Non basta l’acqua inquinata…ora anche la sabbia
ott 23rd, 2009 by Redazione
Sequestrato ieri dal reparto Aeronavale della Guardia di Finanza (NOA) e dal Corpo Forestale di Chieti il cantiere del Porto turistico di Francavilla al Mare in costruzione e il tratto di arenile che va dal porto al pontile di Piazza della Sirena (nel centro di Francavilla). Sabbia inquinata utilizzata per il ripascimento del litorale sud, questa l’ipotesi di reato che ha fatto scattare il sequestro.
Una vicenda (quella dell’inquinamento dei fiumi Alento e Saline) che con il WWF stiamo seguendo da tanto tempo (vedi nostri articoli in cat.Saline-Alento). Ultimamente numerose note ed esposti agli Enti competenti ed alla procura di Chieti da parte del WWF e di vari cittadini hanno portato gli organi inquirenti ad intervenire. Esposto-WWF 2008
Il Porto in costruzione si trova all’interno del Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche (SIN) denominato Saline-Alento, istituito e perimetrato fin dal 2003 da un Decreto del Ministero dell’Ambiente. Nel maggio 2008 l’ARTA aveva accertato la presenza di diossina oltre i limiti di legge proprio nell’area interessata dal cantiere (Relazione Saline-Alento). In diverse occasioni pubbliche il WWF aveva segnalato sospetti circa l’uso degli stessi sedimenti, asportati dall’area del porto, per il ripascimento del litorale a sud della foce dell’Alento. L’Associazione aveva chiarito che in un SIN è vietata qualsiasi movimentazione di materiale prima di un’adeguata bonifica. A seguito delle note del WWF, già a dicembre 2008 il Ministero dell’Ambiente era intervenuto con una durissima nota in cui, testualmente, dichiarava “illeggittimi” tutti gli atti relativi al porto di Francavilla. MinisteroAmbienteNota
Riportiamo le parole di Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo, che sintetizza la gravissima condizione di malfunzionamento degli Enti pubblici preposti ai controlli : “Questo sequestro è frutto di un clima di sostanziale indifferenza da parte degli Enti pubblici su una questione delicatissima come il risanamento del sito di bonifica nazionale Saline-Alento. E’ solo la punta dell’iceberg di ritardi, inadempienze, mancanza di controlli ordinari e straordinari che riguardano la gestione di questo sito che da un punto di vista normativo è al pari di Marghera, Priolo e Manfredonia. E’ incredibile come la pubblica amministrazione abruzzese dal 2003 non sia stata capace di affrontare seriamente il tema del risanamento dei due fiumi. Il WWF aveva segnalato la situazione del Porto di Francavilla non solo alla Procura ma anche agli Enti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini sia con lettere sia durante tre riunioni convocate dalla Regione Abruzzo sulla vicenda. La Procura e i corpi di polizia si trovano ora ad intervenire per tutelare la popolazione e l’ambiente visto il sostanziale immobilismo degli Enti”.
Fino a quando gli Enti di controllo (ARTA-ASL) non saranno tolti dalla “longa manus” della politica e non avranno fondi sufficienti per svolgere il loro lavoro in maniera adeguata la nostra salute sarà sempre più a rischio.
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