Tribunale di Teramo : De Cecco confessa gli abusi sul Demanio…
nov 24th, 2008 by Redazione
In data 18 novembre 2008 il G.I.P. del tribunale di Teramo, dottoressa Marina Tommolini, ha emesso l’ordinanza di archiviazione della querela (una delle tante) sporta il 6/12/2006 dal Cav. A.Filippo De Cecco nei confronti dell’ allora consigliere comunale Maurizio Acerbo, per “diffamazione”.
“La notizia di reato è infondata -si legge nella sentenza- condividendosi pienamente le argomentazioni evidenziate dal P.M. a differenza delle censure a dette argomentazioni proposte dalla parte offesa.”
Due sono le vicende in questione. La prima riguarda la destinazione dell’area di mq. 4.964, posta sul litorale, di proprietà di De Cecco, originariamente edificabile, poi destinata a verde pubblico tramite la Variante al P.R.G (2006) e ritrasformata in area edificabile in seguito a un emendamento approvato in Consiglio Comunale evidentemente per accontentare il Cav. De Cecco (il famoso albergo a tante stelle sul mare). Continua la sentenza: Maurizio Acerbo, deputato, consigliere comunale di Rifondazione Comunista ed esponente di comitati cittadini per la salvaguardia delle aree pubbliche, quali quelle marittime, era decisamente contrario al ripristino della edificabilità……L’Acerbo, poi, esterna una serie di complimenti al De Cecco quale imprenditore, sostenendo che lo stesso persegue giustamente il proprio tornaconto (avendo acquistato un’area originariamente edificabile) mentre denuncia apertamente la subalternità della politica agli interessi economici. In un simile contesto, appare piuttosto arduo sostenere che vi sia stato un deliberato attacco alla reputazione del De Cecco, e la frase del “colossale regalo di volumetrie” costituisce l’aspra critica alla volontà di alcuni esponenti politici di togliere del “verde” alla città.
La seconda vicenda riguarda l’ampliamento, definito “abusivo”, dello stabilimento balneare Le Paillotes.
Così la sentenza: Vi è agli atti la domanda di condono edilizio presentata il 10/12/2004. Nella stessa il De Cecco chiede, per l’appunto, di condonare una serie di interventi edilizi, anche di ampliamento, realizzati (evidentemente) in modo abusivo. Quindi -conclude il giudice- si esclude che vi fosse una volontà diffamatoria nei confronti dell’imprenditore e, ad ogni buon conto, valgono, comunque, le considerazioni dianzi indicate circa l’effettiva sussistenza, già all’epoca, di pregressi abusi edilizi confessati dallo stesso De Cecco nella richiesta di condono.
Questa seconda parte della sentenza, così pronunciata, rende giustizia anche a noi di MareLibero, più volte denunciate per diffamazione quando abbiamo osato scrivere, carte e video alla mano, che certi manufatti de Le Paillottes erano abusivi. (Tutto in nostro archivio categoria Demanio).
Leggi la sentenza integrale:



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