IDV rompe con il Forum Italiano Acqua
apr 22nd, 2010 by Redazione
L’Idv non si ritira e rompe con il Forum
di A.Palladino
Alla vigilia dell’inizio della raccolta firme, le posizioni con l’Idv rimangono distanti. La Federazione della Sinistra fa invece un passo indietro: «Referendum unico, ritiriamo i quesiti sull’art.18». Intanto Forza Nuova prova a infiltrarsi nel movimento: «Aderiamo anche noi». Ma viene respinta. Il ministro Ronchi vuole un’Autorità di garanzia.
Finisce con un nulla di fatto l’incontro tra il Forum italiano dei movimenti e l’Idv, che ha confermato l’intenzione di raccogliere le firme in proprio sui temi dell’acqua, del nucleare e del legittimo impedimento. La Federazione della sinistra ha invece accolto – dopo un incontro tra il Forum e Ferrero – l’invito a concentrarsi sui tre quesiti per l’acqua pubblica, evitando di proporre altri referendum sul tema del lavoro. E un invito all’Idv a rivedere in extremis la posizioni è venuto proprio dalla Federazione della sinistra, che con Sel, Sinistra critica e Verdi, sostiene i quesiti dei movimenti.
Il confronto con Antonio Di Pietro è dunque arrivato alla conclusione, salvo ripensamenti ritenuti da molti improbabili. Il quesito referendario che il marzo scorso l’Idv ha presentato in Cassazione in realtà sul tema della gestione privata è estremamente ambiguo, mantenendo la possibilità per i comuni di scegliere tra diverse soluzioni, non esclusa quella della gestione affidata alle Spa. E mentre Di Pietro esce di scena, nella discussione sull’acqua pubblica si affacciano i fascisti di Forza Nuova. Ieri a Latina hanno diffuso un comunicato di “sostegno” alla campagna referendaria, mentre in molte città i circoli forzanovisti stanno facendo pressione per cercare di accreditarsi all’interno del Forum. La risposta è stata immediata e secca: «Il Comitato Promotore – si legge sul comunicato del Forum – intende ribadire che la lotta per l’acqua come bene comune e diritto umano universale è parte di una concezione del mondo e della società che, pur nella diversità delle esperienze che la promuovono, nasce da valori comuni che fanno dell’antifascismo, dell’antirazzismo e della solidarietà fra i popoli e le persone il proprio elemento costituente». La lotta per l’acqua pubblica, spiegano dai tanti comitati italiani, non può essere scissa dai valori democratici e costituzionali, con l’evidente esclusione dell’estrema destra.
Il governo, intanto, sta avviando la campagna per difendere la scelta della privatizzazione, venuta con l’approvazione della legge Ronchi alla fine dello scorso anno. Durante un convegno della Cisl – sindacato che difende la scelta governativa – è stato lo stesso ministro Andrea Ronchi a garantire «l’abbassamento delle tariffe e l’innalzamento della qualità». Per poter vigilare sui contratti di concessione, Ronchi ha poi spiegato che «serve una autorità indipendente, sul modello di quella per l’Energia, e che possa anche emettere sanzioni». Corrado Oddi, del coordinamento del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, ha ribattuto subito alle dichiarazioni del ministro: «Come può essere credibile un governo che parla di autority e di controlli, quando solo negli ultimi sei mesi ha abolito gli Ato – ovvero le conferenze dei sindaci che avevano il ruolo del controllo istituzionale delle gestioni – e depotenziato il Coviri, il comitato che si occupava proprio di vigilanza?». In Europa un modello simile a quello proposto da Ronchi già esiste, ed è quello inglese. «In Gran Bretagna – ha continuato Oddi – dove la gestione è privata ed esiste una authority con poteri molto forti, le tariffe sono aumentate, tanto da avere il record della morosità per le bollette dell’acqua, con punte, in alcune zone, del 15%, un vero record». La presenza dell’authority in Inghilterra non ha poi garantito gli investimenti, come sostiene invece il ministro Ronchi, non risolvendo il nodo centrale degli interventi sugli acquedotti. «Serve poi spiegare – ha concluso Oddi – come farà una authority a fronteggiare le multinazionali che vorranno gestire le risorse idriche» (dal Manifesto del 21-4-2010)
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