La depurazione in Abruzzo: “gravemente inefficiente”. La classe politica abruzzese: “totalmente inconsapevole”
ago 3rd, 2008 by Redazione
Lo stato dei nostri fiumi, quindi la qualità delle acque marine del litorale abruzzese, è molto scadente. E’ un dato di fatto. La principale causa è la scarsa efficienza della gran parte degli impianti di depurazione (nonchè l’alta presenza di discariche e scarichi abusivi; ma questo è un altro aspetto del problema).
Un quarto dei controlli sui depuratori segnala irregolarità rispetto ai parametri di legge. E’ quanto viene evidenziato nel dossier “Depurazione in Abruzzo” che il WWF ha presentato alla stampa. Il documento si basa sul quadro generale dei dati forniti dall’ARTA sui controlli avvenuti nel 2007 su tutti i depuratori della Regione. DOSSIER COM.STAMPA WWF
Emerge un quadro piuttosto preoccupante: i grandi impianti, come i depuratori di Pescara (200.000 ab.eq.) e Montesilvano (105.000 ab.eq.) sono i più controllati ma negli ultimi tempi hanno avuto grossi problemi contribuendo ad aggravare la qualità delle acque. Il primo ha il 30% dei controlli fuori parametri; il depuratore di Montesilvano sappiamo in che condizioni versa , o meglio, “sversa” (18 controlli risultati fuori parametri su 22-vedi anche “caso Saline” nei precedenti articoli), nonostante il nuovo gestore (l’Aca presieduta da Bruno Catena) assicuri che alcuni lavori di potenziamento sono stati portati a termine. Ma il problema principale è nella scarsa efficienza degli impianti medi e piccoli, disseminati capillarmente sul territorio abruzzese, il cui impatto diffuso non ha avuto sinora la giusta considerazione da parte dei soggetti gestori e degli organismi di controllo. I piccoli comuni, le frazioni, le case sparse sono dotati di fosse settiche tipo Imhoff (ce ne sono circa un migliaio) per le quali si valuta che il rendimento depurativo nei confronti della materia organica non superi il 20%.
Nel 2008 la situazione è sicuramente destinata a peggiorare grazie all’entrata in vigore, nell’ottobre 2007, della legge “Fogna” che, come denuncia il WWF nel suo dossier, ma come denunciamo da tempo come rete “EmergenzAmbienteAbruzzo”, alzando i parametri di legge per i carichi inquinanti, permette ai piccoli impianti di scaricare molto più. Questa legge unitamente alla n.60 del 2001, che ha ridotto l’importo delle multe per chi inquina, evidenzia quale sia il grado di inconsapevolezza della classe politica nei confronti dello stato di degrado dei nostri fiumi e della portata dei danni irreversibili che si stanno producendo su tutto il territorio. Soprattutto nel settore turistico che, a parole e non nei fatti, sta così a cuore ai nostri amministratori. Per non parlare della mancanza di rispetto per i cittadini che pagano, nella bolletta dell’acqua, una quota consistente per la depurazione (dicasi “pagamento di indebito”).
ps I balneatori e gli albergatori di Montesilvano esultano per le ultime analisi dell’ARTA, che hanno reso di nuovo “balneabile” il tratto di costa a sud della foce del Saline. Saranno magari diminuiti streptococchi e coliformi fecali…ma l’inquinamento chimico, evidenziato dalle recenti indagini della forestale e dalle analisi della stessa ARTA, è sempre presente. La stagione balneare “è salva”, per i turisti. Noi che conosciamo il territorio siamo sempre più preoccupati.
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