Acqua: i Comuni potrebbero evitare la privatizzazione
set 15th, 2009 by Redazione
Tra i lazzi e i frizzi della politica nostrana il Consiglio dei ministri approva surrettiziamente modifiche sostanziali alla legge che regola la gestione dei beni pubblici come l’Acqua.
dal Manifesto dell’ 11 settembre 2009
E l’oro blu finisce in mani private
di Mariangela Maturi
Tentar non nuoce. Al governo si fanno grandi manovre verso la privatizzazione dei servizi pubblici locali, acqua compresa. Ad agosto c’è stato un intervento del ministro dell’economia Tremonti, ora ci si mette Fitto, responsabile degli affari regionali. Così da due giorni sono state approvate alcune subdole modifiche all’articolo 23bis* della Legge 133/2008, che riforma l’amministrazione dei servizi pubblici locali e riguarda la gestione dell’acqua, dell’energia, del gas, dei rifiuti e del trasporto urbano. Il nodo cruciale riguarda proprio i criteri di affidamento dei servizi: d’ora in poi la «via ordinaria» di gestione dei beni sarà regolata dalla compartecipazione in una Spa di un ente locale e di un privato scelto attraverso gara, che disporrà di non meno del 40% del capitale e ne sia socio «industriale». L’unica eccezione che consente ad un Comune di proseguire la gestione con il totale capitale pubblico è concessa solo in condizioni straordinarie e preventivamente approvata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Quindi, sarà sempre più difficile che un Comune possa gestire i beni pubblici in autonomia. Marco Bersani dell’associazione Attac spiega: «Sembra che il governo abbia raccolto il richiamo di Confindustria sulle casse sicure. Non c’è entrata più sicura di quella dei servizi pubblici, quindi la direzione intrapresa è verso la privatizzazione , dall’acqua alla luce e il gas».
Esiste, per gli enti locali, un modo per evitare di privatizzare tutto, acqua compresa? «Si, il modo c’è – spiega Bersani – alcuni Comuni stanno già cambiando il loro statuto in questa direzione: se l’acqua viene considerata “bene privo di rilevanza economica”, la gestione esce dall’ambito della normativa governativa e il bene viene considerato per la sua rilevanza ambientale, sociale e culturale. In tal caso, il Comune può evitare la privatizzazione e ripristinare la democrazia». Insomma, la scelta per i Comuni è tra la privatizzazione e trasformare l’acqua in un bene pubblico, che abbia priorità diverse dal solo rientro economico. Vedremo.
* (art. 23 bis Legge 133/2008) comma 1-“Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici e locali di rilevanza economica in applicazione della disciplina comunitaria al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti all’universalità e accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’articolo 117 secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali prevalgono sulle relative discipline di settore con esse compatibili” .
comma 2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità.
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qualcuno diceva che c\’era l\’abbandono delle ideologie. Molti di noi poverini ci hanno creduto. Gli sfruttatori e i loro lacchè no! La loro ideologia se la tengono ben stretta.
Meno male che MareLibero c\’è.
Privatizzare l’acqua è davvero un’assurdità, non solo per i suoi effetti sociali e politici devastanti, ma anche perché porta ancora più inefficienza nei processi di produzione e distribuzione del servizio…
Privati nell’acqua, privati dell’acqua