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	<title>MareLibero.net &#187; Emissioni</title>
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		<title>Pescara: malata in tutti i sensi, anche quello &#8220;acustico&#8221;</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2009/09/11/pescara-malata-in-tutti-i-sensi-anche-quello-acustico/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 14:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DOSSIER]]></category>
		<category><![CDATA[Emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[rumore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il WWF divulga l&#8217;ultimo dossier dell&#8217;ARTA sull&#8217;inquinamento acustico, già inviato al Comune e alla provincia di Pescara  nel maggio scorso, ma completamente ignorato. DOSSIER-ARTA
Dai dati Pescara si conferma come città gravemente malata di rumore. 
dal comunicato WWF  11/09/2009

 Grazie ad una moderna strumentazione fornita dall&#8217;amministrazione provinciale di Pescara, l&#8217;ARTA ha posto sotto controllo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il<strong> WWF</strong> divulga l&#8217;ultimo dossier dell&#8217;<strong>ARTA</strong> sull&#8217;inquinamento acustico, già inviato al Comune e alla provincia di Pescara  nel maggio scorso, ma completamente ignorato. </span></span><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/09/relazione-arta-inquinamentoacustico.pdf">DOSSIER-ARTA</a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Dai dati Pescara si conferma come città gravemente malata di rumore. </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>dal comunicato WWF  11/09/2009</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> Grazie ad una moderna strumentazione fornita dall&#8217;amministrazione provinciale di Pescara, l&#8217;ARTA ha posto sotto controllo diversi siti sensibili della città (Liceo Classico in via Firenze; ARTA in via Marconi; Conservatorio in via Muzii; ITC Manthonè in via Tiburtina; Università in Viale Pindaro; Ospedale Civile in via Fonte Romana e Stazione dei Carabinieri in viale D&#8217;Annunzio). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>I risultati sono impressionanti: </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-in quasi tutte le stazioni di rilevamento vengono superati di gran lunga i limiti posti dalla normativa in materia sia di giorno che di notte (per le aree urbane il massimo sarebbe 65 dBA diurno e 55 dBA notturno per le aree caratterizzate da intensa attività umana &#8211; classe IV &#8211; ma si consideri che nella zonizzazione i comuni dovrebbero classificare molte aree della città in classi più basse con limiti più stringenti); </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-in tutti i siti si superano di gran lunga i limiti suggeriti dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità per le ore notturne; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">-le differenze tra rumore diurno e notturno sono minime, pertanto i cittadini sono esposti al rumore nelle ore più critiche, quelle del riposo. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">A pag. 32 L&#8217;ARTA scrive “Un rapido sguardo alla tabella 39 evidenzia una situazione di generale superamento di tali valori limite nel periodo notturno, mentre in quello diurno non si registra il superamento solo nei siti di viale D&#8217;Annunzio e via L. Muzi” e, nelle conclusioni, “I livelli sonori notturni risultano particolarmente elevati, soprattutto in alcuni siti e nelle notti festive e prefestive, e la differenza tra livelli diurni e notturni è abbastanza ridotta (da 2 a 6 dBA)” </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">A pag.30 l&#8217;ARTA scrive “Per avere un&#8217;idea del significato di questi numeri, in relazione ai potenziali effetti di disturbo della popolazione, si tenga presente che per proteggere la maggioranza della popolazione dall&#8217;essere fortemente disturbata,il livello diurno di un rumore continuo e stazionario non dovrebbe superare nelle aree esterne delle abitazioni (terrazzi, balconi ecc.) i 55 dBA di LAeq. Il dato preoccupante è che anche nel periodo notturno i livelli misurati sono sempre superiori a tale soglia, che peraltro risulta comunque inadeguata a garantire una sufficiente qualità del riposo notturno, che richiederebbe, invece LAeq esterni non superiori a 45 dBA.” </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Dichiara Augusto De Sanctis, del WWF Abruzzo “Pescara si conferma cronicamente malata per quanto attiene la qualità della vita. L&#8217;ARTA già nel 2004 aveva prodotto un approfondito studio che aveva dimostrato l&#8217;elevatissimo inquinamento acustico della città. Da allora non è praticamente accaduto nulla non solo per quanto riguarda la zonizzazione acustica ma, soprattutto, per il varo di piani di risanamento acustico  obbligatori dal 1995 nelle città in cui i cittadini sono particolarmente esposti al rumore. Ricordo che fin dal 1995 la Legge nazionale obbliga i comuni superiori a 50000 abitanti a presentare ogni due anni alla cittadinanza una relazione sull&#8217;inquinamento acustico. L&#8217;unico intervento è stato quello riguardante la posa in opera di pannelli fonoassorbenti lungo la ferrovia ma non è stata affrontata con rigore l&#8217;emergenza traffico che è la vera fonte di rumore che affligge Pescara. Avevamo fortemente criticato la precedente giunta comunale per la timidezza con cui stava affrontando la questione. In questi mesi abbiamo constatato come l&#8217;attuale giunta abbia varato con urgenza provvedimenti per perpetuare il dominio delle auto sulla mobilità sostenibile. <strong>L&#8217;attuale amministrazione finora non sembra vedere nell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria e acustico la vera emergenza da risolvere per tutelare la salute di tutti e in particolare di bambini, donne e anziani.</strong> Ad esempio, nello scandalo dei marciapiedi della riviera trasformati in strade e parcheggi avevamo risposto all&#8217;invito del vicesindaco Fiorilli a presentare proposte inviando una nota scritta il 24 luglio per chiedere un incontro. Stiamo ancora aspettando. In ogni caso le nostre proposte sulla mobilità alternativa, che sosteniamo da anni, sono note: aumento delle piste ciclabili, percorsi protetti per i mezzi pubblici, car sharing, organizzazione della mobilità con il mobility manager nelle grandi strutture pubbliche e private, navette veloci per collegare i parcheggi con la riviera. Dall&#8217;Amministrazione comunale e dalle stesse categorie produttive che spesso reclamano provvedimenti di deregulation sul traffico vorremmo avere nel contempo risposte precise circa la tutela della salute dei cittadini”. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il WWF ritiene che il caso di Pescara non sia certo isolato nel contesto abruzzese, dove si sconta un ritardo enorme nel rispetto delle normative vigenti. <strong>Gli obblighi previsti dalla legge nazionale 447/95 (Zonizzazione acustica; Monitoraggio; Piani di Risanamento Acustici; Valutazioni di Impatto Acustico e, infine, Vigilanza) sono disattesi praticamente ovunque</strong>. La Legge regionale a cui era demandata l&#8217;organizzazione delle iniziative locali è stata varata solo nel 2007 a 12 anni di distanza (la legge nazionale prevedeva l&#8217;emanazione di leggi regionali entro 1 anno!).   L&#8217;Associazione chiede ai Comuni abruzzesi di applicare immediatamente gli obblighi derivanti dalle normative sopra richiamate e alla Regione Abruzzo di esercitare il potere sostitutivo previsto dalla Legge nei casi in cui il Comune risulti inadempiente lasciando i cittadini esposti a livelli pericolosi di inquinamento acustico. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incendio SEAB a Chieti Scalo: nessun Piano di Emergenza a tutela della salute pubblica</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2009/07/28/incendio-seab-a-chieti-scalo-nessun-piano-di-emergenza-a-tutela-della-salute-pubblica/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 15:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Solventi organici cancerogeni come benzene, toluene, etilbenzene, xilene, stirene; Idrocarburi Policiclici Aromatici come il temibilissimo Benzo, metalli pesanti come nichel, rame, piombo, cromo : in sostanza le prime analisi dell&#8217;Arta confermano la presenza di un micidiale mix di inquinanti emessi nell&#8217;incendio della SEAB di Chieti Scalo del 19 luglio. 
Decine di migliaia di persone a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/seab_extralong.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1577" title="seab_extralong" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2009/07/seab_extralong.jpg" alt="seab_extralong" width="506" height="123" /></a></p>
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Solventi organici cancerogeni come benzene, toluene, etilbenzene, xilene, stirene; Idrocarburi Policiclici Aromatici come il temibilissimo Benzo, metalli pesanti come nichel, rame, piombo, cromo : in sostanza le prime analisi dell&#8217;Arta confermano la presenza di un micidiale mix di inquinanti emessi nell&#8217;incendio della SEAB di Chieti Scalo del 19 luglio. </span></span></p>
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><strong><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Decine di migliaia di persone a Chieti e nei comuni limitrofi hanno respirato sostanze estremamente pericolose senza essere stati avvertite del pericolo dagli Enti Pubblici deputati alla tutela della propria salute. </span></span></strong></p>
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Ieri è stata convocata </span><span style="font-size: medium;">da WWF e Abruzzo Social Forum un&#8217;assemblea pubblica (250 i partecipanti) per fare il punto sulla situazione dopo  questo ennesimo incendio, il terzo in un anno, che ha dimostrato come le istituzioni non abbiano ancora predisposto e attivato un Piano di Emergenza  adeguato alla necessità di tutelare i cittadini (come hanno in molti Comuni del Nord Italia). </span><span style="font-size: medium;">Unici rappresentanti delle istituzioni l’assessore comunale all’ambiente Bassam El Zohbi e il consigliere comunale di opposizione Raffaele Di Felice.</span></span></p>
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify">
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Dai numerosi interventi ciò che è emerso è che da una parte è necessario predisporre strumenti efficaci per far fronte a eventuali situazioni a rischio, dall’altra occorre monitorare e sottoporre ad adeguati controlli i numerosi siti per il trattamento dei rifiuti (alcuni pericolosi come in questo caso) presenti nel territorio comunale (17 in totale, di cui 14 privati, 13 dei quali attualmente in attività), per prevenire disastri di questo tipo. </span></span></p>
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Ad oggi, nonostante precedenti gravi (vedi nostro art. su </strong></span></span><a href="../2008/08/09/piani-di-protezione-civile-piani-di-emergenzaquesti-sconosciuti/">INCENDIO ECOADRIATICA</a> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>),</strong> <strong>la risposta alle emergenze risulta  assolutamente inadeguata: basti pensare che per verificare la presenza delle eventuali diossine sono stati effettuati soltanto 4 campionamenti e che la ASL ha effettuato i suoi prelievi prima che fossero individuate in maniera scientifica le aree di ricaduta!</strong></span></span></p>
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify">
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">È emerso anche un disagio generalizzato, che riguarda tutti le frazioni periferiche di Chieti (da Brecciarola a San Martino), circa una qualità della vita decisamente scadente, non soltanto là dove si convive con discariche e impianti industriali, ma nell’intera area, assediata dal traffico e da sempre trascurata dalle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni.</span></span></p>
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify">
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify"><strong><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Nel corso dell’assemblea è stata inoltre esposta la nota del WWF Abruzzo inviata il 23 luglio a tutti gli Enti, in cui si richiede, con carattere d’urgenza attesa la gravità di quanto accaduto, che:</span></span></strong></p>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">siano comunicate al più presto, sulla base del Decreto 195/2005, le esatte concentrazioni di diossine, PCB, IPA e di altri potenziali inquinanti raggiunti  nell’aria nelle varie località interessate dalla nube;</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">siano effettuate analisi sul sangue/urine su campioni di lavoratori (ad esempio, tecnici ARTA e Vigili del Fuoco) e di cittadini per capire l’esposizione ai diversi inquinanti (diossine; PCB; benzene ecc.), attraverso un piano di monitoraggio che tenga conto del differente grado di esposizione alle ricadute (campionando cittadini a diversa distanza ecc.).</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">si provveda ad una verifica sui flussi di persone ai Pronto Soccorso degli ospedali di Chieti, Pescara e Ortona prima durante e dopo l’evento, visto che molte delle sostanze riscontrate possono comportare problemi di carattere cardiovascolare e/o respiratorio;</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">si proceda all’individuazione delle aree di ricaduta non solo attraverso modelli matematici, comunque utili, ma anche attraverso l’uso delle foto satellitari disponibili durante l’evento (  l’Associazione  ha messo in contatto l’ARTA con enti esperti in tal senso);</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">sia analizzata la presenza nel terreno e sui vegetali dei diversi inquinanti (non solo la diossina ma anche le altre molecole riscontrate nelle acque di spegnimento e nei fumi, come avvenuto alla De Longhi in Veneto) a varie distanze  dal sito e nelle diverse direzioni, anche per valutare il “fondo” già presente dei diversi inquinanti. Si evidenzia come l’ARPA Veneto abbia effettuato ben 50 punti di campionamento per le diossine nei terreni di scuole e parchi pubblici;</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">siano verificate le autorizzazioni in possesso della SEAB e degli altri impianti presenti a Chieti Scalo, attivando eventualmente anche procedure di revoca per via amministrativa in caso di inadempienze;</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">sia verificato lo stato di attuazione dell’Ordinanza Comunale del 2008 che perimetra tutta l’area di Chieti Scalo quale area a rischio ambientale in cui dovevano essere effettuate tutta una serie di iniziative volte alla caratterizzazione e alla tutela dei cittadini, con divieti e prescrizioni per l’uso dell’ambiente;</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">sia attivato immediatamente un sistema di monitoraggio in continuo della qualità dell’aria in Val Pescara;</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">sia disposta l’immediata reperibilità per i tecnici dell’ARTA, dotando l’Agenzia di tutta la strumentazione necessaria per intervenire secondo le procedure standard internazionali in caso di incidente nonché della strumentazione per l’analisi delle diossine affinché non ci si debba rivolgere più a laboratori esterni con costi aggiuntivi (l’università di Siena è stata segnalata dal WWF l’anno scorso a tal proposito);</span></span></li>
</ul>
<ul>
<li> <span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">siano attivate procedure amministrative per capire le responsabilità di singoli funzionari dei vari enti per la mancata attivazione di quanto previsto dalle normative in materia di protezione civile procedendo alla loro sostituzione.</span></span></li>
</ul>
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify">
<p class="western" style="text-decoration: none;" lang="it-IT" align="justify">
]]></content:encoded>
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		<title>Piani di Protezione Civile, Piani di Emergenza&#8230;.questi &#8220;sconosciuti&#8221;</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2008/08/09/piani-di-protezione-civile-piani-di-emergenzaquesti-sconosciuti/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 17:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costa Teatina]]></category>
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		<description><![CDATA[Le discariche sono sempre più un problema per il nostro territorio. Ci sono quelle abusive (tante) ma anche quelle autorizzate&#8230;.. spesso sono irregolari. 
La Ecoadriatica s.r.l. di Chieti Scalo, andata a fuoco lo scorso 27 luglio, è una di quelle. Da una relazione tecnica  di sopralluogo richiesta nel maggio 2008 dalla Guardia di Finanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Le discariche sono sempre più un problema per il nostro territorio. Ci sono quelle abusive (tante) ma anche quelle autorizzate&#8230;.. spesso sono irregolari. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">La Ecoadriatica s.r.l. di Chieti Scalo, andata a fuoco lo scorso 27 luglio, è una di quelle. Da una relazione tecnica  di sopralluogo richiesta nel maggio 2008 dalla Guardia di Finanza all&#8217;Arta di Chieti, al fine di tipizzare rifiuti sospetti rinvenuti presso la ditta suddetta,  emerge che </span><span style="font-size: medium;">i rifiuti   erano costituiti da enormi cumuli riconducibili a varie tipologie:  imballaggi misti non selezionati, pneumatici fuori uso, diversi bidoni metallici e fusti plastici contenenti rifiuti liquidi (oli minerali), e altri  contenenti rifiuti solidi speciali identificabili come filtri di oli esausti (catalogati come rifiuti pericolosi), nonché altri rottami in metallo<em>. “Tutte le tipologie di rifiuto, pericolose e non,</em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong> depositate in maniera incontrollata </strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em><span>sul</span></em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong> </strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em><span>sito, risultano incluse nell&#8217;elenco di quelle  autorizzate dalla Regione. </span></em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Si evidenzia la non regolarità del sito di stoccaggio, in quanto non sono state identificate le aree di deposito e la gestione dei rifiuti non avviene secondo le norme vigenti in materia</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em><span>”.</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;" align="justify"><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><span>Guarda  il video che ci ha mandato Manolo Lanaro </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">”<strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-style: normal;">Chieti: discarica in fiamme e rifiuti abbandonati” </span></span></strong><span style="font-size: medium;"><span style="font-style: normal;"><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span><a href="http://it.youtube.com/watch?v=baKlNXHnVk0" target="_top">http://it.youtube.com/watch?v=baKlNXHnVk0</a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span>L&#8217;  incendio della discarica è stato gestito dagli enti preposti, </span></span><span style="font-size: medium;"><span>in primis </span></span><span style="font-size: medium;"><span>il Sindaco in quanto responsabile della salute pubblica, in maniera a dir poco approssimativa, soprattutto per la mancanza di informazioni e istruzioni immediate da fornire ai cittadini in nome del <strong>principio di precauzione</strong>.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span>È chiaramente emerso che nella nostra Regione non c&#8217;è un quadro di riferimento </span></span><span style="font-size: medium;"><span>per l’elaborazione di Piani di Emergenza Provinciali e Comunali che  definiscano la disponibilità di personale, mezzi, attrezzature e  compiti di ciascun Ente coinvolto per garantire una buona gestione degli eventi calamitosi. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span>È surreale che ancora oggi l&#8217;assessore all&#8217;Ecologia del Comune di Chieti abbia parole solo per <strong>“minimizzare” </strong>l&#8217;accaduto e attaccare il WWF. Gli suggeriamo di farsi, insieme al Sindaco, un giro su internet per sapere cosa si fa, in questi casi, in certe altre regioni (per es. Emilia Romagna).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span>È poi sconfortante doversi augurare che gli eventi calamitosi non avvengano il sabato e la domenica: infatti la Regione Abruzzo non ha mai stanziato i fondi (</span></span><span style="font-size: medium;"><span>€ </span></span><span style="font-size: medium;"><span>300.000 circa) necessari per garantire  la <strong>“reperibilità” </strong>dei tecnici Arta. Solo per un caso fortuito e per una disponibilità (non dovuta) di un tecnico, sono stati tempestivamente m</span></span><span style="font-size: medium;"><span>onitorati i fumi dell&#8217;incendio</span></span><span style="font-size: medium;"><span> della discarica di Chieti, avvenuto appunto in una notte di domenica.  Inoltre, per quanto riguarda la diossina nell&#8217;aria, come al solito l&#8217;Arta ha dovuto affidare all&#8217;esterno (in questo caso all&#8217;Università di Siena) le indagini, i cui risultati sono previsti non prima dell&#8217;autunno.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Visto che non si fa che parlare di tagli e risparmi,<strong> proponiamo ai consiglieri regionali di autotassarsi</strong></span><span style="font-size: medium;"> per comprare finalmente all&#8217;Arta gli strumenti necessari per l&#8217;analisi delle diossine&#8230;</span><span style="font-size: medium;"><strong>oppure di stornare qualche</strong></span><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><strong>fondo dal misterioso</strong></span><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><strong>Abruzzo Engeneering</strong></span><span style="font-size: medium;">, Ente a capitale prevalentemente pubblico, voluto fortemente dal &#8220;Presidente&#8221; Del Turco (</span><span style="font-size: medium;">60% Regione Abruzzo, 30% Selex Service di Finmeccanica, 10% Provincia dell&#8217;Aquila) di cui, a parte cambi di Presidenza e avvicendamenti nei Consigli di Amministrazione, <strong>non si sa altro</strong>.</span></p>
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		<title>Nube tossica a Chieti: i cittadini hanno diritto ad essere informati</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 21:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per l&#8217;Amministrazione Comunale di Chieti informare equivale a “fare allarmismo”.
Nella nostra Regione è pratica comune minimizzare o far finta di non vedere&#8230; la vicenda dell&#8217; “acqua contaminata” in Val Pescara docet.
Comunicato Stampa WWF

L’incendio di materie plastiche avvenuto a Chieti scalo pochi giorni fa ha comportato l’emissione in atmosfera di diverse sostanze tossiche e cancerogene in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Per l&#8217;Amministrazione Comunale di Chieti informare equivale a “fare allarmismo”.</span></span></strong></p>
<p align="justify"><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Nella nostra Regione è pratica comune minimizzare o far finta di non vedere&#8230; la vicenda dell&#8217; “acqua contaminata” in Val Pescara docet.</span></span></strong></p>
<p align="justify"><strong><em><span style="font-size: x-small;"></span></em><span style="font-size: medium;"></span></strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><em>Comunicato Stampa WWF<br />
</em></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">L’incendio di materie plastiche avvenuto a Chieti scalo pochi giorni fa ha comportato l’emissione in atmosfera di diverse sostanze tossiche e cancerogene in quantità elevate. Il WWF è in possesso del referto dell’ARTA del 31/07/2008 sulle analisi sui fumi dell’incendio. Il benzene, composto riconosciuto quale <strong>“cancerogeno certo”</strong> dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato trovato in concentrazioni di 1,38 milligrammi/metrocubo quando il normale limite per l’aria è di 5 microgrammi/mc (un microgrammo è un millesimo di milligrammo). Quindi <strong>la concentrazione rilevata è di ben 276 volte il limite di legge</strong>. Per il toluene la concentrazione rilevata è stata di 0,28 milligrammi/mc, per l’etilbenzene di 0,21 milligrammi/mc, per l’m-xilene di 0,07 milligrammi/mc e per lo stirene di 0,37 milligrammi/mc. Tutte queste sostanze sono tossiche con numerosi effetti sull’uomo (neurotossicità; infiammazioni; tossicità sul fegato; polmonite chimica ecc.).</span></span><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/08/schedabenzene.doc">scheda-benzene</a> <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/08/schedeinternazionalidisicurezzachimicastirene.doc">scheda-stirene</a> <a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/08/schedeinternazionalidisicurezzachimicaetilbenzene.doc">scheda-etilbenzene</a></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Dichiara Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo “I dati parlano chiaro: <strong>quanto avvenuto può avere avuto conseguenze dannose sui cittadini, visto che le concentrazioni di inquinanti rilevate dall’ARTA sono molto elevate</strong>. Purtroppo dobbiamo constatare come anche in questo caso sia il WWF a dover intervenire per garantire i diritti dei cittadini ad essere correttamente informati su fatti che possono ledere la loro salute. Le concentrazioni rilevate nei fumi sono molto elevate, soprattutto se si pensa che si deve tener anche conto dell’effetto “cocktail”, l’effetto combinato delle diverse sostanze presenti. Ora si attende l’esito delle analisi sulle diossine che tutti ci auguriamo essere negativo ma i dati che divulghiamo oggi sono di per sé preoccupanti se si pensa che queste sostanze sono state respirate da decine di migliaia di persone ignare di quanto accadeva. L’eventuale presenza di <strong>diossina</strong> non farebbe che aggravare una situazione già compromessa e non sarà, quindi, così dirimente rispetto alla classificazione dei rischi che ha comportato questo incendio. Auspichiamo che le analisi sugli alimenti in corso prendano in esame tutte le sostanze rischiose per la salute e invitiamo gli enti preposti a garantire la realizzazione di esami a campione sulla popolazione. <span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Colgo l’occasione per esprimere il nostro stupore rispetto alle dichiarazioni di ieri dell’amministrazione del Comune di Chieti che invece di divulgare questi dati ha chiesto alle associazioni ambientaliste di non comunicare con i media. Noi continueremo a farlo per tutelare i diritti dei cittadini; speriamo che questo esempio sia seguito anche dagli amministratori. Domani sera invitiamo tutti ad intervenire per fare il punto sulla situazione e per individuare tutte le azioni utili per gestire questa emergenza”.</span></span></span></span></p>
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<p align="justify">
<p align="center"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Giovedì 7 agosto Assemblea Pubblica alle ore 21:00 a Chieti Scalo presso la sala della Cassa di Risparmio.<br />
</strong></span></span></p>
<p align="center">
<p align="justify"> </p>
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