Il 15 Marzo 2008 manifestiamo anche per questo…
Mar 1st, 2008 by Redazione
Nome dell’opera: Mare-Monti Lunghezza del tratto appaltato: 3 km Costo: 18 milioni di euro (6 milioni a km) Lunghezza del tratto nella Riserva: 1,4 km Lunghezza del viadotto “Penne”: 800 metri, tutto all’interno della Riserva Altezza del viadotto “Penne”: 60 metri Ditta affidataria dei lavori: TOTO spa Cemento, cemento e ancora cemento nella famosissima Oasi del WWF del Lago di Penne (Pe), conosciuta come l’oasi della Lontra. Un viadotto-mostro alto 60 metri e lungo 800 è quello che l’ANAS e la Provincia di Pescara avevano (e hanno tuttora?) intenzione di costruire nella Riserva Naturale Regionale del Lago di Penne al fine di realizzare la cosiddetta strada Mare-Monti. Il WWF, durante una conferenza stampa svoltasi a Pescara, ha divulgato il progetto dell’ANAS e della Provincia di Pescara, mostrando i rendering ufficiali del terrificante ecomostro che si stava realizzando a Penne e il cui cantiere è stato fortunatamente sequestrato martedì scorso dal Corpo Forestale dello Stato di Pescara guidato dal Dr. Conti, a seguito degli esposti e delle segnalazioni del Direttore della Riserva e del WWF. “I rendering degli stessi progettisti che mostravano l’inserimento dell’opera nel paesaggio avrebbero dovuto bloccare il progetto all’epoca dell’esame al Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo. Neanche nelle periferie più squallide delle grandi città potrebbero più accettare un megaviadotto ecomostro di queste dimensioni e dalle fattezze tipiche delle autostrade anni ‘60 – ha dichiarato Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo. Invece lo hanno approvato. Si tratta di un progetto letteralmente raccapricciante che mette in pericolo non solo l’Oasi della Lontra, famosa in tutto il mondo, ma anche il prezioso centro storico di Penne. Dal Lago, invece di godere della vista del convento di Colleromano e del centro storico, si avrebbe la vista di tanti piloni, una vera barriera grigia di cemento armato tra il centro e l’area protetta. E’ gravissimo e macroscopico l’errore che ha portato a progettare - e la Regione ad autorizzare - un tracciato senza accorgersi che ricadeva nella Riserva creata dalla Regione stessa con tanto di vincoli imposti dal Consiglio Regionale. Questa è, però, solo la prima vittoria per evitare la nascita di un vero e proprio ecomostro di livello internazionale. Vigileremo affinché un tale scempio non venga realizzato, anche perchè qualcuno ha dichiarato che “basterebbe” tagliare il perimetro della Riserva e/o variare le norme di salvaguardia per permettere la costruzione del viadotto.
Quello dell’Oasi del WWF del Lago di Penne è un modello di economia durevole e sostenibile riconosciuto unanimamente e che ha dato i suoi frutti, con decine di migliaia di visitatori all’anno. In un momento in cui la sostenibilità è al centro del dibattito mondiale e tutti si dicono pronti, a parole, a tutelare l’ambiente si mette a rischio con un delirio di cemento uno dei pochi esperimenti di economia sostenibile già concretamente realizzati. (dal comunicato stampa del WWF Abruzzo).
Il 15 marzo a Pescara scendiamo in piazza anche per questo.



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