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	<title>MareLibero.net &#187; Cementinceneritori</title>
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		<title>PIÙ corruzione MENO salute per tutt*</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 15:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui di seguito riportiamo una lettera aperta inviata qualche tempo fa  ai direttori dei principali quotidiani nazionali da una serie di autorevoli medici italiani. 
Oggetto: nei bambini e negli adolescenti italiani aumentano i nuovi malati di cancro.  Vogliamo capire perché? 
Gentile Direttore,
vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0in;" align="left"><span style="font-size: small;">Qui di seguito riportiamo una lettera aperta inviata qualche tempo fa  ai direttori dei principali quotidiani nazionali da una serie di autorevoli medici italiani. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;"><strong>Oggetto: nei bambini e negli adolescenti italiani aumentano i nuovi malati di cancro.  Vogliamo capire perché? </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Gentile Direttore,</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: </span><span style="font-size: small;"><em>“la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’ esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’ acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Queste parole, che concludono un articolo  sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis*  nel 1987, ci sono tornate alla mente come  una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi  dati sull’incidenza di cancro nell’ infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’ 1.1% dei  tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro Paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età  l’ incremento è addirittura del 3.2% annuo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Tali tassi di incidenza in Italia  sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia ( 138 casi 1990-98), Svizzera ( 141 casi  1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per  tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’ 1.6% vs un + 0.6% e così via.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con  sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita  adulta.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><strong><span style="font-size: small;">Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario:</span><span style="font-size: small;"><strong> </strong></span><span style="font-size: small;"><span>i tumori  nell’ infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili  conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;"><strong>Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;"><strong>Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del </strong></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita -,</strong></span></span><span style="font-size: small;"><strong> non può che avere queste tragiche conseguenze.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Michelangiolo Bolognini  Igenista- Pistoia</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Giuseppe Comella Oncologo &#8211; Napoli</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott,ssa Maria Concetta Di Giacomo Medico di Medicina Generale &#8211; Padova</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina </span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Generale &#8211;  Firenze</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo &#8211;  Genova</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott.ssa Patrizia Gentilini  Oncologo – Ematologo &#8211;  Forlì</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Giovanni Ghirga Pediatra &#8211;  Civitavecchia</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Stefano Gotti Chirurgo &#8211;  Forlì</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale &#8211;  Parma</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Ferdinando Laghi  Ematologo – Castrovillari</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Antonio Marfella Oncologo – Tossicologo Napoli</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo &#8211;  Sassari</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Giuseppe Miserotti Medico Medicina Generale &#8211;  Piacenza</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo &#8211;  Forlì</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra &#8211; Forlì</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro –Torino</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="font-size: small;">Dott, Giovanni Vantaggi Medico di Medicina Generale -Gubbio</span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0in;" align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><strong>*Lorenzo Tomatis (1929-2007)</strong>, è stato un medico oncologo di fama internazionale,  ha diretto l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC),  ha posto le basi scientifiche e metodologiche per l’identificazione e la classificazione dei cancerogeni umani. Si è sempre strenuamente battuto per la Prevenzione Primaria e la difesa della Salute Pubblica ed è stato anche un grande scrittore, ricordiamo in particolare Il Fuoriuscito e L’ombra del dubbio, quest’ultimo uscito postumo.(ed. Sironi) </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;">
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		<title>Cementinceneritore Lafarge: il 15 marzo 2008 manifestiamo anche per questo….</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 07:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size: small;">In questi giorni la Guardia Forestale ha messo sotto sequestro le aree di stoccaggio dei “rifiuti speciali usati come combustibile” per il funzionamento dell’alto forno del cementificio Lafarge Adriasebina di Pescara . Sotto inchiesta sono anche le emissioni in atmosfera dei fumi e degli ossidi di azoto superiori ai limiti di legge. <strong>Ancora una volta sono gli organi inquirenti che vengono in soccorso dell’ambiente! </strong>Con l’autorizzazione AIA (2006) la regione dà alla Lafarge, la possibilità di affiancare alla produzione di cemento quella di incenerimento di rifiuti, a condizione che vengano attuate una serie di provvedimenti necessari affinché questa attività supplementare non abbia conseguenze negative sulla collettività e sull’ambiente. E’ noto che i cementifici utilizzano rifiuti non solo perché hanno un potere calorifero maggiore dei combustibili tradizionali, ma per i guadagni connessi allo smaltimento dei rifiuti in quanto tale. L’associazione Maiora Premunt del quartiere 3 (dove è localizzato l’impianto) da tempo si batte per conoscere la verità su ciò che respirano i cittadini e sulle responsabilità di chi ha autorizzato l’incenerimento di rifiuti speciali ad una industria progettata e realizzata con una tecnologia di 50 anni fa e finalizzata alla produzione di cemento. Per svolgere funzioni di termovalorizzazione vale a dire “bruciare rifiuti speciali e non” soprattutto in un’area densamente popolata sono necessarie tecnologie, competenze e soprattutto <strong>controlli ai massimi livelli</strong>, aspetti che sono totalmente assenti. Per legge i termovalorizzatori possono emettere fino a 200 mg/m3 di ossido di azoto (NOx) mentre i cementifici possono arrivare a 800 mg/m3 di NOx! <strong>Si arriva al paradosso che sarebbe più salubre e conveniente per i cittadini avere in città un termovalorizzatore</strong>. Per esempio l’ inceneritore(termovalorizzatore che dir si voglia) di Brescia permette a 190.000 famiglie di risparmiare sulle bollette per il riscaldamento e di avere quindi i soldi per curare le leucemie e i tumori! Una tonnellata di rifiuti inceneriti genera 200 Kg di ceneri contenenti tra l’altro diossina: il 96% viene riutilizzato per produrre cemento (materiale edile); il 4% (8 Kg per tonnellata) sono ceneri velenosissime che di solito vengono inviate all’estero per essere smaltite da ditte specializzate a ben 800 metri di profondità. Dove smaltisce la Lafarge quel 4%? Nei documenti autorizzativi (AIA) queste informazioni non ci sono. Nell’aprile 2007 la Lafarge si è autodenunciata per aver emesso in atmosfera una media giornaliera di 819 mg/m3 di NOx. La “media giornaliera” è una vera presa in giro: permette di sforare più volte durante la giornata in maniera consistente per recuperare in altri momenti. Ai cittadini è consigliato respirare “a intermittenza”! Nello “Studio sulla ricaduta delle polveri” che fa parte del processo istruttorio per il conseguimento dell’AIA, Lafarge dimostra con assoluta certezza che la massima concentrazione nella ricaduta delle polveri e degli altri elementi inquinanti immessi nell’atmosfera si ha nella zona di Via Firenze e nell’area della pineta D’Annunziana. E’ però sufficiente analizzare il colore delle case intorno allo stabilimento, respirare gli odori acri di zolfo e constatare il processo di sverniciatura delle macchine per dimostrare che le conclusioni a cui giunge l’azienda necessitano forse di un approfondimento. <strong>In attesa di un pronunciamento definitivo rispetto alla necessaria delocalizzazione del cementinceneritore e al suo effettivo spostamento (anni), gli abitanti di Pescara chiedono fermamente una corretta valutazione della qualità dell’aria, una centralina mobile di rilevamento per un periodo medio/lungo nei vari punti critici, un’analisi di tutte le sostanze emesse, e che sia un organo competente “indipendente” a valutare i risultati per la formulazione di uno studio adeguato. Anche per questo il coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo invita i cittadini a partecipare alla manifestazione regionale che si terrà il 15 marzo a Pescara.</strong></span></p>
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		<title>Cementinceneritore Lafarge: emissioni poco “ trasparenti”</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 14:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Febbraio 17th, 2008
Da decenni il cementificio Lafarge, sito a Pescara in pieno centro urbano, emette sostanze inquinanti nell’aria. E ci chiediamo ancora come mai Pescara, nonostante il mare, risulti una delle città più inquinate d’Italia !
Nel novembre del 2006 è stato stipulato un accordo di programma (n.911) tra la regione Abruzzo e il cementificio Lafarge [...]]]></description>
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<p>Febbraio 17th, 2008</p>
<p><!-- @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	-->Da decenni il cementificio Lafarge, sito a Pescara in pieno centro urbano, emette sostanze inquinanti nell’aria. E ci chiediamo ancora come mai Pescara, nonostante il mare, risulti una delle città più inquinate d’Italia !</p>
<p>Nel novembre del 2006 è stato stipulato un accordo di programma (n.911) tra la regione Abruzzo e il cementificio Lafarge Adriasebina, che consente, per la produzione di energia, l’utilizzo sperimentale e” temporaneo” di rifiuti speciali (CDR e PFU cioè pneumatici fuori uso) in sostituzione di combustibili fossili. Ma sappiamo che Lafarge brucia rifiuti già dal 1994!</p>
<p>La Regione Abruzzo approvava un “protocollo operativo” relativo al monitoraggio delle attività, analisi dei dati, caratterizzazione dei rifiuti utilizzati (tipi e quantità), e ricaduta ambientale nel territorio interessato dalla sperimentazione, in collaborazione con l’Arta regionale e con la facoltà di Ingegneria dell’Aquila. La Regione doveva garantire inoltre che<strong> i dati relativi alle attività di monitoraggio fossero</strong><em> </em><strong>resi accessibili al pubblico.</strong></p>
<p>A sua volta il cementificio si impegnava a rispettare i limiti<strong> più restrittivi </strong>per l’ emissione delle polveri,in base alla direttiva<strong> IPPC* </strong>e a fornire un “rapporto preliminare” riguardante le attività di sperimentazione entro il 15-11-2006 ed un “rapporto finale” entro il 31-03-2007.Abbiamo chiesto all’Arta i due rapporti che la Lafarge avrebbe dovuto consegnare entro marzo 2007 come da protocollo d’intesa, e i dati sulle emissioni. Dei rapporti non si sa nulla, e i dati sono inaccessibili perchè “secretati” dal Corpo Forestale dello Stato (?).</p>
<p>Per quanto riguarda i controlli, i monitoraggi sulle emissioni vengono fatti dallo stesso cementificio che li invia all’Arta. Dei trentadue camini presenti all’interno dell’impianto (due i più grandi) solo uno è monitorato. Esiste all’esterno una sola centralina che funziona saltuariamente. La diossina risultante dalla combustione in gran parte finisce nei materiali edili prodotti (cemento e vari) che finiscono nelle nostre case; quella dispersa nell’aria viene controllata sporadicamente e in maniera “concordata” da laboratori fuori regione(l&#8217;’Arta non ha mezzi adeguati). Le analisi vengono pagate dal cementificio stesso.</p>
<p>Di recente abbiamo appreso che per abbattere l’ossido di azoto (NOx) costantemente fuori limite, il cementificio sta usando l’ammoniaca (NH3). Questa sostanza inquinante (tanto quanto l’NOx) non è tabellata, non ci sono quindi limiti per l’emissione!</p>
<p><strong>Denunciamo ancora una volta la mancanza assoluta di trasparenza, di informazione corretta su beni fondamentali per la vita come l’aria che respiriamo. </strong>Non ci possono tranquillizzare con “va tutto bene, è tutto sotto controllo!” (ass,Caramanico recentemente dixit).</p>
<p><!-- @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	-->* la direttiva IPPC prevede i Registri INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) ed EPER ( European Pollutant Emission Register) che sono il risultato di un approccio integrato alla gestione ambientale che coinvolge i governi, le industrie e il pubblico, <strong>dando la possibilità a quest’ultimo di esercitare il proprio diritto di accesso ad informazioni ambientali in maniera semplice attraverso la moderna tecnologia.</strong></p>
<p><a href="http://www.marelibero.org/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=415">Edit</a> |</p>
]]></content:encoded>
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