V.I.A : in Abruzzo “nove minuti” per valutare un progetto che riguarda il territorio!
mag 7th, 2008 by Redazione
Nuovo Record per la pubblica amministrazione. Questa volta è della Regione Abruzzo. Nove minuti: è questo in media il tempo che il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale avrà per valutare l’impatto di progetti e piani quali cave, varianti ai Piani Regolatori Generali, impianti scioviari e fonderie in provincia di L’Aquila. Più lenti, “ben” 13 minuti, non si sa per quale motivo, per ogni progetto all’esame per la Provincia di Chieti (con pozzi per la ricerca di idrocarburi, cave, impianti di zincatura, centro di stoccaggio di rifiuti, strade ecc.).
E’ messo tutto nero su bianco. Basta leggere la Convocazione del prossimo Comitato Valutazione di Impatto Ambientale (odg-8-maggio-2008) per capire come funziona il Comitato, il luogo dove per legge dovrebbe essere garantito il diritto dei cittadini (e degli stessi imprenditori) ad un’approfondita valutazione da parte di esperti dei progetti che possono avere un impatto ambientale sul territorio.
Come funziona il Comitato VIA? Al Comitato, composto da funzionari di vari assessorati della Regione, delle province e della Forestale, più 3 tecnici esterni, arrivano i progetti inviati alla regione dai proponenti (privati o pubbliche amministrazioni), composti ognuno da centinaia di pagine di relazioni, mappe, cartine redatte dai tecnici dei proponenti stessi. L’esame del singolo progetto nel Comitato inizia con una illustrazione della propria istruttoria da parte di un funzionario dell’Assessorato all’Ambiente della Regione. Pochi minuti sono di solito dedicati per descrivere il progetto e dare l’indicazione dell’ufficio. Molto spesso lo stesso funzionario è chiamato per ordine di servizio a dare le proprie indicazioni al Comitato su progetti molto diversi, dalle cave agli impianti scioviari, dai PRG al calendario ittico o venatorio. Appare del tutto probabile che anche loro si sentano in difficoltà, visto che ben difficilmente si è tuttologi. Inizia, quindi, la discussione tra i membri del Comitato sull’intervento. Qui una domanda è lecita: i componenti hanno letto le centinaia di pagine dei progetti che devono valutare? Sono messi nelle condizioni di decidere in piena consapevolezza, visto che l’ultima convocazione è del 29 aprile per l’8 maggio (8 giorni con tre giorni festivi di mezzo, durante i quali tutti i componenti sarebbero dovuti andare a L’Aquila e leggersi decine di migliaia di pagine, nel caso aggiornandosi con la bibliografia per specifici progetti)?
Per il Coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo, che riunisce decine di associazioni, comitati e movimenti abruzzesi, si tratta di un vero e proprio scandalo, già denunciato nel dossier presentato in occasione della manifestazione del 15 marzo a cui hanno partecipato a Pescara migliaia di persone.
Spesso comitati ed associazioni vengono criticati per le loro prese di posizione su progetti ed interventi e si sorride con sufficienza rispetto alle loro preoccupazioni. Questa è, però, la realtà sul modo con cui nella Regione Abruzzo si decide il futuro di interi territori. Sareste rassicurati dal sapere che la nuova cava vicino casa, il nuovo PRG che segna il futuro del proprio comune per decenni, una nuova discarica, vengono decisi in pochi secondi da persone che ben difficilmente sono nelle condizioni di conoscere dettagliatamente i progetti su cui sono chiamati a decidere?
Non c’è proprio da stupirsi se poi associazioni e comitati locali non si fidano della capacità della pubblica amministrazione di gestire correttamente il territorio e il rapporto con i cittadini. I casi del Centro Oli e della Mare-Monti, approvati dal Comitato VIA nonostante i clamorosi errori e le palesi incongruenze, sta a testimoniarlo.
Il Coordinamento chiede una profonda modifica delle procedure per l’esame dell’impatto ambientale dei progetti, con una diversa composizione del Comitato VIA, un sostanziale cambiamento nelle modalità di esame dei progetti e, soprattutto, un coinvolgimento reale dei cittadini nelle scelte che riguardano il loro futuro.
Coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo
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