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	<title>MareLibero.net &#187; Redazione</title>
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		<title>Monti..giù le mani dall&#8217;acqua!</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 16:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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Sappiamo bene che in Italia nessuna battaglia in difesa dell’ambiente e del bene comune si può considerare definitivamente vinta: tante volte abbiamo visto rimettere in discussione nostre conquiste nel campo della tutela e della conservazione della natura e dell’ambiente. 
 
È quanto sta accadendo con la straordinaria vittoria ai referendum contro la privatizzazione dell’acqua del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2012/01/giù-le-mani-dallacqua_bella-addormentata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3223" title="giù le mani dall'acqua_bella addormentata" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2012/01/giù-le-mani-dallacqua_bella-addormentata.jpg" alt="giù le mani dall'acqua_bella addormentata" width="243" height="243" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Sappiamo bene che in Italia nessuna battaglia in difesa dell’ambiente e del bene comune si può considerare definitivamente vinta: tante volte abbiamo visto rimettere in discussione nostre conquiste nel campo della tutela e della conservazione della natura e dell’ambiente. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">È quanto sta accadendo con la straordinaria vittoria ai referendum contro la privatizzazione dell’acqua del 12 e 13 giugno 2011: come saprete, infatti, il Governo sta avviando una strategia di liberalizzazioni generali che molto probabilmente dovrebbe coinvolgere anche il settore dell’acqua. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il chiarissimo responso dei referendum verrebbe messo da parte per tornare a perseguire il progetto di procedere alla privatizzazione del servizio idrico. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">A questo tentativo va data una risposta forte, perché il voto della maggioranza delle italiane e degli italiani non può essere tradito. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Aderiamo quindi all’appello lanciato sul sito del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua ed invitiamo tutti a sottoscriverlo subito per dare nuovamente forza al popolo dell’acqua. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Firmate e fate firmare l’appello nel sito </span><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php"><strong>http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php </strong></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">e, laddove è possibile, prendete contatti con i referenti locali del Forum (per l&#8217;Abruzzo : www.nonlasciamolifare.org) per aderire alle iniziative che si stanno programmando in tutta Italia. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Come abbiamo scritto e detto tante volte durante la campagna referendaria: “Si scrive acqua e si legge democrazia”! </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi ha paura delle norme sulla trasparenza?</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2012/01/17/chi-ha-paura-delle-norme-sulla-trasparenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Le nuove norme sulla Valutazione di Impatto Ambientale prevedono newsletter per i cittadini, progetti da consultare via WEB, istruttorie fatte da funzionari esperti che hanno pubblicazioni nelle materie, controlli a campione per tutelare salute e ambiente. Falso l&#8217;aggravio delle spese, non si vuole la meritocrazia in Regione e tra le aziende? 
Chi ha paura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Le nuove norme sulla Valutazione di Impatto Ambientale prevedono newsletter per i cittadini, progetti da consultare via WEB, istruttorie fatte da funzionari esperti che hanno pubblicazioni nelle materie, controlli a campione per tutelare salute e ambiente. Falso l&#8217;aggravio delle spese, non si vuole la meritocrazia in Regione e tra le aziende? </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Chi ha paura di una newsletter digitale con cui informare costantemente cittadini, organi di stampa e gli stessi consiglieri regionali della presentazione dei progetti inviati per la Valutazione di Impatto Ambientale e con cui trasmettere l&#8217;ordine del giorno del Comitato V.I.A. regionale? Chi ha paura che i cittadini possano accedere, come accade in Lombardia, a tutti gli elaborati progettuali via WEB? Come è possibile criticare l&#8217;obbligo per il comitato VIA di non decidere solo sulla carta e dalla sedia e di fare i dovuti sopralluoghi – che ora non si fanno &#8211; nei posti dove si vogliono fare cave, impianti di rifiuti, industrie ecc.? Chi ha paura dei controlli sulle opere per il rispetto delle prescrizioni a favore di ambiente e salute che sarebbero già obbligatori da 20 anni? Chi non vuole far svolgere le istruttorie a personale specializzato che esiste già in regione? </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">In questi giorni tutte le principali associazioni ambientaliste e i comitati spontanei che in Abruzzo hanno a che fare con il Comitato V.I.A. della Regione e ne criticano le procedure stanno assistendo attoniti ed increduli al ricorrersi di dichiarazioni di esponenti politici di maggioranza e confindustriali contrari alle nuove norme appena varate sulla Valutazione di Impatto Ambientale. La legge approvata dal Consiglio Regionale su proposta del Consigliere Maurizio Acerbo di Rifondazione contiene però solo norme di buon senso e di garanzia per i cittadini e per le stesse aziende che vogliono lavorare seriamente e che spesso scontano la diffidenza che si scatena su ogni progetto, anche quando positivo. Non è meglio far conoscere prima alla cittadini i progetti per evitare che si scatenino le proteste e le inchieste dopo, con perdite di tempo e dispendio di risorse? Evidentemente i cittadini sono diffidenti perchè in questi anni il comitato V.I.A. ha approvato in sordina progetti come il Centro Oli (smontato poi da uno studio del Mario Negri sud), la Mare-Monti (poi sequestrata, il comitato V.I.A. non si era accorto che l&#8217;opera entrava in una riserva&#8230;della Regione), il Porto di Francavilla (il Comitato non si era accorto che il porto era in un sito di bonifiche nazionali ed è dovuto intervenire il Ministero dell&#8217;Ambiente), la centrale Powercrop ad Avezzano (il comitato ha valutato l&#8217;impatto sulla qualità dell&#8217;aria della centrale prendendo i dati relativi non alla conca del Fucino ma ad Ovindoli a 1400 metri di quota!). Evidentemente c&#8217;è chi ha paura della trasparenza e della maggiore informazione dei cittadini e cerca di tenerli invece all&#8217;oscuro. Vuol dire che c&#8217;è qualcosa da nascondere e avevamo ragione a contestare il funzionamento del comitato V.I.A.! In realtà la Regione Abruzzo è stata finora nel Medioevo per quanto riguarda le procedure di V.I.A. Le altre regioni (Lombardia, Veneto, Puglia, Toscana ecc.) hanno leggi regionali mentre noi abbiamo una scarna delibera di giunta che viene modificata a piacimento senza alcun confronto con i consiglieri regionali e la cittadinanza. Nelle altre regioni una cosa del genere sarebbe improponibile e la dice lunga il fatto che puntualmente i consiglieri regionali cadono dalle nuvole quando i cittadini li avvisano di centrali, impianti ecc approvati dalla Regione che dovrebbero governare. Quasi tutte le norme approvate sono simili a quelle vigenti da oltre 10 anni in altre regioni (anzi, sono meno rigide, basti pensare che in Puglia l&#8217;allora Governatore Fitto ha reso obbligatoria la consultazione preventiva delle associazioni ambientaliste su ogni progetto). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Il rappresentante di Coinfindustria Primavera si è sentito in dovere, senza evidentemente aver letto la legge, di intervenire nel dibattito. Come nell&#8217;imitazione di Crozza, dove Marchionne vede la FIOM dappertutto, così il Primavera filo-petrolio appare talmente terrorizzato dagli ambientalisti da vederli dappertutto. Ha così sostenuto una cosa totalmente infondata, cioè, che gli ambientalisti con la nuova legge avrebbero partecipato al comitato V,.I.A. prendendo le decisioni sulle opere, quando la nuova legge disciplina esclusivamente le audizioni (di tutti, quindi anche di Primavera) alle riunioni del Comitato! </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Una delle tesi più assurde, soprattutto per consiglieri che governano la Regione, è che la Regione Abruzzo, su quasi 2000 dipendenti, non avrebbe personale con all&#8217;attivo pubblicazioni scientifiche nazionali o internazionali sulle diverse materie (rifiuti; fiumi; geologia ecc.) per condurre le istruttorie come vuole la legge ora in vigore. Secondo loro ciò comporterebbe nuovi oneri per la regione per addirittura 2 milioni di euro per le convenzioni da stipulare con enti scientifici. Ricordiamo che l&#8217;analisi dei progetti viene svolta su elaborati presentati dalle aziende e redatti spesso da professori universitari che i funzionari si trovano a dover valutare a garanzia dei cittadini. Questi consiglieri ignorano incredibilmente che la Regione ha, fortunatamente, decine di funzionari che pubblicano su riviste internazionali prestigiose e che vengono addirittura invitati ai convegni dell&#8217;Accademia dei Lincei. Purtroppo chi garantisce prestigio alla regione rimane nell&#8217;ombra e non è conosciuto dai consiglieri: questa allora è l&#8217;occasione per far trionfare la meritocrazia tanto cara al Presidente Chiodi. E&#8217; veramente sconfortante che rappresentanti istituzionali prestino ascolto evidentemente a voci incontrollate senza verificarne l&#8217;autenticità. Peraltro la Regione Lombardia fa pagare profumatamente le istruttorie ai proponenti (e Primavera dovrebbe iniziare a preoccuparsi perchè potremmo proporlo anche in Abruzzo&#8230;) e che le altre regioni hanno inserito direttamente nel comitato V.I.A. figure di altissima specializzazione (la Puglia chiede professori universitari o laureati con almeno 10 anni di esperienza nel settore di riferimento; idem la Regione Veneto!). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;">Nell&#8217;era dell&#8217;informazione e del WEB, dell&#8217;accessibilità e della voglia di partecipazione non si può dimostrare un&#8217;allergia per le regole che rendono “trasparente il palazzo” che è di proprietà dei cittadini e non di singoli alti funzionari che vogliono mantenere uno “status quo” auto-referenziale degno del Far West. La politica non può essere ostaggio di chi vuole difendere rendite di posizione acquisite in questi anni dimostrando che le idee e la progettualità che sostengono sono così utili per tutti da non temere il confronto con i cittadini alla luce del Sole. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-family: FreeSerif,serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2012/01/Cosa-cambia-con-la-nuova-legge-sulla-V.I.A..pdf">Cosa cambia con la nuova legge sulla V.I.A.</a><br />
</span></span></p>
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		<title>La manovra d&#8217;agosto è incostituzionale. Firmiamo l&#8217;appello</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2011/09/05/firmiamo-lappello-alla-democrazia/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 11:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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La lettura della manovra di Ferragosto e del dibattito politico che ne ha accompagnato la presentazione produce una sensazione di profonda preoccupazione in chi ha a cuore la democrazia ed i beni comuni. Impressiona in particolare la disinvoltura con cui si maneggia una materia tanto delicata e fondativa di un ordine giuridico legittimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">La lettura della manovra di Ferragosto e del dibattito politico che ne ha accompagnato la presentazione produce una sensazione di profonda preoccupazione in chi ha a cuore la democrazia ed i beni comuni. Impressiona in particolare la disinvoltura con cui si maneggia una materia tanto delicata e fondativa di un ordine giuridico legittimo quanto quella della gerarchia delle fonti del diritto. La manovra mette in moto una sorta di processo costituente de facto  che di per sé denuncia la natura profondamente incostituzionale, a diritto vigente, della filosofia ispiratrice dell’intero provvedimento. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Al primo articolo si legge infatti che il Decreto legge è emanato “In anticipazione della riforma volta ad introdurre nella Costituzione la regola del pareggio di bilancio”.  All’art. 3 si aggiunge che:“In attesa della revisione dell’art.41 della Costituzione, Comuni, Provincie, Regioni e Stato, entro un anno dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del presente Decreto, adeguano i rispettivi ordinamenti al principio secondo cui l’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">L’art. 41 è uno dei perni della Costituzione economica italiana vigente. Esso sancisce che : “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">In Italia il processo di revisione costituzionale può svolgersi soltanto ai sensi dell’art. 138 Cost. che prevede doppia votazione in ciascuna Camera ed eventuale referendum confermativo. Fino a che questa revisione costituzionale non è avvenuta, la vigente Costituzione economica italiana è quella mista, che prevede un sistema di libera iniziativa privata sottoposto tuttavia a controlli anche preventivi volti a salvaguardare l’interesse sociale e la dignità della persona e l’ambiente . Cancellare per decreto ogni potere di controllo politico sull’attività economica costituisce una violazione palese e profonda del nostro tessuto costituzionale vigente che lo sbilancia in modo ancora più evidente a favore dell’interesse privato (spesso multinazionale)  ai danni di quello delle persone comuni. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">A ciò si aggiunga che la nostra Costituzione struttura uno stato sovrano cui non può essere precluso da poteri esterni  di qualsivoglia natura di investire sul lungo periodo, promuovendo la persona umana ed il suo sviluppo oltre a molteplici altri valori non economici (solidarietà, ambiente, paesaggio, ricerca scientifica, istruzione) anche nell’interesse delle generazioni future. Il Decreto viola inoltre la funzione costituzionale del risparmio, frutto dei sacrifici dei lavoratori, di cui all’art. 47 della Costituzione.  La preconizzata costituzionalizzazione del pareggio di bilancio rende impossibile l’investimento sociale ed impone una visione aziendalistica dello Stato che la nostra costituzione non contiene in alcun modo  ma che è soltanto una delle cifre di quel fallimentare modello neoliberista, ancora troppo potente anche in Europa, che non ammette di aver prodotto la profonda crisi attuale. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">E’  assolutamente necessario affermate con forza che il popolo sovrano, composto  nella stragrande maggioranza di quelle persone comuni ai cui danni la crisi si sta orchestrando, si è espresso appena due mesi fa nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione tramite i referendum in modo politicamente inequivocabile contro il modello di sviluppo neoliberista che il Decreto di ferragosto ripropone pervicacemente. In particolare, sul piano del diritto costituzionale vigente  non può essere riproposta la privatizzazione\liberalizzazione  dei servizi pubblici locali. Il clima di emergenza internazionale va verificato nella sua reale portata politica prima di affrettare manovre di pareggio dei conti in contrasto con i valori di solidarietà sociale della nostra Costituzione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">È questa, non quella dei mercati finanziari, l’indicazione politica che occorre  seguire in Italia: un’indicazione inequivocabile che dopo vent’anni di neoliberismo ha affermato a maggioranza assoluta che, nel governo dei beni comuni, il privato non è sempre “la soluzione” ma molto spesso è esso stesso “il problema”. Il popolo ha fatto pervenire un’ indicazione politica chiara volta a riequilibrare il rapporto fra privato e pubblico a favore di quest’ultimo, dando immediata e piena attuazione agli artt. 41, 42 e 43 della Costituzione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Di fronte a questo scenario sconcertante, che fa emergere una vera e propria emergenza beni comuni, rivolgiamo un appello al movimento referendario tutto affinché esso dichiari conclusa la stagione referendaria specifica, investendo di qui in poi energia e risorse (incluse quelle del rimborso elettorale) per dare finalmente voce autorevole e rappresentanza politica seria alla necessità urgente di invertire la rotta rispetto alla privatizzazione ed al saccheggio dei beni comuni. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Alle forze politiche di opposizione ed al sindacato (in particolare la CGIL) chiediamo di consultare immediatamente le loro basi su questo cruciale spartiacque facendosi successivamente paladini di una ristrutturazione seria del settore pubblico informata alla piena tutela dei beni comuni, del patrimonio pubblico, della sovranità popolare e dei valori della nostra Costituzione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Agli amministratori infine, chiediamo di rispettare rigorosamente la Costituzione vigente, disapplicando se del caso, in ottemperanza di un preciso obbligo costituzionale di tutti i pubblici ufficiali, quelle parti del Decreto di ferragosto che più brutalmente tradiscono la volontà popolare emersa dai referendum di giugno. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Alla cittadinanza onesta e a quanti hanno accesso al sistema mediatico infine estendiamo un invito a sottoscrivere questo appello  su www.siacquapubblica.it, a sostenerlo promuovendone la conoscenza e la diffusione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>I giuristi estensori dei quesiti referendari sull’ acqua bene comune:</strong> Alberto Lucarelli, Ord. Univ Napoli,  Assessore ai Beni Comuni, Napoli, già componente Commissione Ministeriale  per riforma dei beni pubblici; Ugo Mattei, Ord. Univ. Torino, già vice-presidente Commisssione Ministeriale per la riforma dei beni pubblici; Luca Nivarra, Ord. Univ. Palermo,  già componente Commisione Ministeriale per la riforma dei beni pubblici; Gaetano Azzariti, Ordinario di Diritto Costituzionale, Università di Roma La Sapienza. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: small;">Primi firmatari</span></strong><span style="font-size: small;">: Livio Pepino, Ex magistrato, già Componente CSM; Alex Zanotelli, Missionario Comboniano; Giorgio Airaudo, Responsabile auto, Segretaria Nazionale FIOM; Gabriele Polo, Direttore Editoriale, Il Manifesto; Giorgio Parisi,Fisico, Accademico dei Lincei. </span></p>
<h3 style="text-align: center; color: red;"><span style="color: #ff0000;"><span lang="IT"><a href="http://www.siacquapubblica.it/index.php?option=com_aicontactsafe&amp;view=message&amp;layout=message&amp;pf=5&amp;Itemid=23&amp;lang=IT"><span style="font-size: 18px;"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>SOTTOSCRIVI L&#8217;APPELLO! </strong></span></span></span></a></span></span><span style="color: #ff0000;"><span lang="IT"><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 14px;"><strong><br />
</strong></span></span></span></span></span></h3>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parcheggi sulla strada parco: l&#8217;emergenza che non c&#8217;è</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2011/07/13/parcheggi-sulla-strada-parco-lemergenza-che-non-ce/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 08:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[No Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

  Venerdì 15 luglio ore 17.00
Tutti/e al Comune di Pescara  per protestare contro l&#8217;ennesima  incivile ordinanza di questa amministrazione
Facciamo sentire la voce dei cittadini che vogliono una città vivibile. Passa parola! 
Come ogni anno arriva puntuale l’ “emergenza parcheggi” , puntuali le lamentele dei balneatori, puntuale il provvedimento salvifico, sempre più fantasioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><strong><span style="font-size: medium;"> </span></strong></p>
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong><strong> Venerdì 15 luglio ore 17</strong><strong>.00</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><span style="font-size: medium;"><strong>Tutti/e al Comune di Pescara  per protestare contro l&#8217;ennesima </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong> incivile </strong></span><span style="font-size: medium;"><strong>ordinanza di questa amministrazione</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><strong><span style="font-size: medium;">Facciamo sentire la voce dei cittadini che vogliono una città vivibile. Passa parola! </span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Come ogni anno arriva puntuale l’ “emergenza parcheggi” , puntuali le lamentele dei balneatori, puntuale il provvedimento salvifico, sempre più fantasioso (e incivile). Come non ricordare le auto e i motorini che scorrazzavano senza regole sui marciapiedi della riviera Nord due anni fa? </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Programmare la mobilità di una cittadina balneare pare impresa troppo ardua per chi amministra, preoccupato solo di accontentare questa o quella lobby che a turno chiedono provvedimenti ad hoc. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Già da un anno si sapeva che i costruttori non avrebbero dato le aree della pineta Nord se non in cambio di volumetrie che l&#8217;amministrazione ha giustamente rifiutato di concedere. La soluzione per quest&#8217;anno era già stata trovata: l&#8217;area di risulta, un&#8217; area parcheggio in pieno centro, a pochi metri dal lungomare, idonea ad accogliere circa 3000 autovetture e un servizio di bus navetta per raggiungere comodamente gli stabilimenti balneari. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;">Che bisogno c&#8217;era di creare una ulteriore zona di parcheggio sulla cosiddetta strada parco? </span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Ci sembra un&#8217; ordinanza schizofrenica e diseducativa che va in netta controtendenza con gli obiettivi, sbandierati fino a  ieri in difesa della filovia,  di riduzione del traffico veicolare in città e dell&#8217;inquinamento conseguente. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Come può essere considerato un “successo politico” portare migliaia di autovetture sull&#8217;unico asse viario deputato alla mobilità ecologica? </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Non sarebbe più logico  sperimentare il passaggio dei bus navetta (potenziandone il numero e la frequenza) dall&#8217;area di risulta sul tracciato della strada parco? </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">É ovvio che, dando la possibilità di parcheggiare lungo il tracciato, nessun cittadino sceglierà di parcheggiare sull&#8217;area di risulta. É ancora un occasione mancata da parte dell&#8217;amministrazione di educare i cittadini all&#8217;uso del mezzo pubblico, come avviene in tutta Europa, dove le politiche sulla mobilità tendono a disincentivare l&#8217;uso delle automobili e a non facilitarne l&#8217;ingresso in città. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong>Invitiamo il sindaco Mascia a ritirare l&#8217;ordinanza.</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Massa critica&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 13:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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 Norma Rangeri  da Il Manifesto del 14-6-2011

Se i risultati delle elezioni dei sindaci segnano una svolta, quelli dei referendum la definiscono: il 57 per cento di votanti polverizza la soglia del quorum e ci consegna una svolta storica. Osteggiati dai partiti, irrisi dagli analisti, boicottati dal populismo berlusconiano, i referendum resuscitano e segnano, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }h3 { margin-bottom: 0.21cm; }h3.ctl { font-family: "Lohit Hindi"; } --><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p align="JUSTIFY">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2011/06/20110614vignetta.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-3157" title="20110614vignetta" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2011/06/20110614vignetta.gif" alt="20110614vignetta" width="300" height="348" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> Norma Rangeri  da Il Manifesto del 14-6-2011<br />
</span></span></em></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Se i risultati delle elezioni dei sindaci segnano una svolta, quelli dei referendum la definiscono: il 57 per cento di votanti polverizza la soglia del quorum e ci consegna una svolta storica. Osteggiati dai partiti, irrisi dagli analisti, boicottati dal populismo berlusconiano, i referendum resuscitano e segnano, come già molte altre volte nella nostra storia, il tramonto di un&#8217;intera fase politica. Un messaggio chiaro (e devastante) per le destre, un avvertimento (preciso) per il centrosinistra. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> Ha vinto un paese stufo ma non rassegnato, che fa da sé e si muove con strutture orizzontali, per piccoli gruppi, organizzando la propria agenda tra lo scetticismo generale, con l&#8217;appoggio di qualche giornale e l&#8217;oscuramento dei grandi mezzi di comunicazione. Dimostrando di essere capaci di rappresentare l&#8217;interesse generale: prima raccogliendo milioni di firme, poi portando al voto una larghissima maggioranza dei cittadini (dentro quel 57 per cento c&#8217;è il 93 per cento di sì). </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> Trainato dall&#8217;apparente ossimoro di questioni insieme concrete e di grande valenza simbolica, si è mosso un altro modo di fare politica e la politica finalmente ha ripreso quota. Dall&#8217;acqua pubblica al nucleare (indicazioni programmatiche di un&#8217;agenda ecologista-antiliberista) al legittimo impedimento (voto popolare contro Berlusconi), dalla partecipazione del mondo cattolico (fino al papa) al popolo della Rete e dei Comitati, il voto referendario mantiene saldamente la rotta alternativa tracciata dalle elezioni amministrative, la conferma, la rafforza, la spinge verso nuovi approdi. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">La scandalosa affluenza fa scoppiare la vecchia coppia al potere: Bossi e Berlusconi, insieme sugli altari della lunga stagione dell&#8217;egoismo sociale, insieme nella crisi con la propria base elettorale. Bossi che si unisce a Berlusconi nell&#8217;ostentazione dell&#8217;astensione (mentre tutto il nord corre al voto) è solo l&#8217;ultimo segno del declino. Ma la campana suona anche a sinistra, parla al principale partito di opposizione che affigge i manifesti con i quattro Sì solo a pochi giorni dall&#8217;appuntamento elettorale. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> Nessun recinto regge all&#8217;urto di un&#8217;onda che chiede di uscire dall&#8217;incubo del berlusconismo cambiando i connotati al linguaggio, capovolgendo le priorità della politica, come la passione dei movimenti di piazza ha testardamente testimoniato. Pochi nelle vecchie élite hanno avuto la capacità di ascoltare e decifrare il tramonto di un sistema, e sui referendum solo Di Pietro ha lavorato e creduto nella vittoria. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Se si considerano le potenti armate mobilitate per far fallire la partecipazione al voto (la tv silente, le manovre di leggi-truffa sul nucleare), se si aggiunge il freno del Pd (legittimo impedimento? un boomerang), quel 57 per cento raddoppia persino il suo potenziale alternativo. Consegnando al futuro prossimo il terzo round: vinte due battaglie ora ci aspetta la terza: le dimissioni di Berlusconi. Dopo, tutti al mare. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
]]></content:encoded>
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		<title>Iniziativa a Pescara: “Artisti per i sì ai referendum&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Giovedì 2 giugno dalle 20 serata di raccolta fondi dei comitati pro-referendari
 
 


Gli artisti abruzzesi danno il loro sostegno  per la campagna pro-referendaria “Vota sì ai referendum”.Sei formazioni musicali per un totale di circa 15 cantanti e musicisti, giocoleria e un dj set animeranno la serata di raccolta fondi di giovedì 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: center;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></strong></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: center;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;">G<span style="text-decoration: underline;">iovedì 2 giugno dalle 20 serata di raccolta fondi dei comitati pro-referendari</span></span></strong></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></strong></span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></strong></span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;">Gli artisti abruzzesi danno il loro sostegno  per la campagna pro-referendaria “Vota sì ai referendum”.<strong>Sei formazioni musicali</strong><span> </span>per un totale di circa 15 cantanti e musicisti,<span> </span><strong>giocoleria</strong><span> </span>e un<strong><span> </span>dj set</strong><span> </span>animeranno la serata di<span> </span><strong>raccolta fondi di giovedì 2 giugno</strong>,  organizzata dai Comitati abruzzesi “Vota sì per fermare il nucleare” e  “Due sì per l’acqua bene comune”: oltre 30 associazioni che già  abitualmente si battono per la tutela del territorio, e che continuano a  far<span> </span></span><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;">fronte comune in vista dei referendum del 12 e del 13 giugno 2011.</span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;"> Grazie alla<span> </span><strong>collaborazione dello stabilimento balneare di Pescara “La Lampara”</strong>,  la serata di raccolta fondi per la campagna pro-referendaria di  sensibilizzazione al voto in occasione dei referendum del 12 e del 13  giugno<span> </span><strong>avrà inizio alle 20, con aperitivo cenato</strong>.</span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;"> Sul  palco dello stabilimento La lampara suoneranno: The Gift, Antonello  Persico e Paolo Palma, Michele Ladogana, Giacomo Serafini, Gianluca  Torelli, Glitterball. Il dj set sarà curato da Stefania Grilli, la  giocoleria da “Blended”. Interverrà in apertura l’associazione culturale  Deposito dei Segni.</span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif; text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'Book Antiqua',serif;">«Il  referendum è l’espressione più alta della democrazia: far sentire la  propria partecipazione attiva è un segno di responsabilità e di  consapevolezza», ricordano i referenti dei comitati.</span></div>
<div style="font-size: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; font-family: 'Times New Roman',serif;"><span style="font-family: 'Book Antiqua',serif;"> </span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>REFERENDUM ACQUA: LA CONFINDUSTRIA E&#8217; ALLEATA DELLA CASTA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 11:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono particolarmente deboli gli argomenti dei privatizzatori per questo hanno scelto la strada dell’oscuramento dei referendum sui media e la grande stampa. Basta leggere i resoconti della conferenza stampa del Comitato del No e degli esponenti abruzzesi di Confindustria per rendersene conto.  Presentare la privatizzazione come il toccasana contro la “casta” è un vecchio trucchetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono particolarmente deboli gli argomenti dei privatizzatori per questo hanno scelto la strada dell’oscuramento dei referendum sui media e la grande stampa. Basta leggere i resoconti della conferenza stampa del Comitato del No e degli esponenti abruzzesi di Confindustria per rendersene conto.  Presentare la privatizzazione come il toccasana contro la “casta” è un vecchio trucchetto particolarmente ridicolo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ proprio la “casta” che da venti anni sta privatizzando tutto con il plauso di Confindustria. I referendum nascono da quei movimenti, comitati e partiti che nei territori hanno contrastato sprechi e clientele.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dato che i confindustriali usano come spada è quello  dei costi del personale nelle società pubbliche abruzzesi: questo dato è esploso proprio con il passaggio della gestione dai municipi alle spa.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio notare che uno degli scopi di noi referendari è proprio quello di abolire l’obbligo imposto una decina di anni fa dalla “casta” bipartisan degli amici di Confindustria.  Infatti il “partito dell’acqua” è nato proprio dalla norma che imponeva di affidare a delle S.P.A. la gestione dei servizi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Si trattava del primo passaggio verso la privatizzazione e ha prodotto danni enormi perché queste società di diritto privato si sono trasformate in carrozzoni clientelari, in paradisi delle prebende, ecc. non essendo sottoposte alle regole proprie degli enti pubblici. Non aveva nessuna logica imporre la gestione di un servizio pubblico a società per azioni i cui azionisti erano e sono i comuni. L’unico obiettivo era quello di aprire la strada ai privati. Infatti la norma contenuta nel decreto Ronchi prevede l’obbligo di cedere ai privati una consistente percentuale delle quote azionarie di queste società. Il risultato sarà che permarrà la presenza partitocratica, ma affiancata da quella di privati da remunerare con le nostre bollette.</p>
<p style="text-align: justify;">Confindustria non dice che senza referendum avremo delle società miste, mentre noi referendari da anni abbiamo depositato in parlamento una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua che prevede l’abolizione delle SPA per i servizi idrici e una gestione trasparente e partecipata.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà la privatizzazione è figlia dell’accordo tra la “casta” e i poteri forti di questo paese che invece di investire in ricerca, sviluppo, innovazione e competere sui mercati vogliono continuare a fare affari senza rischi appropriandosi di infrastrutture e servizi pubblici che costituiscono dei monopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le risorse da investire è da notarsi che i privatizzatori ci faranno pagare con le bollette i loro piani di investimento e non è certo un caso che i gruppi più interessati alla privatizzazione siano quelli che lavorano nel settore delle opere pubbliche (la vicenda autostrade dovrebbe averci insegnato qualcosa).</p>
<p style="text-align: justify;">La differenza tra il finanziare le opere attraverso mutui o attraverso anticipazioni di privati è semplicemente la quota aggiuntiva di remunerazione per il capitale investito che pagheranno i cittadini con l’aggravio delle tariffe.</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri (im)prenditori hanno fretta di incassare le tariffe, visto che sono incapaci di fare impresa, parlano di libero mercato ma cercano solo profitti garantiti per legge e senza rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto all’Abruzzo noi referendari abbiamo condotto per anni battaglie contro la casta mentre Confindustria ci sembra che abbia sponsorizzato ogni genere di casta. Ogni scandalo e inchiesta giudiziaria (sanità, edilizia, rifiuti, appalti, depurazione) ha disvelato in Abruzzo l’intreccio politica-affari. Lascio soltanto immaginare cosa accadrà quando questa politica gestirà le gare per l’ingresso dei privati nelle spa e quando privati e politici siederanno insieme nei cda.</p>
<p style="text-align: justify;">La realtà è che la vittoria dei referendum rappresenterebbe una sconfitta per la “casta” e un ceto di (im)prenditori assistiti che hanno condotto il paese e la nostra Regione nell’attuale crisi e declino. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maurizio Acerbo</strong>, consigliere regionale PRC già relatore alla Camera dei Deputati della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Referendum: ricomincio da quattro</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2011/05/13/referendum-ricomincio-da-quattro/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 13:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marelibero.net/?p=3132</guid>
		<description><![CDATA[di Raniero La Valle (Roma, 1931), giornalista, saggista, scrittore, già parlamentare, presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione. 
Ci sono quattro referendum per cui andare a votare il 12 e 13 giugno.
Due sono per rivendicare la libertà dell’acqua. La libertà dell’acqua consiste nel fatto che essa non sia di proprietà di nessuno; è un dono di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <strong>Raniero La Valle</strong> (Roma, 1931), giornalista, saggista, scrittore, già parlamentare, presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione.</em> </p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono quattro referendum per cui andare a votare il 12 e 13 giugno.<br />
<strong>Due sono per rivendicare la libertà dell’acqua</strong>. La libertà dell’acqua consiste nel fatto che essa non sia di proprietà di nessuno; è un dono di Dio, e come tale è celebrata in tutti i modi nella veglia della notte di Pasqua; in ogni caso, anche per coloro che non si fanno emozionare da Dio, essa è una pertinenza della terra, e come tale è un bene comune, il che vuol dire che appartiene di diritto all’intera umanità, e perciò a ciascun uomo e a ciascuna donna, e anzi ad ogni vivente, perché è la condizione della vita.<br />
Di conseguenza non si può privatizzare, cioè dare in proprietà a nessuno, e nessuno se la può vendere, per il semplice fatto che non è una merce.<br />
I<em> </em>due referendum abrogativi tendono ad eliminare, con la vittoria del “sì”, le norme che col pretesto di regolare la distribuzione dell’acqua (che dalle mani pubbliche si intende sia trasferita a mani private) di fatto attribuiscono l’esclusività della gestione dell’acqua alle imprese private, pur senza attribuirne loro la proprietà; e perciò i privatizzatori, che ci sono in tutti i partiti, anche a sinistra, gridano che la proprietà dell’acqua non è in discussione e che pertanto i referendum sarebbero pretestuosi e andrebbero disertati.<br />
Ma l’esclusività è precisamente un connotato della proprietà, e perciò chi ha l’esclusività della distribuzione, di fatto ha la proprietà di ciò che distribuisce e commercia, e perciò sfrutta come privato un bene pubblico, un bene comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un altro referendum chiede un terzo “sì” per abrogare il piano del governo per la costruzione delle centrali nucleari</strong> e più in generale  per lo sfruttamento dell’energia nucleare in Italia, a cui già una volta il popolo aveva opposto il suo rifiuto. Il governo teme moltissimo questo referendum perché è molto popolare, tutti sanno di Chernobyl e di Fukushima, e quindi teme che il sì contro la reintroduzione del nucleare sarebbe plebiscitario.<br />
Perciò il governo è ricorso al trucco (questo è un governo senza verità) di abrogare lui stesso le norme sottoposte al giudizio popolare, norme che in ogni momento potrebbe ripristinare, in modo da fare cadere il referendum, a cui in tal modo verrebbe sottratto l’oggetto.<br />
Lo scopo del governo è di ottenere che non più spinti dall’urgenza di opporsi al nucleare, gli elettori non vadano a votare neanche per gli altri tre referendum, facendo così mancare il <em>quorum</em> necessario (la metà più uno degli elettori) perché i referendum abbiano efficacia.<br />
Questo trucco però può essere sventato perché, secondo una sentenza della Corte Costituzionale (meno male che c’è ancora) il quesito dovrebbe essere trasferito su altre parti dello stesso provvedimento: in questo caso sulle altre norme del piano energetico nazionale non soppresse dal governo e suscettibili di dare l’avvio a una ripresa del programma nucleare. Questo trasferimento dovrebbe essere operato dalla Cassazione, ma non sappiamo come andrà a finire perché mentre scriviamo la manovra manipolatrice del governo è ancora in corso e la Corte non ne è stata ancora investita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perché il governo vuole, come già una volta sperò Craxi, che “gli italiani vadano al mare” e non vadano a votare?<br />
Perché vuole avere le mani libere sull’acqua (<em>se tutto il pubblico è trattato come privato, perché non dovrebbe essere privata anche l’acqua</em>?) e perché non vuole che abbia successo <strong>il quarto referendum, quello che abrogando il cosiddetto “legittimo impedimento” inventato da Alfano e già parzialmente dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale, costringerebbe Berlusconi a mettersi “a disposizione della giustizia”</strong> per rispondere dei numerosi e gravi reati di cui è imputato.<br />
Ma proprio perché la vera posta in gioco del 12 e 13 giugno, al di là del merito dei quesiti, è il fatto stesso che i referendum possano svolgersi e andare a buon fine, è supremo interesse della Repubblica che i cittadini vadano a votare e che il popolo sovrano esprima la sua voce.</p>
<p style="text-align: justify;">In tempi normali, quando la Repubblica fosse salvaguardata, la Costituzione non fosse sotto attacco, il Parlamento fosse degno di stima e non ridotto alle pratiche di un calcio-mercato e la democrazia della rappresentanza funzionasse come vero veicolo della volontà popolare, i referendum, che sono una forma abbastanza eccezionale di democrazia diretta, non sarebbero così importanti.<br />
Ma oggi nei referendum ha finito per rifugiarsi quanto ancora resta di autentica dinamica democratica nel rapporto tra le istituzioni e i cittadini; e come sono importanti i test elettorali amministrativi anche in poche città, perché vi si esprime il vero umore degli elettori, così sono decisivi i referendum  per tenere aperto il varco della democrazia e permettere che si riapra un percorso perché essa torni a fiorire e a essere vera.<br />
E se in questi ultimi tempi molte delle ricchezze politiche e civili che avevamo conquistato le abbiamo perdute, non c’è da scoraggiarsi, possiamo ricominciare da quattro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ministro da spiaggia</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2011/05/07/ministro-da-spiaggia/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[di Guglielmo Ragozzino da Il Manifesto del 7 maggio 2011
Tremonti lo ha detto e Tremonti è un uomo d&#8217;onore: «Nessuna vendita delle spiagge. La spiaggia rimane pubblica». Quando poi, d&#8217;estate, tenteremo di appoggiare un asciugamano sulla riva del mare, il bagnino ci manderà a spasso. «Torni alla scadenza del mio diritto di superficie &#8211; ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Guglielmo Ragozzino da Il Manifesto del 7 maggio 2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tremonti lo ha detto e Tremonti è un uomo d&#8217;onore: «Nessuna vendita delle spiagge. La spiaggia rimane pubblica». Quando poi, d&#8217;estate, tenteremo di appoggiare un asciugamano sulla riva del mare, il bagnino ci manderà a spasso. «Torni alla scadenza del mio diritto di superficie &#8211; ci dirà &#8211; torni tra novanta anni».</p>
<p style="text-align: justify;">Proprietà nostra, come italiani fieri di esserlo, ma nessun diritto di goderne, nessun bagno libero, nel nostro pezzo di mare. Non per noi, non per i figli, non per i figli dei figli. Nessuno osi dire però che la proprietà delle spiagge non è più pubblica. Sarebbe il solito comunista malevolo.</p>
<p style="text-align: justify;">A ben vedere, la spiaggia con i suoi novanta anni di esclusione assicurata è un simbolo esplicito dell&#8217;assetto sociale che il governo ha previsto. Chi paga, ottiene l&#8217;accesso, la cabina, la sdraio, il sole, le chiacchiere sotto l&#8217;ombrellone; gli altri, fuori. Allargato all&#8217;impianto complessivo della convivenza nazionale, della cittadinanza, il criterio è micidiale: il modello-spiaggia, esteso all&#8217;intera popolazione, sarà esclusione della gente più povera dal mondo dei ricchi benestanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun bene comune, nessuna casa di tutti gli italiani, nessuna piazza libera, nessun paesaggio aperto. Non una scuola per tutti, non cure gratis. Tutto disponibile, con perfino qualche livello di efficienza. Tutto a pagamento. Anche le altre misure del decreto legge finalizzato allo sviluppo e al rilancio dell&#8217;economia sono classiste, speculative, aprono varchi al malaffare, a ogni sorta di traffici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna però ha l&#8217;effetto tragico di espropriazione di quello che è per diritto comune di ciascuno di noi, un pezzo di libertà, di riposo; di vita, per riassumere tutto in una parola.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle spiagge protesta l&#8217;Europa. Essendole ben noto quel che avviene in tutti gli altri paesi: «libera spiaggia in libero stato»; ma d&#8217;altro canto conoscendo Berlusconi e i suoi, svolge una sottile critica da destra. Così, osserva l&#8217;Europa, fingendosi preoccupata, si tolgono al mercato le giuste gare per i diritti di spiaggia!</p>
<p style="text-align: justify;">La questione delle spiagge e dell&#8217;assalto alle coste rimanda a quella dell&#8217;acqua, anch&#8217;essa pubblica, come lo è &#8211; dice il governo nel suo comunicato &#8211; «il servizio locale idrico integrato», pur attribuito in gestione ai privati. Con ipocrisia anche in questo caso il governo dice: certo che l&#8217;acqua è pubblica; e chi neghi che il governo ne è convinto, è un comunista malpensante. La gestione invece, quella sì, non è pubblica, comune, ma di chi ha vinto la concessione. Il governo promette però un&#8217;Agenzia nazionale «indipendente» con compiti di regolazione del «mercato nel settore delle acque pubbliche». L&#8217;acqua dunque è pubblica, ma affidata al mercato. Non per novant&#8217;anni, per sempre. Siccome del mercato non c&#8217;è poi da fidarsi e incombono i referendum, ecco la magnifica pensata dell&#8217;Agenzia. Privatizzare, moltiplicando poltrone e stipendi: un obiettivo del governo. Un popolo intero è stato derubato di quello che era suo, ma ha avuto l&#8217;Authority. Si pensa così aver risolto tutto, in vista dei referendum. E poi, di quali referendum stiamo parlando? Perché di quelli di giugno nessuno ha il permesso di fiatare, in televisione. Questo è il furto di democrazia, che completa gli altri: il furto di spiaggia e il furto d&#8217;acqua. (</p>
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		<title>Noi siamo qui</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 10:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BOMBARDARE LA LIBIA, MA CON RESPONSABILITA&#8217; di Alessandro Robecchi
Libia, che fare? In vista della battaglia in Parlamento, la granitica opposizione al governo Berlusconi valuta molte alternative, ecco le più significative.
Mozione di responsabilità nazionale. Ideata allo scopo di evidenziare le spaccature della maggioranza senza compromettere il prestigio internazionale del paese. Nel testo, piuttosto sfumato, non compaiono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BOMBARDARE LA LIBIA, MA CON RESPONSABILITA&#8217;</strong> di Alessandro Robecchi</p>
<p style="text-align: justify;">Libia, che fare? In vista della battaglia in Parlamento, la granitica opposizione al governo Berlusconi valuta molte alternative, ecco le più significative.<br />
<strong>Mozione di responsabilità nazionale</strong>. Ideata allo scopo di evidenziare le spaccature della maggioranza senza compromettere il prestigio internazionale del paese. Nel testo, piuttosto sfumato, non compaiono le parole “missili”, “intervento”, “Libia”, “impegno militare”, “bombardamenti” e “Mediterraneo”. Il Pd è favorevole.<br />
<strong>Intervento umanitario con l’agopuntura.</strong> Per evidenziare lo stato pietoso della maggioranza, votare a sorpresa la mozione Scilipoti che prevede un massiccio uso dell’agopuntura sulle truppe lealiste di Gheddafi. Escludendo l’intervento di terra, gli aghi verranno tirati con speciali fionde dal confine tunisino. Divisioni nell’Idv, il Pd è possibilista.<br />
<strong>Missili a salve.</strong> Per denunciare le divisioni dell’area governativa si propone di armare con missili a salve i Tornado italiani che partono verso Tripoli, ma senza dirlo a Napolitano. Presentare la mozione e poi astenersi fingendo un malore. Il Pd è possibilista.<br />
<strong>Mossa a sorpresa</strong>. Allo scopo di smascherare la maggioranza, inviare i Tornado in Norvegia, farli atterrare a Oslo e fingere un guasto tecnico. Favorevoli Rutelli e l’Idv, Il Pd teme divisioni al Senato.<br />
<strong>La mozione del Presidente.</strong> Allo scopo di mettere in difficoltà la maggioranza e ottemperare alle indicazioni del Presidente Napolitano, invadere l’Ungheria. Pd entusiasta, perplessità di Casini.<br />
<strong>Mozione grizzly</strong>. Allo scopo di allargare la frattura tra le litigiose componenti della maggioranza, comportarsi come quando si incontra un gigantesco orso canadese: fingersi morti e restare immobili. Pd possibilista, Idv verso l’astensione, Casini entusiasta.<br />
Qualunque sarà la mozione votata, lo scopo sarà raggiunto: mostrare al paese le devastanti contraddizioni della maggioranza di governo. (da Il Manifesto del 1 maggio 2011)<a title="Commenti a Voi siete qui - Bombardare la Libia, ma con responsabilità" href="http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201105/voi-site-qui-bombardare-la-libia-ma-con-responsabilita/#comments"></a></p>
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