Consiglio di Stato: inedificabilità assoluta in aree a rischio idrogeologico
mag 20th, 2009 by Redazione
Il Consiglio di Stato, con sentenza n.2894 del 2009, ha posto la parola fine sull’impugnativa dei costruttori (Iurescia, Tatonetti e Catani) per l’annullamento della VARIANTE al PRG di Pescara proposta a suo tempo (2003) da Rifondazione Comunista e approvata dal consiglio comunale l’8 giugno 2007.
Il terreno dei costruttori veniva inserito dalla Variante nella zona G2 “ verde privato di tutela” in quanto situato in un’area ad alto rischio e quindi con un vincolo di inedificabilità assoluta.
La destinazione ambientale -afferma il Consiglio di Stato- viene quindi fatta discendere dalla natura del terreno e dalla sua pericolosità dal punto di vista geologico nel caso di utilizzazione edificatoria, intendendosi così tutelare un “valore” inteso non in senso estetico, per il quale, effettivamente, sarebbe stata necessaria altra e specifica motivazione, ma direttamente collegato alla presenza di un territorio cittadino che deve essere tutelato, giacché a rischio per le sue delicate caratteristiche geologiche. sentenza-consiglio-di-stato
La Variante fortemente voluta e difesa in solitaria dall’allora consigliere Maurizio Acerbo permise di sottrarre 550.000 mq di verde collinare (sopra Zanni) agli appetiti insaziabili dei costruttori pescaresi. “…ponemmo come condizione per l’accordo con il centrosinistra nel 2003 l’approvazione di una Variante che salvaguardasse le aree di pregio della città. La nostra Variante, figlia di una cultura urbanistica moderna, aveva suscitato le proteste dei costruttori e molto inchiostro si era sprecato per dichiarane l’illegittimità. Ventilare la minaccia dei ricorsi è sempre stata l’arma con cui i costruttori hanno fornito una scusa ai loro servitori nelle stanze della politica per non salvaguardare i diritti collettivi a una città vivibile. Con questi argomenti, del tipo diritti acquisisti , il centrodestra ha fatto regali per dieci anni ai costruttori con la complicità degli allora DS e Margherita”- L’anno scorso Mascia disse ai costruttori dell’ANCE che se lui vinceva si sarebbe tornati al PRG del 2003, quello della definitiva cementificazione del territorio cittadino”.
Forse questa sentenza è stata in parte influenzata dall’immane disastro che si è prodotto a causa di un evento naturale come il terremoto: sono crollati 50 anni di abusivismo edilizio, titolava il Manifesto in quei giorni. E proprio alla luce di tutto questo la battaglia di Rifondazione Comunista acquista un valore diverso e ci fa affermare che i politici non sono poi tutti uguali.
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