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NO AUTO seconda azione: Marelibero-WWF e Critical Mass lanciano la seconda azione di protesta per l’incivilissimo provvedimento del neo-Sindaco Mascia (vedi nostro art. precedente-cat. NO AUTO)

Domenica 5 luglio alle 9.30 (fino alle 11.00) e alle 18.30 (fino alle 19.30) alla rotonda Paolucci (altezza via Cavour)
Doppio appuntamento per marciare a piedi e in bici sul marciapiede incriminato.  Già con la nostra prima azione, virtuale,  stiamo dimostrando al Sindaco che quanto continua a dichiarare sui giornali non corrisponde al vero: tantissimi cittadini di Pescara considerano questo provvedimento un atto arrogante e incivile, che tiene in considerazione solo dei “piccoli” e poco lungimiranti interessi dei balneatori e di qualche bagnante. Le mail che sono arrivate al sindaco e che continuano ad arrivare (in copia anche ad alcuni quotidiani) sono tantissime.

Domenica  “RIPRENDIAMOCI IL MARCIA A PIEDI” fisicamente!

se non hai ancora mandato la mail di protesta :

sindaco@comune.pescara.it e a ufficiostampa@comune.pescara.it
in copia a redazione@primadanoi  red.pescara@ilcentro.it  pescara@ilmessaggero.it

testo tipo: NO AUTO SUI MARCIAPIEDI DI PESCARA. È UNA QUESTIONE, OLTRE CHE DI SICUREZZA, DI CIVILTÀ

CHIUSO PER SCIOPERO

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PrimaDaNoi.it, il primo quotidiano on line per l’Abruzzo, sciopera da oggi fino a martedì. La redazione ha deciso di attuare questa estrema forma di protesta contro “il Sistema”, quello delle lobbies locali e dalla politica, che di fatto da anni ci ostacola e frena la crescita di una azienda legata al palo solo perché il suo “prodotto” è l’informazione libera… Allo sciopero hanno aderito anche il Capoluogo.it, Abruzzolive.tv, Videocittà.it

Condividiamo il comunicato della redazione PrimaDaNoi.it che sosterremo in tutte le forme di protesta che si vorranno adottare a riguardo nel prossimo futuro.

La redazione di MareLibero.net


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Comunicato stampa Marelibero del 28 giugno 2009

Marelibero: il neo sindaco preferisce che la gente venga “arrotata” piuttosto che multata.

Saranno soddisfatti i balneatori dell’ ordinanza del neo Sindaco Mascia che con atto monocratico (la giunta e il consiglio non si sono ancora insediati) ha ripristinato i parcheggi sul marciapiede della riviera nord che 5 anni fa erano stati finalmente tolti. Ma non saranno certo soddisfatti coloro che già questa mattina (primo giorno dell’ordinanza) si sono ritrovati nel caos che si è creato sul marciapiede, dove hanno rischiato di essere travolti da macchine e moto che salivano e scendevano mentre lo percorrevano per lunghi tratti in cerca di parcheggio  o di uscita sulla strada.

Eravamo lì per documentare la “genialata” riportata sabato dal Centro dove il sindaco si è vantato di aver dato alla città “500 parcheggi già a fine giugno”(non considerando a quale prezzo!) e abbiamo assistito a una sarabanda di veicoli a motore e di biciclette dove pedoni, mamme con carrozzini, bambini piccoli in bicicletta, carrozzelle di disabili, indignati , si chiedevano dove poter camminare in sicurezza, senza respirare aria marina condita ai fumi di gas di scarico. Preoccupate della situazione, insieme a un gruppo di cittadini, abbiamo chiamato i vigili urbani; il nostro assembramento è diventato via via più numeroso e ostacolava l’uscita delle macchine. É arrivato allora il comandante Palestrini che non ha potuto fare altro che leggerci l’ordinanza e invitarci, bonariamente, a….sgomberare. Aveva infatti ricevuto l’ordine di prendere le generalità dei facinorosi che avessero impedito alle auto di circolare sul marciapiede!

In sostanza: la parola marciapiede da ora in poi subisce uno slittamento semantico: non è più il luogo dove “si marcia a piedi” ma è una “area di parcheggio delle auto” con tutto ciò che ne consegue.

Le domande sulla bocca di tutti erano: “ma il codice della strada permette questo?” - “come ha potuto il prefetto (che ha il compito di visionare le ordinanze) dare parere positivo?” -“dove possiamo camminare in sicurezza se anche il marciapiede lato monte è occupato dalle moto?”

Mentre in tutta Europa si scoraggia l’uso delle automobili, incentivando i mezzi pubblici e la mobilità ciclabile, a Pescara si va al mare parcheggiando praticamente sotto la palma.

Quali risposte potrà dare ai cittadini un Sindaco ostaggio delle lobbies dei balneatori, dei commercianti e…..dei costruttori?

Constatiamo che in questa città cambia il segno politico degli amministratori ma a comandare sono sempre gli stessi portatori d’interessi.Privati.

Invitiamo i cittadini contrari a quest’ordinanza a mettersi in contatto con noi per organizzare azioni di protesta redazione@marelibero.net

cell. 333-8391147  Loredana

Intanto scriviamo a sindaco@comune.pescara.it e ufficiostampa@comune.pescara.it

in copia a redazione@primadanoi.it, red.pescara@ilcentro.it  e pescara@ilmessaggero.it

testo tipo: NO AUTO SUI MARCIAPIEDI  DI PESCARA. È UNA QUESTIONE, OLTRE CHE DI SICUREZZA, DI CIVILTÀ.

facciamo girare alle mailing list

Infaticabile e determinata come sempre Maria Rita D’Orsogna è tornata in Italia per darci una mano nella lotta contro la deriva petrolifera abruzzese. Riportiamo gli appuntamenti locali.

Dal 1 al 4 luglio sarà a Iglesias in Sardegna- Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, l’11 luglio in Val D’Agri- Basilicata.

http://dorsogna.blogspot.com/

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Emergenza Ambiente Abruzzo, la rete di 60 associazioni e comitati che si batte per la tutela del nostro territorio (di cui facciamo parte), organizza una cena per sostenere la causa del Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente .

Era il minimo che potessimo fare come rete, visto che singolarmente moltissime aderenti si sono adoperate nelle proprie specificità in questa immane tragedia che ha messo in luce tutte le falle del nostro sistema rispetto alla “sicurezza dei cittadini”.

Con l’occasione vi invitiamo anche a firmare la petizione on line contro la deriva petrolifera in Abruzzo

http://firmiamo.it/nopetrolioinabruzzo

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http://blog.libero.it/emergenzambiente/

Riportiamo la lettera, scritta alla moglie, di Andrea Gattinoni, un attore che è stato in questi giorni  a

L ‘Aquila per presentare un film.

HO VISTO L ‘AQUILA

Lettera a mia moglie scritta ieri notte. Ho visto l ‘Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare”. Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola “cazzeggio”. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L ‘Aquila.

Poi c ‘è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ‘ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa,l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l ‘ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”. Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c ‘è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C ‘era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai. Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c ‘erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli “Assaggi, assaggi”. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: “Non bisogna perdere le buone abitudini”. Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte

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In questa campagna elettorale di basso profilo e senza grandi contenuti, riteniamo sia una buona occasione dare la possibilità a tutti i cittadini di avere un contatto live con i candidati a sindaco di Pescara per parlare di un problema, quello della mobilità, che ha pesanti ricadute sulla nostra salute, sull’ambiente e sulla qualità della vita. Partecipate!

Organizzano Bici-Press, Associazione Marelibero, WWF, Critical Mass, AICS, Comitato Utenti Strada Parco,UISP, Comitato 20.000mcubi, FormArt, Pescarabici FIAB, Associazione Procutus.

Gli interventi verranno registrati e saranno a disposizione sui nostri siti.


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Nelle ultime campagne elettorali è comparsa, a sostegno dei partiti in competizione, una nuova specie di “homo politicus”, il cui gène dominante è il bipartitismo: gli EcoDEM e gli EcoPDL. Di solito, quando cioè non si sente il richiamo dell’urna, vivono in letargo nelle loro abitazioni e si occupano delle proprie faccende: probabilmente questo comportamento è da attribuirsi ad una sorta di pudore in quanto i loro programmi ecologisti vengono puntualmente stravolti dai loro politici di riferimento, nel momento in cui questi entrano nelle “cosiddette stanze del potere”.

Infatti noi ambientalisti, svegli e all’opera tutto l’anno, non abbiamo mai avuto il piacere di incontrarli durante le nostre battaglie né abbiamo mai letto una loro chiara presa di posizione in merito a questioni scottanti.

Chi li ha visti fare informazione e battersi per la chiusura dei pozzi S. Angelo a Bussi, inquinati da sostanze cancerogene? Chi li ha visti protestare sotto la direzione sanitaria regionale perché si facesse un’indagine epidemiologica sui 500.000 cittadini che per anni hanno bevuto acqua inquinata? Chi li ha visti lungo le sponde del Saline a denunciare le discariche abusive? Chi li ha visti battersi contro l’occupazione selvaggia, e spesso abusiva, della nostra spiaggia? Chi li ha visti denunciare la diossina che esce dal cementinceneritore ex-Lafarge? Chi li ha visti chiedere con fermezza (perché non bastano i buoni propositi e i comunicati stampa) il potenziamento della raccolta differenziata (ferma ad un misero 16% a Pescara) e l’attivazione di un serio porta a porta? Chi li ha visti denunciare il consumo del territorio e il proliferare dei centri commerciali?

Noi, finora, non li abbiamo mai visti.

Ci auguriamo che dopo le elezioni questi ecologisti non tornino in letargo ma rimangano ben svegli e con i loro bei programmi alla mano a controllare l’operato dei politici che hanno sostenuto.

Il Consiglio di Stato, con sentenza n.2894 del 2009, ha posto la parola fine sull’impugnativa dei costruttori (Iurescia, Tatonetti e Catani) per l’annullamento della VARIANTE al PRG di Pescara proposta a suo tempo (2003) da Rifondazione Comunista e approvata dal consiglio comunale l’8 giugno 2007.

Il terreno dei costruttori veniva inserito dalla Variante nella zona G2 “ verde privato di tutela” in quanto situato in un’area ad alto rischio e quindi con un vincolo di inedificabilità assoluta.

La destinazione ambientale -afferma il Consiglio di Stato- viene quindi fatta discendere dalla natura del terreno e dalla sua pericolosità dal punto di vista geologico nel caso di utilizzazione edificatoria, intendendosi così tutelare un “valore” inteso non in senso estetico, per il quale, effettivamente, sarebbe stata necessaria altra e specifica motivazione, ma direttamente collegato alla presenza di un territorio cittadino che deve essere tutelato, giacché a rischio per le sue delicate caratteristiche geologiche. sentenza-consiglio-di-stato

La Variante fortemente voluta e difesa in solitaria dall’allora consigliere Maurizio Acerbo permise di sottrarre 550.000 mq di verde collinare (sopra Zanni) agli appetiti insaziabili dei costruttori pescaresi. “…ponemmo come condizione per l’accordo con il centrosinistra nel 2003 l’approvazione di una Variante che salvaguardasse le aree di pregio della città. La nostra Variante, figlia di una cultura urbanistica moderna, aveva suscitato le proteste dei costruttori e molto inchiostro si era sprecato per dichiarane l’illegittimità. Ventilare la minaccia dei ricorsi è sempre stata l’arma con cui i costruttori hanno fornito una scusa ai loro servitori nelle stanze della politica per non salvaguardare i diritti collettivi a una città vivibile. Con questi argomenti, del tipo diritti acquisisti , il centrodestra ha fatto regali per dieci anni ai costruttori con la complicità degli allora DS e Margherita”- L’anno scorso Mascia disse ai costruttori dell’ANCE che se lui vinceva si sarebbe tornati al PRG del 2003, quello della definitiva cementificazione del territorio cittadino”.

Forse questa sentenza è stata in parte influenzata dall’immane disastro che si è prodotto a causa di un evento naturale come il terremoto: sono crollati 50 anni di abusivismo edilizio, titolava il Manifesto in quei giorni. E proprio alla luce di tutto questo la battaglia di Rifondazione Comunista acquista un valore diverso e ci fa affermare che i politici non sono poi tutti uguali.

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