Il Piano Regolatore Portuale suscita reazioni…dal basso
mag 18th, 2009 by Redazione
Pubblichiamo la lettera che abbiamo scritto al Centro a proposito della nascita del Comitato “Riprendiamoci il mare”, costituito da 140 residenti che chiedono di rivedere il Piano Regolatore Portuale approvato dal consiglio comunale il 21 aprile scorso. I cittadini denunciano che “il litorale di Pescara verrà completamente stravolto con la realizzazione del progetto del nuovo porto. In particolare, il tratto compreso tra la Madonnina e la Nave di Cascella sarà soggetto a un insabbiamento a causa della realizzazione, nell’area antistante la spiaggia libera della Madonnina, di una darsena ove saranno trasferiti i pescherecci attualmente ormeggiati lungo il fiume. Si allontanerà il mare dalla città. Sarà necessario un dragaggio continuo del porto e gli alti costi li pagheranno i pescaresi”. (dal Centro del 15 maggio)
Egregio Direttore,
leggiamo con vero piacere sul Centro del 15 maggio che è nato il comitato “Riprendiamoci il mare” contro il nuovo Piano Regolatore Portuale. Siamo contente perché finalmente singoli cittadini si informano e partecipano attivamente al dibattito su opere che cambieranno l’aspetto della nostra città e sembrano pronti a battersi per difendere il loro quotidiano.
Siamo contente perché anche la nostra associazione è piena di dubbi e sospetti di fronte a questo Piano: abbiamo partecipato alle riunioni che l’Amministrazione ha fatto con i cosiddetti portatori di interesse e le associazioni ambientaliste, abbiamo parlato con i pescatori e i balneatori e siamo arrivate alla conclusione che ancora una volta si pensa di buttare milioni di euro (che probabilmente non verranno mai stanziati) per riparare vecchi errori strutturali e successive scelte amministrative emergenziali.
Si sa che un porto fluviale ha bisogno di continui dragaggi. Come mai il Comune, anni fa, non ha pensato di comprare una draga per assicurare un dragaggio periodico e regolare? Non ci ha pensato neppure dopo che l’insabbiamento è peggiorato con la diga foranea e il molo di levante: i pescatori rischiano la vita rientrando nel porto, le navi traghetto hanno seri problemi ad attraccare, i cittadini di Pescara hanno dimenticato la sensazione di farsi il bagno nell’acqua di “mare”.
Come mai la Provincia non ha avviato anni fa la bonifica del fiume Pescara i cui sedimenti sono sempre più inquinati e creano seri problemi di stoccaggio, una volta dragati? É accertato che la maggior parte dei depuratori non funzionano. Cosa si sta facendo in merito? Dove sono gli organi preposti al controllo degli scarichi degli insediamenti industriali lungo l’Aterno Pescara?
Non ci addentriamo qui in un’analisi dettagliata del nuovo porto anche perché non siamo degli esperti ma a prima vista ci sembra che a guadagnarci saranno gli industriali, (le cui navi con gli idrocarburi ora entrano nel porto a mezzo carico); i titolari di agenzie marittime che non dovranno più rimborsare biglietti per traghetti che non possono partire o arrivare e i…… costruttori che sapranno bene come edificare la nuova superficie urbana che si verrà a creare nell’area della Madonnina (9 ettari al posto dei 2 attuali….senza parlare delle nuove infrastrutture e del cosiddetto “water front”).
Sembra invece che a perderci siano i pescatori che si ritrovano con una “nuova” darsena molto ridotta , con una entrata non sicura in quanto orientata per 310° (maestrale) e non riparata dai venti del 1° quadrante.
I balneatori sono scontenti perché 5 concessioni spariranno e perché probabilmente ci saranno problemi di insabbiamento.
La signora Carmelita Flocco, responsabile del comitato, spiega le ragioni per cui i cittadini non sono contenti e noi siamo assolutamente d’accordo con loro. Ma, proprio in considerazione dell’importanza di questa battaglia che spero condivideremo, ci permettiamo di metterli in guardia: non credete alle promesse e alle assicurazioni dei candidati che in campagna elettorale si schiereranno pro o contro il nuovo porto non per onestà intellettuale ma semplicemente per raccattare voti. Ormai sappiamo bene quanto valgano le loro parole. Guardate invece quello che hanno fatto e come si sono comportati.
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Gentile Redazione,
per come la vedo io, pur essendo giuste le vs. critiche sul nuovo piano regolatore portuale (ma ce ne sarebbero altre), non credo che questo progetto vedrà mai la luce.
Perchè costerebbe molto di più di quello che hanno dichiarato e perchè
infatti già i soldi rimasti (pochi) sono dirottati sul porto di Ortona.
Come scrive bene l\’ing. Mario Russo sul ns. sito, starà alle prossime generazioni la soluzione del problema porto di Pescara.
Noi per ora dobbiamo tenercelo così (sbagliato).
Saluti,