Nella seduta del Consiglio Regionale del 24 aprile sono stati ritirati, tra gli altri, i tre emendamenti che andavano a modificare l’art. 5 comma 17 del Piano Demaniale Marittimo Regionale (vedi nostro art. precedente).
Ringraziamo il tempestivo intervento del consigliere del PRC Maurizio Acerbo: “….sono stato costretto a presentare 1000 emendamenti ostruzionistici per rafforzare il senso di responsabilità nella maggioranza di centrodestra che aveva presentato la tradizionale macedonia di emendamenti volti a inserire norme discutibili e pericolose.
Ho richiesto quindi la sospensione del consiglio e una riunione dei capigruppo per raggiungere l’accordo.
Il Presidente Chiodi ha immediatamente raccolto l’invito.
Ottenuta la sospensione del Consiglio e l’impegno al ritiro degli emendamenti non digeribili (e che nulla avevano a che fare con la finanziaria) ho ritirato i miei emendamenti ostruzionistici.
L’accordo raggiunto ha consentito di giungere a una rapida approvazione di finanziaria e bilancio, senza norme intruse rispetto alle quali non avremmo potuto che fare le barricate”.
Ci auguriamo che questa fraudolenta modalità, che è stata usata anche per modificare i limiti di scarico dei Comuni nei fiumi e nel mare (la c.d. Legge Fogna), SCOMPAIA dalle pratiche degli amministratori abruzzesi.
Certo è che la stampa, ignorando episodi come questo (non è stato pubblicato niente a riguardo, ad eccezione di Primadanoi.it), non aiuta a cambiare alcune pratiche poco trasparenti e assai “furbette” di chi ci governa.
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