PROMUOVONO: Abruzzo Social Forum, AGESCI zona Pescara, FP CGIL Abruzzo, Caritas – Diocesi Pescara, Marelibero.net, COBAS Abruzzo, Pescara in comune by amici di Beppe Grillo, Arci Chieti, Punto Pace Pescara – Pax Christi, PeaceLink Abruzzo, Collettivo onda libera, Coordinamento delle Botteghe del Commercio equo e solidale d’Abruzzo, Comitato acqua bene comune Sulmona, Site.it, Filcem−Cgil Abruzzo, Camera del Lavoro Pescara, Comitato per l’acqua L’Aquila,Comitato per l’acqua Avezzano, Lega dei Comuni, Legambiente Abruzzo, Libera, WWF Abruzzo.</strong></p>
<p><strong>SOSTENGONO: Federazione della Sinistra (PRC PdCI), Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica</strong></p>
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		</item>
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		<title>SOS L&#8217;Aquila: 20 novembre manifestazione nazionale</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/11/19/sos-laquila-20-novembre-manifestazione-nazionale/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 08:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/11/manifesto_nazionale_AQ20nov_OK-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2917" title="manifesto_nazionale_AQ20nov_OK-1" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/11/manifesto_nazionale_AQ20nov_OK-1.jpg" alt="manifesto_nazionale_AQ20nov_OK-1" width="499" height="703" /></a></p>
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		</item>
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		<title>Una vita difficile..</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/11/15/una-vita-difficile/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 18:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[
 (da Il Manifesto del 13.11.2010)
 
La pelle della cicala 
 
 
 
Ce la faremo? In attesa di un aiuto decisivo da parte di lettori e sostenitori (ma il tempo stringe) e nella speranza che la legge sull&#8217;editoria sia ripristinata, ricorriamo a uno de «I 36 stratagemmi» per provare a resistere. È un libretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"> (da Il Manifesto del 13.11.2010)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><strong><span><span style="font-size: medium;">La pelle della cicala </span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;">Ce la faremo? In attesa di un aiuto decisivo da parte di lettori e sostenitori (ma il tempo stringe) e nella speranza che la legge sull&#8217;editoria sia ripristinata, ricorriamo a uno de «I 36 stratagemmi» per provare a resistere. È un libretto avvolto nel mistero, scoperto per caso in un mercatino di Canton in Cina nel 1940, scritto da autore sconosciuto forse fra la fine della dinastia Ming e l&#8217;inizio della Qing (diciamo intorno alla metà del 1600). Come per il più celebre Sun Tzu e la sua «L&#8217;arte della guerra», anche per il nostro sconosciuto autore la strategia è l&#8217;arte del paradosso. Perfetto per noi de il manifesto, maestri di paradossi. Ci tuffiamo dentro il libretto come zio Paperone nuotava nei suoi soldi (che questa metafora vi faccia meditare, e agire).Stratagemma 21, capitolo quarto, titolo «Cambiate pelle come la cicala». Eccolo: «Mantenete un contegno imperturbabile/mentre attingete alla vostra forza interiore/Gli alleati non nutriranno perplessità/e il nemico non oserà avanzare/Restate calmi e flessibili al cospetto/del pericolo».Che significa? Ce lo spiega Leonardo Vittorio Arena, studioso di strategia sinogiapponese: «Secondo un proverbio cinese, chi si trae d&#8217;impaccio facilmente imita la cicala che muta pelle. Ci si deve mostrare impassibili, facendo capire al nemico che si è molto forti e tutt&#8217;altro che vili. Sia lui, sia i propri compagni ne dedurranno che i rischi della battaglia non ci spaventano. Solo così si intimorirà chi è ostile, mentre gli alleati saranno affascinati dalla nostra sicurezza e sapranno su chi poter contare». Insomma, faccia feroce compagni, non un passo indietro, soldi e alleati (forse) arriveranno. </span></span><span><span style="font-size: medium;">﻿</span></span><span><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rimandata l&#8217;iniziativa a L&#8217;Aquila</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/09/03/rimandata-liniziativa-a-laquila/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[
Riceviamo dagli organizzatori e vi giriamo:
&#8220;Purtroppo le continue scosse che stanno caratterizzando queste giornate hanno fatto sì che fosse emanata un&#8217;ordinanza che vieta l&#8217;accesso al centro storico di L&#8217;Aquila. Attualmente non è possibile tenere la manifestazione di domenica 5 settembre come era stata pensata.
E&#8217; stato quindi deciso di rinviarla ad altra data, tenuto conto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: small;">Riceviamo dagli organizzatori e vi giriamo:</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><em><span style="font-size: small;">&#8220;Purtroppo le continue scosse che stanno caratterizzando queste giornate hanno fatto sì che fosse emanata un&#8217;ordinanza che vieta l&#8217;accesso al centro storico di L&#8217;Aquila. Attualmente non è possibile tenere la manifestazione di domenica 5 settembre come era stata pensata.<br />
E&#8217; stato quindi deciso di rinviarla ad altra data, tenuto conto che era prevista la partecipazione di vari disegnatori provenienti da fuori regione e che non era il caso di far loro affrontare un viaggio per poi non metterli in condizione di operare pienamente.<br />
Appena le cose si stabilizzeranno vi informeremo sulla nuova data per la manifestazione (e soprattutto speriamo che  le scosse finiscano e che gli amici aquilani possano avere un po&#8217; di tranquillità)&#8221;.</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Domenica a l&#8217;Aquila i Disegnatori col caschetto</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/09/02/domenica-a-laquila-i-disegnatori-col-caschetto/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 09:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Il 5 settembre appuntamento a L’Aquila per tutti gli Urban Sketchers, con la matita e il taccuino per disegnare il bello e il brutto della città del dopo terremoto.
&#8220;Siamo una parte del movimento mondiale degli Urban Sketchers http://www.urbansketchers.com/, persone che osservano descrivono, disegnando dal vero, la realtà sociale, artistica, architettonica delle città e dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span><strong>Il 5 settembre appuntamento a L’Aquila per tutti gli Urban Sketchers, con la matita e il taccuino per disegnare il bello e il brutto della città del dopo terremoto.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">&#8220;Siamo una parte del movimento mondiale degli Urban Sketchers <a href="http://www.urbansketchers.com/"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://www.urbansketchers.com/</span></span></a>, persone che osservano descrivono, disegnando dal vero, la realtà sociale, artistica, architettonica delle città e dei luoghi che vivono.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Noi vogliamo raccontare L&#8217;Aquila e il terremoto come nessuno ha ancora fatto, con matita e taccuino disegnando dal vero, vogliamo raccogliere le immagini dei disegnatori che attraversano le strade, le piazze, le nuove periferie di questa città silenziosa, ma non ancora ridotta al silenzio, vogliamo raccontare i luoghi comuni e non comuni del terremoto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Dopo la giornata del 4 luglio a cui hanno partecipato 12 artisti siamo tornati in azione, a disegnare a L&#8217;Aquila il 25 luglio, tutti perfettamente muniti di caschetto, scortati nella zona rossa da due preziosi vigili del fuoco, con una persona che conosce e ama la sua città a farci da guida e a raccontarci di ogni angolo, per riempire la &#8220;carriola di disegni&#8221; <a href="http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/</span></span></a> che sta già facendo il giro del net.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Il virus della verità, su questo pezzo di Italia squassato dal terremoto prima, e dal silenzio menzognero poi, sta cominciando a spandersi e a richiamare sempre più gente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Sul blog, come mattoni a ricostruire memoria, gli artisti che sono stati a L&#8217;Aquila continuano ad inserire i loro disegni, capaci di evocare dense sensazioni, le stesse provate per le strade, per i vicoli e per le piazze.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Un commento sul blog ci indica la strada &#8220;Grazie per questi bellissimi disegni, intensi e accorati come poesie. Ogni volta che visito questo blog mi si stringe il cuore, ma continuo a farlo perché è giusto conoscere, vedere, combattere l&#8217;indifferenza. &#8220;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">E questo è il senso. Raggiungere il cuore di chi dagli occhi, tramite la tv, è stato ingannato. Lumi che non illuminano più colpiscono per la loro frustrante vanità, quando la sera cala ed il buio avvolge la città spegnendone ogni vita. Non siamo più abituati ad una città spenta, e girare per le strade abbandonate prive di illuminazione pubblica è uno choc.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Scrive Angela Maria Russo a margine del suo contributo sul blog &#8220;Con lo sguardo inquieto, incapace di fermarsi su un oggetto specifico, si vaga alla ricerca di qualcuno, di qualcosa che ci faccia ritornare alla vita e ci faccia uscire da questa calma vuota per avere di nuovo  una speranza.&#8221;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>Non ci fermiamo.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Il prossimo grande appuntamento è previsto per il </span><span style="text-decoration: underline;"><strong>5 settembre</strong></span><span style="text-decoration: underline;">, e per quel giorno in Piazza Duomo vogliamo invitare gli artisti, gli appassionati di tutta Italia,</span> perchè i disegni viaggiano più veloci delle parole, non hanno bisogno di traduzioni, arrivano immediatamente al cuore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Per contatti, informazioni e colalborazione:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Marco Preziosi tel.: 3383163358</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">Irene del Prato tel.: 3463848348</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;">http://unacarrioladidisegni.blogspot.com/</span></span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>9 luglio: giornata del silenzio</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/07/09/9-luglio-giornata-del-silenzio/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 08:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 
Sottoscriviamo l&#8217;appello di Articolo 21 :

&#8220;Pensiamo che sia importante l&#8217;adesione alle iniziative contro il Ddl intercettazioni di quelle redazioni sommerse, spesso informali, che costituiscono l&#8217;informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;">Sottoscriviamo l&#8217;appello di Articolo 21 :<br />
</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">&#8220;Pensiamo che sia importante l&#8217;adesione alle iniziative contro il Ddl intercettazioni di quelle redazioni <em>sommerse,</em> spesso informali, che costituiscono l&#8217;informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di protesta. Questa volta non sarà così. Non pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio. In questo modo sarà chiaro che anche realtà minori o poco conosciute, alternative e diversificate ma di qualità, sono buona parte della spina dorsale dell&#8217;informazione in Italia, dove non esistono solo grandi quotidiani o grandi reti televisive. La minaccia del ddl riguarda tutti e dunque anche chi non lavora in un giornale, non ha una posizione contrattualizzata, non si riconosce nel sindacato o non si sente rappresentato dalla protesta. Chi è meno tutelato di altri ma altrettanto colpito nella sua dignità professionale e nella qualità del suo lavoro&#8221;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span><a href="http://www.articolo21.org/47/appello/il-9-luglio-giornata-del-silenzio.html"><span style="font-size: medium;">http://www.articolo21.org/47/appello/il-9-luglio-giornata-del-silenzio.html</span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>Una giornalista degna di rispetto</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[

&#8220;Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto&#8221;. E&#8217; questo uno dei punti centrali della lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l&#8217;intenzione di abbandonare la conduzione del Tg1. La missiva, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: border; -moz-background-origin: padding; -moz-background-inline-policy: continuous;" align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><em><span style="font-weight: normal;">&#8220;Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto&#8221;.</span></em></span></span></span><span style="color: #222222;"> </span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>E&#8217; questo uno dei punti centrali della lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l&#8217;intenzione di </strong></span></span></span><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/05/21/news/rai_terremoto_al_tg1_la_busi_rinuncio_a_condurre-4236663/"><span style="color: #00386b;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">abbandonare la conduzione del Tg1</span></span></span></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">. La missiva, tre cartelle e mezzo affisse nella bacheca della redazione del telegiornale, è indirizzata al direttore Augusto Minzolini e al Cdr, e per conoscenza al direttore generale della Rai Mauro Masi, al presidente dell&#8217;azienda Paolo Garimberti e al responsabile delle Risorse umane Luciano Flussi. Ecco il testo integrale.</span></span></span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Caro direttore  ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell&#8217;edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me  una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Come ha detto  il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: &#8216;La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell&#8217;ascolto tradizionale&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E&#8217; stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l&#8217;informazione del Tg1 è un&#8217;informazione parziale e di parte. Dov&#8217;è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d&#8217;Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti  perché negli asili nido non c&#8217;è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l&#8217;onore di un nostro titolo. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell&#8217;Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov&#8217;è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell&#8217;Italia esiste. Ma il tg1 l&#8217;ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;L&#8217;Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un&#8217;informazione di parte &#8211; un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull&#8217;inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo &#8211; e l&#8217;infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto.  Nell&#8217;affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E&#8217; lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;I fatti dell&#8217;Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E&#8217; quello che accade quando si privilegia la comunicazione all&#8217;informazione, la propaganda alla verifica&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nella lettera a Minzolini Busi tiene a fare un&#8217;ultima annotazione &#8220;più personale&#8221;: </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;Ho fatto dell&#8217;onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto: </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">1)respingo l&#8217;accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente &#8211; ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI &#8211; le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c&#8217;è più alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">2)Respingo l&#8217;accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera  dopo l&#8217;intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all&#8217;azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di &#8220;danneggiare il giornale per cui lavoro&#8221;, con le mie dichiarazioni sui dati d&#8217;ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: &#8216;il Tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche&#8221;. Posso dirti che l&#8217;unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama &#8211; anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta &#8211; hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita &#8216;tosa ciacolante &#8211; ragazza chiacchierona &#8211; cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali&#8217; e via di questo passo.  Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno&#8221;. </span></span></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E conclude: <em>&#8220;Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità.</em></span></span><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere&#8221;. </span></span></em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(da Repubblica.it   21-5-2010)</span></span><em><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></em></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Acqua: in Puglia un esempio di vera democrazia partecipata</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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Commento  di Alberto Lucarelli
Il disegno di legge regionale sul governo e la gestione del servizio idrico integrato e sulla ripubblicizzazione dell&#8217;acquedotto pugliese, approvato due giorni fa dalla giunta Vendola, è il risultato di un&#8217;attività intensa di studio, approfondimento e confronto che ha visto la mia partecipazione come coordinatore del tavolo tecnico. L&#8217;auspicio, ovviamente, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Commento </strong> di Alberto Lucarelli</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il disegno di legge regionale sul governo e la gestione del servizio idrico integrato e sulla ripubblicizzazione dell&#8217;acquedotto pugliese, approvato due giorni fa dalla giunta Vendola, è il risultato di un&#8217;attività intensa di studio, approfondimento e confronto che ha visto la mia partecipazione come coordinatore del tavolo tecnico. L&#8217;auspicio, ovviamente, è che il percorso politico-legislativo vada in porto e che il testo sia approvato definitivamente dal consiglio regionale. Al momento però è già possibile trarne alcune valutazioni, decisamente positive, che riguardano il <strong>metodo di lavoro e l&#8217;individuazione dei contenuti essenziali e di assoluta originalità. </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">In merito al primo punto, <strong>va evidenziato, nell&#8217;elaborazione del testo, il ruolo decisivo svolto dai rappresentanti dei comitati per l&#8217;acqua pubblica che, da anni, secondo una logica di formazione permanente, lavorano sul tema, attraverso analisi, proposte, controlli, denunce. S</strong>i è assistito, ovviamente, anche per la vocazione della giunta di Vendola, ad una pratica attiva di partecipazione diffusa e dal basso che ha consentito di percepire in maniera netta ed evidente il concetto del sapere quale bene comune. La dimensione tecnocratica, infatti, ha dovuto prendere atto della qualità e dell&#8217;incisività delle istanze partecipative che hanno dimostrato un elevato livello di maturità, responsabilità e continuità. Insomma, un reale laboratorio di democrazia della partecipazione frutto di un percorso lungo e faticoso che non ha nulla di improvvisato ma che anzi rivela un importante processo di evoluzione della coscienza civile. L&#8217;auspicio è che tale esperienza possa rappresentare un modello anche per altre realtà regionali e locali nell&#8217;ottica di un più profondo radicamento, all&#8217;interno dei meccanismi decisionali, delle istanze partecipative provenienti dalla collettività per la determinazione di scelte che siano realmente condivise. La straordinaria raccolta di firme alla quale stiamo assistendo in questi giorni e che sta facendo impallidire altre iniziative referendarie, testimonia altresì l&#8217;emersione e il consolidamento di una sensibilità molto spiccata da parte dei cittadini rispetto a questioni essenziali di interesse comune; essi, infatti, non sono più disposti a dare deleghe in bianco e ad essere destinatari passivi di decisioni calate dall&#8217;alto, che molto spesso sono espressione di un coacervo di interessi lobbistici e corporativi di stampo neo-feudale. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda i contenuti essenziali, il disegno di legge definisce l&#8217;acqua bene comune, bene di appartenenza collettiva, secondo quanto già stato sostenuto dalla Commissione Rodotà, la cui gestione viene affidata a un&#8217;Azienda pubblica regionale di diritto pubblico. La nozione di bene comune, che va ben al di là di quella di bene pubblico, impone al soggetto di diritto pubblico di gestire il bene non nella qualità di proprietario &#8211; in quanto la titolarità è collettiva &#8211; ma unicamente nell&#8217;ottica del soddisfacimento dei diritti che nei principi costituzionali trovano il loro fondamento. In questo senso, è importante rilevare la previsione nel disegno di legge di un vincolo per il gestore del servizio ad erogare un minimo quantitativo vitale sulla base degli indici di fabbisogno della popolazione, a conferma della sua impostazione fortemente garantista dei livelli essenziali. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;importanza dell&#8217;elaborazione della nozione giuridica di bene comune va, dunque, rintracciata essenzialmente nel ruolo attribuito al gestore del servizio, da intendersi quale garante e tutore del bene in una prospettiva di effettivo soddisfacimento dei diritti fondamentali; si tratta infatti di un&#8217;impostazione gestionale che ha, sostanzialmente, la finalità di evitare ipotesi di abuso del diritto che, purtroppo, il regime dei beni pubblici tout court non solo non impedisce, ma anzi spesso agevola attraverso un intreccio affaristico pubblico-privato ed un saccheggio diffuso di beni la cui vocazione originaria va a tutti i costi salvaguardata. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il disegno di legge è chiaro: <strong>il servizio idrico deve essere gestito da un soggetto di diritto pubblico la cui attività non deve subire alcuna contaminazione da parte del diritto societario.</strong> In questo senso s&#8217;intende non soltanto sottrarre il servizio al mercato, ma uscire dalle ambiguità delle società pubbliche che, al di là della proprietà, si muovono nell&#8217;ambito del diritto privato e quindi sono fisiologicamente orientate al profitto. Si tratta, dunque, di una scelta non soltanto conforme al diritto comunitario, che non impone agli enti pubblici né la gara né l&#8217;affidamento ad un soggetto privato, ma altresì profondamente rispettosa dell&#8217;art. 43 della Costituzione che riconosce alle istituzioni pubbliche e alle gestioni partecipate, nell&#8217;ambito dei servizi pubblici essenziali, un ruolo attivo che va ben oltre il modello regolatore. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Infine, <strong>va evidenziato che il disegno di legge non intende riproporre formule antiquate del pubblico, ma introduce un modello di pubblico partecipato</strong>, che rappresenterà la vera sfida culturale dei prossimi anni, un modello che si propone, anche in termini antagonisti e conflittuali, <strong>di combinare la democrazia della rappresentanza con la democrazia della partecipazione</strong>. <em>(Il manifesto del 14-5-2010)</em><strong> </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>AVVISO- </strong>Il prof.Alberto Lucarelli sarà a Pescara <strong>Martedì 18 maggio presso la Sala consiliare del Comune dalle 17.30</strong> in un incontro pubblico organizzato dal Movimento per l&#8217;Acqua Pubblica abruzzese (di cui siamo parte)-<br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Interverranno inoltre Alberto De Monaco del Comitato Acqua pubblica di Aprilia e Don Giorgio Moriconi della Diocesi di Pescara-Penne <em><br />
</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><em><br />
</em></span></span></p>
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		<title>L&#8217;associazione Pescarabici presenta&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 13:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità ecologica]]></category>
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 &#8230;una importante iniziativa a cui invitiamo a partecipare

&#8220;Tour dei ponti” - Domenica 9 maggio – Ore 10,00/12,00
Con la presente nota ci teniamo a comunicarvi che a Pescara è attiva Pescarabici, una organizzazione ambientalista che promuove l’uso della bicicletta come modalità sia di trasporto urbano, in grado di ridurre i problemi del traffico e di [...]]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;"> &#8230;una importante iniziativa a cui invitiamo a partecipare</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong>&#8220;</strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>Tour dei ponti” </strong>- Domenica 9 maggio – Ore 10,00/12,00</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Con la presente nota ci teniamo a comunicarvi che a Pescara è attiva Pescarabici, una organizzazione ambientalista che promuove l’uso della bicicletta come modalità sia di trasporto urbano, in grado di ridurre i problemi del traffico e di migliorare la qualità dell’ambiente, che per la pratica dell’escursionismo cicloturistico L’obiettivo di Pescarabici, affiliata alla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) è ottenere, attraverso azioni di “pressione” nei confronti delle Amministrazioni locali, interventi e provvedimenti a favore della bicicletta e dei ciclisti urbani. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il 9 maggio 2010, in occasione della prima edizione della Giornata Nazionale della Bicicletta indetta dal Ministero dell’Ambiente, Pescarabici organizza il &#8220;Tour dei ponti&#8221;, una passeggiata in bicicletta lungo i ponti e le strade della città, per evidenziare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile possa essere facilmente realizzabile, seppur nei nostri territori sia ancora estremamente pericoloso muoversi in bicicletta per l’esiguità di piste ciclabili, troppo improvvisate e frammentarie. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il “Tour dei ponti” vuole essere un’occasione di festa e di scoperta dei 3 ponti ciclabili di Pescara e nel contempo un momento per riappropriarsi di una città troppo spesso preda del traffico caotico e inquinante. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">In concomitanza con detto evento, Pescarabici promuove, nell’ambito della seconda edizione della “Conferenza dei Dodici” curata dall’Ecoistituto Abruzzo, tre conferenze dedicate alla “mobilità ciclistica” (per i dettagli: www.ecoab.it/dodici), a cui parteciperanno esperti del settore, ed in particolare: </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong> <span style="font-size: medium;">Modulo: La sostenibile leggerezza della mobilità ciclistica </span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">30 aprile – Ore 16,45 – Biblioteca F. Di Giampaolo </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">Tecnologia e magia delle due ruote: Claudio Ridolfi – Urban Mobility Store </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">7 maggio – Ore 15,45 – Biblioteca F. Di Giampaolo </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">Le città delle biciclette in Italia ed in Europa: Silvia Zamboni, autrice di “Rivoluzione Bici” </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">L’esperienza di “Bimbimbici”: Sonia Zanoni, coordinatrice nazionale “BIMBIMBICI” </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">L’esperienza “Pedibus” a Pescara: Marialuce Latini – Edènia soc. coop. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">14 maggio – Ore 16,45 – Biblioteca F. Di Giampaolo </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">• <span style="font-size: medium;">Il piano della mobilità ciclistica urbana: Marco Passigato, mobility manager </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Per eventuali informazioni </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Giancarlo Odoardi – 339 3223 737 </span></p>
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