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	<title>MareLibero.net &#187; Acqua</title>
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		<title>Monti..giù le mani dall&#8217;acqua!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 16:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Sappiamo bene che in Italia nessuna battaglia in difesa dell’ambiente e del bene comune si può considerare definitivamente vinta: tante volte abbiamo visto rimettere in discussione nostre conquiste nel campo della tutela e della conservazione della natura e dell’ambiente. 
 
È quanto sta accadendo con la straordinaria vittoria ai referendum contro la privatizzazione dell’acqua del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2012/01/giù-le-mani-dallacqua_bella-addormentata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3223" title="giù le mani dall'acqua_bella addormentata" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2012/01/giù-le-mani-dallacqua_bella-addormentata.jpg" alt="giù le mani dall'acqua_bella addormentata" width="243" height="243" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Sappiamo bene che in Italia nessuna battaglia in difesa dell’ambiente e del bene comune si può considerare definitivamente vinta: tante volte abbiamo visto rimettere in discussione nostre conquiste nel campo della tutela e della conservazione della natura e dell’ambiente. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">È quanto sta accadendo con la straordinaria vittoria ai referendum contro la privatizzazione dell’acqua del 12 e 13 giugno 2011: come saprete, infatti, il Governo sta avviando una strategia di liberalizzazioni generali che molto probabilmente dovrebbe coinvolgere anche il settore dell’acqua. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il chiarissimo responso dei referendum verrebbe messo da parte per tornare a perseguire il progetto di procedere alla privatizzazione del servizio idrico. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">A questo tentativo va data una risposta forte, perché il voto della maggioranza delle italiane e degli italiani non può essere tradito. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Aderiamo quindi all’appello lanciato sul sito del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua ed invitiamo tutti a sottoscriverlo subito per dare nuovamente forza al popolo dell’acqua. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Firmate e fate firmare l’appello nel sito </span><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php"><strong>http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php </strong></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">e, laddove è possibile, prendete contatti con i referenti locali del Forum (per l&#8217;Abruzzo : www.nonlasciamolifare.org) per aderire alle iniziative che si stanno programmando in tutta Italia. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Come abbiamo scritto e detto tante volte durante la campagna referendaria: “Si scrive acqua e si legge democrazia”! </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La manovra d&#8217;agosto è incostituzionale. Firmiamo l&#8217;appello</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 11:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
 
La lettura della manovra di Ferragosto e del dibattito politico che ne ha accompagnato la presentazione produce una sensazione di profonda preoccupazione in chi ha a cuore la democrazia ed i beni comuni. Impressiona in particolare la disinvoltura con cui si maneggia una materia tanto delicata e fondativa di un ordine giuridico legittimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La lettura della manovra di Ferragosto e del dibattito politico che ne ha accompagnato la presentazione produce una sensazione di profonda preoccupazione in chi ha a cuore la democrazia ed i beni comuni. Impressiona in particolare la disinvoltura con cui si maneggia una materia tanto delicata e fondativa di un ordine giuridico legittimo quanto quella della gerarchia delle fonti del diritto. La manovra mette in moto una sorta di processo costituente de facto  che di per sé denuncia la natura profondamente incostituzionale, a diritto vigente, della filosofia ispiratrice dell’intero provvedimento. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Al primo articolo si legge infatti che il Decreto legge è emanato “In anticipazione della riforma volta ad introdurre nella Costituzione la regola del pareggio di bilancio”.  All’art. 3 si aggiunge che:“In attesa della revisione dell’art.41 della Costituzione, Comuni, Provincie, Regioni e Stato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del presente Decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">L’art. 41 è uno dei perni della Costituzione economica italiana vigente. Esso sancisce che : “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">In Italia il processo di revisione costituzionale può svolgersi soltanto ai sensi dell’art. 138 Cost. che prevede doppia votazione in ciascuna Camera ed eventuale referendum confermativo. Fino a che questa revisione costituzionale non è avvenuta, la vigente Costituzione economica italiana è quella mista, che prevede un sistema di libera iniziativa privata sottoposto tuttavia a controlli anche preventivi volti a salvaguardare l’interesse sociale e la dignità della persona e l’ambiente . Cancellare per decreto ogni potere di controllo politico sull’attività economica costituisce una violazione palese e profonda del nostro tessuto costituzionale vigente che lo sbilancia in modo ancora più evidente a favore dell’interesse privato (spesso multinazionale)  ai danni di quello delle persone comuni. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">A ciò si aggiunga che la nostra Costituzione struttura uno stato sovrano cui non può essere precluso da poteri esterni  di qualsivoglia natura di investire sul lungo periodo, promuovendo la persona umana ed il suo sviluppo oltre a molteplici altri valori non economici (solidarietà, ambiente, paesaggio, ricerca scientifica, istruzione) anche nell’interesse delle generazioni future. Il Decreto viola inoltre la funzione costituzionale del risparmio, frutto dei sacrifici dei lavoratori, di cui all’art. 47 della Costituzione.  La preconizzata costituzionalizzazione del pareggio di bilancio rende impossibile l’investimento sociale ed impone una visione aziendalistica dello Stato che la nostra costituzione non contiene in alcun modo  ma che è soltanto una delle cifre di quel fallimentare modello neoliberista, ancora troppo potente anche in Europa, che non ammette di aver prodotto la profonda crisi attuale. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">E’  assolutamente necessario affermate con forza che il popolo sovrano, composto  nella stragrande maggioranza di quelle persone comuni ai cui danni la crisi si sta orchestrando, si è espresso appena due mesi fa nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione tramite i referendum in modo politicamente inequivocabile contro il modello di sviluppo neoliberista che il Decreto di ferragosto ripropone pervicacemente. In particolare, sul piano del diritto costituzionale vigente  non può essere riproposta la privatizzazione\liberalizzazione  dei servizi pubblici locali. Il clima di emergenza internazionale va verificato nella sua reale portata politica prima di affrettare manovre di pareggio dei conti in contrasto con i valori di solidarietà sociale della nostra Costituzione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">È questa, non quella dei mercati finanziari, l’indicazione politica che occorre  seguire in Italia: un’indicazione inequivocabile che dopo vent’anni di neoliberismo ha affermato a maggioranza assoluta che, nel governo dei beni comuni, il privato non è sempre “la soluzione” ma molto spesso è esso stesso “il problema”. Il popolo ha fatto pervenire un’ indicazione politica chiara volta a riequilibrare il rapporto fra privato e pubblico a favore di quest’ultimo, dando immediata e piena attuazione agli artt. 41, 42 e 43 della Costituzione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Di fronte a questo scenario sconcertante, che fa emergere una vera e propria emergenza beni comuni, rivolgiamo un appello al movimento referendario tutto affinché esso dichiari conclusa la stagione referendaria specifica, investendo di qui in poi energia e risorse (incluse quelle del rimborso elettorale) per dare finalmente voce autorevole e rappresentanza politica seria alla necessità urgente di invertire la rotta rispetto alla privatizzazione ed al saccheggio dei beni comuni. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Alle forze politiche di opposizione ed al sindacato (in particolare la CGIL) chiediamo di consultare immediatamente le loro basi su questo cruciale spartiacque facendosi successivamente paladini di una ristrutturazione seria del settore pubblico informata alla piena tutela dei beni comuni, del patrimonio pubblico, della sovranità popolare e dei valori della nostra Costituzione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Agli amministratori infine, chiediamo di rispettare rigorosamente la Costituzione vigente, disapplicando se del caso, in ottemperanza di un preciso obbligo costituzionale di tutti i pubblici ufficiali, quelle parti del Decreto di ferragosto che più brutalmente tradiscono la volontà popolare emersa dai referendum di giugno. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Alla cittadinanza onesta e a quanti hanno accesso al sistema mediatico infine estendiamo un invito a sottoscrivere questo appello  su www.siacquapubblica.it, a sostenerlo promuovendone la conoscenza e la diffusione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>I giuristi estensori dei quesiti referendari sull’ acqua bene comune:</strong> Alberto Lucarelli, Ord. Univ Napoli,  Assessore ai Beni Comuni, Napoli, già componente Commissione Ministeriale  per riforma dei beni pubblici; Ugo Mattei, Ord. Univ. Torino, già vice-presidente Commisssione Ministeriale per la riforma dei beni pubblici; Luca Nivarra, Ord. Univ. Palermo,  già componente Commisione Ministeriale per la riforma dei beni pubblici; Gaetano Azzariti, Ordinario di Diritto Costituzionale, Università di Roma La Sapienza. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: small;">Primi firmatari</span></strong><span style="font-size: small;">: Livio Pepino, Ex magistrato, già Componente CSM; Alex Zanotelli, Missionario Comboniano; Giorgio Airaudo, Responsabile auto, Segretaria Nazionale FIOM; Gabriele Polo, Direttore Editoriale, Il Manifesto; Giorgio Parisi,Fisico, Accademico dei Lincei. </span></p>
<h3 style="text-align: center; color: red;"><span style="color: #ff0000;"><span lang="IT"><a href="http://www.siacquapubblica.it/index.php?option=com_aicontactsafe&amp;view=message&amp;layout=message&amp;pf=5&amp;Itemid=23&amp;lang=IT"><span style="font-size: 18px;"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>SOTTOSCRIVI L&#8217;APPELLO! </strong></span></span></span></a></span></span><span style="color: #ff0000;"><span lang="IT"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 14px;"><strong><br />
</strong></span></span></span></span></span></h3>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iniziativa a Pescara: “Artisti per i sì ai referendum&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Giovedì 2 giugno dalle 20 serata di raccolta fondi dei comitati pro-referendari
 
 


Gli artisti abruzzesi danno il loro sostegno  per la campagna pro-referendaria “Vota sì ai referendum”.Sei formazioni musicali per un totale di circa 15 cantanti e musicisti, giocoleria e un dj set animeranno la serata di raccolta fondi di giovedì 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: center;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></strong></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: center;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">G<span style="text-decoration: underline;">iovedì 2 giugno dalle 20 serata di raccolta fondi dei comitati pro-referendari</span></span></strong></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></strong></span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></strong></span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;">Gli artisti abruzzesi danno il loro sostegno  per la campagna pro-referendaria “Vota sì ai referendum”.<strong>Sei formazioni musicali</strong><span> </span>per un totale di circa 15 cantanti e musicisti,<span> </span><strong>giocoleria</strong><span> </span>e un<strong><span> </span>dj set</strong><span> </span>animeranno la serata di<span> </span><strong>raccolta fondi di giovedì 2 giugno</strong>,  organizzata dai Comitati abruzzesi “Vota sì per fermare il nucleare” e  “Due sì per l’acqua bene comune”: oltre 30 associazioni che già  abitualmente si battono per la tutela del territorio, e che continuano a  far<span> </span></span><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;">fronte comune in vista dei referendum del 12 e del 13 giugno 2011.</span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;"> Grazie alla<span> </span><strong>collaborazione dello stabilimento balneare di Pescara “La Lampara”</strong>,  la serata di raccolta fondi per la campagna pro-referendaria di  sensibilizzazione al voto in occasione dei referendum del 12 e del 13  giugno<span> </span><strong>avrà inizio alle 20, con aperitivo cenato</strong>.</span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;"> Sul  palco dello stabilimento La lampara suoneranno: The Gift, Antonello  Persico e Paolo Palma, Michele Ladogana, Giacomo Serafini, Gianluca  Torelli, Glitterball. Il dj set sarà curato da Stefania Grilli, la  giocoleria da “Blended”. Interverrà in apertura l’associazione culturale  Deposito dei Segni.</span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;">«Il  referendum è l’espressione più alta della democrazia: far sentire la  propria partecipazione attiva è un segno di responsabilità e di  consapevolezza», ricordano i referenti dei comitati.</span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></div>
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		<title>REFERENDUM ACQUA: LA CONFINDUSTRIA E&#8217; ALLEATA DELLA CASTA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 11:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono particolarmente deboli gli argomenti dei privatizzatori per questo hanno scelto la strada dell’oscuramento dei referendum sui media e la grande stampa. Basta leggere i resoconti della conferenza stampa del Comitato del No e degli esponenti abruzzesi di Confindustria per rendersene conto.  Presentare la privatizzazione come il toccasana contro la “casta” è un vecchio trucchetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono particolarmente deboli gli argomenti dei privatizzatori per questo hanno scelto la strada dell’oscuramento dei referendum sui media e la grande stampa. Basta leggere i resoconti della conferenza stampa del Comitato del No e degli esponenti abruzzesi di Confindustria per rendersene conto.  Presentare la privatizzazione come il toccasana contro la “casta” è un vecchio trucchetto particolarmente ridicolo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ proprio la “casta” che da venti anni sta privatizzando tutto con il plauso di Confindustria. I referendum nascono da quei movimenti, comitati e partiti che nei territori hanno contrastato sprechi e clientele.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dato che i confindustriali usano come spada è quello  dei costi del personale nelle società pubbliche abruzzesi: questo dato è esploso proprio con il passaggio della gestione dai municipi alle spa.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio notare che uno degli scopi di noi referendari è proprio quello di abolire l’obbligo imposto una decina di anni fa dalla “casta” bipartisan degli amici di Confindustria.  Infatti il “partito dell’acqua” è nato proprio dalla norma che imponeva di affidare a delle S.P.A. la gestione dei servizi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Si trattava del primo passaggio verso la privatizzazione e ha prodotto danni enormi perché queste società di diritto privato si sono trasformate in carrozzoni clientelari, in paradisi delle prebende, ecc. non essendo sottoposte alle regole proprie degli enti pubblici. Non aveva nessuna logica imporre la gestione di un servizio pubblico a società per azioni i cui azionisti erano e sono i comuni. L’unico obiettivo era quello di aprire la strada ai privati. Infatti la norma contenuta nel decreto Ronchi prevede l’obbligo di cedere ai privati una consistente percentuale delle quote azionarie di queste società. Il risultato sarà che permarrà la presenza partitocratica, ma affiancata da quella di privati da remunerare con le nostre bollette.</p>
<p style="text-align: justify;">Confindustria non dice che senza referendum avremo delle società miste, mentre noi referendari da anni abbiamo depositato in parlamento una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua che prevede l’abolizione delle SPA per i servizi idrici e una gestione trasparente e partecipata.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà la privatizzazione è figlia dell’accordo tra la “casta” e i poteri forti di questo paese che invece di investire in ricerca, sviluppo, innovazione e competere sui mercati vogliono continuare a fare affari senza rischi appropriandosi di infrastrutture e servizi pubblici che costituiscono dei monopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le risorse da investire è da notarsi che i privatizzatori ci faranno pagare con le bollette i loro piani di investimento e non è certo un caso che i gruppi più interessati alla privatizzazione siano quelli che lavorano nel settore delle opere pubbliche (la vicenda autostrade dovrebbe averci insegnato qualcosa).</p>
<p style="text-align: justify;">La differenza tra il finanziare le opere attraverso mutui o attraverso anticipazioni di privati è semplicemente la quota aggiuntiva di remunerazione per il capitale investito che pagheranno i cittadini con l’aggravio delle tariffe.</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri (im)prenditori hanno fretta di incassare le tariffe, visto che sono incapaci di fare impresa, parlano di libero mercato ma cercano solo profitti garantiti per legge e senza rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto all’Abruzzo noi referendari abbiamo condotto per anni battaglie contro la casta mentre Confindustria ci sembra che abbia sponsorizzato ogni genere di casta. Ogni scandalo e inchiesta giudiziaria (sanità, edilizia, rifiuti, appalti, depurazione) ha disvelato in Abruzzo l’intreccio politica-affari. Lascio soltanto immaginare cosa accadrà quando questa politica gestirà le gare per l’ingresso dei privati nelle spa e quando privati e politici siederanno insieme nei cda.</p>
<p style="text-align: justify;">La realtà è che la vittoria dei referendum rappresenterebbe una sconfitta per la “casta” e un ceto di (im)prenditori assistiti che hanno condotto il paese e la nostra Regione nell’attuale crisi e declino. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maurizio Acerbo</strong>, consigliere regionale PRC già relatore alla Camera dei Deputati della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua</p>
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		<title>Referendum Nucleare: in Sardegna vittoria della democrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 13:58:26 +0000</pubDate>
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Il raggiungimento del quorum in Sardegna per il referendum sul nucleare, con quasi il 50% dei votanti ancora prima della chiusura delle urne prevista per le 15 di oggi, è una vittoria per la democrazia, un risultato di buon auspicio per la consultazione nazionale del 12 e 13 giugno. Sono [...]]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il raggiungimento del quorum in Sardegna per il referendum sul nucleare, con quasi il 50% dei votanti ancora prima della chiusura delle urne prevista per le 15 di oggi, è una vittoria per la democrazia, un risultato di buon auspicio per la consultazione nazionale del 12 e 13 giugno. Sono stati così smentiti quanti hanno provato a delegittimare lo strumento referendario affermandone l’inutilità legata alla presunta impossibilità di raggiungere il quorum. Oggi il risultato che arriva dalla Sardegna smentisce questi nemici della democrazia e del referendum. Così il WWF Italia commenta il raggiungimento del quorum per il referendum regionale in Sardegna sul nucleare. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il dato che arriva dall’Isola – prosegue l’Associazione  – è la dimostrazione della voglia dei cittadini di riappropriarsi del diritto di decidere della tutela del proprio territorio all’insegna della sostenibilità ambientale e che, quando gliene viene data la possibilità, non si sottraggono al dovere di esprimersi su questioni così importanti, come il rischio che la propria terra possa ospitare centrali nucleari o siti di scorie radioattive. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">E’ inoltre fondamentale che dai cittadini sardi sia arrivato un segnale di attenzione per il voto referendario, proprio  quando il Parlamento si appresta a discutere in aula l’art. 5 del decreto legge “omnibus”, proposto dal Governo, in cui si cerca di superare il quesito referendario nazionale, mantenendo però l’obiettivo di fondo del rilancio nucleare, al solo scopo di non far decidere gli italiani sul loro futuro e di eludere le garanzie costituzionali a tutela del referendum quale strumento tipico di esercizio della sovranità popolare. <strong>Per questo il WWF ribadisce con forza il proprio appello ai cittadini italiani affinchè il 12 e il 13 giugno si rechino numerosissimi alle urne per Votare Sì contro il nucleare e la privatizzazione dei servizi idrici. </strong></span></p>
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		<title>Ministro da spiaggia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Guglielmo Ragozzino da Il Manifesto del 7 maggio 2011
Tremonti lo ha detto e Tremonti è un uomo d&#8217;onore: «Nessuna vendita delle spiagge. La spiaggia rimane pubblica». Quando poi, d&#8217;estate, tenteremo di appoggiare un asciugamano sulla riva del mare, il bagnino ci manderà a spasso. «Torni alla scadenza del mio diritto di superficie &#8211; ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Guglielmo Ragozzino da Il Manifesto del 7 maggio 2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tremonti lo ha detto e Tremonti è un uomo d&#8217;onore: «Nessuna vendita delle spiagge. La spiaggia rimane pubblica». Quando poi, d&#8217;estate, tenteremo di appoggiare un asciugamano sulla riva del mare, il bagnino ci manderà a spasso. «Torni alla scadenza del mio diritto di superficie &#8211; ci dirà &#8211; torni tra novanta anni».</p>
<p style="text-align: justify;">Proprietà nostra, come italiani fieri di esserlo, ma nessun diritto di goderne, nessun bagno libero, nel nostro pezzo di mare. Non per noi, non per i figli, non per i figli dei figli. Nessuno osi dire però che la proprietà delle spiagge non è più pubblica. Sarebbe il solito comunista malevolo.</p>
<p style="text-align: justify;">A ben vedere, la spiaggia con i suoi novanta anni di esclusione assicurata è un simbolo esplicito dell&#8217;assetto sociale che il governo ha previsto. Chi paga, ottiene l&#8217;accesso, la cabina, la sdraio, il sole, le chiacchiere sotto l&#8217;ombrellone; gli altri, fuori. Allargato all&#8217;impianto complessivo della convivenza nazionale, della cittadinanza, il criterio è micidiale: il modello-spiaggia, esteso all&#8217;intera popolazione, sarà esclusione della gente più povera dal mondo dei ricchi benestanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun bene comune, nessuna casa di tutti gli italiani, nessuna piazza libera, nessun paesaggio aperto. Non una scuola per tutti, non cure gratis. Tutto disponibile, con perfino qualche livello di efficienza. Tutto a pagamento. Anche le altre misure del decreto legge finalizzato allo sviluppo e al rilancio dell&#8217;economia sono classiste, speculative, aprono varchi al malaffare, a ogni sorta di traffici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna però ha l&#8217;effetto tragico di espropriazione di quello che è per diritto comune di ciascuno di noi, un pezzo di libertà, di riposo; di vita, per riassumere tutto in una parola.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle spiagge protesta l&#8217;Europa. Essendole ben noto quel che avviene in tutti gli altri paesi: «libera spiaggia in libero stato»; ma d&#8217;altro canto conoscendo Berlusconi e i suoi, svolge una sottile critica da destra. Così, osserva l&#8217;Europa, fingendosi preoccupata, si tolgono al mercato le giuste gare per i diritti di spiaggia!</p>
<p style="text-align: justify;">La questione delle spiagge e dell&#8217;assalto alle coste rimanda a quella dell&#8217;acqua, anch&#8217;essa pubblica, come lo è &#8211; dice il governo nel suo comunicato &#8211; «il servizio locale idrico integrato», pur attribuito in gestione ai privati. Con ipocrisia anche in questo caso il governo dice: certo che l&#8217;acqua è pubblica; e chi neghi che il governo ne è convinto, è un comunista malpensante. La gestione invece, quella sì, non è pubblica, comune, ma di chi ha vinto la concessione. Il governo promette però un&#8217;Agenzia nazionale «indipendente» con compiti di regolazione del «mercato nel settore delle acque pubbliche». L&#8217;acqua dunque è pubblica, ma affidata al mercato. Non per novant&#8217;anni, per sempre. Siccome del mercato non c&#8217;è poi da fidarsi e incombono i referendum, ecco la magnifica pensata dell&#8217;Agenzia. Privatizzare, moltiplicando poltrone e stipendi: un obiettivo del governo. Un popolo intero è stato derubato di quello che era suo, ma ha avuto l&#8217;Authority. Si pensa così aver risolto tutto, in vista dei referendum. E poi, di quali referendum stiamo parlando? Perché di quelli di giugno nessuno ha il permesso di fiatare, in televisione. Questo è il furto di democrazia, che completa gli altri: il furto di spiaggia e il furto d&#8217;acqua. (</p>
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		<title>&#8220;Sì ai referendum&#8221; una firma per la libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 13:04:22 +0000</pubDate>
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Sono già 4 mila, in soli due giorni, le firme raccolte dall&#8217;appello lanciato on line dal comitato &#8220;Sì all&#8217;acqua pubblica&#8221; che intende fermare il &#8220;triste  attacco alla democrazia diretta&#8221; deciso dal governo Berlusconi. Tra le  prime firme quelle di giuristi, personalità del mondo della cultura,  dell&#8217;economia e della scienza, tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><strong> </strong></span></p>
<div>
<div style="text-align: center;"><a rel="lightbox[lb4563]" href="http://www.ilmanifesto.it/uploads/pics/referendum_01.jpg"><img src="http://www.ilmanifesto.it/typo3temp/pics/b82ad4c70a.jpg" border="0" alt="" width="130" height="130" /></a></div>
</div>
<p><strong>Sono già 4 mila</strong>, in soli due giorni, le firme raccolte dall&#8217;appello lanciato <em>on line</em> dal comitato &#8220;Sì all&#8217;acqua pubblica&#8221; che intende fermare il &#8220;triste  attacco alla democrazia diretta&#8221; deciso dal governo Berlusconi. Tra le  prime firme quelle di giuristi, personalità del mondo della cultura,  dell&#8217;economia e della scienza, tra i quali Ugo Mattei, Piero Rescigno,  Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Elisabetta Grande, Giacomo  Marramao, Livio Pepino.</p>
<p><strong>L&#8217;appello</strong> intende dimostrare che esiste una grandissima  attenzione popolare sulle sorti dei referendum, che governo e  maggioranza parlamentare hanno cercato di evitare approvando in fretta e  furia un decreto. Una norma che tra l&#8217;altro, non abroga gli articoli di  legge su cui, per volontà di due milioni di cittadini, dovranno  esprimersi i partecipanti al referendum. Ora si attende il  pronunciamento della Corte di Cassazione.</p>
<p><strong>Il testo</strong> ricorda, tra l&#8217;altro, come il decreto approvato non  risponda neanche ai criteri che una tale iniziativa legislativa dovrebbe  avere: necessità e urgenza. Insomma, una vera truffa.</p>
<p><a href="http://www.siacquapubblica.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=169%3Aappello-di-grande-stevens-rodota-zagrebelsky-ed-altri-giuristi-per-i-referendum&amp;catid=9%3Adocumentazione&amp;Itemid=8&amp;lang=it" target="_blank">Qui</a> è possibile firmare l&#8217;appello affinché non si perda di vista la sorte  dei referendum. sperando che la Corte di Cassazione decida che il 12 e  il 13 giugno i cittadini italiani possano liberamente recarsi alle urne.</p>
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		<title>Referendum: Attenti alla trappola</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2011/04/20/referendum-attenti-alla-trappola/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 14:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Ugo Mattei da Il Manifesto del 20 aprile 2011
  L&#8217;annunciata sospensione dei programmi nucleari in Italia, in modo tale da «tener conto» di quanto emergerà a livello europeo nei prossimi mesi, è una brillante mossa populista del governo. Che il clima intorno alla politica nucleare dopo l&#8217;incidente giapponese fosse drammaticamente mutato nel nostro paese (e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di<strong> Ugo Mattei da Il Manifesto del 20 aprile 2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;">  L&#8217;annunciata sospensione dei programmi nucleari in Italia, in modo tale da «tener conto» di quanto emergerà a livello europeo nei prossimi mesi, è una brillante mossa populista del governo. Che il clima intorno alla politica nucleare dopo l&#8217;incidente giapponese fosse drammaticamente mutato nel nostro paese (e anche a livello internazionale) non era un mistero. È sufficiente considerare i recenti rumorosi successi elettorali dei Verdi tedeschi per averne sentore. Berlusconi, in crisi, deve presentarsi con qualcosa alle ormai imminenti elezioni. Mostrare un volto responsabile sulla politica energetica può in parte compensare le intemperanze sulla magistratura e sulla scuola pubblica.<br />
Ma gli effetti della mossa rischiano di non fermarsi qui. Già la moratoria di un anno aveva cercato di sdrammatizzare la questione nucleare nel tentativo di mandare gli elettori al mare nei giorni del referendum, il 12 e 13 giugno. Oggi il rinvio a tempo indeterminato della ripresa del programma nucleare italiano prosegue in quella direzione, e c&#8217;è chi dichiara che questa mossa rende inutile il referendum, che quindi non potrebbe più essere celebrato insieme a quelli sull&#8217;acqua e sul legittimo impedimento.<br />
Naturalmente questa decisione non spetta al governo né ai suoi tifosi parlamentari, perché nel nostro ordinamento costituzionale l&#8217;organo deputato alla decisione è l&#8217;Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione. Si tenga conto che ogni referendum è portatore di un effetto giuridico rafforzato, perché l&#8217;effetto abrogativo di un suo eventuale successo deve durare almeno cinque anni. Ben difficilmente quindi un provvedimento come questo, diverso dall&#8217;espressa e specifica abrogazione delle (molte) norme che saranno oggetto del giudizio del corpo elettorale, può essere sufficiente a persuadere i magistrati a revocarne l&#8217;indizione.<br />
Questa decisione, che da un lato può essere salutata come una prima battaglia vinta dal fronte antinuclearista, d&#8217;altro canto può essere molto pericolosa per l&#8217;esito finale della guerra di liberazione dei beni comuni. Il referendum nucleare infatti verrà tacciato di inutilità e gli elettori potrebbero essere indotti a disertare le urne, rischiando di travolgere così il raggiungimento del quorum per l&#8217;acqua e per il legittimo impedimento (che credo stia molto a cuore al premier).<br />
La strategia del silenzio, utilizzata fin qui in modo spietato in materia di acqua nonostante il milione e mezzo di firme raccolte, è più difficile per il nucleare dopo Fukushima. La catastrofe nucleare giapponese, giorno dopo giorno, dimostra come la presunta &#8220;sicurezza&#8221; del nucleare civile non sia che l&#8217;ennesimo delirio di onnipotenza dell&#8217;uomo moderno. In tutto il mondo sembrano perciò maturi i tempi per invertire definitivamente la rotta e il popolo italiano difficilmente potrà essere tenuto del tutto all&#8217;oscuro dell&#8217;opportunità di votare. Inoltre il governo trova politicamente conveniente polemizzare con i francesi che stanno sfilando ai nostri interessi di bottega il potenziale bottino energetico in Libia, sicché ora Tremonti maramaldeggia sul presunto «debito nucleare» francese, tentando di nascondere che proprio con i francesi di Edf la nostra Enel si stava apprestando a fare affari.<br />
L&#8217;Ufficio centrale della Cassazione potrebbe far saltare il referendum e se anche ciò non avvenisse (cosa che auspichiamo) avrà comunque prodotto un alleggerimento della pressione, cosa molto pericolosa per chi deve affrontare lo scoglio ciclopico del quorum. Spetta al popolo vigilare per difendere la propria sovranità.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Acqua e nucleare: vi aspettiamo a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 20:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
26 marzo 2011 Ore 14.00 – Piazza della Repubblica 
Manifestazione nazionale a Roma VOTA SI’ ai referendum per l’acqua bene comune e  SI’ per fermare il nucleare 
Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. Lo hanno fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong> </strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>26 marzo 2011 Ore 14.00 – Piazza della Repubblica </strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Manifestazione nazionale a Roma VOTA SI’ ai referendum per l’acqua bene comune e  SI’ per fermare il nucleare </strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua. Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media. In primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Saremo chiamati a votare anche per abrogare la legge 99 del 23.07.09 con cui il governo Berlusconi  ha reintrodotto l’opzione energetica nucleare nonostante nel referendum del 1987 l’80% degli italiani avesse detto NO al nucleare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nucleare è costoso e pericoloso, mette a rischio la sicurezza e la salute di milioni di persone. La tragedia giapponese pone l’umanità davanti ad un bivio: convivere con i terribili rischi delle centrali nucleari o scrivere la parola FINE all’incubo atomico.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittoria dei SI ai referendum di primavera costituirà una tappa fondamentale per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali e darà la possibilità di non ricadere nel nucleare di cui l’unica cosa sicura sono i rischi.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme. Un’altra Italia è possibile. Qui ed ora.</p>
<h3><span style="text-decoration: underline;">PULLMAN DALL’ABRUZZO</span></h3>
<h3>PESCARA – VAL PESCARA – VALLE PELIGNA<br />
Tel: 085 66788 – 085 4510236  Cell: 340 3701978 (Corrado)</h3>
<h3>MONTESILVANO – ROSETO – TERAMO<br />
Cell: 3898855082 (Paolo) 340 3701978 (Corrado)</h3>
<h3>CHIETI – Stadio Angelini<br />
Cell: 3286852221 (Emanuel)</h3>
<h3>L’AQUILA<br />
Tel: 0862 6600200  Cell: 389 0495143</h3>
<h3>VASTO-LANCIANO<br />
Cell:335 5476976 (Ada) 349 4254406 (Alessio)<br />
<span style="color: #800000;"><br />
</span></h3>
<h3><a href="http://digg.com/submit?phase=2&amp;url=http://www.nonlasciamolifare.org/?p=955&amp;title=Il%2026%20marzo%20tutti%20a%20Roma"><img title="DIGG this!" src="http://www.nonlasciamolifare.org/wp-content/themes/techozoic-fluid/images/digg.gif" alt="digg" /></a> <a href="http://del.icio.us/post?url=http://www.nonlasciamolifare.org/?p=955"><img title="del.icio.us this!" src="http://www.nonlasciamolifare.org/wp-content/themes/techozoic-fluid/images/delicious.gif" alt="del.icio.us" /></a> <a title="Permanent Link to Il 26 marzo tutti a Roma" rel="bookmark" href="http://www.nonlasciamolifare.org/wp-trackback.php?p=955"><img title="Trackback" src="http://www.nonlasciamolifare.org/wp-content/themes/techozoic-fluid/images/trackback.gif" alt="TRACK" /></a> <a href="http://www.marelibero.net/wp-admin/#top"><img title="To the top" src="http://www.nonlasciamolifare.org/wp-content/themes/techozoic-fluid/images/top.gif" border="0" alt="TOP" /></a></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi ha paura dei movimenti per l&#8217;acqua?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 07:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Bersani (Attac Italia)
Quanto più si avvicina la primavera referendaria per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua, tanto più i poteri forti entrano nel panico. Chi ha paura dei movimenti per l&#8217;acqua, viene da domandarsi. Molti e diversi fra loro, è l&#8217;inevitabile risposta. Ne ha paura il governo che, con l&#8217;art. 23bis, ha tentato la definitiva consegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Marco Bersani (Attac Italia)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto più si avvicina la primavera referendaria per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua, tanto più i poteri forti entrano nel panico. Chi ha paura dei movimenti per l&#8217;acqua, viene da domandarsi. Molti e diversi fra loro, è l&#8217;inevitabile risposta. Ne ha paura il governo che, con l&#8217;art. 23bis, ha tentato la definitiva consegna della gestione del servizio idrico nelle mani delle multinazionali e del capitale finanziario, ricavandone una ribellione diffusa e reticolare che ha prodotto il record di 1,4 milioni di firme in calce ai quesiti referendari.<br />
Pronto a richiamarsi alla volontà del popolo ogni volta che il premier è in difficoltà, il governo sprofonda nell&#8217;incubo all&#8217;idea che finalmente il popolo possa davvero pronunciarsi, su un tema preciso e aldilà di ogni appartenenza partitica: ecco perché preferisce caricare sulla spesa pubblica altri 400 milioni di euro piuttosto che accorpare elezioni amministrative e voto referendario, come buon senso ed etica pubblica imporrebbero. Ne ha paura il Pdl, che ha appena chiamato &#8211; l&#8217;8 marzo a Roma &#8211; i propri amministratori locali per una giornata di studio sponsorizzata da Veolia, ovvero la più grande multinazionale dell&#8217;acqua, già famosa per le &#8220;efficienti&#8221; gestioni dell&#8217;acqua ad Aprilia, in Calabria, in Piemonte, Liguria ed Emilia. Ne ha paura la Lega Nord, che dovrà spiegare ai suoi sindaci e ai suoi elettori &#8211; molti firmatari dei quesiti referendari &#8211; come si concilia il federalismo con l&#8217;espropriazione di ogni possibilità di decisione da parte degli enti locali sulla gestione di un bene essenziale come l&#8217;acqua.<br />
Ma anche nell&#8217;opposizione le fobie non mancano. A partire dalla segreteria nazionale del Partito Democratico, incapace ad oggi a prendere posizione a favore dei sì, perché ad una base, che in molti territori &#8211; più che benvenuta &#8211; si è impegnata nei banchetti di raccolta firme, continua a preferire i potentati locali che da oltre due decenni hanno costruito alleanze di potere fondate sulle Spa a capitale misto pubblico/privato. E che dire del vertice dell&#8217;Italia dei Valori che, dopo aver raccolto le firme su un proprio quesito sonoramente bocciato dalla Corte Costituzionale, non perde occasione per accreditarsi come promotore anche dei referendum sull&#8217;acqua, mettendoli tutti al servizio di una campagna politicista unicamente incentrata sull&#8217;antiberlusconismo?<br />
Grande è il disordine sotto il cielo, si diceva una volta. Ma noi che abbiamo indirizzato lo sguardo al futuro preferiamo guardare a tutte quelle donne e quegli uomini che, indipendentemente dal loro punto di partenza, hanno deciso di camminare assieme per liberare l&#8217;acqua e la democrazia, realizzando un imponente percorso di partecipazione sociale dal basso e riuscendo ad imporre la gestione dell&#8217;acqua nell&#8217;agenda politica di questo Paese. Temono il voto sull&#8217;acqua perché rimetterebbe in discussione tutte le politiche liberiste di questi ultimi decenni e costringerebbe a discutere di un altro modello economico e sociale, fondato sulla riappropriazione sociale dei beni comuni e sulla gestione partecipativa delle comunità locali. Ma temono anche il riconoscimento di una nuova soggettività sociale che ha superato il binomio «espressione di un bisogno/delega al Palazzo» per farsi costruzione di un percorso di partecipazione collettiva dal basso che nel dire «fuori l&#8217;acqua dal mercato, fuori i profitti dall&#8217;acqua» afferma la necessità di un nuovo paradigma : su ciò che a tutti appartiene, tutte e tutti devono decidere. Sono le donne e gli uomini che il 26 marzo riempiranno di allegria e determinazione le strade e le piazze di Roma in una grande manifestazione nazionale. Sono le donne e gli uomini che dal giorno successivo esporranno da finestre e balconi migliaia di bandiere dell&#8217;acqua per sostituire dal basso l&#8217;informazione che dall&#8217;alto continua colpevolmente a latitare. Chi ha voglia di capire come sta cambiando il mondo, non ha che da seguirli. Per una volta ascoltandoli con rispetto. ( da Il Manifesto dell&#8217;11 marzo)</p>
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