Fareste il bagno dentro il porto di Ortona?
Mag 16th, 2007 by editor
-Maggio 16th, 2007
Mentre in Sardegna a Porto Cervo già negli anni ‘70 quando dragavano il porto, la sabbia mista a fango dopo averla bonificata la riversavano a miglia dalla costa; ad Ortona la fanghiglia maleodorante - da sostanza organica decomposta- del nostro porto mista a sabbia, la depositano per “ripascere” le spiagge del Lido Riccio, tra i bagnanti interdetti che corrono dietro i loro bambini cercando di evitare che si bagnino in quel liquido melmoso così poco rassicurante. Animali marini morti per asfissia lungo il raggio di azione della draga, poichè ricoperti da sabbia e fango riversati violentemente da una pompa . Un paesaggio lunare che abbiamo pagato con i nostri soldi, e che alla prime mareggiate come da copione andrà via, lasciando altro fango intrappolato tra gli scogli.
Come dice il proff. Stoppa:
Il ripascimento, cioè il riversare sulla costa milioni di metri cubi di sedimento prelevati altrove è uno di quelle operazioni che trova subito d’accordo amministratori e imprenditori mentre è sempre fortemente avversata dagli ecologisti e questa è una coincidenza troppo grossa per poter essere ignorata.
Infatti il ripascimento non solo è un’operazione milionaria per tutte le opere che sono poi necessarie a mantenerlo ma anche, dato l’enorme impatto ambientale, è soggetto a tali prescrizioni di sicurezza e compatibilità che i materiali costano cifre enormemente più alte che per altri usi.
Quindi è facile che una grossa parte dei guadagni derivi dal NON rispettare le prescrizioni -vedi Pescara- e rinascere con un sedimento qualsiasi invece che rispettare le norme di compatibilità e igiene ambientale. Spesso in Italia i controlli a posteriori sono trascurati e questo offre, specie in un campo tecnico e lucroso come questo, molte scappatoie.
Per dimostrare che il sedimento non è compatibile occorrono studi altrettanto complessi che per dimostrare che è compatibile…..quindi….Inoltre gli unici sedimenti veramente compatibili con quelli di una spiaggia possono solo essere prelevati da …un’altra spiaggia, ma questo ovviamente non è consentito. Trovare giacimenti di sabbia marina prelevabili senza violare le leggi nazionali e del buon senso o provocare un disastro ambientale, è veramente difficile e allora, visto che invece le ditte lavorano pure nei periodi festivi e di notte (come è capitato a Pescara) è facile saltare alla conclusione che se si controlla la magagna, anche grossa, grossissima, viene fuori.
Mentre l’UNESCO stipula una convenzione per la difesa della diversità culturale poichè oramai è sotto gli occhi di tutti la correlazione che c’è tra : perdita di biodiversità, diversità culturale, e povertà; a Ortona si perseguono metodiche che azzerano biodiversità e patrimonio culturale, generando il vuoto e il poco amore per la propria terra, terreno fertile per chi specula in ogni senso, e che lascerà solo povertà alle generazioni future.
Fabrizia Arduini
Coordinamento per La Tutela della Costa Teatina
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