Le pertinenze vanno pagate in modo…”pertinente”
Mag 8th, 2008 by Redazione
I balneatori sono sul piede di guerra e chiedono al nuovo governo la sospensione dell’aumento dei canoni e la riforma della legge.
Precisiamo che i canoni previsti dall’ultima legge finanziaria 2007 riguardano solamente le concessioni demaniali che hanno potenzialità reddituali elevate come ristoranti, discoteche o alberghi. novita-demaniali apportate-dalla-finanziaria-2007
La protesta della categoria è “comprensibile” visti gli altissimi profitti realizzati fino ad ora soprattutto grazie ai canoni “irrisori” pagati allo Stato.
Per esempio, il canone di una concessione di 10.000 mq con una pertinenza commerciale (ristorante-discoteca-bar) di 1.400 mq era di circa 14.000 euro l’anno
(mediamente €1.40/mq).Ora la stessa concessione pagherà circa 88.000 euro.
Di fronte a questi aumenti bruschi e pesanti la vera domanda non è perchè lo Stato oggi chieda tanto bensì come ha fatto finora a chiedere così poco!
Infatti la legge precedente (L.494/93) prevedeva un canone basato sulla metratura della spiaggia senza tenere conto delle costruzioni e del loro valore commerciale.
Nel 2003 il governo di centro/destra ha provato ad aumentare indiscriminatamente del 300% tutti i canoni delle concessioni balneari (anche quelli senza pertinenze). A seguito della forte opposizione della potente lobby dei balneatori che minacciavano aumenti per lettini e ombrelloni, è stato introdotto un emendamento su misura che sospendeva l’aumento in attesa di una riforma del settore. Questo giochetto è andato avanti così fino alla finanziaria 2007 del centro/sinistra. Viene eliminato il rincaro indiscriminato, la durata delle concessioni viene portata fino a 20 anni, ma si stabilisce l’aumento dei canoni per gli stabilimenti dotati di pertinenze. Ombrelloni e lettini pagano come prima mentre alberghi, ristoranti, discoteche e bar pagano secondo canoni di mercato. Questa legge ha anche il merito di scoraggiare il subaffitto delle attività commerciali (usanza comune dei nostri balneatori-imprenditori) che, grazie ai canoni bassi, subaffittando possono vivere di rendita. Un’ altra “batosta” sembra essere in arrivo per una recente sentenza della Corte dei Conti del Lazio che ha condannato l’assessore regionale al turismo, (giunta centro/destra 2000-2005), a pagare un’ammenda per non aver suddiviso i Lidi in fasce, permettendo così che tutti pagassero il canone minimo. Infatti la legge 494/93 demandava alle Regioni l’incombenza di effettuare una ricognizione delle rispettive coste, al fine di determinare l’appartenenza del proprio litorale e delle concessioni ivi presenti nelle categorie “A” (alta valenza), “B” (media valenza) e “C” (bassa valenza). La legge prevedeva inoltre che, sino a quando le Amministrazioni Regionali non avessero adempiuto a tale ricognizione, si consideravano le coste appartenenti alla categoria “C”. Con la finanziaria 2007 le categorie sono diventate due (A e B) ma la maggior parte delle Regioni, fra cui anche l’Abruzzo, continuano a essere inadempienti. La Corte ha sentenziato però che “una prassi contra legem non può escludere la colpevolezza”. Gli assessori regionali competenti sono avvisati..
fonte:L’Espresso n.17 del 1-5-2008
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