Fiume Saline: pesci alla diossina?
ago 1st, 2008 by Redazione
Approda in Consiglio Comunale, a Montesilvano, la questione “fiume Saline”. Una corposa interrogazione del consigliere del PRC Odoardi chiede risposte su quanto l’amministrazione stia facendo riguardo la crisi ambientale dell’area del fiume Saline, dichiarata nel 2003, dal Ministero dell’Ambiente, SIN (Sito di Interesse Nazionale). In poche parole area altamente inquinata quindi da caratterizzare e bonificare ZONAZIONE RIFIUTI INTERRATI SALINE. Arsenico, Cadmio, Rame, Fitofarmaci, Idrocarburi pesanti e Diossine sono stati trovati nei terreni, nelle falde acquifere e nelle acque superficiali; la discarica di Villa Carmine, satura da anni, continua a percolare fino a venti metri di profondità; nell’area inquinata ci sono cantieri ovunque: perfino la Provincia di Pescara muove terreno inquinato, per la realizzazione di un Parco Fluviale attrezzato (vedi nostro art. precedente “horror tour sul fiume Saline”). Chi ha dato le autorizzazioni? I terreni rimossi sono da considerare rifiuti speciali, come e dove vengono “smaltiti”? INTERROGAZIONE-SALINE
Il sindaco Cordoma ha ricordato che le responsabilità del degrado partono da molto lontano e si chiede come solo adesso il caso Saline sia alla ribalta della cronaca. Dov’erano prima i controlli? Ce lo chiediamo anche noi. Da sempre. All’interrogazione non sono state date risposte esaurienti ma tra dieci giorni si terrà un Consiglio Comunale Straordinario sull’argomento.
Sfortunata la Città di Montesilvano che accoglie la foce del Saline! Nonostante l’evidenza delle ultime analisi Arta (Coliformi fecali, streptococchi, salmonella e diossina a go go) gli albergatori vincono il ricorso al TAR contro il divieto di balneazione del Sindaco, che viene sospeso.
A parte il bagno a mare…
Il fiume Saline ha un alveo naturale stretto e profondo da permettere la vita a una quantità e varietà di pesci anche di notevoli dimensioni. Carassi, carpe, barbi, anguille,cavedani pesci gatto e tra i pesci “in risalita” cheppie e spigole; sono state anche avvistate alborelle meridionali e barbi canini (specie protette a livello comunitario). Tutta questa biodiversità è a rischio. Certi pesci muoiono, altri si deformano. Nessun amministratore dei tanti comuni comunque coinvolti, come Montesilvano, nella perimetrazione dell’area inquinata, ha pensato a vietare la pesca.
Ne succedono di cose lungo gli argini del Saline!
Ce le racconta un giovane pescatore amatoriale (quello che rigetta il pesce in acqua). Esseri Umani di tutte le etnie pescano di frodo, indisturbati, “con la calce” o con trappole “professionali” , mangiano e vendono al nero pesci probabilmente alla diossina. Un camion bianco è stato visto scaricare liquidi tossici nel fiume, quasi sempre di sabato notte (eventuali controlli la domenica sono improbabili).
Siamo all’emergenza sanitaria: l’Arta non ha la strumentazione per controllare le diossine,tanto meno quelle negli animali. Perché andare fuori regione (con tempi che si allungano) quando abbiamo in Abruzzo l’Istituto Zooprofilattico, laboratorio sperimentale riconosciuto a livello internazionale nell’ambito della sanità pubblica veterinaria e non solo, che questi strumenti li ha e li sa usare (vedi lavoro svolto in Campania per la “mozzarella di bufala contaminata”) ?
I Sindaci sono responsabili della salute pubblica: richiedere i controlli e precauzionalmente vietare la pesca sono atti dovuti.
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