Pericolo piattaforme: non è “falso allarmismo”
Mag 15th, 2008 by Redazione
“C’è presenza di idrocarburi pesanti sulle pietre del Turchino a S.Vito Chietino. Purtroppo le nostre preoccupazioni sono state confermate dalle analisi effettuate dall’Arta in queste settimane. Non sappiamo dare ancora una provenienza precisa a questo tipo di inquinamento, ma ci stiamo attivando insieme al WWF ed altre associazioni per chiarire questo ennesimo aspetto della vicenda.
Sembra superfluo a questo punto chiedere al Sindaco Catenaro di ritirare la denuncia minacciata la settimana scorsa ai vertici provinciali del WWF, lo riteniamo un atto dovuto di correttezza morale e politica.
A far aumentare le nostre preoccupazioni, in questi giorni, sono state le risultanze tecniche delle trivellazioni delle piattaforme stanziate davanti alle nostre coste, pertanto vi invitiamo a visitare il sito internet della società che gestisce la piattaforma, (www.medoilgas.com) che usa toni trionfalistici per annunciare di aver trovato miliardi di barili di petrolio proprio nella zona tra Ortona e Vasto. Le sue azioni crescono e le nostre come Comune verde, turistico, del buon bere e del buon vivere stanno per cadere irreversibilmente. “
dal comunicato stampa de l’ ass.Occhi del Popolo-S.Vito Chietino
Altro che “falso allarmismo”: lo sapevate che nel 2005 è stata sfiorata la catastrofe ambientale per un grave incidente avvenuto sulla piattaforma “Rospo Mare” al largo di Termoli?
leggi:DISASTRO ECOLOGICO SCAMPATO-PER ORA
Le piattaforme sono la causa del 10% dell’inquinamento da idrocarburi. Per poter trivellare le compagnie hanno bisogno di speciali fluidi e fanghi per portare in superficie i detriti cutting, che risultano essere tossici e tra le principali cause di contaminazione dei pesci e degli uomini che li mangiano. In America studi fatti hanno evidenziato una percentuale di mercurio nelle specie ittiche intorno le piattaforme sino a 25 volte superiori la norma. Un dato decisamente preoccupante sulle attuali e future condizioni del nostro mare, specie se si sommano a questi dati lo stato pietoso in cui versano i fiumi, la pesca industriale, la cementificazione della costa e il proliferare di porti e porticcioli che contribuiscono alla distruzione dell’ecosistema marino.
Rapporto MEDOIL sul petrolio trovato nel sottosuolo marino teatino. Leggi! ombrina2



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