Abruzzo 2009: SOS ACQUA
dic 28th, 2008 by Redazione
La “gestione dell’acqua” sarà uno dei temi più importanti che il nuovo Consiglio Regionale Abruzzese dovrà affrontare nei prossimi mesi. Vi proponiamo perciò una recente intervista di Luisa Barbieri dell’Associazione N.A.DiR ad Alex Zanotelli che da sempre si batte per l’acqua “pubblica”.
Il nuovo governo di centro/destra non ci fa ben sperare, e l’opinione diffusa che la privatizzazione dell’acqua sia ormai nell’ordine delle cose e che battersi contro di essa significa fare solo pura testimonianza indebolisce la lotta.
Noi continueremo a batterci assieme a tutti coloro che credono che la gestione dell’acqua debba essere pubblica e partecipata dalle comunità locali.
Speriamo che un numero sempre maggiore di cittadin* si unisca a noi, magari dopo aver letto le riflessioni di Zanotelli.
Il Parlamento ha votato, il 5 Agosto del 2008 l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 con il quale scatta la privatizzazione dell’acqua. O meglio, il 25 Giugno fu approvato il decreto legge 112 del ministro Tremonti e in quel decreto, all’articolo 23, si parla di contratti di apprendistato. Subito dopo c’era l’articolo 24 senza alcuna traccia dell’articolo 23 bis. Questo decreto viene trasformato in legge il 6 Agosto 2008 col numero 133 e tra l’articolo 23 e l’articolo 24 spunta l’articolo 23 bis che titola servizi pubblici, locali di rilevanza economica. “Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici e locali di rilevanza economica in applicazione della disciplina comunitaria al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti all’universalità e accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’articolo 117 secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali prevalgono sulle relative discipline di settore con esse compatibili”.
Ecco, tu per primo hai scoperto l’inghippo, nessuno si è reso conto che all’interno della finanziaria 2008 era incluso anche questo input orientato verso la privatizzazione dell’acqua. Hai scritto anche una lettera a Beppe Grillo. Ci spieghi cosa ti ha spinto?
Quella era una lettera che ho scritto ad amici. Quest’estate sono stato profondamente coinvolto dal problema dei rifiuti a Napoli, e quando da lì, all’inizio di Agosto, mi sono spostato a Cosenza, durante i campi di lavoro, mi è arrivata una segnalazione sulla storia dell’acqua e ho cominciato a cercare di capire. Ho chiesto ad alcuni amici e mi hanno detto che c’era qualcosa che stava per essere varato. Già a Cosenza ho scritto un testo che più che una lettera voleva essere un sos: “Diamoci da fare, perché ci stanno privatizzando l’acqua”. La cosa che mi ha più preoccupato è stato questo silenzio tombale da parte di tutti e, allora, mi sono chiesto: “Ma come è possibile? L’anno scorso abbiamo lottato per l’acqua; abbiamo raccolto trecentomila firme, perché adesso nessuno reagisce a questa legge?”. Ecco perché ho deciso di lanciare un grido di SOS acqua.
Se ne sono approfittati perché eravamo distratti, tutti al mare a goderci un meritato riposo!
La gravità, a mio parere, sta in questo loro modo di essersi approfittati nel corso dell’estate di un decreto, il 133 Tremonti, inerente a problematiche economiche, per “metterci dentro” la questione dell’acqua e, cosa che ho trovato ancora più grave, l’opposizione, in particolare il P.D, è essenzialmente concorde. Come è possibile che in Italia si arrivi a trovare un tale accordo su un problema così importante come quello dell’acqua?
Tra l’altro c’era stata anche una lettera che avevi scritto durante la campagna elettorale a Walter Veltroni su questo problema, vero?
Sì. Ho provato a vedere se riuscivo ad ottenere qualcosa da Veltroni partendo dalle lacrime che lui stesso aveva versato a Korogocho davanti a tanta miseria. Gli ho chiesto se poteva trasformare quelle lacrime in una decisione politica per asciugarle. Gli ho chiesto se avrebbe potuto impegnarsi sul problema dell’acqua che è, e rimane, un diritto imprescindibile di tutti i popoli. Lui ha risposto con una lettera semplicemente vergognosa dicendo che, per ragioni di efficienza, bisogna iniziare a pensare in maniera altra all’acqua. Non accettava la mia proposta. Questo mi ha ferito. Per questo sono dell’idea che sia a destra che a sinistra sono concordi nel mercificare tutto.
Cosa vuole dire privatizzare l’acqua?
Questo è il punto dove ci prendono in giro. Formigoni, ad esempio, in Lombardia ha fatto la distinzione tra l’acqua pubblica e l’erogazione dell’acqua che, a suo avviso, può essere privata. Ma io mi chiedo…che differenza c’è?
Poi c’è il problema che l’acqua può essere pubblica per i comuni ma l’adduzione dell’acqua, ad esempio in Campagna, è già in mano a una compagnia per cui i comuni devono comperarla dalla compagnia. Quando noi parliamo di acqua pubblica intendiamo che sia l’adduzione dell’acqua, quindi dalla sorgente ai comuni, sia l’erogazione dell’acqua sia in mano pubblica cioè gestita da totale capitale pubblico, neanche lo 0, 10% deve essere privato perché se c’è il privato questo chiede di guadagnare e ha ragione, ma non si deve guadagnare sull’acqua perché l’acqua non è merce. Inoltre questo deve essere fatto al minor costo possibile per l’utente, ci saranno dei costi che prima o poi tutti dovranno sobbarcarsi in maniera o l’altra, e che non sia S.P.A.(Società Per Azioni) che vuol dire essere parte del mercato.
Questo è per noi il significato di acqua pubblica: è un diritto fondamentale umano, gestito dalle comunità locali con totale capitale pubblico a meno costo possibile per l’utente senza essere S.P.A.
Sembra che si stiano dimenticando un concetto fondamentale: l’acqua è un diritto per l’umanità.
Esatto. A me sembra un concetto così banale invece! Senza aria non posso vivere, ho diritto all’aria, all’aria pulita, e anche senza acqua non posso vivere. Posso vivere senza petrolio. Ci sono cose fondamentali per la vita umana: l’acqua è una di queste cose. Stiamo cercando di studiare la legge per vedere se ci sono gli ingredienti per tentare un referendum pubblico abrogativo. Perché siamo sicuri che da un referendum otterremmo una valanga di firme e riusciremo a rimettere in moto un po’ tutto. Da parte delle persone c’è una grandissima sensibilità a questo livello, tutti sentono che l’acqua è pubblica. Il problema è che la gente non capisce quello che avviene, i politici mettono in piedi meccanismi così astuti che le inventano tutte per prenderci in giro.
Pare sia scomparso il rispetto per l’essere umano. L’essere umano è una merce, o meglio è mercificato.
Di questo non diamo colpa ai politici, ci siamo dentro tutti. Io credo che qui sia avvenuto un salto antropologico, per cui oggi l’umanità ha accettato il mercato come qualcosa di talmente evidente che c’è e che l’unica legge del mercato è il profitto. Una volta che noi introiettiamo questo concetto della supremazia del mercato, per cui tutto diventa merce e che l’unica legge è quella del profitto, è finito. Come mi compero un litro di benzina così ci compriamo un litro di acqua perché tutto è merce. E’ questa la gravità del momento che stiamo vivendo oggi: abbiamo accettato questo cambiamento. Potremo fare un altro salto di qualità solo quando torneremo a mettere al centro ogni singolo uomo e ogni singola donna come unici e irripetibili e tutto il resto al servizio della crescita umana.
Buon 2009 a tutt* dalla redazione di MareLibero
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“SOS ABRUZZO IL CONCERTO il 13 giugno 2009 DALLE ORE 14 ALLE 2 DI NOTTE
presso stadio S.ORSO DI FANO (PU) SI TERRà UNA SERIE DI CONCERTI. SUL PALCO
FAMOSI E EMERGENTI, TUTTO L’INCASSO SARà DEVOLUTO IN BENEFICENZA PER LA
CASA DELLO STUDENTE DE L’ACQUILA. RAGAZZI DIFONDETE IL MESSAGGIO E NON
MANCATE… L’ABRUZZO CHIAMA
PER RIDARE UN FUTURO AI SUOI RAGAZZI…GRAZIE