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	<title>MareLibero.net &#187; editor</title>
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		<title>Spiagge: una liberalizzazione sacrosanta</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:51:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Demanio Marittimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente   rispettata la direttiva UE sulla libera concorrenza e recuperati i   principi temporali alla base delle concessioni per le aree demaniali dei   litorali. 
 
“Battuta   d’arresto per il business dei privati sulle concessioni delle spiagge   ai danni dello Stato”. Così il WWF Italia commenta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Finalmente   rispettata la direttiva UE sulla libera concorrenza e recuperati i   principi temporali alla base delle concessioni per le aree demaniali dei   litorali. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">“<span style="font-size: medium;">Battuta   d’arresto per il business dei privati sulle concessioni delle spiagge   ai danni dello Stato”. Così il WWF Italia commenta la norma sulle   concessioni delle spiagge contenuta nella bozza del Decreto legge sulle   Liberalizzazioni. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">“<span style="font-size: medium;">Il   provvedimento risponde finalmente alla direttiva europea Bolkestein,   che detta le regole per la libera concorrenza, e recupera i principi   temporali posti alla base del codice delle concessioni. L’assenza di   gare  per la gestione delle aree demaniali degli  arenili destinati a   stabilimenti balneari rappresenta storicamente un enorme guadagno per i   privati, che per decenni hanno goduto di condizioni di privilegio, e,  di  conseguenza, significative entrate in meno per lo Stato. Secondo il   dossier del WWF Italia <a href="../wp-content/uploads/2012/01/WWF-dossier_SABBIA_ORO-DI-TUTTI-VANTAGGIO-DI-POCHI.pdf">WWF dossier_SABBIA_ORO DI TUTTI VANTAGGIO DI POCHI (2010)</a>,   infatti, gli introiti per lo Stato derivanti dalle concessioni   demaniali sono di circa 103 milioni per  18 milioni di metri quadri dati   in concessione, ovvero circa 5 euro e 72 centesimi all’anno a metro   quadro, contro i 2 miliardi di euro dichiarati dai gestori. Ma secondo   alcune stime le imprese legate alla balneazione arrivano addirittura a   guadagni di oltre 16 miliardi di euro all’anno”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">“<span style="font-size: medium;">Il   problema delle aree demaniali marittime – conclude il WWF &#8211; è anche   quello di congelare il rilascio di nuove concessioni visto che gli   stabilimenti balneari sono passati da circa 5mila di 10 anni fa a quasi   11mila di oggi. Esiste dunque una grandissima possibilità di aumento   degli introiti economici a vantaggio pubblico senza un’ulteriore   occupazione di suolo e senza pregiudicare la libera fruizione delle   nostre spiagge, e il provvedimento del Governo sta andando in questo   senso”. </span></p>
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		<title>Riflessioni sul movimento del 15 ottobre</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Contro lo spontaneismo
di Christian Raimo (Il Manifesto del 20-10-2011)
Se questo movimento vuole diventare adulto deve formarsi una coscienza su cosa vuol dire stare in piazza. Altrimenti è destinato alla sconfitta. È difficile provare gli stessi sentimenti di qualcun altro. Lo sappiamo bene in una qualsiasi relazione a due, figuriamoci quando si è in trecentomila. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --> <!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="LEFT"><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #800000;">Contro lo spontaneismo</span></span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">di Christian Raimo (Il Manifesto del 20-10-2011)</span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Liberation Serif,serif;"><span style="font-size: medium;">Se questo movimento vuole diventare adulto deve formarsi una coscienza su cosa vuol dire stare in piazza. Altrimenti è destinato alla sconfitta. È difficile provare gli stessi sentimenti di qualcun altro. Lo sappiamo bene in una qualsiasi relazione a due, figuriamoci quando si è in trecentomila. Indire una manifestazione che avesse come collante un sentimento comune come l&#8217;indignazione porta in piazza per lo spazio di un pomeriggio persone che in realtà pensano (e provano) cose molto differenti: grillini e Acrobax, radicali e Teatro Valle, umanisti e Fiom. L&#8217;ultima volta che si era vista una manifestazione così grande, convocata a livello internazionale, era stato per la guerra in Iraq.<br />
Lì il sentimento era più chiaro e assomigliava a una ragione. L&#8217;altro giorno invece i motivi per cui la gente era in piazza erano molto diversi, anche divergenti: chi era contro la gestione di questa crisi da parte della finanza, chi era contro questo governo, chi era contro la casta, chi proponeva un&#8217;alternativa di governo di sinistra, chi reclamava il diritto all&#8217;insolvenza e al reddito garantito, chi urlava come in Argentina «que se vayan todos», chi voleva fare casino, chi voleva presentarsi come un nuovo soggetto politico credibile, chi voleva far parte di una grande manifestazione semplicemente civile, chi voleva lo scontro con la polizia a ogni costo. Le risse tra manifestanti pacifici e ragazzini incappucciati o lo sputo a Pannella indicano questo fritto misto con banalità.<br />
Se il sentimento del 15 doveva essere una enorme comune indignazione, i sentimenti del giorno dopo non sono per niente comuni. C&#8217;è losconcerto, la delusione, la rabbia, ma anche la soddisfazione, la rivendicazione per com&#8217;è andata. E c&#8217;è l&#8217;incredulità, la sensazione di essere stati presi in giro, quella di non aver capito che cosa doveva essere il corteo, o il gusto di essere riusciti a trasformare un comizietto in una battaglia. Anche qui: lo sappiamo in una relazione a due quanto è difficile non capirsi sui sentimenti, figuriamoci in trecentomila. L&#8217;impressione che molti hanno avuto è che si sia verificata una doppia strumentalizzazione. Chi voleva alzare il livello dello scontro si è fatto scudo di un corteo che per la sua stragrande maggioranza non aveva nessuna intenzione di sfilare con chi spaccava vetrine. Chi voleva una manifestazione superpacifica non aveva realizzato fino a oggi che esprimere indignazione non può semplicemente equivalere a scrivere un «non mi piace» su facebook, ma richiede una quota di responsabilità, l&#8217;obbligo di schierarsi, di prendere posizione &#8211; letteralmente &#8211; in una piazza che definisce addirittura in senso geografico la tua identità politica (qualcuno si è accorto che stare all&#8217;inizio o alla fine del corteo non era la stessa cosa).<br />
La scusa per questo &#8211; chiamiamolo in maniera eufemistica &#8211; fraintendimento, ma che è appunto stata una reciproca strumentalizzazione, si è chiamato finora spontaneismo. Si va in piazza, qualcosa succederà. Ci si indigna, si esprime rabbia, le conseguenze verranno da sé. In nome dello spontaneismo la manifestazione poteva finire con il comizio fiume a Piazza San Giovanni, oppure con l&#8217;occupazione di migliaia di persone della piazza, oppure con lo sfondamento della zona rossa, oppure &#8211; come molti evidentemente avevano progettato senza alcuna spontaneità &#8211; con la guerriglia che abbiamo visto. Le due parti che si sono reciprocamente strumentalizzate (gli indignati della domenica e i casseurs) oggi si trovano di fronte a una necessità: diventare adulte e cioè responsabili. Altrimenti la speculare delega che l&#8217;una ha fatto nei confronti dell&#8217;altra (delega alle pratiche l&#8217;una e delega al coinvolgimento civile l&#8217;altra) farà rimanere questo movimento quello che è: un bambino piccolo che frigna.<br />
Che dice: «Che bello! Che bello!» quando può partecipare al potlatch di San Giovanni, oppure fa spallucce schifate di fronte alle immagini degli scontri, attribuendoli solo a pochi (etichettati in fretta come infiltrati, teppisti, e nerume vario).<br />
Quelli che sono chiamati con ancora più urgenza a questa responsabilità sono coloro che conoscono entrambe le parti. Chi fa politica dal basso di questi ultimi anni, dalla Fiom ai No Tav al Teatro Valle Occupato agli studenti universitari, l&#8217;altro giorno non per caso si è a un certo punto trovato costretti, da via Labicana in poi, a fare un immediato passaggio all&#8217;età adulta, deviando un corteo con decine di migliaia di persone e inventando una nuova manifestazione che ha attraversato la città, da Circo Massimo a San Lorenzo, fino alle nove di sera, nell&#8217;indifferenza piuttosto colpevole dell&#8217;informazione. Chi erano questi manifestanti? Tutta gente spiazzata, ma che non voleva andarsi a fare massacrare a San Giovanni e allo stesso tempo non si arrendeva a ripiegare a casa spaventata e depressa, a guardare ancora una volta la politica da uno schermo televisivo.<br />
A partire da qui si devono elaborare nel più breve tempo possibile le risposte alle questioni che questo movimento continua a porre senza proporre soluzioni credibili però: la questione del governo e quella della rappresentanza. Ossia i due grossi buchi che vent&#8217;anni di non-partecipazione e repressione (Berlusconi, Genova, e la crisi: riassumiamola così) hanno prodotto. E la risposta dev&#8217;essere rapida, che sia autogoverno, autorappresentanza, bene comune; prima di essere nuovamente scavalcati da un populismo qualunque: Maroni, Grillo, o al limite Er Pelliccia.<br />
Ma anche &#8211; ed è forse il tema prioritario &#8211; occorre un grande riflessione sulle pratiche della protesta e del conflitto. Indipendentemente dagli usi e abusi della polizia. Le persone che scappavano l&#8217;altro giorno da San Giovanni non avevano il cacerolazo in mano, in molti casi erano madri e padri con i bambini piccoli al seguito o vecchi che si riparavano in un portone: avevano valutato che la piazza sarebbe stato un luogo non rischioso. La prossima volta (anche al netto dei balzelli deliranti di Maroni e dei coprifuoco pinochettiani di Alemanno) ci penseranno due volte prima di manifestare. (Parentesi: degli studenti di quindici, sedici anni che conosco, qualcuno titubante ha deciso che gli è bastato quello che ha visto in tv, qualcun altro &#8211; fascistello come si può essere a quindici anni &#8211; ha pensato di aver mancato un&#8217;occasione).<br />
La questione allora non è il servizio d&#8217;ordine, ma la trasparenza. Il grande successo che questo movimento si rivendica giustamente è stato quello dei referendum: i referendum non sono stati soltanto un grande momento di democrazia partecipata, ma hanno messo in luce l&#8217;unica forza possibile per una politica dal basso oggi: la conoscenza condivisa. I referendum sull&#8217;acqua o sul nucleare non toccavano soltanto questioni di coscienza o di indignazione politica, ma chiamavano chi votava a formarsi una sua conoscenza su un tema così complicato oggi come quello delle politiche energetiche. Il 14 giugno è stata una data importante per tanti motivi, ma lo è stato anche per la vittoria dell&#8217;intelligenza e della conoscenza condivisa contro la sciatteria e la chiusura dell&#8217;informazione. Per questo la frase che si sente dire in questi giorni «ognuno sta in piazza come vuole» è il solo segno tangibile di un arretramento culturale e di una sconfitta politica. Perché non chiede responsabilità né condivisione di conoscenza. Oggi ognuno di noi &#8211; proprio perché il deserto di partecipazione si sta cominciando a ripopolare solo oggi &#8211; può e deve formarsi una coscienza anche su cosa vuol dire stare in piazza, e non delegare del tutto a qualcun altro la propria rabbia o la propria tutela. E proviamo anche a crescere nell&#8217;autonarrazione, richiediamoci complessità di analisi: su questi benedetti &#8220;fatti di Roma&#8221;, evitiamo sintesi pret-à-porter e automatismi, alimentiamo d&#8217;ora in avanti un dibattito continuo e articolato. Che avvenga sui giornali, dal vivo, in rete. Solo questo vuol dire democrazia. Il resto è narcisismo politico.</span></span></p>
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		<title>Processo De Cecco-Les Paillotes : una sentenza storica</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 18:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Demanio Marittimo]]></category>

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Il WWF e l&#8217;Associazione Marelibero.net esprimono soddisfazione per la condanna di Filippo Antonio De Cecco e del direttore dei lavori Di Mascio da parte del giudice di primo grado del Tribunale di Pescara per lottizzazione abusiva. 11 mesi (pena sospesa) e un&#8217;ammenda di 39.000 euro per De Cecco, 6 mesi  (pena sospesa) e 24.000 euro [...]]]></description>
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<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il WWF e l&#8217;Associazione Marelibero.net esprimono soddisfazione per la condanna di Filippo Antonio De Cecco e del direttore dei lavori Di Mascio da parte del giudice di primo grado del Tribunale di Pescara per<strong> lottizzazione abusiva.</strong> 11 mesi (pena sospesa) e un&#8217;ammenda di 39.000 euro per De Cecco, 6 mesi  (pena sospesa) e 24.000 euro di ammenda per il direttore dei lavori Nicola Di Mascio. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Per le associazioni, che da anni chiedono il rispetto delle regole sulla gestione del litorale e delle spiaggie, si tratta di una condanna esemplare che deve essere di monito per chi intende tuttora perseguire le deregulation totale sulle spiaggie abruzzesi. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong>Importante la decisione del Tribunale di disporre l&#8217;immediata riduzione in pristino della situazione antecedente l&#8217;abuso edilizio.</strong> Il fatto che il Tribunale abbia deciso di trasmettere “motu proprio” la sentenza a Regione Abruzzo e Comune di Pescara rende evidente la gravità della situazione accertata sulla spiaggia a Pescara. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Ai cittadini in questi anni è stata sottratta la Vista Mare per lunghissimi tratti del litorale: è un fatto intollerabile che incide negativamente sulla qualità della vita di una città rivierasca. Quella di oggi è una vittoria dei cittadini, delle associazioni e del movimento che da anni denunciano la completa cementificazione delle spiagge, spesso abusiva come  “Les Paillotes”. (tutti gli articoli  su Demanio Marittimo)<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tolti i diritti sulle spiagge dal Dl Sviluppo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 07:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Demanio Marittimo]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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Il fatto che il cosiddetto “Decreto Sviluppo”, su cui il Governo ha posto la fiducia, non contenga più la possibilità di concedere un diritto di superficie ventennale (inizialmente era novantennale) sugli arenili ricadenti sul demanio pubblico rappresenta certamente una buona notizia, anche se sono già in corso pressioni per riprendere la questione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il fatto che il cosiddetto “Decreto Sviluppo”, su cui il Governo ha posto la fiducia, non contenga più la possibilità di concedere un diritto di superficie ventennale (inizialmente era novantennale) sugli arenili ricadenti sul demanio pubblico rappresenta certamente una buona notizia, anche se sono già in corso pressioni per riprendere la questione all’interno di un nuovo provvedimento, osservano WWF e FAI. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">“<span style="font-size: medium;"><em>L’accantonamento è stato dettato anche da problemi tecnico giuridici visto che nell’applicazione il diritto di superficie, sovrapponendosi alla concessione demaniale, complicava non poco le gare di assegnazione comunque richieste dall’Unione Europea; inoltre creava una situazione di fatto a vantaggio di coloro che avrebbero edificato,  e a svantaggio dello Stato”</em>, commentano WWF e FAI. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Una considerazione più politica deriva poi dal fortissimo richiamo che gli elettori hanno fatto  con il referendum  rispetto ai beni comuni e, più in generale, rispetto all’interesse pubblico che dev’essere sempre prevalente rispetto a quello dei privati, soprattutto quando questi ultimi hanno la possibilità di fare reddito utilizzando i beni di tutti.  Il senso di svendita delle spiagge, di cessione di fatto di pezzi del demanio, di cedimento dello Stato rispetto alle lobby dei balneari, era enorme  alla luce del provvedimento. Non è stato un caso dunque che il provvedimento sia stato modificato due giorni dopo la vittoria dei “SI’” ai referendum. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Come denunciato sin dall’inizio da WWF e FAI l’utilizzo di un istituto privatistico, qual è il diritto di superficie (che, assieme alla “proprietà”, fa parte di quei diritti detti “reali”), alterava completamente il rapporto tra Stato e Privati  (a favore di questi ultimi) nella gestione dei beni marittimi demaniali che sino ad ora erano regolati dal Codice della Navigazione ed in particolare da un istituto pubblicistico qual è quello della “concessione”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">La battaglia segna dunque oggi una vittoria degli interessi collettivi, ma, come già accaduto in passato, la potente azione di lobby che aveva determinato il provvedimento governativo poi ritirato non si placherà e non rinuncerà a chiedere l’impossibile. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Referendum Nucleare: in Sardegna vittoria della democrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 13:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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Il raggiungimento del quorum in Sardegna per il referendum sul nucleare, con quasi il 50% dei votanti ancora prima della chiusura delle urne prevista per le 15 di oggi, è una vittoria per la democrazia, un risultato di buon auspicio per la consultazione nazionale del 12 e 13 giugno. Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il raggiungimento del quorum in Sardegna per il referendum sul nucleare, con quasi il 50% dei votanti ancora prima della chiusura delle urne prevista per le 15 di oggi, è una vittoria per la democrazia, un risultato di buon auspicio per la consultazione nazionale del 12 e 13 giugno. Sono stati così smentiti quanti hanno provato a delegittimare lo strumento referendario affermandone l’inutilità legata alla presunta impossibilità di raggiungere il quorum. Oggi il risultato che arriva dalla Sardegna smentisce questi nemici della democrazia e del referendum. Così il WWF Italia commenta il raggiungimento del quorum per il referendum regionale in Sardegna sul nucleare. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il dato che arriva dall’Isola – prosegue l’Associazione  – è la dimostrazione della voglia dei cittadini di riappropriarsi del diritto di decidere della tutela del proprio territorio all’insegna della sostenibilità ambientale e che, quando gliene viene data la possibilità, non si sottraggono al dovere di esprimersi su questioni così importanti, come il rischio che la propria terra possa ospitare centrali nucleari o siti di scorie radioattive. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">E’ inoltre fondamentale che dai cittadini sardi sia arrivato un segnale di attenzione per il voto referendario, proprio  quando il Parlamento si appresta a discutere in aula l’art. 5 del decreto legge “omnibus”, proposto dal Governo, in cui si cerca di superare il quesito referendario nazionale, mantenendo però l’obiettivo di fondo del rilancio nucleare, al solo scopo di non far decidere gli italiani sul loro futuro e di eludere le garanzie costituzionali a tutela del referendum quale strumento tipico di esercizio della sovranità popolare. <strong>Per questo il WWF ribadisce con forza il proprio appello ai cittadini italiani affinchè il 12 e il 13 giugno si rechino numerosissimi alle urne per Votare Sì contro il nucleare e la privatizzazione dei servizi idrici. </strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Sì ai referendum&#8221; una firma per la libertà</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2011/05/04/si-ai-referendum-una-firma-per-la-liberta/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 13:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[ 



Sono già 4 mila, in soli due giorni, le firme raccolte dall&#8217;appello lanciato on line dal comitato &#8220;Sì all&#8217;acqua pubblica&#8221; che intende fermare il &#8220;triste  attacco alla democrazia diretta&#8221; deciso dal governo Berlusconi. Tra le  prime firme quelle di giuristi, personalità del mondo della cultura,  dell&#8217;economia e della scienza, tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><strong> </strong></span></p>
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<div style="text-align: center;"><a rel="lightbox[lb4563]" href="http://www.ilmanifesto.it/uploads/pics/referendum_01.jpg"><img src="http://www.ilmanifesto.it/typo3temp/pics/b82ad4c70a.jpg" border="0" alt="" width="130" height="130" /></a></div>
</div>
<p><strong>Sono già 4 mila</strong>, in soli due giorni, le firme raccolte dall&#8217;appello lanciato <em>on line</em> dal comitato &#8220;Sì all&#8217;acqua pubblica&#8221; che intende fermare il &#8220;triste  attacco alla democrazia diretta&#8221; deciso dal governo Berlusconi. Tra le  prime firme quelle di giuristi, personalità del mondo della cultura,  dell&#8217;economia e della scienza, tra i quali Ugo Mattei, Piero Rescigno,  Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Elisabetta Grande, Giacomo  Marramao, Livio Pepino.</p>
<p><strong>L&#8217;appello</strong> intende dimostrare che esiste una grandissima  attenzione popolare sulle sorti dei referendum, che governo e  maggioranza parlamentare hanno cercato di evitare approvando in fretta e  furia un decreto. Una norma che tra l&#8217;altro, non abroga gli articoli di  legge su cui, per volontà di due milioni di cittadini, dovranno  esprimersi i partecipanti al referendum. Ora si attende il  pronunciamento della Corte di Cassazione.</p>
<p><strong>Il testo</strong> ricorda, tra l&#8217;altro, come il decreto approvato non  risponda neanche ai criteri che una tale iniziativa legislativa dovrebbe  avere: necessità e urgenza. Insomma, una vera truffa.</p>
<p><a href="http://www.siacquapubblica.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=169%3Aappello-di-grande-stevens-rodota-zagrebelsky-ed-altri-giuristi-per-i-referendum&amp;catid=9%3Adocumentazione&amp;Itemid=8&amp;lang=it" target="_blank">Qui</a> è possibile firmare l&#8217;appello affinché non si perda di vista la sorte  dei referendum. sperando che la Corte di Cassazione decida che il 12 e  il 13 giugno i cittadini italiani possano liberamente recarsi alle urne.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>NO FILOVIA: botta e risposta</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/10/17/no-filovia-botta-e-risposta/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 18:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filovia Pescara]]></category>

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		<description><![CDATA[
LETTERA ALLA CITTA’ 
 
«La filovia sarà realizzata, non sono il sindaco di una sola via» 
 
 
 
Caro  direttore, ho volutamente atteso che si placassero gli animi e che si  attenuassero i toni della polemica strumentale per dare il mio personale  contributo al dibattito relativo alla realizzazione della filovia, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span><span style="font-size: small;">LETTERA ALLA CITTA’ </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span><span style="font-size: small;">«La filovia sarà realizzata, non sono il sindaco di una sola via» </span></span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Caro  direttore, ho volutamente atteso che si placassero gli animi e che si  attenuassero i toni della polemica strumentale per dare il mio personale  contributo al dibattito relativo alla realizzazione della filovia, per  chiarire perché la maggioranza di governo che guido ha deciso di  sostenere sin dal primo giorno quel progetto ambizioso. Personalmente  appartengo a quella coalizione che per prima, tra il 1992 e il 1995 ha  avuto la lungimiranza di comprendere la necessità di dotare la città di  servizi come strade e infrastrutture, tese a favorire una mobilità  sostenibile. E’ nato in questo modo il progetto della filovia concepito  su un percorso riservato, dedicato, l’ex tracciato ferroviario  finalmente libero grazie alla delocalizzazione della ferrovia.  Sin  dal primo giorno abbiamo intuito come quell’asse rettilineo ben si  prestasse alla realizzazione di un percorso lineare capace di collegare  in modo diretto, veloce, senza ostacoli, Pescara a Montesilvano, la  città confinante dalla quale ogni giorno arrivano migliaia di pendolari  che, disponendo di un valido mezzo di trasporto pubblico di massa  funzionale ed efficiente, saranno incentivati a lasciare l’auto privata  in un parcheggio di scambio e a salire sul filobus. E negli ultimi sei  anni la coalizione di centro-destra ha continuato a credere non solo  nella validità, ma nella necessità di quell’intervento di cui Pescara ha  bisogno, un intervento inserito tra le priorità del nostro programma di  governo, concepito come un asse che da Montesilvano dovrà giungere a  Pescara raggiungendo da un lato il confine con Francavilla al Mare,  dall’altro l’aeroporto, transitando dinanzi ai nodi strategici del  territorio, come il nuovo tribunale. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Oggi  c’è un cantiere, ci sono i finanziamenti, a breve ci saranno i fondi  per avviare anche il secondo lotto della filovia, ma ci sono anche i  cittadini, quelli che si oppongono all’opera e che chiedono a gran voce  l’intervento autorevole del sindaco della città addirittura per fermare i  lavori. Chiedono l’intervento di un sindaco che da giorni sta  ascoltando la loro voce, che da giorni sta prestando attenzione alle  loro istanze, un sindaco che però rappresenta tutta la città, che ha il  dovere di tutelare gli interessi dell’intera Pescara, non di una sola  via, di un solo quartiere, o di un rione. Un sindaco che guarda con  preoccupazione ai cittadini di viale Bovio, da sempre alle prese con  livelli di smog troppo alti. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">La  costruzione della filovia ci consentirà di avviare una riflessione  complessiva, dando da un lato respiro a via Nazionale Adriatica  nord-viale Bovio, dall’altro ripensando anche la riviera nord la quale,  attraverso una pedonalizzazione leggera, potrebbe diventare per i nostri  figli la vera strada-parco di una città di mare, una risorsa  inestimabile che tutti ci invidiano e che dal 2011 vivrà una stagione di  cantieri. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">La  nostra amministrazione comunale ha una visione chiara e globale della  città, crede nella funzionalità della filovia. Ai cittadini chiediamo  solo di darci fiducia, senza preconcetti, senza pregiudizi, collaborando  con noi nella tutela dell’interesse collettivo che non può conoscere  lotte di quartiere o, peggio, di singole strade.<em>(pubblicata sul Centro del 17-10-2010)</em><br />
</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="CENTER"><span><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Lettera al Sindaco</strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Egregio signor Sindaco, da tempo ci sarebbe piaciuto incontrarLa piuttosto che ricevere una lettera tardiva che usa solo lo strumento della contrapposizione per dividere gli abitanti della città.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Ci sarebbe piaciuto  avere con Lei un confronto  costruttivo sul progetto della filovia. Sicuramente avremmo condiviso la preoccupazione e l&#8217;obiettivo di liberare Pescara dallo smog con un valido mezzo di trasporto pubblico di massa, funzionale a sottrarre il traffico privato dalle strade. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Un rapporto di fiducia non può basarsi solo sulle parole  ma deve basarsi su una concreta <strong>partecipazione</strong> dei cittadini a  progetti  così importanti per il futuro della loro città.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Il progetto esecutivo della filovia non  è mai stato presentato  ai Consigli di quartiere nè alla cittadinanza e  non è mai passato al vaglio  del Consiglio comunale come in casi analoghi è stato fatto in altre città ( vedi Padova, Brescia e Bologna). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Il progetto iniziale della filovia che riguardava il collegamento  Silvi-Montesilvano-Pescara-Francavilla (22km)   si è trasformato in un progetto per lotti per i quali oggi esiste un  solo percorso di appena 8 km (Montesilvano-Pescara centro) la cui realizzazione assorbe l&#8217;intera somma stanziata per  il progetto iniziale (31 ml di euro).  Per gli altri lotti i finanziamenti preannunciati sono soltanto propaganda. Inoltre il progetto non è integrato con le altre reti di trasporto pubblico né è prevista   la loro eventuale ristrutturazione in funzione di questo nuovo  sistema. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Mancano gli strumenti fondamentali  di garanzia per la salute e la sicurezza dei cittadini  (Studio e Valutazione di Impatto Ambientale, Nulla Osta definitivo  sulla Sicurezza). Manca  persino  il Piano economico-finanziario (previsto per legge) che garantisca i cittadini dal rischio di dover subire i costi di una eventuale perdita di gestione. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">La filovia è stata sempre propagandata come  “innovativa  e risolutiva”. Per noi è un sistema obsoleto  e costoso che avrà solo l&#8217;effetto di tornare a dividere la città come ai tempi della ferrovia: <strong>dal VIETATO attraversare i binari al VIETATO attraversare e percorrere la strada. </strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;">Caro Sindaco, riteniamo che queste osservazioni siano a tutela di quell&#8217;interesse collettivo di cui Lei è massimo responsabile e garante. Interesse che non è certo di un quartiere o di una singola strada. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: small;"><strong>Coordinamento NO FILOVIA</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
]]></content:encoded>
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		<title>NO FILOVIA: Migliaia di cittadini non un &#8220;manipolo di residenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 16:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filovia Pescara]]></category>

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		<description><![CDATA[
Prosegue la lotta cittadina  contro il progetto della filovia sulla strada parco di Pescara.



















Comunicato stampa del 3 ottobre 2010
Lunedì 4 ottobre alle ore 10.00 presso la sala del Consiglio comunale di Pescara si terrà l&#8217;incontro pubblico con il Presidente della GTM Michele Russo  che risponderà alle domande dei cittadini riguardo la filovia che dovrebbe passare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Prosegue la lotta cittadina  contro il progetto della filovia sulla strada parco di Pescara.<br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/10/NO-FILOVIA1-RID.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2767" title="NO FILOVIA1 RID" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/10/NO-FILOVIA1-RID.jpg" alt="NO FILOVIA1 RID" width="495" height="238" /></a><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;">Comunicato stampa del 3 ottobre 2010</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;">Lunedì 4 ottobre alle ore 10.00 presso la sala del Consiglio comunale di Pescara si terrà l&#8217;incontro pubblico con il Presidente della GTM Michele Russo  che risponderà alle domande dei cittadini riguardo la filovia che dovrebbe passare sulla strada parco (progetto ancora misterioso nel suo effettivo piano di esecuzione).  Nell&#8217;occasione mostreremo un breve power point informativo sul mezzo scelto dalla GTM Phileas.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;">A seguire alle 13.00 Loredana Di Paola e Ivano Angiolelli,  delegati del Coordinamento, saranno ricevuti dal prefetto, accompagnati dai consiglieri Acerbo e Del Vecchio, per discutere del presidio di blocco dei lavori in atto da 10 giorni in zona Le Naiadi.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"><strong>A proposito della manifestazione di sabato 2 ottobre: </strong>in allegato alcune foto  inviate, assieme ad un filmato,  al Sindaco Mascia e al Presidente Russo per informarli che coloro che non vogliono  sia portato avanti questo folle e scellerato progetto non sono un manipolo di residenti ma una larga parte della cittadinanza pescarese; cittadini che fino ad oggi sono stati  tenuti all&#8217;oscuro circa il reale impatto (economico,sociale e ambientale) che quest&#8217;opera avrà sul territorio. Impatto che, sta emergendo chiaramente, non conosce neanche chi quest&#8217;opera sta portando avanti, dagli amministratori comunali  alla GTM.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"><strong>Coordinamento NO FILOVIA</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span><span style="font-size: medium;"><strong><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/10/NO-FILOVIA-3-RID.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2773" title="NO FILOVIA 3 RID" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/10/NO-FILOVIA-3-RID.jpg" alt="NO FILOVIA 3 RID" width="220" height="164" /></a><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/10/NO-FILOVIA-2-RID.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2774" title="NO FILOVIA 2 RID" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/10/NO-FILOVIA-2-RID.jpg" alt="NO FILOVIA 2 RID" width="218" height="163" /></a><br />
</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Acqua: qui comincia l&#8217;avventura</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/07/22/acqua-qui-comincia-lavventura/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 10:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[














&#8220;Un po&#8217; di fresco&#8221;-di Massimo Gramellini (La Stampa 20-7-2010)

 
Sarà l’afa, o l’appiccicaticcio che trasuda dalle intercettazioni, ma in questa estate gelatinosa si sentiva il bisogno di un sorso d’acqua pura. Quasi un milione e mezzo di italiani, ormai indotti a scansare come la peste i banchetti della firmocrazia, hanno apposto il loro autografo sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/07/testatazza.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2589" title="testatazza" src="http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2010/07/testatazza.png" alt="testatazza" width="503" height="197" /></a></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><strong>&#8220;Un po&#8217; di fresco&#8221;-di Massimo Gramellini </strong><em>(La Stampa 20-7-2010)</em><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Sarà l’afa, o l’appiccicaticcio che trasuda dalle intercettazioni, ma in questa estate gelatinosa si sentiva il bisogno di un sorso d’acqua pura. Quasi un milione e mezzo di italiani, ormai indotti a scansare come la peste i banchetti della firmocrazia, hanno apposto il loro autografo sotto la richiesta di referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Un record (neppure per il divorzio erano stati così numerosi), consumato nel sostanziale silenzio dei partiti e dei media, che all’argomento hanno riservato solo qualche tiepida polemica. Poiché si ripromette di cancellare una legge di sinistra e una di destra,la battaglia per l’acqua non ha eccitato le opposte tifoserie. E poiché nessuno l’ha «buttata in politica» (ci ha provato Di Pietro, ma è stato messo da parte), questa raccolta di firme è forse la scelta più politica che sia stata compiuta negli ultimi anni: difendere la natura pubblica di un bene essenziale, e farlo in un Paese che considera ciò che è pubblico una terra di nessuno, anziché un patrimonio di tutti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">A mettere in moto quel milione e mezzo di biro non è stato un esame ponderato dei pro e dei contro, ma uno slancio naturale, quasi un impulso atavico: l’acqua è vita,e non si privatizza la vita. Ai cinici sembrerà l’apoteosi del buonismo. Ma a noi, che cinici non siamo, e che veniamo da decenni in cui l’idea di bene comune si è progressivamente ridotta fino a coincidere con l’orticello del proprio clan, piace sperare che quest’alluvione di firme per «l’acqua di tutti» sia il preludio di un cambio di stagione. </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Emendamento Di Dalmazio: si torna al far west demaniale</title>
		<link>http://www.marelibero.net/2010/06/18/emendamento-di-dalmazio-si-torna-al-far-west-demaniale/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 11:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Demanio Marittimo]]></category>
		<category><![CDATA[Redazionali]]></category>

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		<description><![CDATA[


Comunicato stampa WWF e Marelibero del 18-6-2010 
 
La Regione condona gli abusi e blinda il litorale abruzzese: sulla spiaggia in arrivo recinzioni per 100 km 
 
Scandaloso l&#8217;emendamento alla legge sul demanio marittimo, che introduce una norma che condona le recinzioni degli stabilimenti balneari realizzate senza autorizzazione. Siamo alla solito blitz estivo: l&#8217;ennesimo regalo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="font-size: medium;">Comunicato stampa WWF e Marelibero del 18-6-2010 </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong><span style="font-size: medium;">La Regione condona gli abusi e blinda il litorale abruzzese: sulla spiaggia in arrivo recinzioni per 100 km </span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Scandaloso l&#8217;emendamento alla legge sul demanio marittimo, che introduce una norma che condona le recinzioni degli stabilimenti balneari realizzate senza autorizzazione. Siamo alla solito blitz estivo: <strong>l&#8217;ennesimo regalo ai concessionari che non rispettano le regole. </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">L&#8217;assessore Di Dalmazio e i solerti consiglieri che hanno presentato l&#8217;emendamento (Tagliente-PDL e Menna-UDC) però, nella foga di accontentare alcuni balneatori amici, non hanno considerato che non è nelle competenze della Regione fare condoni di questo tipo per cui <strong>il provvedimento è chiaramente illegittimo; e se non verrà abrogato sarà impugnato senza meno. </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Ma la portata dell&#8217;altra norma contenuta nell&#8217;emendamento, di cui si potranno avvalere tutti gli stabilimenti balneari, è davvero devastante : “&#8221;Gli stabilimenti possono delimitare, con sistemi di protezione a giorno non impattanti , di altezza non superiore a metri 1,80, un&#8217;area circostante la struttura principale: il sistema di protezione dovrà essere posto a una distanza non superiore a 10 metri dal perimetro della struttura principale&#8221;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Se si calcola che sulla costa abruzzese insistono circa 600 concessioni balneari, gran parte delle quali di medio-grandi dimensioni con la norma dei 10 mt concessi su ogni lato si può stimare che <strong>arriveranno sulla spiaggia circa 100 km di recinzioni</strong>, (tra l&#8217;altro alte 1metro e ottanta); un dato pari quasi alla lunghezza di tutta la nostra costa ( 140 km) !! Con buona pace della Vista Mare. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">In Europa le coste (spagnole, francesi) che riscuotono maggior successo dal punto di vista turistico sono proprio quelle più rispettose della naturalità dei luoghi. Come sempre più spesso accade noi andiamo in direzione opposta. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Dopo anni di denunce degli abusi e di battaglie per limitare l&#8217;occupazione selvaggia e restituire la Vista Mare ai cittadini abruzzesi assistiamo all&#8217;ennesimo colpo di mano degli amministratori regionali che ci riportano indietro ai tempi del far west demaniale evidenziando ancora una volta come la politica sia completamente asservita all&#8217;interesse delle lobby e non dei cittadini tutti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">L&#8217;assessore Di Dalmazio oggi, “dopo aver sparato il botto” , invita le associazioni ad un confronto*. Ci chiediamo: conosce L&#8217;assessore Di Dalmazio le regole della partecipazione? <strong>Il confronto si fa prima di approvare le leggi. Non dopo! </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Accettiamo l&#8217;invito ma ci aspettiamo un passo indietro della Regione rispetto a quanto già deciso. Confidiamo inoltre nell&#8217;istituzione di un serio tavolo di discussione con operatori e categorie interessate ( in primis le associazioni ambientaliste che tutelano l&#8217;interesse maggioritario, quello dei cittadini) sulla revisione del Piano Demaniale Marittimo regionale, evitando scivoloni estivi così dannosi. </span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">INFO: Loredana Di Paola 333-8391147 </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">* la riunione si terrà martedì 22 giugno alle ore 11.30 nella sede regionale di viale Bovio </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Intanto mandiamo mail di protesta all&#8217;indirizzo dell&#8217;assessore Di Dalmazio!</span></p>
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