Altro che “solo una questione di mutamenti societari e niente più..” come afferma Luciano Bellia, titolare della Sidermetalli.
Dal 1985 a Chieti Scalo in via Custoza, opera la Sidermetalli che si occupa di autodemolizioni. Il progetto di Bellia e Co., attaverso la nuova società Siderferroplast s.a.s., riguarda non solo l’ampliamento dell’attività esistente di piattaforma per l’autodemolizione ma anche “la messa in riserva e lo stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non con annessa selezione e cernita” e prevede il sostanziale aumento delle tipologie di rifiuti da trattare che arriveranno a 161 (codici CER ). Si va dai rifiuti plastici ai componenti contenenti PCB (i pericolosissimi Policloro Bibenili), da mercurio e amianto a scarti di oli sintetici per un totale di 114.000 tonnellate annue di rifiuti da gestire; rifiuti non solo abruzzesi ma provenienti da tutta Italia, il cui traffico difficilmente sarà controllabile viste le precarie condizioni, dal punto vista delle risorse economiche ed umane, in cui vengono lasciati operare (dalla politica) gli organismi preposti ai controlli (ASL E ARTA).
Come denunciato dal consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, e dalle associazioni ambientaliste (WWF in primis), il sito scelto per l’impianto è palesemente non idoneo ad ospitare una tale attività. Tante sono le ragioni: (dal comunicato WWF)
- una grande infrastruttura come la ferrovia Pescara – Roma è confinante (a pochi metri) con l’area. E’ evidente l’elevatissimo rischio connesso alla movimentazione di grandi quantità di rifiuti ferrosi e agli incidenti che possono coinvolgere la sede ferroviaria;
- la zona è densamente abitata: il nuovo Villaggio Mediterraneo, tutte le strutture universitarie e l’Ospedale sono posti nel raggio di poche centinaia di metri (lungo l’asse della Tiburtina e quello verso l’Ospedale). È evidente che alti sono i rischi di un incidente che potrebbe coinvolgere una tale massa di rifiuti pericolosi. Anche alla luce di quanto accaduto nell’ultimo anno nell’area di Chieti Scalo (tre incendi di aziende che gestiscono rifiuti con relativa emissione di sostanze inquinanti);
- in caso di incidente l’area potenzialmente impattata riguarderebbe l’intera Val Pescara, la zona più densamente abitata della Regione. A tal proposito si ricorda che le aree colpite dalle nubi degli incendi interessano, per ricaduta, zone vaste decine di migliaia di ettari;
- l’area industriale di Chieti Scalo è un sito perimetrato da un’ordinanza sindacale per l’elevatissimo rischio ambientale, con numerosi siti in cui sono stati superati i livelli delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione secondo quanto previsto dal Dlgs 152/2006.
Oltre il progetto Siderferroplast, a poche centinaia di metri da via Custoza, un’altro progetto di impianto di stoccaggio rifiuti sta per andare in Conferenza di servizi (12 settembre). Si tratta del progetto Life che fa capo ad un altro ramo della famiglia Bellia (gestori incontrastati dei rifiuti a Chieti).
Chieti Scalo è una zona anomala perchè mista: nel corso del tempo infatti l’area industriale e quella urbana si sono sviluppate aggrovigliandosi l’una su l’altra, costringendo così i residenti a condizioni di vita estremamente malsane e pericolose.
Se un recente rapporto della stessa Regione Abruzzo riconosce che la Val Pescara è una delle zone più inquinate d’Italia; se il Piano Rifiuti Regionale prende atto della situazione e da indicazione di delocalizzare gli impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti; perchè Regione ed Enti locali continuano a prendere in considerazione proposte come quelle dei fratelli Bellia e Co.? perchè si impedisce ad associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero dell’Ambiente di partecipare alle Conferenze di Servizi che per norma sono pubbliche (in questa settimana al WWF è accaduto due volte)?
Loading ...


Carissimo Derettore , vorrei sapere chi sono queste persone che lasciano queste autorizzazioni cosi facili , sapete che titolo di studio ha il proprietario della socetà SIDERMETALLI ? (Controllate e poi ci risentiamo ).
Sono una persona disgustata da un\’italia che funziona alla rovescia
Dstinti saluti………
Luciano Bellia ha solo la 3 elementare…ma un cervello che va da solo….da genio…