KKC di casa nostra
gen 10th, 2010 by Redazione
Non hanno il cappuccio bianco e le fiaccole, non agiscono al crepuscolo ma vanno a viso scoperto e operano alla luce del giorno i nuovi adepti del KU KLUX CLAN italiano (come li ha definiti Il Manifesto). Complici le Istituzioni governative.
Non troviamo parole per commentare ciò che sta avvenendo in Calabria e che avviene, ogni giorno, in tanti altri posti d’Italia, sistematicamente ignorato dai media.
Ma indignarsi non basta. Per noi che non facciamo parte della “setta” è possibile agire concretamente anche a piccoli passi: intanto firmiamo la lettera-petizione indirizzata al Presidente della Repubblica, lanciata da Ulderico Pesce, validissimo artista e attivista pugliese, che da sempre racconta storie che infastidiscono i poteri forti, le caste, i malavitosi; facciamo la spesa con particolare attenzione.
Gentili rappresentanti delle Istituzioni, i firmatari di questa petizione chiedono:
- l’immediata abrogazione del “reato di immigrazione clandestina”, affinché vengano ristabiliti i principi fondamentali di uguaglianza e solidarietà che costituiscono il cuore della Costituzione Italiana;
- l’immediata abrogazione della Legge Bossi-Fini e l’emanazione di una legge moderna strutturata sulla solidarietà e che rispetti la libertà della scelta di uomini e donne che emigrano per necessità, nel desiderio di migliorare la loro vita nel rispetto delle Leggi dello Stato che li accoglie;
-l’introduzione di norme che tutelino il lavoratore clandestino che denuncia un “padrone” perché lo riduce in “schiavitù” o lo fa lavorare al nero. In Francia in tali casi è prevista la concessione del permesso di soggiorno per il lavoratore che denuncia e misure restrittive per chi sfrutta;
-l’immediata chiusura dei CPT diventati “campi di concentramento” per clandestini;
-l’aumento del numero degli ispettori del lavoro visto che in Italia sono la metà di quelli in attività in Francia e noi abbiamo un traffico di lavoratori in nero quattro volte maggiore;
-l’aumento della sorveglianza da parte delle forze dell’ordine sui cantieri e sui campi agricoli;
-in linea con altri paesi europei si chiede l’introduzione dell’indice di “congruità” che permette di sapere la quantità di bene prodotto da un’azienda e di ricostruire il numero di lavoratori necessario per la produzione del bene medesimo e pertanto, di stabilire il numero di eventuali lavoratori al nero utilizzati.

Loading ...


Ho firmato con piacere la petizione