Occupazione di suolo pubblico: fino a che punto?
ago 27th, 2009 by Redazione
Vita dura per il pedone a Pescara!
Camminare a piedi è diventato un percorso a ostacoli, spesso pericoloso. Molti marciapiedi sono diventati ampliamenti di esercizi commerciali e si è costretti a scendere sulla strada per poter continuare il proprio tragitto. In piazza S. Francesco, da un lato Doppio Zero si è “verandato” il marciapiede e, bontà sua, ha ricreato una sorta di marciapiede ligneo impadronendosi di un pezzo di carreggiata; dall’altro Il Popolo della Notte ha rivestito di prato inglese plastificato il marciapiede antistante arredandolo con fioriere e tavolini costringendo il malcapitato pedone a spostarsi nel mezzo della strada, visto che, quasi sempre, ci sono macchine parcheggiate anche in doppia fila. Sotto i portici di Piazza Salotto si passeggia a slalom fra i tavolini.
Ormai in tutti gli angoli della città si assiste ad una esagerata occupazione di spazio pubblico. Ma fino a che punto tutto questo è legittimo?
Il Codice della Strada definisce chiaramente il marciapiede come la parte esterna della carreggiata delimitata e protetta a garanzia dell’utenza debole della strada (pedoni, disabili etc.).
Lo stesso Regolamento Edilizio del Comune di Pescara all’art. 127 afferma che l’occupazione anche temporanea del suolo o dello spazio pubblico previa autorizzazione del Dirigente, quando l’occupazione stessa è necessaria e non contrasta con il decoro cittadino e non è dannosa per la pubblica igiene ed incolumità. Specifica inoltre che Il richiedente è tenuto ad osservare sotto la sua personale responsabilità tutte le necessarie cautele perché il suolo stesso non subisca danneggiamenti e perché non sia in alcun modo intralciato o reso pericoloso il pubblico transito.
E se non sono tavolini, sedie e ombrelloni …sono gli autoveicoli a rendere difficile il rapporto tra pedone e marciapiede.
Sulla riviera nord, lato mare, si passeggia pericolosamente tra automobilisti imbufaliti, motociclisti scatenati e ciclisti rassegnati (vedi nostri art. precedenti NoAuto). Sul marciapiede lato monte si cammina solo in fila indiana, grazie alle moto in sosta ovunque. Impunemente.
Il Demanio, spazio pubblico per eccellenza (anche se in concessione) diventa parcheggio selvaggio per auto e moto.
Nel “centro commerciale naturale”, dove una volta il pedone si sentiva protetto, le automobili sono tornate a scorrazzare indisturbate. Bentornato Gianni Teodoro al controllo della Polizia Municipale!
In questo evidente contesto di anarchia e approssimazione ci fanno proprio sorridere le prove di forza dell’assessore al commercio Cardelli contro gli ambulanti abusivi che occupano il marciapiede della riviera con le loro bancarelle.
E’ troppo facile prendersela con chi non ha diritti e non ha alle spalle lobbies che proteggano i propri interessi.








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Non dobbiamo arrenderci ai nuovi barbari. Resistenza di civiltà.
Siamo con voi nella protesta e nella richiesta di una chiadara dichiarazione di intenti in merito al sistema di mobilità che l’attuale amministrazione intende portare avanti (o indietro) per la città.
vogliamo vedere i visi e sentire le voci di coloro che decidono.