Acque minerali: finalmente in Abruzzo un canone (minimo) per le concessioni
mag 5th, 2008 by Redazione
COMUNICATO STAMPA MareLibero-5 maggio 2008
Giusta la tariffa prevista dalla Giunta Regionale sul prelievo delle acque abruzzesi da parte di aziende private - Leggiamo in questi giorni della protesta del capogruppo in regione di AN Castiglione, appoggiata prontamente dal sindaco di Popoli e dall’assessore provinciale Castricone, circa la “super-tassa” (così la definisce Castiglione) di 2 euro a mt cubo sull’acqua prelevata dalle falde abruzzesi dalle aziende private che imbottigliano acqua minerale. Ci permettiamo di dare qualche informazione a riguardo: Fino a pochi anni fa, la materia era regolata da una legge del 1927,quando l’acqua minerale era il bicchiere che si andava a riempire alle terme. La concessione si pagava in base agli ettari di terreno occupati per gli impianti. Pochi spiccioli: da 5 a 60 euro per ettaro. in Abruzzo in base a questa legge fino all’approvazione di questa delibera si pagava un forfait annuo di 2.500 euro per l’occupazione, il prelievo dell’acqua era GRATIS! La situazione è cambiata nel 2001 quando la riforma federalista ha dato alle Regioni la competenza sulle acque minerali. Alcune regioni hanno cominciato ad intervenire, spinte anche da pronunce della magistratura. Soprattutto in quelle dove è maggiore la produzione di acque minerali, è stato introdotto il principio di commisurare il canone di concessione ai mt cubi di acqua utilizzata, invece che solo agli ettari occupati. Il canone previsto varia da 0,2 euro per metro cubo-mille litri- (in Campania) e 3 euro per metro cubo (in Veneto). Il Lazio, penultima regione a modificare la propria legislazione, ha stabilito il canone di 2,50 euro per metro cubo di acqua imbottigliata, 2 euro per l’acqua “comunque emunta” (nella produzione industriale di acqua minerale si usa molta acqua per la lavorazione). L’ultima (la nona per la precisione) regione, se verrà approvata,(deve passare prima nelle commissioni Bilancio e Industria/Commercio poi in Consiglio), l’Abruzzo (2008) . Gli effetti sui bilanci sono evidenti. Alcuni esempi: il Piemonte prevede un aumento del canone da praticamente zero a un milione di euro l’anno. Il Veneto da 300.000 a 2,7 milioni di euro. Tornando a noi: il gruppo che imbottiglia la Gran Guizza di Popoli è la San Benedetto (con sede a Venezia), il secondo maggior produttore di acque minerali in Italia (controlla il 18% del mercato). Con i propri marchi (San Benedetto, Guizza, Alpe Guizza Caudana,Acqua di Nepi, Primavera) imbottiglia (dati 2006) 2,2 miliardi di litri di acqua, per un fatturato (sempre dati 2006) di 541 milioni di euro. La San Benedetto in Veneto, dove preleva la maggior parte di acqua, paga 3 euro a metro cubo (mille litri) ci chiediamo: perchè non dovrebbe pagare 2 euro in Abruzzo? Nel libero mercato le aziende private hanno un costo per le materie prime. Per quale motivo così non dovrebbe essere per l’Acqua? Tra l’altro, facendo un rapido calcolo, l’incidenza per litro di questo canone è 0,2 centesimi di euro, e pur calcolando il consumo per la lavorazione, (che il solerte Castiglione quantifica nel doppio della quantità imbottigliata), arriviamo a 0, 4 centesimi a bottiglia da litro!! Come al solito viene usata strumentalmente la questione dei poveri lavoratori che non si sa per quale motivo dovrebbero “pagare” (il Centro-4 maggio) per l’introduzione di una sacrosanta tariffa (tra l’altro piuttosto bassa) per l’uso del bene acqua, prezioso ma soprattutto di tutti!
Associazione MareLibero Pescara
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