Acqua: la prossima lotta è in Comune
nov 27th, 2009 by Redazione
Il 19 novembre il decreto Ronchi, che sancisce la definitiva privatizzazione del bene Acqua, è Legge dello Stato Italiano. Ignorata totalmente la legge di iniziativa popolare firmata da oltre 400.000 persone. Le multinazionali dei servizi stanno già scaldando i muscoli per la corsa alla prossima spartizione degli acquedotti italiani.
La partita ora passa in mano alle Regioni e ai Comuni : le Regioni possono seguire l’esempio della Puglia impugnando per incostituzionalità la nuova legge (come nel caso della legge sul Nucleare), i Comuni possono inserire nei loro Statuti il principio dell’acqua bene comune, diritto umano universale e la definizione del servizio idrico come “ privo di rilevanza economica”, sottraendolo così alla legislazione nazionale.
A Pescara il consigliere comunale del PRC Maurizio Acerbo ha tempestivamente presentato (primo caso in Abruzzo) una Delibera (accompagnata da una RelazioneAcqua) di modifica e integrazione dello Statuto comunale con l’articolo n. 60bis :
Definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica
Il Comune, visti gli articoli 1, 2, 3, 5, 43, 114, 118 della Costituzione, riconosce i servizi pubblici locali quali: servizio idrico, servizio sanitario, igiene pubblica, servizi sociali, istruzione pubblica, tutela dei beni cuturali e delle risorse ambientali e paesaggistiche e quant’altro riconoscerà il Consiglio comunale, di preminente interesse generale.
Riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico.
Conferma il principio che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; nonché il principio che in ambito pubblico devono essere mantenute la proprietà delle reti e la gestione del servizio idrico integrato.
Riconosce al servizio idrico integrato lo status di servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e senza fini di lucro, la cui gestione va attuata secondo gli artt. 31 e 114 del d. lgs n. 267/2000, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire il diritto universale all’acqua e pari dignità umana a tutti i cittadini.
Verrà accolta la modifica? Una cosa è certa: dobbiamo essere tutt* in Consiglio Comunale al momento della discussione.
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Per Maurizio Acerbo. La Commissione invalidi civili mi ha riconosciuto
un\’ invalidità motoria del 100%100. Ma la mia testa, il mio cuore e la mia voce sono integri. Ti prego, Maurizio, porta in Consiglio Comunale il mio grido: “La privatizzazione dell’ acqua è un crimine contro l’ umanità”.
Cara Franca, ci puoi contare. Un abbraccio fortissimo Maurizio