A quando regole certe e un indirizzo preciso per il nostro litorale?
giu 15th, 2007 by editor
Giugno 15th, 2007
DELFINO VERDE sequestrato dal Nucleo Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza e dalla P.G. del tribunale di Pescara. Il reato contestato è “ristrutturazione abusiva”. Oltre alla mancanza dei titoli concessori edilizi, il progetto non sembra comunque rispettare le norme del nuovo Piano Spiaggia in via di approvazione.
Quello che ci sconcerta è che ancora una volta sotto gli occhi di tutti (soprattutto dei nostri amministratori, alcuni presenti addirittura all’inaugurazione!) si compiano evidenti abusi che solo la magistratura cerca di arginare.
Sembra proprio che il destino del nostro litorale sia stato delegato ad una nuova rampante imprenditoria, finanziariamente forte, che sta trasformando l’antica attività familiare del balneatore in un freddo business.
In questa accelerazione del processo di “stabilimentizzazione”, senza una visione organica e lungimirante del nostro turismo balneare, ci sono comunque operatori che vivono di questo lavoro e che non dimenticano che la spiaggia è pubblica, gli è data in concessione.
Come il caso di chi ha ristrutturato cercando di attenersi alle regole del Piano Spiaggia Comunale adottato utilizzando inoltre materiali e sistemi eco-compatibili.
Purtroppo però questi sporadici casi non cambiano lo stato delle cose. Non si può sperare nella iniziativa individuale più o meno “illuminata” dal punto di vista del rispetto dell’ambiente. E’ assolutamente necessario un indirizzo preciso, delle regole certe.
La riforma del titolo quinto della nostra Costituzione ha sancito il passaggio di deleghe importanti come quelle sul demanio marittimo dallo Stato alle Regioni.Questo passaggio non si è rivelato sempre un bene. Regioni come l’Abruzzo, (ma anche il Lazio), rispetto alla tutela ambientale delle coste, ai vincoli paesaggistici, agli strumenti urbanistici inerenti gli arenili, alla gestione delle concessioni, alla vigilanza sulla corretta applicazione delle deleghe ai Comuni, sono a dir poco inadempienti ed hanno una grande responsabilità circa la scriteriata occupazione e cementificazione progressiva delle spiagge.
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